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Prenderà il via da oggi nella ASL Medio Campidano la prima fase del programma avviato dalla Regione per il miglioramento della gestione delle liste di attesa in Sardegna. Il progetto, che ha lo scopo di rendere più agevole l’accesso ai servizi sanitari, migliorare la gestione delle agende di prenotazione e contribuire alla riduzione dei tempi di attesa, comincia con una sperimentazione che interessa le prestazioni erogate dalla ASL Medio Campidano sulle modalità di conferma e disdetta delle prenotazioni di visite specialistiche ed esami.

“Questa prima sperimentazione rappresenta un laboratorio importante per testare questa innovazione che è stata introdotta nella gestione delle liste d’attesa”, commenta l’assessore regionale della Sanità Armando Bartolazzi. “Se tutto andrà bene come ci aspettiamo il sistema sarà allargato ad altre Asl fino al punto di ottimizzare il percorso di prenotazione delle prestazioni sanitarie in tutta la regione”. Il progetto prevede una collaborazione attiva delle cittadine e dei cittadini per una migliore gestione delle prenotazioni e delle disdette, con il ricollocamento dei pazienti che si trovano in lista d’attesa.

Gli utenti del servizio sanitario riceveranno infatti un sms al quale potranno rispondere dando conferma o disdetta dell’appuntamento. È possibile disdire o confermare anche con una telefonata al numero 070/4677496 attivo da lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. Una risposta tempestiva degli utenti consentirà una migliore gestione del servizio. La conferma espressa permetterà, infatti, di rendere più efficiente l’agenda degli appuntamenti; mentre la disdetta consentirà di garantire che il precedente appuntamento non vada perduto, e sia riprogrammato a favore di altri utenti che si trovano in lista d’attesa.

Dettagli e aggiornamenti sul progetto saranno pubblicati sulla pagina dedicata del sito web della Regione Sardegna.

Ulteriori informazioni su prenotazioni e pagamenti su CUP WEB SARDEGNA

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È stato firmato stasera nella sede dell’Assessorato regionale della Sanità, alla presenza delle sigle sindacali di settore e dell’Assessore della Sanità Armando Bartolazzi, l’Accordo Integrativo Regionale dei medici di medicina generale.

Soddisfazione è stata espressa dai firmatari per un risultato molto atteso e che soddisfa le principali richieste espresse dalla categoria. “Si tratta di un risultato importante, atteso da 15 anni e che cambierà significativamente le condizioni di vita e di lavoro dei medici, dando una spinta fondamentale alla infrastrutturazione della medicina nel territorio”, spiega l’Assessore della Sanità Armando Bartolazzi.

I punti salienti dell’intesa sono i seguenti:

  • Istituzione e operatività del modello organizzativo delle AFT (aggregazioni funzionali territoriali, raggruppamenti di medici di medicina generale che collaborano per offrire un'assistenza sanitaria più organizzata e continua, con una presa in carico in grado di arginare gli accessi impropri ai Pronto Soccorso).

  • Istituzione dell’indennità di AFT pari a 10,7 euro in quota capitaria a paziente assistito, come da legge regionale 24/2025 art. 9, comma 18;

  • Innalzamento dell’indennità informatica da 100 a 200 euro al mese;

  • Riconoscimento dell’indennità di collaboratore di studio (6 euro a paziente assistito) al 70% dei medici;

  • Misure per il raggiungimento del target PNRR ADI: i medici di medicina generale dovranno garantire che almeno il 10% dei propri pazienti idonei venga preso in carico nell’ADI durante il 2025 e il 2026. Il riconoscimento delle remunerazioni delle cure domiciliari di base dal 1° gennaio 2025 sarà legato al raggiungimento dell’obiettivo.

  • Istituzione dell’indennità per le zone disagiate per carenza di assistenza, pari a 2.000 euro al mese come da regionale 24/2025 art. 9, comma 28 -Inserimento della disciplina della presenza medica nelle case della comunità e negli ospedali di comunità;

  • Riconoscimento dell’indennità di governo clinico dal 4 aprile 2024 al 31 dicembre 2024 secondo gli obiettivi previsti nell’AIR 2010;

  • Previsione di una norma transitoria secondo la quale nelle more della costituzione delle AFT è riconosciuta l’indennità di AFT.

