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 “Il Girotonno è una vetrina sul mondo per l’Isola di San Pietro. La sua tonnara, unica in Sardegna grazie alle sue particolarità, vede in questi giorni l’afflusso di tantissimi visitatori che rendono omaggio alla nostra Isola e ai suoi sapori, testimoniando ancora una volta l’eccellenza dei nostri prodotti”. Così l’assessore dell’Agricoltura, Valeria Satta, in visita oggi a Carloforte in occasione del Girotonno, la manifestazione giunta alla sua diciannovesima edizione, in programma dal 1° al 4 giugno.

 L’Assessore Satta ha fatto visita alla tonnara della città tabarchina, una delle poche ancora attive del Mediterraneo e l’unica in Sardegna, con una tradizione diventata un rito per l’intera comunità: “La visita odierna alla tonnara è una tappa obbligatoria per conoscere da vicino una tradizione antica che ha come protagonista il tonno rosso, in “re” dei tonni pescato nelle acque del nostro Mar Mediterraneo, ed in particolare il “tonno rosso di corsa”, tipico di Carloforte, dalle carni ancora più pregiate. La Regione Sardegna è orgogliosa di essere testimone della manifestazione” ha concluso l’esponente della Giunta Solinas. 

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Sardegna Ricerche sostiene le cooperative con supporto tecnico e studi specifici. Grazie a un percorso avviato oltre 10 anni fa, lo Sportello Appalti Imprese dell’agenzia regionale è pronto ad affiancare il Terzo settore nelle sfide poste dal nuovo codice dei contratti, in vigore dal prossimo primo luglio. Il mondo delle associazioni riveste un ruolo determinante sull’Isola, con un’ampia offerta di servizi legati al welfare: sono oltre mille le coop sociali in Sardegna, 9mila gli operatori e 212mila gli assistiti nell’area sociosanitaria. Il valore della produzione al 2021 è di 372 milioni di euro con una crescita, negli ultimi 10 anni, pari al 43 per cento. Attraverso lo Sportello Appalti Imprese, Sardegna Ricerche ha monitorato il mercato degli appalti pubblici dal 2012 a oggi, rilevando le ricadute economiche e sociali del mondo cooperativistico sull’Isola.

All’attività di analisi Sardegna Ricerche ha aggiunto momenti di supporto e formazione per affiancare cooperative e associazioni nella non facile gestione dei contratti o degli appalti. Si è dunque lavorato con l’obiettivo di sviluppare le competenze necessarie per far crescere la competitività nel campo del procurement pubblico, anche con laboratori per sperimentare tecniche di scrittura di offerte e progetti tecnici in risposta a domande di servizi sempre più complessi. Allo stesso tempo, lo Sportello Appalti Imprese ha supportato le amministrazioni pubbliche che hanno approfondito le analisi dei bisogni e la conseguente programmazione della spesa.

In questo contesto è stato organizzato l’appuntamento “Nuovo codice dei contatti e cooperazione: quali sfide e quali opportunità?”, un evento pensato per mettere insieme gli attori pubblici e privati interessati a far crescere forme innovative di welfare comunitario. All’evento dello scorso 30 maggio – aperto da Maria Assunta Serra, direttore generale di Sardegna Ricerche – hanno partecipato Giovanni Deiana, direttore generale politiche sociali dell’Assessorato igiene e sanità della Ras, Luigi Gili avvocato componente dell’osservatorio di diritto comunitario e nazionale sugli appalti pubblici, Andrea Lorenti esperto di processi di sviluppo organizzativo nell’ambito del Terzo settore (Poliste), la direttrice generale dell’Anci Sardegna Daniela Sitzia oltre ai rappresentanti delle associazioni Fidicoop Sardegna, Fondazione Polisolidale, Coop Fin Spa, Agci Sud Sardegna e Confcooperative - Federsolidarietà Sardegna. 

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Approvato il calendario scolastico 2023/2024 per la Regione Sardegna. Inizierà il 14 settembre prossimo per tutte le scuole di ogni ordine e grado della Sardegna e, limitatamente alla scuola primaria e alla secondaria di primo e secondo grado, si concludano il giorno 7 giugno 2024.

In considerazione della specificità del servizio educativo offerto, le scuole dell'infanzia protrarranno le attività didattiche al 29 giugno 2024.

