Lunedì, 21 Settembre 2026 18:34

Aiuti alle imprese della filiera turistica, superato il plafond con oltre 38 milioni richiesti

Vota questo articolo
(0 Voti)

Risposta straordinaria delle imprese sarde della filiera turistica all'Avviso "Solare 2026", finanziato con 21 milioni di euro nell’ambito del PR Sardegna FSE+ 2021-2027. In pochissimi minuti dall'apertura dei termini è stato superato il plafond disponibile, con un volume complessivo di contributi richiesti che ha abbondantemente oltrepassato i 38 milioni di euro a fronte di oltre 1.700 istanze trasmesse.

Nello specifico, i dati aggiornati ad oggi indicano che le micro e piccole imprese, a cui era riservato ben il 90% della dotazione, hanno inviato 1.654 domande per un valore complessivo di oltre 35,6 milioni di euro. A queste si aggiungono le medie imprese, che hanno saturato la riserva del 10% loro dedicata presentando 53 istanze per un ammontare pari a circa 2,6 milioni di euro.

“Questi dati dimostrano non solo una reattività eccezionale, ma confermano che l'impostazione data all'Avviso Solare risponde a un bisogno concreto e reale del territorio”, dichiara l’assessora regionale del Lavoro, Desirè Manca. “Tutti i contributi richiesti si basano su assunzioni già effettivamente formalizzate dalle aziende: parliamo quindi di occupazione vera, misurabile e di un comparto strategico per la nostra regione. La vera novità di quest’anno, inoltre, è rappresentata dall'esclusione delle grandi imprese: una precisa scelta politica volta a destinare ben il 90% delle risorse a micro e piccole realtà. Chi è più piccolo e affronta quotidianamente le sfide del mercato ha maggiore necessità di interventi diretti come questo, ed è nostro dovere sostenere in modo prioritario e capillare chi costituisce la vera ossatura portante del nostro tessuto economico. Il turismo rappresenta una delle principali leve di sviluppo della Sardegna e il suo futuro passa inevitabilmente attraverso prospettive lavorative solide per migliaia di persone. Per questo motivo abbiamo scelto di incentivarne non solo i contratti a tempo determinato, ma soprattutto la stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Crediamo fermamente che la continuità occupazionale significhi maggiore serenità per i lavoratori, competenze più consolidate per le imprese e comunità territoriali più forti e coese”, conclude l’esponente della Giunta.