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La Regione Sardegna ha raggiunto il target previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per la formazione degli operatori sanitari sulle infezioni correlate all'assistenza, nell'ambito della Missione 6 Salute – Componente 2, Investimento 2.2, sub-investimento (b). Tutti gli operatori previsti dal target hanno conseguito gli obiettivi di frequenza fissati al 30 giugno 2026.

Ad oggi sono 12.308 gli operatori sanitari che hanno completato il percorso formativo, pari ad oltre il 90% dei professionisti ospedalieri, superando il target in anticipo rispetto alla data prevista per l’obiettivo finale.

Il percorso formativo è stato realizzato da ARES Sardegna quale soggetto attuatore esterno individuato dalla Regione. Il percorso, particolarmente complesso in quanto organizzato in moduli teorici e pratici dedicati alla prevenzione e al controllo delle infezioni ospedaliere, ha avuto l'obiettivo sia di rafforzare le competenze professionali e migliorare la sicurezza delle cure, sia di costruire un patrimonio di formatori che proseguiranno, anche dopo la conclusione del progetto PNRR, l’attività di prevenzione delle infezioni a livello dei presidi ospedalieri.

Il cardine di un progetto formativo così complesso, iniziato nel 2024 è quello di ridurre le infezioni che i pazienti ricoverati possono contrarre in ospedale in accordo con le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Ministero della Salute e della letteratura scientifica.

Il raggiungimento del target rappresenta un importante risultato nell'attuazione degli interventi del PNRR in ambito sanitario e conferma l'impegno di tutte le Aziende sanitare del sistema sanitario regionale nel potenziamento delle competenze dei professionisti e nella diffusione delle migliori pratiche per la prevenzione delle infezioni ospedaliere, a beneficio della qualità dell'assistenza e della sicurezza dei pazienti.

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Un investimento complessivo di 129 milioni di euro per realizzare il nuovo cuore dell'emergenza-urgenza e dell'alta specializzazione ospedaliera della Sardegna. È stata presentata oggi la nuova Piastra tecnologica dell'ARNAS G. Brotzu di Cagliari, opera strategica destinata a rafforzare il ruolo del principale hub sanitario regionale e a migliorare la qualità dell'assistenza per i cittadini.

Alla conferenza stampa hanno partecipato la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde, il direttore generale dell'ARNAS Brotzu Maurizio Marcias e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

L'intervento rappresenta uno dei più importanti investimenti sanitari programmati in Sardegna negli ultimi anni. Al momento dell'insediamento della Giunta regionale il progetto disponeva di risorse pari a circa 90 milioni di euro, provenienti da fondi europei, statali e regionali. Con la programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021-2027, approvata il 27 novembre 2024, la Regione ha destinato ulteriori risorse all'opera, portando il finanziamento complessivo a 129 milioni di euro e garantendone la piena realizzazione.

“La nuova Piastra tecnologica non è soltanto un nuovo edificio – ha dichiarato la presidente Alessandra Todde – ma una scelta strategica per il futuro della sanità sarda. Investiamo in una struttura moderna che consentirà di integrare emergenza-urgenza, diagnostica avanzata, sale operatorie e terapie intensive, migliorando l'efficienza del sistema e la qualità delle cure. È un investimento che guarda al lungo periodo e che contribuirà a rafforzare la sanità pubblica della Sardegna per i prossimi decenni”.

La nuova struttura sarà realizzata all'interno del complesso ospedaliero del Brotzu e si svilupperà su sette livelli, per una superficie complessiva superiore a 17 mila metri quadrati. Il nuovo edificio sarà collegato direttamente all'ospedale esistente attraverso una torre di raccordo che consentirà la connessione funzionale con tutti i piani del presidio.

Al piano dedicato all'emergenza-urgenza troveranno posto il nuovo Pronto Soccorso, il Trauma Center, l'osservazione breve intensiva con 20 posti letto, le aree diagnostiche dedicate e le postazioni per la gestione dei casi più complessi. La struttura comprenderà inoltre una terapia intensiva post-chirurgica da 24 posti letto, due sale operatorie ibride ad alta tecnologia per attività neurochirurgiche e multidisciplinari e dieci nuove sale operatorie, consentendo la concentrazione in un unico polo delle principali attività chirurgiche dell'ospedale.