L’Assessore della Pubblica Istruzione, Andrea Biancareddu ricorda che la determinazione del calendario delle festività nazionali e degli esami di Stato è competenza dello Stato, pertanto si intende provvedere alla formulazione del calendario scolastico regionale per l'anno scolastico 2023/2024, al fine di consentire la programmazione didattica delle Istituzioni scolastiche autonome, la predisposizione dei servizi di competenza degli Enti Locali e l'organizzazione della vita familiare. Inoltre le singole istituzioni scolastiche, comprese le scuole dell’infanzia, per motivate esigenze e previo accordo con gli enti territoriali competenti ad assicurare i servizi per il diritto allo studio, possono deliberare l’anticipazione della data di inizio delle lezioni.

Stabilite le seguenti sospensioni per le festività nazionali fissate dalla normativa statale: Tutte le domeniche, 8 dicembre - Immacolata Concezione; 25 dicembre – Natale;  26 dicembre - Santo Stefano; 1° gennaio – Capodanno; 6 gennaio – Epifania;  lunedì dopo Pasqua; 1° maggio - festa del Lavoro;  2 giugno - festa nazionale della Repubblica; festa del Santo Patrono, secondo la normativa vigente. A queste si aggiungono inoltre le seguenti sospensioni: 2 novembre; commemorazione dei defunti; vacanze natalizie dal 23 al 31 dicembre e dal 2 al 5 gennaio; vacanze di carnevale. Il martedì antecedente l’avvio del periodo quaresimale; vacanze pasquali, con  3 giorni precedenti la domenica di Pasqua e il martedì immediatamente successivo al Lunedì dell’Angelo. Il 28 aprile, Sa Die de sa Sardigna. Poi anche 2 giorni a disposizione del Consiglio d'Istituto, che diventano 1 nel caso in cui la Festa del Santo Patrono del Comune di pertinenza ricada nel periodo scolastico. Preso atto che i giorni di lezione che risultano nel calendario scolastico regionale sono così ripartiti: - Settembre 2023: giorni 15 - Ottobre 2023: giorni 26 - Novembre 2023: giorni 24 - Dicembre 2023: giorni 18 - Gennaio 2024: giorni 21 - Febbraio 2024: giorni: 24 - Marzo 2024: giorni 23 - Aprile 2024: giorni 22 - Maggio 2024: giorni 26 - Giugno 2024: giorni 6 per un totale di 205 giorni (204 giorni se la festa del Santo patrono ricade nel periodo scolastico).

Le istituzioni scolastiche, nel rispetto del monte ore annuale previsto per le singole discipline e attività obbligatorie, possono disporre gli eventuali ed opportuni adattamenti del calendario scolastico d’istituto - debitamente motivati e deliberati dall’istituto scolastico o formativo e comunicati tempestivamente alle famiglie entro l’avvio delle lezioni. Per esigenze derivanti dal Piano dell’Offerta Formativa.

Qualora l’ adattamento del calendario comporti sospensione delle lezioni, nel limite massimo di tre giorni annuali, è necessario un preventivo accordo con gli enti territoriali competenti ad assicurare i servizi per il diritto allo studio. Per esigenze connesse a specificità dell’istituzione scolastica determinate da disposizioni normative di carattere particolare.

“ Il calendario scolastico – sottolinea l’assessore della Pubblica Istruzione , Andrea Biancareddu - si configura come strumento di programmazione territoriale, in considerazione delle ripercussioni che le scansioni temporali stabilite hanno sull'organizzazione della vita familiare degli alunni nonché dei servizi connessi alle attività didattiche, tenuto conto anche dell'impegno assunto dalle competenti autonomie locali. Ricordo anche che, riconosciuto il valore dell'autonomia scolastica che, in raccordo con gli Enti territoriali erogatori dei servizi connessi alle attività didattiche, può meglio rispondere sia alle finalità educative e formative sia alle esigenze di flessibilità dell'offerta formativa, potrebbe apportare modifiche al calendario scolastico con  eventuali adattamenti che possono riguardare la data di inizio delle lezioni, una diversa articolazione delle vacanze natalizie e pasquali nonché la sospensione, nel corso dell'anno scolastico, delle attività educative o didattiche qualora ritenute funzionali al migliore svolgimento dell'offerta formativa.” 

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“La Regione Sardegna è impegnata in prima linea con il mondo dell'Università e con le altre isole d'Europa per cercare di stimolare un percorso virtuoso che renda effettivo il principio di insularità reinserito di recente in Costituzione”. Lo ha detto il Presidente della Regione Christian Solinas nel corso del convegno “Il principio di insularità nel nuovo Articolo 119 della Costituzione” in corso presso l’Università di Cagliari.