“Fra le misure adottate abbiamo inserito anche l’obbligatorietà per le Asl di sostituire i medici del ruolo unico che si assentano per malattia, maternità o infortunio”, spiega l’Assessore della Sanità Armando Bartolazzi. “Questo provvedimento, in particolare, è stato da me fortemente voluto per dare un segnale concreto di vicinanza alla categoria dopo la tragica scomparsa della dottoressa Maddalena Carta”.

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La Giunta, su proposta dell’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, ha approvato una nuova delibera per rafforzare l’attuazione del Piano Oncologico Regionale e riorganizzare la Rete Chirurgica, migliorando l’efficienza e l’uniformità delle cure per i pazienti oncologici. Fra le principali novità vi è la ridefinizione del Tavolo Tecnico Permanente per i PDTA oncologici, con esperti e referenti delle aziende sanitarie. Viene inoltre rafforzato il ruolo del Tavolo come presidio metodologico e di integrazione operativa dei Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) garantendone omogeneità, monitoraggio e miglioramento continuo.

“Negli ultimi anni la Regione ha definito un articolato sistema di governance della Rete Oncologica e della Rete Chirurgica, istituendo organismi di coordinamento, regolamenti operativi e linee di indirizzo per i Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali e per i Centri di Accoglienza e Supporto – spiega l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi – l’esperienza maturata e l’evoluzione dei bisogni assistenziali rendono oggi necessari degli interventi mirati di rinforzo, al fine di garantire un sistema integrato, capace di garantire presa in carico uniforme, continuità assistenziale e miglioramento continuo della qualità”.

Il tavolo fornirà inoltre supporto alla realizzazione dei PDTA a livello aziendale e interaziendale, in raccordo con le Direzioni sanitarie, le strutture di qualità e risk management e le associazioni dei pazienti.

Verrà istituito il Tavolo Tecnico Regionale CAS (Centri di Accoglienza e Supporto), come organismo stabile di coordinamento delle funzioni dei Centri. Il tavolo sarà composto da figure chiave, inclusi referenti del CTO, del governo delle liste d'attesa e delle reti di cure, referenti CAS delle ASL, Case Manager Infermieristici, referenti per l'epidemiologia e i sistemi informatici, e un referente delle Associazioni dei pazienti.

Si procede infine alla riorganizzazione della Rete Chirurgica, valutando i mandati delle strutture sanitarie in base a volumi di attività e qualità, stabilendo soglie minime e benchmark per l’accreditamento, rafforzando l’integrazione tra ospedali di primo e secondo livello, monitorando performance e indicatori di esito e fornendo linee guida uniformi.

Il governo della rete chirurgica sarà garantito attraverso un coordinamento centrale che avrà il compito, fra l’altro, di analizzare le criticità emerse nei nodi della Rete e proporre soluzioni operative, inclusa la revisione dei percorsi e la riallocazione delle attività. Il Coordinamento dovrà definire e aggiornare i mandati dei presidi sulla base di volumi, qualità, soglie minime e benchmark regionali. Dovrà inoltre facilitare la collaborazione tra le Aziende Sanitarie attraverso accordi di programma e collaborazioni strutturate, ed integrare la gestione delle liste d'attesa e l'uso delle sale operatorie.

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Via libera alle direttive per la concessione degli indennizzi, per un totale di quasi 26 milioni, dovuti alla diffusione della Blue Tongue nel 2024, approvate dalla Giunta, su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, Gian Franco Satta: “Oggi abbiamo mantenuto un altro impegno preso con gli allevatori della Sardegna. A distanza di tre mesi dalla certificazione di chiusura dei focolai da parte delle ASL, abbiamo adottato la delibera che stabilisce l’entità degli indennizzi e consentirà a Laore di avviare immediatamente le procedure per la presentazione delle domande. I danni causati dalla Blue Tongue nel 2024, con ultimo focolaio registrato lo scorso mese di marzo, verranno pagati entro questo autunno con importi più elevati rispetto al passato e attraverso lo stesso sistema utilizzato per il 2022 e il 2023, un sistema precompilato e facile da utilizzare che consentirà un’erogazione rapida delle risorse alle aziende agricole. Questa delibera segna un cambio di passo sia nei tempi che nel valore riconosciuto al nostro patrimonio ovi-caprino”.