“La nuova Piastra tecnologica – ha sottolineato il direttore generale dell'ARNAS Brotzu Maurizio Marcias – consentirà una profonda riorganizzazione dei percorsi assistenziali e un significativo salto di qualità nell'assistenza ai pazienti. L'integrazione tra pronto soccorso, diagnostica, area critica e blocco operatorio permetterà di ridurre i tempi di intervento, migliorare l'efficienza organizzativa e valorizzare le tecnologie più avanzate a disposizione del sistema sanitario regionale”.

Il progetto comprende inoltre la realizzazione di un nuovo Centro unico di prenotazione (CUP), collocato in una posizione più accessibile per l'utenza, e l'adeguamento delle infrastrutture di supporto necessarie al funzionamento del presidio.

“Si tratta di un’opera di grande rilevanza per Cagliari e per tutta la Sardegna – ha dichiarato il sindaco Massimo Zedda – per l’importanza che l’azienda Brotzu riveste. Un’opera contribuirà a rafforzare un presidio sanitario di riferimento nazionale e a migliorare i servizi offerti ai cittadini. Come Comune stiamo lavorando per cercare di ampliare ulteriormente i parcheggi e migliorare l'accessibilità, oltre quelli già previsti dal Brotzu, lavorando in sinergia sia con la Regione, sia con il Comune di Selargius”.

La nuova Piastra tecnologica si inserisce nel percorso di rafforzamento della rete ospedaliera regionale e consolida il ruolo dell'ARNAS Brotzu quale centro di riferimento per le alte specialità, la gestione delle emergenze complesse e l'innovazione sanitaria.

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Nel corso della conferenza stampa di presentazione della nuova Piastra tecnologica dell'ARNAS Brotzu, la presidente della Regione e assessora ad interim della Sanità Alessandra Todde ha illustrato tre importanti delibere approvate dalla Giunta regionale nella seduta di ieri, provvedimenti che, come ha sottolineato la Presidente, "vanno nell'ottica dell'idea di sanità che vogliamo creare".
La prima delibera riguarda il rafforzamento della sanità pubblica e le misure adottate in vista della scadenza, fissata al 30 giugno, dei contratti dei medici gettonisti.
"La prima scelta riguarda la difesa della sanità pubblica", ha spiegato Todde. "Abbiamo deciso di valorizzare ulteriormente la nostra dirigenza medica e il comparto sanitario, incentivando gli spostamenti all'interno delle singole ASL per garantire il supporto ai Pronto soccorso e ai servizi dell'emergenza-urgenza".
Il provvedimento prevede incentivi fino a 100 euro per i dirigenti medici e fino a 60 euro per il personale del comparto che opereranno all'interno della propria azienda sanitaria, mentre per le convenzioni gli importi potranno arrivare fino a 140 euro per i dirigenti medici e fino a 80 euro per il personale infermieristico.
"È importante, soprattutto in vista della stagione estiva, costruire una risposta solidaristica dell'intero sistema sanitario regionale verso le realtà che, in determinati periodi, registrano maggiori difficoltà", ha aggiunto la Presidente.

La seconda delibera riguarda invece la ripartizione delle risorse alle Aziende sanitarie per il 2025.
"Per ragioni legate alla chiusura dei bilanci abbiamo mantenuto gli stessi criteri utilizzati negli anni precedenti", ha spiegato Todde, "ma abbiamo introdotto una novità importante: l'istituzione di un tavolo che avrà il compito di rivedere i criteri di ripartizione tenendo conto della stagionalità e dell'incidenza delle patologie nei diversi territori".
L'obiettivo è adeguare progressivamente la distribuzione delle risorse alle peculiarità dei territori e alle variazioni della popolazione che caratterizzano la Sardegna durante l'anno.
"La Sardegna è un'isola che cambia significativamente in termini di popolazione in alcuni periodi dell'anno e in alcune aree, e il sistema sanitario deve essere in grado di rispondere a queste trasformazioni", ha sottolineato la Presidente.
La terza delibera approvata dalla Giunta regionale destina 3 milioni di euro all'abbattimento delle liste d'attesa, una delle priorità individuate dall'esecutivo regionale sin dall'inizio della legislatura.
"Fin dall'inizio del mandato siamo impegnati su questo fronte", ha ricordato Todde. "Abbiamo lavorato insieme ad Agenas per migliorare trasparenza e tracciabilità dei dati e per rilevare in maniera puntuale i reali bisogni di salute dei cittadini sardi".
Le nuove risorse saranno indirizzate in particolare verso alcune delle prestazioni che oggi presentano le maggiori criticità.
"Con questo nuovo intervento andremo a incidere in particolare sugli interventi di cataratta, sulle gastroscopie e sulle colonscopie", ha concluso la Presidente.