Entrando nello specifico del tema ed evidenziando le criticità che interessano temi strategici come quello dei trasporti, delle merci, dell’energia, strettamente legati alla condizione insulare, il Presidente ha evidenziato il rischio che “l'affermazione di principio non abbia conseguenti e coerenti applicazioni pratiche”. Il tema, secondo il Presidente, si articola su due grandi questioni: “Ci sono le risorse (e fortunatamente questo tempo ci dà grandissime risorse) con il paradosso, però, che non possiamo spenderle legittimamente perché spesso – ha proseguito il Presidente - si incorre nella violazione di norme sugli aiuti di Stato e sulla concorrenza che finiscono per sterilizzare il le politiche, gli stanziamenti, quindi la possibilità di affermare una uguaglianza sostanziale in termini di opportunità. Non chiediamo – ha evidenziato il Presidente Solinas -  privilegi come Isola. Chiediamo semplicemente di essere rimessi al pari del resto del territorio di terraferma, del resto dei cittadini europei, per poter competere nel pieno delle nostre potenzialità”.

Guardando al più ampio scenario europeo, quindi alla condizione insulare “che interessa 20 milioni di abitanti europei divisi su 13 Stati, che rappresentano il 5% della popolazione europea”, il Presidente Solinas ha evidenziato come “con il riconoscimento da parte dell'Europarlamento della risoluzione Omarjee per i diritti delle isole c'è stato un ulteriore arricchimento nel percorso che deve essere visto come l’avvio del cammino e non il punto d'arrivo”. Una popolazione europea, ha proseguito il Presidente, “che deve avere riconosciuto un diritto di cittadinanza che non sia leso nelle sue prerogative da una condizione che oggettivamente determina un uno stato di diseguaglianza rispetto al resto d'Europa”.

Ricordando l’impegno della Regione Sardegna in sede europea nel corso di questi anni, il Presidente Solinas ha detto: “Io stesso, come presidente di questa Regione, ho di recente proposto un documento che è stato sottoscritto dalle autorità politiche delle principali isole del Mediterraneo. Abbiamo coinvolto la Corsica, le Baleari, Rodi e Creta, in maniera tale che nella costruzione delle politiche europee ci sia una preventiva riflessione e un coinvolgimento del mondo insulare che possa in quella sede declinare quali sono le criticità che devono essere affrontate e risolte”.

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“È necessario un maggiore coinvolgimento di tutti i soggetti coinvolti nelle attività della filiera, soprattutto nella fase attuativa. Destano perplessità le tempistiche richieste per l’adeguamento alla normativa europea e l’introduzione di obblighi che metterebbero in discussione il sistema di gestione del riciclo degli imballaggi prevalente in Italia”. Lo ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Marco Porcu, durante l’audizione sul tema del Regolamento comunitario in tema di imballaggi, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni, davanti alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei deputati.

“L'utilizzo dello strumento normativo del Regolamento sembra collidere col principio di sussidiarietà – ha aggiunto l’assessore Porcu, coordinatore della Commissione Ambiente, energia e sostenibilità – Probabilmente sarebbe stato più confacente l’adozione di una nuova Direttiva, che avrebbe consentito agli Stati membri di definire a livello nazionale le misure più appropriate per il raggiungimento degli obiettivi, tenendo conto delle peculiarità nazionali e consentendo agli Stati più avanzati di mantenere i sistemi esistenti che già hanno dimostrato la loro efficacia”.
“L’Italia ha strutturato un efficiente sistema di riciclo, raggiungendo risultati importanti in tema di raccolta differenziata, pari al 70%, con nove anni di anticipo rispetto ai termini previsti dall’Unione europea. Qualora gli obiettivi del Regolamento venissero confermati, si troverebbe a fare i conti con l’adeguamento al sistema del riutilizzo: da un lato, comporterebbe lo stanziamento di ingenti finanziamenti; dall’altro, il collocamento fuori mercato degli imballaggi prodotti dall’attività di riciclo. Infine, nonostante i principi vigenti in materia siano validi per tutte le tipologie di materiale riciclabile, nella proposta dell’Ue si fa riferimento esclusivamente a percentuali minime di plastica, tralasciando altre tipologie di materiali, quali vetro e minerali, che, invece, garantiscono migliori performance”, ha concluso l’Assessore dell’Ambiente