Lo scorso anno la diffusione della malattia è stata molto importante e particolarmente aggressiva soprattutto a causa della circolazione del sierotipo 8 per il quale, in prima istanza, non era disponibile il vaccino. A chiusura dei focolai, con l’ultimo caso registrato lo scorso mese di marzo, infatti, la malattia aveva interessato 4.765 aziende con 1.448.109 capi presenti e ben 78.091 capi morti. La campagna vaccinale, partita con notevole ritardo soprattutto per il sierotipo 8, non era riuscita a contenere la diffusione della malattia e nonostante gli sforzi compiuti, a conclusione dell’epidemia i dati registrati erano certamente sconfortanti. Proprio per queste ragioni, fin da subito, l’Assessorato dell’Agricoltura in sinergia con l’Assessorato della Sanità e l’Assessorato dell’Ambiente avevano concordato la linea da seguire per il 2025, ovvero vaccinazione a tappeto e tempestiva e blocco all’erogazione di indennizzi per chi non avrebbe voluto vaccinare. Anche grazie a queste scelte, quest’anno i numeri sono ben diversi e certamente più confortanti. Ad oggi, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si contano appena 770 capi morti contro i 64.000 registrati al 30 di settembre 2024. Solo ad agosto 2024 erano morti 11.000 capi, quest’anno da inizio diffusione della malattia con i primi casi segnalati lo scorso mese di luglio, il dato si attesta a circa l’1% rispetto all’anno precedente.

“Ricordo che lo scorso anno, dopo un paio di mesi dall’insediamento – aggiunge Satta – la Giunta ha approvato le direttive per gli indennizzi da Blue Tongue relativi agli anni 2022 e 2023, procedure poi chiuse tra fine 2024 e i primi mesi del 2025. Oggi, ad appena qualche mese dall’ultimo focolaio registrato, siamo in grado di avviare le procedure e pagare i danni da Blue Tongue del 2024/2025. Un'altra importante novità interessa il sistema utilizzato. A differenza del passato sono state stanziate le risorse per coprire il 100% del fabbisogno e questo consentirà di poter pagare a sportello senza dover attendere la presentazione di tutte le domande per conoscere complessivamente l’entità dell’aiuto richiesto”. Per quanto riguarda gli indennizzi, stabiliti dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore dell’Agricoltura, la cui dotazione finanziaria ammonta a poco meno di 26 milioni di euro, si registrano delle differenze rispetto al recente passato. Per i capi morti viene adottata una differenziazione tra capi iscritti ai libri genealogici, per i quali è previsto un indennizzo di 300 euro a capo, e capi non iscritti per i quali viene riconosciuto un indennizzo di 210 euro a capo, contro i 180 euro degli anni precedenti. Inoltre, per compensare il calo della redditività dei capi coinvolti presenti nei focolai, è stato previsto un indennizzo a capo pari ad 8 euro contro i 4,5 euro riconosciuti per le annualità precedenti. “Inoltre – spiega l’assessore – sul valore degli indennizzi, riconosciamo un prezzo giusto in linea con il valore commerciale e di produzione attuale. Siamo passati dalle 180 euro a capo morto riconosciute per la Blue Tongue 2022 e 2023, ad un importo che arriva fino a 300 euro per i capi in selezione e abbiamo raddoppiato l’importo riconosciuto per il calo della redditività che passa da 4,5 euro ad 8 euro per i capi produttivi presenti nelle aziende oggetto di focolaio. Ricordo che sino al 2021 gli indennizzi per la Blue Tongue erano di 150 euro per capo morto e di 3 euro per i capi coinvolti. Ringrazio ancora una volta il Tavolo Tecnico regionale per il lavoro svolto e tutte le Associazioni di categoria rappresentate nel Tavolo verde per il costante impegno a sostegno del comparto primario della nostra regione”.

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L’Ospedale dei bambini compie un altro passo. Per realizzare il polo d’avanguardia regionale, che aggregherà le competenze dell’area materno-infantile e che svolgerà una funzione di coordinamento della rete pediatrica regionale all’interno dell’ARNAS Brotzu, viene istituito un gruppo di lavoro che entro il prossimo 31 dicembre dovrà redigere una proposta progettuale basata sul fabbisogno regionale, tramite l’analisi del contesto sociosanitario ed economico, e in coerenza con la cornice della programmazione regionale disegnata dalla Giunta Todde.