Le tre delibere si inseriscono nel più ampio percorso di rafforzamento del sistema sanitario regionale portato avanti dalla Giunta, con interventi che riguardano contemporaneamente il personale sanitario, la programmazione delle risorse e il miglioramento dell'accesso alle prestazioni per i cittadini.

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La Regione Sardegna compie un passo decisivo per il rafforzamento del sistema di welfare regionale con l’approvazione del Piano regionale dei servizi alla persona 2026-2028, il documento strategico che definisce indirizzi, obiettivi e priorità per la programmazione dei servizi sociali e sociosanitari dell’Isola.

"Il Piano regionale dei servizi alla persona non è soltanto un documento di programmazione: è un investimento strategico da 1,5 miliardi con cui rafforziamo i servizi territoriali, sosteniamo i PLUS, integriamo sociale e sanità e costruiamo una rete più vicina ai cittadini”. Così la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde, che nei mesi scorsi ha voluto accompagnare con la sua presenza le 8 tappe di presentazione del Piano nell’isola. “Questo Piano-prosegue Todde- nasce dal confronto con i territori e con gli operatori che ogni giorno lavorano nelle comunità: non è un documento calato dall’alto, ma il risultato di un percorso condiviso che mette al centro i diritti delle persone e la qualità della presa in carico”.

Il documento finale è dunque il risultato di un ampio percorso di confronto e concertazione con gli Ambiti PLUS, le Aziende sanitarie locali, gli enti locali, il Terzo Settore e tutti i principali attori del sistema regionale dei servizi alla persona, con l’obiettivo di costruire una rete più moderna, integrata e vicina ai bisogni delle comunità. Il nuovo Piano arriva a quasi vent’anni dall’approvazione della legge regionale n. 23 del 2005, che ha delineato il sistema integrato dei servizi alla persona, e colma un vuoto programmatorio atteso da territori, operatori e cittadini. Un percorso particolarmente significativo anche alla luce del fatto che il precedente Piano regionale, adottato nel 2022, non aveva completato il proprio iter di approvazione.

Il Piano si sviluppa in coerenza con il Programma regionale di sviluppo 2024-2029 e con i più recenti indirizzi nazionali in materia di Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS), ponendo al centro la persona e il diritto a servizi accessibili e di qualità in tutto il territorio regionale. Particolare attenzione viene dedicata alle grandi sfide che caratterizzano la Sardegna: l’invecchiamento della popolazione, la denatalità, lo spopolamento delle aree interne, il contrasto alla povertà e all’emarginazione sociale, il sostegno alle famiglie, ai minori, alle persone con disabilità e non autosufficienti, nonché la prevenzione e il contrasto della violenza di genere.

Tra gli obiettivi strategici figurano il rafforzamento della rete territoriale dei servizi, il potenziamento dell’integrazione sociosanitaria, il consolidamento degli strumenti di inclusione sociale e lavorativa, il sostegno alla domiciliarità, la promozione dell’invecchiamento attivo, il miglioramento dell’accesso ai servizi attraverso l’innovazione digitale e il rafforzamento della capacità amministrativa degli Ambiti PLUS. Con questo Piano la Regione Sardegna si dota di una cornice organica e aggiornata per programmare le politiche sociali dei prossimi anni, garantendo maggiore uniformità dei servizi, riduzione delle disuguaglianze territoriali e una presa in carico sempre più efficace e personalizzata delle persone e delle famiglie.

