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“L’esigenza di un fondo di rotazione per la progettazione degli interventi di difesa costiera e di riqualificazione nasce dal fatto che l’iter progettuale e le relative autorizzazioni necessitano di tempi molto lunghi, sia per l’acquisizione dei dati (come quelli meteomarini) che per la complessità delle operazioni di valutazione e di incidenza ambientale e di compatibilità geologica/idraulica. Ciò, finora, ha comportato che, dopo la comunicazione di finanziamento di un’opera, le relative autorizzazioni hanno richiesto tempistiche mediamente di 3/4 anni”. Lo ha detto l'assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, commentando l’approvazione della delibera che, per l’anno in corso, ha stanziato un milione di euro per la costituzione di un fondo di rotazione a favore degli enti locali per l'affidamento di incarichi professionali.

“La costituzione del fondo permetterà di avviare i relativi servizi prima del finanziamento delle opere, senza gravare sui bilanci comunali – ha aggiunto l’assessore Porcu – Consentendo, al contempo, di disporre di progettazioni di livello avanzato, appaltabili in tempi rapidi nonché garantendo la rapida spendita dei finanziamenti erogati. Inoltre, il fondo potrà essere alimentato di continuo, consentendo ad altri Comuni costieri di beneficiare del fondo stesso”.

I singoli finanziamenti avranno un importo massimo di 100mila euro per le attività di progettazione e comprenderanno i costi per le indagini necessarie fino al progetto definitivo, corredato di pareri e nulla osta previsti, e tutti gli oneri.

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“È necessario un maggiore coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti nelle attività della filiera, soprattutto nella fase attuativa. Destano perplessità le tempistiche richieste per l’adeguamento alla normativa europea e l’introduzione di obblighi che metterebbero in discussione il sistema di gestione del riciclo degli imballaggi prevalente in Italia”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, durante l’audizione sul tema del Regolamento comunitario in tema di imballaggi, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni, davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati.

“L'utilizzo dello strumento normativo del Regolamento sembra collidere col principio di sussidiarietà – ha aggiunto l’assessore Porcu, coordinatore della Commissione Ambiente, energia e sostenibilità – Probabilmente sarebbe stato più confacente l’adozione di una nuova Direttiva, che avrebbe consentito agli Stati membri di definire a livello nazionale le misure più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi, tenendo conto delle peculiarità nazionali e consentendo agli Stati più avanzati di mantenere i sistemi esistenti che già hanno dimostrato la loro efficacia”.
“L’Italia ha strutturato un efficiente sistema di riciclo, raggiungendo risultati importanti in tema di raccolta differenziata, pari al 70%, con nove anni di anticipo rispetto ai termini previsti dall’Unione europea. Qualora gli obiettivi del Regolamento venissero confermati, si troverebbe a fare i conti con l’adeguamento al sistema del riutilizzo: da un lato, comporterebbe lo stanziamento di ingenti finanziamenti; dall’altro, il collocamento fuori mercato degli imballaggi prodotti dall’attività di riciclo. Infine, nonostante i principi vigenti in materia siano validi per tutte le tipologie di materiale riciclabile, nella proposta dell’Ue si fa riferimento esclusivamente a percentuali minime di plastica, tralasciando altre tipologie di materiali, quali vetro e minerali, che, invece, garantiscono migliori performance”, ha concluso l’Assessore dell’Ambiente

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Venerdì, 05 Maggio 2023 17:08

Ambiente, assessore Porcu al "G20 spiagge"

"Durante i mesi estivi, i comuni balneari sono soggetti a un impegno superiore dovuto alla notevole presenza turistica, che si traduce anche in un sovraccarico per gli ecosistemi e le risorse naturali. È necessario migliorare l’approccio gestionale, riconoscendo la specificità delle località balneari e riqualificando sotto il profilo della sostenibilità ambientale anche i servizi pubblici prodotti e offerti dalle Amministrazioni locali a vantaggio di residenti e turisti". Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, durante il suo intervento al “G20 Spiagge”, summit delle spiagge italiane che si conclude oggi ad Arzachena.

"La Regione Sardegna ha inserito alcune di queste considerazioni nella 'Strategia regionale per lo sviluppo sostenibile' (SrSvS) - ha aggiunto l'assessore Porcu - Infatti, non è possibile pensare alla sostenibilità dei servizi pubblici locali se non si ragiona in termini di rete, con un approccio di governance multilivello e in un’ottica di integrazione con meccanismi di cooperazione intercomunale nella fornitura dei servizi pubblici, condividendo le risorse, la governance e i costi, nonché prevedendo il coinvolgimento delle comunità locali e degli operatori turistici".

