Anche quest’anno la Sardegna celebra la Festa della Liberazione con iniziative diffuse su tutto il territorio regionale, ma il clima delle commemorazioni appare segnato dalle polemiche per le "celebrazioni sobrie" imposte dal governo in segno di lutto per la morte di Papa Francesco.
Da Cagliari a San Gavino Monreale, passando per Alghero, Quartu, Oristano e Sassari, cortei e cerimonie ricordano l’anniversario dell’insurrezione popolare e della fine dell’occupazione nazifascista. A Nuoro, l’Istituto per la storia dell’antifascismo e dell’età contemporanea ha coinvolto le scuole di Gavoi, Lula e Orani in un ciclo di incontri realizzati con il supporto delle amministrazioni comunali. Un modo per trasmettere la memoria storica alle nuove generazioni, attraverso il dialogo e la partecipazione attiva.
Tuttavia, le celebrazioni appaiono in tono minore rispetto agli scorsi anni. A Cagliari, dove si commemora anche l’80° anniversario della Liberazione, la cerimonia si terrà senza l’accompagnamento della banda musicale: sarà un solo trombettiere a eseguire il Silenzio e l’Inno di Mameli. La decisione è stata presa in accordo con la Prefettura, secondo le disposizioni governative che invitano a una commemorazione “sobria” in segno di lutto per la scomparsa del Pontefice.
Una scelta che non ha mancato di suscitare critiche. Se da un lato si comprende la volontà di rispettare il lutto nazionale, dall’altro c’è chi ritiene inopportuno ridimensionare una ricorrenza fondamentale per la democrazia italiana. Le polemiche si estendono a livello nazionale: alcuni comuni, come Ponte San Nicolò in provincia di Padova, hanno addirittura annullato del tutto le manifestazioni. Nel piccolo centro veneto, un concerto previsto nel cortile del municipio è stato cancellato e la consegna delle tessere elettorali ai diciottenni è stata rinviata al 2 giugno, Festa della Repubblica.
In Sardegna, nonostante le limitazioni, l’impegno civile e la memoria resistono. Le piazze si animano di giovani, cittadini, associazioni e rappresentanti istituzionali, uniti nel rendere omaggio a chi ha lottato per la libertà. Anche senza fanfare, il messaggio del 25 aprile arriva forte: la Liberazione è un patrimonio di tutti, da custodire e rinnovare ogni anno.