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La Presidente della Regione e Assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde, è intervenuta questa mattina in audizione davanti alla VI Commissione Sanità del Consiglio regionale per illustrare i capitoli dedicati alla sanità e alle politiche sociali contenuti nella variazione di bilancio. Al centro dell'intervento, il piano di investimenti che prevede 238 milioni di euro in tre anni destinati al rafforzamento del sistema sanitario regionale e all'integrazione sociosanitaria, con l'obiettivo di migliorare l'accessibilità dei servizi, ridurre le disuguaglianze territoriali e fornire risposte più efficaci ai bisogni dei cittadini.

"È stato importante discutere oggi delle risorse che verranno dedicate alla sanità e alle politiche sociali", ha dichiarato la Presidente Todde. "Parliamo di interventi concreti che consentiranno di consolidare la medicina territoriale, sostenere gli enti locali e migliorare l'offerta sanitaria in tutta l'Isola".

Tra le principali misure illustrate figura il completamento delle azioni connesse alla riforma della sanità territoriale (DM 77), attraverso uno stanziamento di 10 milioni di euro per ciascun anno destinato alle Case della Comunità, così da completare gli interventi non coperti dalle precedenti programmazioni.

Particolare attenzione è stata dedicata anche all'introduzione delle Case della Comunità mobili, uno strumento innovativo pensato per garantire la presenza dei servizi sanitari nei territori che ancora non dispongono delle nuove strutture territoriali. Le unità mobili, già organizzate con personale e servizi dedicati, opereranno soprattutto nelle aree più fragili e meno servite, assicurando una copertura omogenea durante la fase di progressiva attivazione delle Case della Comunità previste dalla riforma. La variazione di bilancio prevede inoltre misure richieste dai territori e dagli amministratori locali nel corso del confronto avviato dalla Regione per la definizione del Piano dei servizi alla persona e del Piano delle politiche sociali. Tra queste, l'istituzione di un fondo finalizzato all'integrazione delle rette delle comunità integrate e al sostegno del sistema infermieristico dedicato, con l'obiettivo di supportare i Comuni e garantire una maggiore sostenibilità dei servizi assistenziali. Sono previste anche risorse aggiuntive per il rafforzamento delle attività di prevenzione e per il supporto alle campagne vaccinali.

Un ulteriore capitolo riguarda il potenziamento della specialistica ambulatoriale, con un incremento delle ore assegnate secondo criteri maggiormente aderenti ai bisogni reali dei territori. La distribuzione delle prestazioni non sarà più effettuata esclusivamente sulla base della popolazione residente, ma terrà conto dell'analisi delle liste d'attesa e degli indicatori di performance sanitaria, compresi i dati del più recente Piano Nazionale Esiti, per garantire interventi mirati e una riduzione più efficace dei tempi di accesso alle cure.

"Le risorse previste – ha concluso la Presidente Todde – non rappresentano soltanto uno stanziamento economico, ma la risposta concreta alle criticità emerse in questi mesi e alle richieste provenienti dai territori. L'obiettivo è costruire una sanità più vicina alle persone, più equa e capace di garantire servizi di qualità in tutta la Sardegna".

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La Sardegna si conferma tra le regioni più virtuose d’Italia nel sistema della donazione e dei trapianti. È quanto emerge dal report del Centro Nazionale Trapianti aggiornato al 24 maggio 2026, che mette a confronto i dati registrati nello stesso periodo del 2025.

L’Isola raggiunge infatti il terzo posto a livello nazionale, insieme all’Emilia Romagna, per attività di segnalazione di potenziali donatori, con un indice di 76,2 PMP (donatori per milione di persone), preceduta soltanto da Toscana e Veneto.

Un risultato particolarmente significativo che conferma la solidità della rete regionale trapianti e l’elevato livello di collaborazione tra strutture ospedaliere, operatori sanitari e sistema organizzativo regionale.

Positivi anche i dati sull’attività trapiantologica. Nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 24 maggio 2026 sono stati eseguiti in Sardegna 40 trapianti, rispetto ai 27 effettuati nello stesso periodo del 2025, con un incremento del 48%.