Per la definizione del fabbisogno regionale dei servizi pediatrici e materno-infantili e per il supporto alla redazione di una proposta progettuale del polo pediatrico viene istituito un tavolo allargato. Il gruppo di lavoro sarà costituito da numerose figure, coordinate dall’assessore regionale della Sanità. Fra queste i due Commissari straordinari dell'ARNAS Brotzu e della Asl 8, insieme ai rispettivi direttori sanitario e amministrativo, ai direttori del dipartimento materno-infantile e della pediatria dell’Arnas, al direttore del Centro di coordinamento regionale per le Malattie Rare della Regione Sardegna, ai rettori delle due Università di Cagliari e Sassari, al commissario straordinario dell’AOU di Sassari ed al direttore della Clinica pediatrica dell'AOU Sassari.

“Il pool di competenze all’interno del Tavolo avrà un ruolo coadiuvante degli uffici assessoriali nella redazione della proposta progettuale, che andrà presentata entro il 31 dicembre. Andiamo avanti a passi spediti per cambiare il volto della pediatria in Sardegna”, afferma l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi.

Il progetto dell’Ospedale dei Bambini trova i suoi cardini all’interno della legge 8 di riordino della Sanità, dove viene indicato come articolazione specifica all’interno dell’Arnas Brotzu, del Programma regionale di Sviluppo 2024-29 e del Piano integrato di attività ed organizzazione sanitaria attualmente vigente. “Obiettivo dell’iniziativa è quello di migliorare esponenzialmente l’offerta e la qualità dei servizi pediatrici e materno infantili nella nostra isola, attraverso la presenza di un polo altamente specializzato a sua volta raccordato con i territori attraverso lo sviluppo di una rete pediatrica regionale. Per questo occorre investire nella revisione della rete ospedaliera regionale per ottimizzare le risorse e potenziare i servizi pediatrici”, conclude l’assessore.

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La Giunta ha approvato un programma mirato per l’abbattimento delle liste d’attesa nel settore sanitario per il 2025, con un finanziamento di 5 milioni di euro destinato all’acquisto di prestazioni di specialistica ambulatoriale e ospedaliera da privati accreditati. I fondi, autorizzati dalla recente legge di Stabilità regionale, saranno destinati per il 70% a prestazioni ambulatoriali e per il 30% ai ricoveri ospedalieri, con particolare attenzione a settori come la chirurgia oncologica, ortopedica, urologica, oculistica e le prestazioni in day surgery. Per quanto riguarda le prestazioni ambulatoriali una parte del finanziamento sarà dedicata a prestazioni considerate più critiche, come colonscopie, tomografie computerizzate, risonanze magnetiche ed ecografie, che sono monitorate costantemente per garantire un controllo sui tempi d’attesa. L’entità delle ripartizioni ammonta a 3,5 milioni di euro per le prestazioni ambulatoriali, 1 milione e mezzo sarà destinato alle prestazioni chirurgiche. “Lo scorso anno era già stata stanziata una somma analoga, all’interno di un pacchetto più allargato da 13 milioni, per l’acquisto di prestazioni sanitarie ospedaliere ed ambulatoriali da privati accreditati. La novità di quest’anno è che grazie all’istituzione del gruppo di monitoraggio allargato comprendente la parte assessoriale, il Responsabile unico dell’assistenza sanitaria (RUAS) e i rappresentanti unici per il governo delle liste d’attesa (RUGLA) delle Asl, delle Aziende ospedaliero-universitarie e dell’Arnas, siamo stati in grado di individuare con maggior puntualità e sulla base dello storico recente le branche e le prestazioni che presentano delle criticità. A seguito di questo approfondimento è stato deciso di vincolare le somme nelle percentuali descritte in delibera, andando ad incidere direttamente sulle agende ove si riscontrano le attese più lunghe, in maniera quasi chirurgica”, spiega l’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi. “Un lavoro reso possibile – ha proseguito ancora l’assessore, anche grazie alla recente definizione del quadro di indirizzo normativo di riordino del Cup, con la delibera 30/56 dello scorso 5 giugno. Da lì parte l’attuazione contenuta nel progetto operativo appena varato”.

Il piano di utilizzo dei fondi sarà elaborato dall’Azienda Regionale della Salute (ARES) che dovrà basarsi sui fabbisogni comunicati dalle Aziende sanitarie locali, considerando in particolare i pazienti già prenotati che hanno superato i tempi di attesa massima previsti. Le Aziende sanitarie saranno anche responsabili di gestire le prenotazioni nelle agende dedicate all’abbattimento delle liste d’attesa, mentre i rappresentanti per il governo delle liste d’attesa monitoreranno mensilmente i risultati, garantendo che tutte le prestazioni erogate siano registrate nel sistema CUP, fondamentale per il controllo della trasparenza.