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 “Un momento luminoso per la nostra Istituzione Autonomistica. Erano 18 anni che la Regione sarda non bandiva un concorso per rinforzare l’organico del proprio Corpo Forestale, vero fiore all’occhiello dell’istituzione”. Così il Presidente della Regione Christian Solinas, che ha partecipato a Pula alla suggestiva cerimonia di fine corso dei nuovi agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, insieme al Comandante Fabio Migliorati.
“Voi, nuovi agenti, ha detto il Presidente Solinas, rappresentate qualcosa di più di un semplice, seppur importante e gradito, nuovo ingresso negli organici della Regione Sarda. Quel di più è legato all’alta missione che oggi, terminato l’addestramento, siete finalmente chiamati a svolgere, nel ruolo di vigilanti e amorevoli custodi del nostro immenso patrimonio ambientale. Guardo a voi con particolare simpatia e con grande speranza, perché siete le nuove forze in campo di un Corpo caro all’intera Sardegna. Ho fortemente voluto che questo Corpo diventasse una Direzione Generale in capo direttamente alla Presidenza, e ho realizzato questo mio intendimento nel 2021, dando compimento ad un auspicio del Corpo stesso, atteso da decenni, come doveroso riconoscimento al valore e all’importanza del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale, che ha ormai assunto un ruolo decisivo in vari campi di azione strategici, al servizio dei Sardi e dell’ambiente. Nei decenni intercorsi dalla sua istituzione, avvenuta con la Legge regionale n. 26 del 5 novembre del 1985, il Corpo forestale Sardo ha ampliato notevolmente le proprie competenze, inizialmente indirizzate alla vigilanza su caccia, pesca, pascolo. Oggi, abbraccia tutti i problemi ambientali, l’urbanistica, il paesaggio, i beni demaniali e quelli della salute pubblica, investendo, dunque, le competenze di vari assessorati. È una struttura multidisciplinare diffusa su tutto il territorio regionale, che opera attraverso 7 servizi territoriali, 82 stazioni forestali, 10 basi navali”.
“Ciò che voi difenderete ogni giorno, ha detto ancora il Presidente, è un tesoro fragile, che necessita di continue attenzioni, di occhi vigili e di regole inflessibili, se vogliamo, come fortemente vogliamo, che tutto questo sia conservato e tramandato a chi verrà dopo di noi”.

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 “Dopo il rally di marzo, il Sud Sardegna torna protagonista con una manifestazione ciclistica che proietterà l'Isola nel panorama nazionale. Grazie ad un eccellente percorso di gara, con incantevoli paesaggi, saranno coinvolti i territori del Sulcis-Iglesiente, del Guspinese e del Medio Campidano, garantendo un’importante promozione turistica anche alle zone interne”. Lo ha detto l’assessore del Turismo, Gianni Chessa, durante la presentazione del Giro delle Miniere, che si ripropone con la venticinquesima edizione dal 2 all’11 giugno.

“Prosegue senza interruzioni Il programma, approvato dalla Regione, dei grandi eventi sportivi di promozione turistica della Sardegna, sempre più ‘isola dello sport’ – ha aggiunto l’assessore Chessa – Queste manifestazioni, insieme alle iniziative che valorizzano tradizioni, enogastronomia e turismo attivo, contribuiscono anche alla destagionalizzazione dei flussi turistici”.

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Si riducono ulteriormente i confini sulla mappa delle aree dell’Isola ancora sottoposte a restrizioni per la Peste suina africana. La decisione è stata presa oggi a Bruxelles dal comitato degli Stati membri con il via libera alla nuova proposta della Commissione europea che, di fatto, ridefinisce la geografia delle tre zone sottoposte a restrizioni in Sardegna incrementando ulteriormente le aree non soggette ad alcun vincolo.

“Nello specifico le aree libere da restrizioni (nella così detta zona zero) passano dal 42% al 60%, interessando 239 Comuni”, dichiara il Presidente della Regione, Christian Solinas. “Si riducono invece le aree sottoposte a vincoli. In particolare – sottolinea il Presidente – la zona 2 (la zona di restrizione del selvatico) passa da 76 a 56 Comuni, anche grazie all’importante contributo dei cacciatori nelle operazioni di monitoraggio. Inoltre è stata decisa una sensibile rimodulazione anche per la zona 3, dove sono ancora vigenti le prescrizioni più forti, che passa così da 21 a 12 Comuni”.