L'Assessore dell'Ambiente ha sottolineato come "tra i temi che si possono affrontare, in collaborazione tra i diversi attori istituzionali, ci sono il trasporto pubblico locale, migliorando l’offerta; la gestione della raccolta differenziata e della risorsa idrica, incentivando la diminuzione nella produzione di rifiuti e nel consumo idrico; i servizi connessi alla sanità. Infine, per la distribuzione di energia elettrica, relativamente ai periodi di massimo carico nelle aree ad alta stagionalità turistica, ha un elevato valore la costituzione delle ‘comunità energetiche sostenibili’, con il coinvolgimento, oltre che delle comunità, anche del comparto produttivo e delle imprese".

"Servono interventi straordinari, sia in termini di investimenti che di attenzione agli aspetti di gestione e responsabilità. La transizione ecologica può essere un’occasione per avviarci su percorsi di maggiore sostenibilità ed efficienza nella gestione delle città balneari", ha concluso l'assessore Porcu. 

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 “Dal 6 al 26 maggio, 43 Centri di educazione ambientale e alla sostenibilità (Ceas) della Sardegna ‘apriranno le porte’ ai cittadini, con escursioni, laboratori e manifestazioni dedicati all’educazione alla sostenibilità, per rendere tutti più consapevoli della necessità di adottare uno stile di vita sostenibile e sperimentare insieme azioni concrete”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, durante la presentazione, a Donigala Fenughedu (Oristano), del progetto “Ceas Aperti 2023 - Vivere la natura tutti insieme”, coordinato dall’Assessorato regionale in collaborazione con l’Area marina protetta di Capo Carbonara, in qualità di capofila.

“Da giungo partiranno, sempre nell’ambito delle iniziative della rete regionale Infeas, altri due progetti su tematiche ambientali rilevanti anche nel contesto regionale – ha aggiunto l’assessore Porcu – ‘Incendi e cambiamenti climatici’, con ente capofila l’agenzia Forestas, che durante l’anno svolge un ruolo fondamentale di controllo e prevenzione per la salvaguardia del territorio e dei boschi. Il progetto, tra i tanti obiettivi, punta ad aumentare la conoscenza delle dinamiche del fuoco e dei danni collaterali, aumentando la sensibilità degli enti locali e dei cittadini; ‘Plastiche ed economia circolare’, capofila la Città metropolitana di Cagliari, che intende sensibilizzare i cittadini su una corretta raccolta differenziata dei rifiuti al fine di agevolarne il riciclo, in particolare della plastica, rifiuto che ha maggiore impatto sull’ambiente”.  

“Gli eventi si inseriscono nel 'Festival dello Sviluppo sostenibile', la più grande iniziativa italiana per diffondere la cultura della sostenibilità, e sono realizzati in attuazione della ‘Strategia Sardegna2030’. In sei anni, nel territorio nazionale ci sono stati più di 4.500 eventi, tra convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari, centinaia dei quali realizzati nell’Isola”, ha concluso l’Assessore dell’Ambiente.

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Dal 6 maggio al 7 giugno 2023 si terrà il “Festival dello Sviluppo sostenibile”, la più grande iniziativa italiana per diffondere la cultura della sostenibilità. In sei anni sono stati realizzati più di 4.500 eventi tra convegni, seminari, workshop, mostre, spettacoli, eventi sportivi, presentazioni di libri, documentari e tanto altro ancora, centinaia dei quali realizzati in Sardegna.

“Possono partecipare tutte le realtà sarde che lavorano per realizzare un cambiamento culturale verso una maggiore sostenibilità ambientale, responsabilità sociale, benessere dei territori e delle nostre comunità, in attuazione della Strategia regionale per lo Sviluppo sostenibile, la Strategia nazionale e l’Agenda 2030 coi suoi diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile”, ha sottolineato l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu.

“Sta aumentando la capacità di attuare lo sviluppo sostenibile nei nostri territori, che stanno diventando laboratori di conoscenza e scambio”, ha aggiunto l’assessore Porcu nell’invitare i Centri di educazione ambientale e alla sostenibilità (Ceas), le aree protette, le imprese, le associazioni, gli istituti di ricerca, le scuole e gli enti locali a organizzare e inserire i propri eventi all’interno del programma nazionale e regionale del Festival.

La Sardegna contribuisce a questa settima edizione con la manifestazione “Ceas aperti” coordinata dall’Assessorato, in collaborazione l’Area marina protetta Capo Carbonara, Forestas e la Città metropolitana di Cagliari, che comincerà il 6 maggio con un ricco calendario di eventi, laboratori, seminari e workshop sui temi della sostenibilità. Il Festival, promosso dalla Alleanza italiana per lo Sviluppo sostenibile (oltre 300 aderenti), è riconosciuto dalle Nazioni Unite come un'iniziativa innovativa e unica a livello internazionale, per due volte finalista agli Sdgs Action Awards.