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“Avevamo promesso che nessun allevatore sarebbe stato lasciato solo, e oggi dimostriamo concretezza oltre le parole. Con la delibera approvata questa mattina in Giunta portiamo avanti l’impegno preso nei confronti del comparto zootecnico colpito dalla dermatite nodulare bovina, mettendo in campo 18,2 milioni di euro per indennizzi e sostegni mirati”. Lo ha dichiarato la presidente della Regione, Alessandra Todde, al termine della seduta odierna della Giunta regionale.

Dello stanziamento complessivo, 17,2 milioni di euro saranno destinati agli allevatori per indennizzare i danni subiti e favorire la ripresa produttiva delle aziende agricole costrette all’abbattimento o sottoposte a restrizioni sanitarie, mentre 1 milione di euro sarà riservato alle imprese della macellazione e della trasformazione delle carni, penalizzate dalle limitazioni di mercato.

“La delibera di oggi – ha sottolineato la presidente Todde – rappresenta un primo intervento: ulteriori stanziamenti saranno disponibili con l’entrata in vigore della legge finanziaria approvata ad agosto, così da dare continuità e concretezza al sostegno per il settore”.

Le misure approvate prevedono un aiuto una tantum, in regime de minimis, per le aziende sede di focolaio e destinatarie di ordine di abbattimento, oltre a indennizzi specifici per i capi morti di malattia, per gli eventuali effetti collaterali delle vaccinazioni e per i maggiori costi dovuti al blocco delle movimentazioni nel periodo compreso tra il 3 luglio e il 3 settembre 2025. L’erogazione degli aiuti per tutte le misure sarà subordinata alla vaccinazione dei capi presenti negli allevamenti entro il prossimo 30 settembre, fatti salvi eventuali differimenti disposti dall’autorità sanitaria. “Si tratta di una misura fondamentale per tutelare il comparto e raggiungere l’immunità di gregge” afferma la Todde.

La presidente ha inoltre rivolto un ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito, nel minor tempo possibile, a costruire il provvedimento, in particolare al tavolo tecnico interassessoriale, alle Agenzie Laore e Agris e alle associazioni di categoria. “Infine – ha concluso la presidente Todde – il ringraziamento più sentito va agli allevatori, che hanno avuto pazienza e fiducia nelle azioni messe in campo dalla Regione e che oggi ci consentono di guardare con cauto ottimismo ai mesi futuri”.

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La Giunta ha approvato il "Piano di potenziamento della Rete regionale di cure palliative 2024", in accordo con le disposizioni contenute nel Bilancio di Previsione statale 2023 (L. 197/2022), che chiede alle Regioni di predisporre un piano annuale per il potenziamento delle cure palliative al fine di accedere ai finanziamenti statali. Fra gli obiettivi del Piano vi è l’ampliamento della platea di utenti, raggiungendo il 90% della popolazione interessata entro il 2028; la garanzia dell'applicazione del Piano di potenziamento della Rete regionale di cure palliative nelle aziende sanitarie; l'adozione omogenea del Piano in tutto il territorio regionale; il rafforzamento della Rete di cure palliative nella Regione Sardegna.

 

La rete di cure palliative è stata istituita formalmente nell’isola dal 2013 e successivamente sono state adottate le linee d’indirizzo per il suo rafforzamento. Il Tavolo tecnico regionale per la rete di cure palliative, operativo dal 2023, ha predisposto il Piano triennale di sviluppo delle reti di cure palliative per pazienti pediatrici ed adulti.

Lo stesso Tavolo, con il supporto della Direzione generale della Sanità, ha predisposto il Piano di potenziamento delle cure palliative per il 2024, ora licenziato con voto favorevole in Giunta.

“L’applicazione del Piano dovrà essere ora garantita in tutte le ASL della Sardegna”, spiega l’assessore della Sanità Armando Bartolazzi. “Il monitoraggio e la supervisione su questa fase delicata sarà demandata alla Direzione Generale della Sanità”.