Nel dettaglio, i donatori segnalati in Sardegna sono passati da 43 nel 2025 a 47 nel 2026, mentre i donatori utilizzati sono aumentati da 24 a 27. Stabile il tasso di opposizione, attestato intorno al 25%.

“I dati confermano il grande lavoro svolto dalla rete regionale dei trapianti e testimoniano una crescente cultura della donazione tra i cittadini sardi", dichiara la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde.

"Risultati che confermano la bontà della direzione intrapresa dal nostro esecutivo, impegnato sin dall’inizio nel rafforzamento della rete trapiantologica regionale, nella sensibilizzazione alla donazione degli organi e nel sostegno ai professionisti sanitari impegnati quotidianamente in questo ambito", aggiunge la Presidente.

Negli ultimi due anni la Regione Sardegna ha accompagnato il rafforzamento dell’attività di donazione e trapianto con una serie di interventi mirati, orientati a sostenere la rete sanitaria regionale, valorizzare le professionalità coinvolte e garantire continuità ai percorsi assistenziali: sono stati stanziati 1 milione e mezzo nel 2024 e di 1 milione ed 800 mila euro nel 2025.

Un ulteriore e decisivo passo avanti nel rafforzamento della rete regionale trapianti è stato compiuto dalla Giunta regionale con l’avvio del programma di donazione di organi da donatore a cuore fermo (DCD – Donation after Circulatory Death), una tecnica innovativa già adottata nelle realtà più avanzate del Paese e finalizzata ad ampliare il numero dei potenziali donatori. Il percorso, avviato sin dall’agosto 2024, è stato completato con la deliberazione n. 8/26 del 5 febbraio 2025, con cui la Giunta regionale ha approvato ufficialmente il “Protocollo regionale per la donazione di organi da donatore a cuore fermo controllato (cDCD)”, elaborato dall’apposito Tavolo tecnico regionale.

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La Giunta regionale della Sardegna ha approvato le nuove linee di indirizzo per l’Indennità regionale fibromialgia (IRF), il sostegno economico destinato alle persone affette da fibromialgia residenti nell’Isola. Il provvedimento aggiorna le modalità di riconoscimento ed erogazione del contributo a partire dal 2026, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge regionale n. 11 del 2025.

La misura, istituita con la legge regionale 18 gennaio 2019 n. 5, introduce un elemento di equità nella gestione delle risorse a tutela di tutti i beneficiari, garantendo al contempo un aiuto concreto ai cittadini che convivono con questa sindrome e confermando l’impegno della Regione nel sostenere il riconoscimento della fibromialgia quale patologia progressiva e invalidante.

I dati raccolti attraverso il sistema informativo SIPSO (il Sistema informativo delle Politiche Sociali, su cui converge la rendicontazione delle spese sostenute dagli enti locali in attuazione delle politiche sociali finanziate dalla Regione Sardegna) evidenziano una crescita costante delle richieste di accesso al beneficio: dalle circa 6 mila domande presentate nel 2023, per un importo complessivo di oltre 5,1 milioni di euro, si è passati a oltre 9 mila domande nel 2024, fino a raggiungere nel 2025 quota 11.023 richieste.

Le nuove disposizioni prevedono che, dal 2026, l’IRF venga erogata sotto forma di contributo a rimborso delle spese sostenute per interventi di carattere sanitario, sociosanitario e di cura della persona non coperti dal Servizio sanitario regionale, fino a un massimo di 800 euro annui, sulla base della situazione economica certificata tramite ISEE e nei limiti delle risorse disponibili.

Tra le spese ammissibili rientrano, tra le altre, l’acquisto di servizi professionali di assistenza domiciliare e alla persona, attività fisiche adattate, trattamenti fisioterapici e riabilitativi, supporto psicologico, cure termali, visite specialistiche, dispositivi medici, integratori alimentari e ulteriori prestazioni sanitarie correlate alla gestione della fibromialgia.

Le domande dovranno essere presentate ai Comuni di residenza entro il 30 aprile di ciascun anno. Per i beneficiari già ammessi negli anni precedenti sarà considerata valida la domanda già presentata, fermo restando l’obbligo di aggiornare annualmente l’attestazione ISEE e comunicare eventuali variazioni dei requisiti.

