Lunedì, 23 Marzo 2026 17:19

Referendum, vince il “No”. Todde: “Difesa la Costituzione”. Comandini: “Ora stabilità e riforme”

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La vittoria del “No” al referendum segna un passaggio politico rilevante per la Sardegna, rafforzando il quadro istituzionale e offrendo, secondo i vertici regionali, una prospettiva di maggiore stabilità. Un esito che si intreccia con la recente pronuncia della Corte d’Appello di Cagliari, che ha definitivamente escluso l’ipotesi di decadenza della presidente della Regione, Alessandra Todde.

A commentare la fase è il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, che sottolinea il valore della sentenza: “È certamente una buona notizia per i sardi e per la Sardegna, che ha bisogno di stabilità e continuità amministrativa. È senza dubbio un riconoscimento della buona fede della presidente Todde. Ora, insieme, dobbiamo proseguire nel mandato che i sardi ci hanno dato, liberare maggiori energie all’interno del Consiglio regionale e portare avanti le riforme avviate”.

Parole che si inseriscono in un contesto politico che, dopo settimane di tensioni e incertezze, sembra ora orientato a una fase più operativa. La decisione della Corte d’Appello, infatti, chiude definitivamente una vicenda che aveva alimentato il dibattito politico regionale, restituendo piena legittimità all’azione dell’esecutivo guidato da Todde.

La stessa presidente ha affidato ai social un messaggio dal tono netto, legando il risultato referendario a un principio più ampio: “La vittoria del No difende la nostra Costituzione. La Costituzione è e resta il faro del nostro agire. Orgogliosa del grande risultato raggiunto in Sardegna”.

Un’affermazione che richiama esplicitamente il valore della Costituzione italiana come punto di riferimento dell’azione politica e amministrativa, e che rafforza la lettura del voto come espressione di tutela dell’assetto istituzionale.

Il doppio binario – da un lato il pronunciamento giudiziario, dall’altro l’esito del referendum – contribuisce così a delineare una fase nuova per la legislatura regionale. Per la maggioranza, si tratta ora di tradurre il consenso in azione concreta, accelerando sulle riforme e sulle politiche già avviate.