Formalmente le modifiche saranno adottate con la pubblicazione, nei prossimi giorni, dell’aggiornamento nella Gazzetta europea. Una decisione, quella votata oggi, che modifica quanto stabilito sempre a Bruxelles il 15 dicembre. Una prima tappa, quella odierna, nel nuovo percorso tracciato ad aprile in occasione del tavolo tra Unità di progetto regionale, Ministero della Salute e Commissione europea, riunito per fare il punto sulle misure adottate in Sardegna in prospettiva di una definitiva rimozione dei vincoli ancora presenti dopo la decisione che, alla fine del 2022, ha sancito la rimozione del divieto totale sulla movimentazione dei suini e dei prodotti suinicoli fuori dal territorio regionale, embargo rimasto in vigore per undici anni.

“Un risultato che conferma, ancora una volta, lo straordinario lavoro portato avanti nell’Isola, reso possibile soltanto grazie alla sinergia tra le istituzioni, il territorio e gli allevatori. L’importante traguardo raggiunto lo scorso dicembre non ci ha spinto ad abbassare la guardia. In oltre quarant’anni di lotta alla Peste Suina la Sardegna ha dovuto affrontare grandi sacrifici. Il nostro lavoro così come il confronto con il Governo e la Commissione europea proseguiranno fino alla completa rimozione dei vincoli ancora presenti. Il nuovo traguardo ci dice che la strada è quella giusta”, conclude il Presidente Solinas. 

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“Opera attesa da molti anni, fondamentale per assicurare agli studenti un'accoglienza di alta qualità. E’ un punto di partenza, certamente. Siamo già pronti per realizzare il secondo lotto dell'opera, per garantire un livello di assoluta eccellenza agli universitari.” Lo ha detto il Presidente, Christian Solinas, che stamane ha inaugurato a Cagliari il nuovo Campus universitario, intitolato a Emilio Lussu.

E’ un’opera importante e pregevole, un progetto partito da lontano e da me fortemente voluto e sostenuto da Presidente dell’Ersu, ormai tanti anni fa. E da Presidente della Regione sono orgoglioso di avere dato l’impulso finale e decisivo, ha detto il Presidente Solinas.

Abbiamo voluto un Campus che rispettasse i criteri delle strutture più moderne e accoglienti,  aumentando le cubature originariamente previste, prevedendo diversi spazi e servizi per la vita studentesca come mensa, auditorium, sale studio, polo direzionale e aree all’aperto, dando a quest’opera tutto ciò che può farne un vanto per la Regione e per la Città di Cagliari, secondo il progetto dell'architetto brasiliano Paulo Mandes da Rocha.

Vediamo realizzato anche il recupero di un'importante pezzo della città: il campus non sarà un dormitorio, ma farà parte del tessuto urbano con importanti servizi per studenti e non solo. Inoltre occupa una posizione strategica vicino alla stazione dei treni e degli autobus e a due passi da via Roma.

Gli alloggi sono belli e confortevoli. Corridoi spaziosi, un bagno per ogni stanza che avrà due letti e due ampie scrivanie.

Un piano è dedicato a spazi collettivi e sale studio, al piano terra le attività commerciali. C’è un auditorium, una grande piazza coperta di circa duemila metri quadri. Nella mensa seicento posti con vista panoramica grazie alla grande vetrata.  Crediamo di avere fatto il meglio, e ne siamo soddisfatti e orgogliosi, ha detto il Presidente.

Ma non ci fermiamo qui. Continueremo ad investire non solo nell’istruzione, nell’alta specializzazione e nella ricerca, ma anche nell’ospitalità e nell’accoglienza degli studenti.

Ogni grande città è anche città studentesca, città universitaria. Gli studenti sono a mio avviso come il sale, come il valore aggiunto della società: meritano rispetto, attenzione, tutela dei diritti, garanzia di pari opportunità e premio del merito e della volontà. Dove gli studenti sono numerosi la vita è più brillante, la cultura è più effervescente, l’arte fiorisce.

In tutto questo la Regione c’è ed è al fianco degli studenti, e ne è testimonianza l’impegno sul bando alloggi con il quale è stato soddisfatto il 100% delle richieste degli studenti che posseggono i requisiti di merito e di basso stato economico previsti dalla legge, e con il sostegno agli idonei non beneficiari per i quali l'Ersu ha aumentato il contributo del Fitto Casa portandolo al valore massimo consentito dalla normativa.

Abbiamo inoltre incrementato gli stanziamenti destinati alle borse di studio, portandoci a livelli di avanguardia nel panorama nazionale. L’attenzione per il diritto allo studio e per il sostegno agli studenti è massina.