Per l’annualità 2026 la Regione Sardegna ha stanziato 5 milioni di euro, a valere sul bilancio regionale 2026-2028.

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“Voglio esprimere il mio ringraziamento e la riconoscenza dell’intera comunità sarda a tutte le infermiere e gli infermieri che ogni giorno operano nel Servizio sanitario regionale con professionalità, competenza e spirito di sacrificio”. Così la Presidente della Regione ed assessora della Sanità ad interim, Alessandra Todde, in occasione della Giornata Internazionale dell’Infermiere 2026, che quest’anno mette al centro il ruolo della professione infermieristica in Italia e la carenza di personale sanitario nel Servizio sanitario nazionale.

“Quella infermieristica è una professione fondamentale per la tenuta del nostro sistema sanitario e per la qualità dell’assistenza ai cittadini. Gli infermieri rappresentano il presidio umano e professionale più vicino alle persone nei momenti di fragilità, sofferenza e bisogno. A loro va il nostro grazie più sincero per il lavoro quotidiano svolto nei pronto soccorso, negli ospedali, nei territori, nelle strutture sociosanitarie e nell’assistenza domiciliare”, dichiara la Presidente Todde.

“La Regione Sardegna considera il personale infermieristico una risorsa strategica del Servizio sanitario regionale e, sin dall’insediamento della Giunta, abbiamo lavorato per dare risposte concrete sul fronte della valorizzazione professionale, del superamento delle diseguaglianze e del rafforzamento degli organici”.

In questi mesi la Giunta regionale ha infatti adottato diversi provvedimenti finalizzati al sostegno del personale sanitario e al potenziamento della rete assistenziale. Tra questi, l’impegno sulla vertenza perequativa che per anni ha penalizzato medici, infermieri e personale sanitario di importanti realtà della sanità sarda, attraverso criteri di redistribuzione delle risorse destinati a ridurre il divario retributivo tra le diverse aziende del sistema sanitario regionale.

Particolare attenzione è stata inoltre dedicata all’emergenza-urgenza, con oltre 25 milioni di euro destinati all’indennità per il personale stabilmente impiegato nei pronto soccorso della Sardegna nel triennio 2023-2025. Risorse rivolte anche agli infermieri che operano quotidianamente nei reparti maggiormente esposti alla pressione assistenziale e ai carichi di lavoro più gravosi.

La Giunta regionale ha inoltre avviato un programma strutturato di rafforzamento degli organici nel biennio 2024-2025, con nuove procedure di reclutamento e assunzione rivolte anche al personale infermieristico, nella consapevolezza che il contrasto alla carenza di professionisti sanitari rappresenti una priorità indispensabile per garantire servizi efficienti e vicini ai cittadini.

Nuove procedure di reclutamento verranno avviate in vista dell’integrazione degli organici destinati alle Case e agli Ospedali di Comunità, nel quadro del completamento della rete territoriale di assistenza in attuazione del DM 77.

“Investire sugli infermieri significa investire nella salute pubblica, nella dignità del lavoro sanitario e nel diritto alla cura delle persone. Continueremo a lavorare per costruire un sistema sanitario regionale più equo, attrattivo ed efficiente, nel quale il valore delle professioni sanitarie sia pienamente riconosciuto”, conclude la Presidente Alessandra Todde.

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Ultima tappa a Cagliari del PRSP – Piano regionale dei servizi alla persona, nel corso della riunione della Consulta regionale per i servizi sociali, sanitari e sociosanitari. Il documento è stato presentato questa sera, nella sala Paola Pau di via Roma, alla presenza del Capo di Gabinetto dell’assessorato regionale della Sanità, Stefano Ferreli, e della Direttrice Generale delle Politiche Sociali Francesca Piras.

Il documento raccoglie i contributi emersi nel corso del roadshow territoriale promosso dalla Regione Sardegna nello scorso mese di aprile, attraverso una serie di incontri con amministratori locali, organizzazioni sindacali, operatori del settore, terzo settore e stakeholder del sistema sociosanitario regionale. Dopo il passaggio odierno davanti alla Consulta, il Piano verrà portato all’esame della Giunta regionale per l’approvazione finale.