Per le iscrizioni, entro il 28 aprile, al “Festival dello Sviluppo sostenibile” bisogna registrarsi all’indirizzo 2023.festivalsvilupposostenibile.it/proponi-evento/ ; mentre i siti di riferimento sono www.regione.sardegna.it/argomenti/strategiaregionalesvilupposostenibile/ e www.sardegnainfeas.it . Per informazioni si può inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..it .

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“Domenica 19 marzo, la Regione Sardegna parteciperà, con il cortometraggio “Posidonia team”, al “World water film festival” di New York, che si terrà alla Columbia University School. Il cortometraggio riassume una web serie di 10 puntate realizzata nel quadro delle attività del progetto ‘PosBeMed2’, che ha l’obiettivo di definire una strategia comune per la gestione sostenibile delle spiagge con banquettes di Posidonia oceanica”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell'ambiente, Marco Porcu, ricordando che il Progetto è finanziato nell’ambito del Programma di Cooperazione Interreg Med tramite il Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).  L’Assessorato, che è capofila, ha come partner, oltre allo Ias (Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino) - Cnr di Oristano, alcune istituzioni scientifiche di Croazia, Spagna, Grecia, Cipro e Francia. Al Festival, realizzato dagli organizzatori del summit delle Nazioni Unite sull'acqua, parteciperanno numerosi film provenienti da tutto il mondo con l’obiettivo di creare eventi di sensibilizzazione sul tema dell'acqua.

“Le praterie di Posidonia oceanica e le banquettes in spiaggia, oltre che essere un indicatore di salute ambientale, rappresentano un ecosistema fondamentale per tutelare il nostro mare e ridurre il rischio di erosione della fascia costiera, vanno perciò preservate con estrema cura”, ha aggiunto l’assessore Porcu.

“La Regione, proprio per questa valenza di strumento di difesa naturale, ha stanziato 500mila euro all’anno per il triennio 2023-2025, da destinare ai Comuni per le attività di gestione della posidonia depositata sui litorali, così da rendere fruibile il litorale e intensificare il contrasto all'erosione costiera. Con l’ultima manovra finanziaria sono stanziati anche 250mila euro per il 2023 e 730mila per il 2024 finalizzati a studi, sperimentazioni, monitoraggi e alla redazione del ‘Piano di gestione della posidonia’. Infine, è stata autorizzata la costituzione (con risorse regionali, nazionali e comunitarie) di un Fondo per le misure di adattamento ai cambiamenti climatici, con una dotazione iniziale di 110 milioni di euro per il triennio 2023-2025, attraverso il quale si potranno finanziare anche interventi di gestione della posidonia sulla spiagge”, ha concluso l’Assessore dell’Ambiente.

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"È stato un incontro proficuo che mi ha consentito di affrontare col Ministro alcuni temi importanti che riguardano la Sardegna. In riferimento alla programmazione della prossima campagna antincendio, ho chiesto rassicurazioni sulle flotte a disposizione della Sardegna. Inoltre, abbiamo trattato anche la possibilità, da parte delle Regioni, di assumere personale da impiegare a vario titolo nel sistema di protezione civile in deroga agli attuali vincoli”. Lo ha detto l'assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, al termine dell'incontro, questa mattina a Roma, con il ministro del Mare e della Protezione civile, Nello Musumeci, al quale ha presenziato anche il direttore generale della Protezione civile regionale, Antonio Belloi. Il ministro Musumeci ha anche annunciato una sua visita nell’Isola per affrontare le varie tematiche riguardanti la Protezione civile in Sardegna.

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Nuovo allentamento degli obblighi sulla movimentazione extraregionale dei capi ovini e bovini  in relazione alla malattia del cervo (Ehd) e al siero tipo tre della blu tongue (Btv3). Dalle province di Sassari, Gallura, Nuoro e Ogliastra i capi potranno infatti essere movimentati liberamente fuori dalla Sardegna senza che sia necessaria l’esecuzione del test (Pcr) con esito negativo. È quanto contenuto nelle nuove disposizioni comunicate dal Ministero della Salute alla Regione. L’obbligo dei test specifici per Ehd e Btv3 rimane per la movimentazione dei capi dalla provincia di Oristano, in parte della provincia del Sud Sardegna e nella parte più occidentale della Città Metropolitana di Cagliari, mentre è richiesto il test per il solo sierotipo tre della Blu Tongue nelle restanti aree della Citta Metropolitana di Cagliari e del Sud Sardegna orientale, con la sola esclusione delle aree in cui sia stata riscontrata anche la circolazione virale della malattia del cervo dove continuerà a essere richiesta la doppia Pcr (Ehd – Btv3).