Ciò che vorremmo ottenere investendo in maniera così opportuna il denaro pubblico, ha detto ancora il Presidente Solinas,  è che molti giovani sardi studino e si specializzino nella loro terra, e frequentino corsi fuori Sardegna o all’estero con l’obiettivo di tornare e vedere realizzate in Sardegna le loro aspirazioni e i loro traguardi scientifici, culturali e personali, per costruire insieme, giorno dopo giorno, una Sardegna più forte, più inclusiva, più accogliente, vocata allo sviluppo scientifico e tecnologico e all’alta specializzazione, terra del sapere e della cultura.

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La Regione ha votato contro il progetto di fusione delle società di gestione degli aeroporti di Olbia e Alghero approvato stamattina dall’assemblea degli azionisti della Sogeaal. L’assessore dei Trasporti, Antonio Moro, ha ribadito la posizione della Regione (che detiene il 23,06% delle quote della società di gestione dello scalo algherese, la Sfirs il 5,69%) chiedendo al socio di maggioranza, F2i Ligantia, di sospendere la deliberazione e aggiornare la riunione tra 60 giorni, il 28 luglio prossimo, per poter valutare approfonditamente tutta la documentazione, a tutela degli interessi pubblici.

Nel suo intervento, l’esponente della Giunta Solinas ha anche ricordato che l’Enac, il 15 maggio scorso, “ha comunicato alle società incorporante Geasar e incorporata Sogeaal di ritenere che allo stato non possa essere autorizzato il prospettato  ‘progetto di fusione’ in un’unica società  di gestione  aeroportuale, perché in contrasto con i principi normativi di riferimento e ha subordinato l'autorizzazione al progetto di fusione alla individuazione di soluzione idonea garantire alla Regione l’esercizio delle prerogative societarie”.

“Considerato – ha evidenziato l’assessore – che per preminente sopraggiunte ragioni di interesse pubblico l’Enac può disporre la revoca della concessione degli affidamenti aeroportuali demaniali di Alghero e Olbia e che il diniego dell’Enac, dettato a tutela di un interesse  generale che trascende gli interessi dei soci, potrebbe determinare la nullità delle assumende delibere di fusione, la Regione esprime parere non favorevole al progetto di fusione del quale non condivide il percorso tecnico-amministrativo per giungere alla definizione della compagine della nuova società”.

“Dalla documentazione, seppur incompleta, di cui la Regione è in possesso – ha detto l’assessore Moro – appare incontrovertibilmente l’iniquità del criterio di definizione della compagine della nuova società, individuato unilateralmente senza il coinvolgimento del socio pubblico, in quanto non tiene in alcun conto gli apporti finanziari che la Regione ha assicurato tempo per tempo alle società aeroportuali”.

Infatti "la quota di partecipazione di Regione, e conseguentemente il ruolo in seno alla compagine della nuova Società, non sarebbe, per nulla, rappresentativa del concreto e fattivo contributo che la Regione Sardegna assicura a tutte le società aeroportuali finanziando in maniera significativa gli investimenti sulle infrastrutture e sottoscrivendo contratti pluriennali di pubblicità e di prestazioni di servizi attraverso i quali la Regione sostiene il conto economico delle società di gestione, assicurando loro quella quota dei cosiddetti ricavi ‘non aviation’, in assenza dei quali non sarebbe possibile sottoscrivere gli accordi con importanti compagnie aeree”.

Da un punto di vista procedurale, ha sottolineato l’assessore dei Trasporti, “si evidenzia che solamente dalla lettura del parere espresso dall’esperto incaricato si è appreso dell’esistenza di un corredo documentale di cui il socio pubblico è stato informato in modo incompleto e parziale e pertanto del tutto insufficiente”.

La Regione, “registrato il rifiuto da parte del socio di maggioranza di ‘aggiornare la deliberazione per la fusione di incorporazione di Sogeaal in Geasar al 28 luglio 2023 (60 giorni)’ per consentire la formulazione di una proposta condivisibile che contemperi gli interessi e gli obiettivi delle parti in  gioco, nel rimarcare in conclusione le specificità che la questione delle gestioni aeroportuali riveste per lo sviluppo economico e la crescita sociale dell’Isola, ribadisce il voto non favorevole alla proposta di fusione di Sogeaal in Geasar”, ha concluso l’esponente della Giunta Solinas. 

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