La Consulta regionale rappresenta l’organo consultivo che affianca l’Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale nelle attività di programmazione e integrazione sociosanitaria. Presieduta dall’Assessore regionale competente, è composta dal Direttore generale delle Politiche sociali, rappresentanti del sistema sanitario, delle organizzazioni sindacali, delle professioni sociali, sociosanitarie e sanitarie, degli enti locali, del terzo settore e degli organismi di tutela, oltre a un rappresentante del Tribunale per i minorenni.

Nel corso dell’incontro, Stefano Ferreli, intervenuto in rappresentanza della Presidente ed assessora della Sanità ad interim Alessandra Todde, ha sottolineato la necessità di costruire una nuova stagione della programmazione pubblica fondata sulla valutazione e sul monitoraggio delle politiche sociali e sanitarie.

“Per vent’anni la politica ha fatto interventi spot, non collegati tra loro e senza una cultura della valutazione e dell’autovalutazione”, ha affermato Ferreli. “La pianificazione parte dalla necessità di mettere una cornice e una perimetrazione agli interventi pubblici e di verificare l’efficacia e l’efficienza delle politiche adottate”.

Ferreli ha evidenziato come la Sardegna registri livelli di spesa molto elevati nei settori della sanità, delle politiche sociali e del lavoro, richiamando però l’esigenza di dotarsi di strumenti adeguati per misurare concretamente i risultati raggiunti. “Il primo passo – ha spiegato – non può che essere iniziare una vera attività di verifica. Servono modelli di valutazione ex ante, in itinere ed ex post per capire se gli strumenti messi in campo raggiungono realmente gli obiettivi prefissati”.

Ampio spazio è stato dedicato anche al confronto con i territori e con le rappresentanze sociali. “I momenti di consultazione sul territorio, con gli enti locali, le sigle sindacali e il terzo settore – ha detto ancora Ferreli – servono proprio a questo: costruire una pianificazione condivisa e sviluppare una sensibilità diffusa sulla valutazione delle politiche pubbliche”.

Secondo il capo di Gabinetto dell’Assessorato, il nuovo Piano punta, inoltre, a superare la frammentazione degli interventi e a creare strumenti permanenti di dialogo e monitoraggio. “Dobbiamo mettere a terra una pianificazione che sia in grado di monitorare lo stato di attuazione delle politiche e avere luoghi di confronto che consentano anche di correggere le politiche pubbliche quando necessario”, ha concluso.

L’incontro di questa sera rappresenta dunque un passaggio centrale nel percorso di definizione del nuovo Piano regionale dei servizi alla persona, destinato a orientare le future politiche regionali nell’ambito sociale, sanitario e sociosanitario.

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L’assessorato regionale della Sanità per il tramite del proprio Servizio Veterinario comunica che si sono concluse le operazioni di stamping out (abbattimento) nei focolai di dermatite nodulare riscontrati nei territori di Muravera e Villaputzu, eseguite dalle ASL di Cagliari.

Le misure adottate risultano conformi a quanto previsto dalla normativa comunitaria per le malattie di categoria A e sono state attuate con tempestività. Tale rapidità di intervento ha consentito alla Regione di rispettare i tempi indicati dal Ministero nel corso dell’Unità Centrale di Crisi tenutasi il 15 aprile.

Allo stato attuale, il completamento delle attività previste rappresenta un elemento favorevole sotto il profilo della gestione dell’emergenza sanitaria. Qualora la situazione epidemiologica si mantenga stabile e non si registrino ulteriori focolai, potrà essere evitata l’imposizione della Zona Unica di Restrizione da parte della Commissione europea.

Si evidenzia pertanto che la prosecuzione di un attento monitoraggio epidemiologico e il mantenimento delle misure di sorveglianza restano elementi essenziali per il consolidamento del quadro favorevole attualmente registrato.

Altro dato da rilevare è la capacità di risposta del sistema sanitario regionale e l’efficacia raggiunta dal coordinamento tra strutture territoriali e livello centrale, sotto la regia della Regione. L’obiettivo prioritario rimane la tutela del patrimonio zootecnico sardo e la salvaguardia delle attività economiche degli allevatori, pilastro dell’economia isolana.

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