“L’allentamento delle restrizioni – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Carlo Doria – rappresenta un risultato importante . L’azione di monitoraggio portata avanti nel territorio su oltre sei mila campioni ha consentito di definire il quadro attuale e di motivare la rimodulazione dei vincoli. Inoltre, in tutte le aree in cui permane l’obbligo di test per la movimentazione extraregionale dei capi l’eventuale positività riscontrata comporterà lo stop per i soli capi positivi”.

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Mercoledì, 18 Gennaio 2023 08:56

Arriva la neve in Sardegna: scatta l'allerta da oggi

Arriva la neve nell'Isola. Le temperature da oggi, mercoledì 18 gennaio, saranno in diminuzione nel corso della giornata e la quota della neve si abbasserà gradualmente sino a scendere a 800 metri. L'accumulo al suolo previsto sarà debole o localmente moderato. Le nevicate scenderanno fino a quote collinari. 

Mentre domani, giovedì 19 gennaio, i fenomeni di precipitazione previsti saranno deboli e isolati. Tuttavia la quota neve potrà scendere a 600 metri. 

Così l'avviso di condizioni meteorologiche avverse per neve  diramato alla Protezione civile regionale e valido ore 12 di oggi, mercoledì 18, alle ore 23:59 di domani, giovedì 19. Raccomandata massima prudenza limitando gli spostamenti in auto ai soli casi indispensabili, prestando attenzione al fondo stradale. Guidare con particolare prudenza in quanto è possibile la formazione di ghiaccio sulle strade. Non utilizzare mezzi di trasporto a due ruote. 

Lungo la strada statale131 dal Km137+900 al Km 179+500 (altopiano di Campeda) vige l'obbligo di catene a bordo o l'utilizzo di pneumatici invernali (da neve), oppure di altri mezzi antisdrucciolevoli omologati e idonei ad essere prontamente utilizzati. 

Importante anche evidenziare che, secondo il bollettino diramato dalla stessa Protezione civile regionale, nessuna criticità per rischio idraulico e idrogeologico è prevista sul Campidano. Codice giallo (criticità ordinaria) invece per Montevecchio Pischinappiu, Tirso e Logudoro. 

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Martedì, 17 Gennaio 2023 09:15

Coldiretti, emergenza cinghiali in Sardegna

È emergenza cinghiali in Sardegna e nel resto della Penisola dove se ne contano 2,3milioni, uno ogni 26 abitanti. Un numero fuori controllo che li ha trasformati in un problema sociale. Oltre alle perdite economiche in campagna dove fanno razzie nei terreni arando le colture e distruggendo le recinzioni e altre attrezzatture e in qualche caso attaccando anche gli altri animali (in alcuni ovili hanno ammazzato anche delle pecore), stanno compromettendo anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico con la perdita di biodiversità sia animale che vegetale. Ma i branchi – sottolinea Coldiretti – si stanno spingendo sempre più vicini ad abitazioni dove razzolano tra i rifiuti con evidenti rischi per la salute; causano anche incidenti stradali: i selvatici hanno causato un incidente ogni 41 ore con 13 vittime e 261 feriti gravi secondo l’analisi di Coldiretti su dati Asaps, Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali, secondo la stima Coldiretti su dati Aci Istat, è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali.

Dall’indagine Coldiretti/Ixe’ in riferimento al rapporto Ispra sulla proliferazione dei cinghiali in Italia, quasi sette italiani su dieci (69%) ritengono che i cinghiali siano troppo numerosi mentre c’è addirittura un 58% che li considera una vera e propria minaccia per la popolazione, oltre che un serio problema per le coltivazioni e per l’equilibrio ambientale come pensa il 75% degli intervistati. Oltre sei italiani su 10 (62%) ne hanno una reale paura e quasi la metà (48%) non prenderebbe addirittura casa in una zona infestata dai cinghiali.

“I cinghiali sono considerati dalla maggioranza dei cittadini una emergenza – evidenzia Coldiretti Sardegna -. Lo è per chi lavora in agricoltura ma anche per gli automobilisti e i semplici cittadini come dimostrano i dati. Come Coldiretti da anni stiamo denunciando il problema a tutti i livelli, con proteste ma anche con proposte – per questo riteniamo necessario interventi mirati e su larga scala per ridurne la minaccia”.

 

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