Martedì, 26 Agosto 2025 08:12

Continuità aerea in tilt: voli per Linate introvabili, esplode la protesta

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La crisi della continuità aerea torna a colpire i viaggiatori sardi, costretti in questi giorni a fare i conti con un vero e proprio muro quando si tratta di raggiungere Milano Linate. Da domenica i voli da Cagliari e Olbia risultano introvabili fino al 2 settembre, e ieri la situazione non è cambiata: da Alghero solo qualche posto disponibile sul volo notturno delle 22.10. Per il resto, un deserto.

Eppure i contratti di continuità territoriale prevedono l’obbligo per le compagnie di integrare i voli in caso di tutto esaurito. Ma nessuna nuova frequenza è stata messa a disposizione, lasciando centinaia di residenti a terra.

Il paradosso, denunciano i sindacati, è che tutto era prevedibile. Il controesodo di fine agosto è infatti un fenomeno noto e facilmente programmabile, soprattutto considerando che la maggior parte dei turisti prenota andata e ritorno con largo anticipo. Ma tra studi, previsioni e analisi, a pesare è ancora una volta il fattore economico: far volare più aerei costa, e le compagnie non sembrano intenzionate a sobbarcarsi spese extra.

«La situazione che si è creata è inaccettabile», attacca Claudia Camedda, segretaria generale Fit Cisl. «Era evidente che il flusso di viaggiatori sarebbe stato così alto in questo periodo. Ma siamo soprattutto preoccupati per chi deve recarsi a Milano per motivi di salute: non solo non può curarsi in Sardegna, ma si trova anche nell’impossibilità di raggiungere gli ospedali lombardi. Se non si può intervenire nell’immediato, la Regione deve almeno lavorare perché questa vergogna non si ripeta».

Sulla stessa linea Elisabetta Manca, segretaria regionale della Uil: «Bisogna liberarsi al più presto di questo vecchio bando di continuità e approvarne uno davvero al servizio dei sardi. Servono più frequenze, soprattutto nei periodi caldi dell’anno. È impensabile che per una settimana intera non si riesca a raggiungere Milano: i picchi di fine agosto non sono una novità».

Dure anche le opposizioni in Consiglio regionale. «Altro che svolta: il nuovo modello di continuità territoriale approvato dalla Giunta è la fotocopia peggiorata del passato», attacca il consigliere Alessandro Sorgia. «Mancano rotte fondamentali, non si tiene conto della domanda reale e non c’è alcuna garanzia che i sardi riescano a volare nei momenti di bisogno. Serve una riforma vera, che parta dalle esigenze dei cittadini e non dagli equilibri della burocrazia».

Il risultato, ancora una volta, è che i sardi pagano il prezzo più alto: biglietti introvabili nei giorni cruciali, famiglie separate, studenti e lavoratori bloccati, pazienti impossibilitati a spostarsi per cure. La continuità aerea, pensata per garantire pari diritti di mobilità ai residenti dell’Isola, si trasforma così nell’ennesimo terreno di scontro politico e sindacale.