La legislazione vigente richiede che la Rete locale di cure palliative (RLCP), sia estesa nel territorio anche attraverso interventi di riorganizzazione aziendale: nell’ambito di strutture di degenza ospedaliera attraverso equipe dedicate, in grado di supportare la gestione del paziente in reparto  o attraverso l’attivazione di percorsi di integrazione ospedale/territorio; nell’ambito ambulatoriale, dove sono erogate cure palliative precoci e simultanee da equipe specificamente formate nell’ambito della rete; presso il domicilio del paziente, con la previsione di un’equipe assistenziale multiprofessionale dedicata ogni 100 mila abitanti, in integrazione con il Medico di medicina generale, per assicurare la continuità assistenziale h.24 sette giorni su sette; infine, è prevista l’estensione della rete di cure palliative anche presso le strutture residenziali e gli hospice.

“In accordo con questi obiettivi, entro giugno 2026 occorrerà incrementare di 15 unità le equipe specialistiche multiprofessionali dedicate per le cure domiciliari specialistiche; i posti letto passeranno da 71 a 167 negli hospice a livello regionale; dovranno essere attivati ambulatori di cure palliative; negli ospedali dovranno essere attivati posti letto dedicati per la gestione del fine vita in regime di ricovero”, spiega l’Assessore Bartolazzi.  Ancora: “La legge 197/2022 stabilisce per le Regioni l’obiettivo della copertura del 90% della popolazione interessata da raggiungere entro il 2028. Questo si traduce per la Sardegna in una presa in carico da parte della rete di cure palliative di circa 4517 pazienti adulti per anno sul territorio regionale, pari a 335 pazienti ogni 100 mila abitanti, e di 38 minori per anno, pari a 18 ogni 100 mila abitanti”.

Con successivo atto verranno definiti la stima del fabbisogno del personale ed i relativi costi e il completamento delle procedure di reclutamento potrà essere realizzato gradualmente e compatibilmente con le risorse disponibili nei Piani Triennali dei Fabbisogni di  Personale (PTFP) in corso di approvazione.

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“Il miglioramento dello stato delle liste d’attesa passa anche per un attento monitoraggio e per la condivisione trasparente di ciò che accade e dei comportamenti che devono essere cambiati”, afferma la presidente della Regione, Alessandra Todde, che poi illustra i dati relativi alle disdette nelle liste d’attesa: “Nel primo semestre 2025 ci sono state 125.000 disdette, il 30% delle quali il giorno prima o il giorno stesso della visita. Inoltre, 57.800 sardi non si sono presentati alla visita. Ad oggi, chi non si presenta e chi disdice il giorno prima o il giorno stesso non ha alcuna sanzione, nemmeno il pagamento del ticket, come invece è previsto in altre regioni. Questo comportamento ha un impatto importante sulla salute dei sardi: 100.000 visite che non possono essere riprogrammate e rese disponibili ad altri sardi che hanno bisogno di cure (dati del no show 2024)”.

 

“La Regione – continua – ha il dovere di migliorare l’attività di recall per confermare la visita e l’accesso digitale per poter disdire online. Stiamo lavorando anche per l’implementazione delle liste attive: agende virtuali per ogni Azienda sanitaria, destinate a collocare provvisoriamente le richieste di prenotazione che non hanno trovato immediatamente disponibilità e che dovranno essere gestite in back office e/o tramite recall. E percorsi differenti di prenotazione per i malati oncologici e cronici”.

 

Conclude chiedendo uno sforzo condiviso a tutti i sardi per rendere più efficiente il sistema: “chiedo uno sforzo a tutti noi: se prenotiamo una visita nel sistema pubblico e per qualche motivo dobbiamo disdire, lasciamo la possibilità ad un altro sardo di utilizzare quello slot al nostro posto. Comunichiamo la disdetta per tempo. Una nuova sanità nella nostra isola passa anche da un nuovo patto di solidarietà tra tutti noi”.

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“Nei primi mesi di quest’anno, CGIL, CISL e UIL della Sardegna hanno elaborato una piattaforma sindacale sullo stato del Sistema Sanitario regionale, indirizzata alla Presidente della Giunta Regionale. Per questo, così come già avvenuto per altri temi di particolare interesse generale come energia, trasporti, sviluppo e industria ad esempio, anche sulla sanità la Presidente Todde ha avviato il confronto richiesto dalle tre organizzazioni confederali, sul complesso dei temi socio sanitari oggetto delle piattaforme sindacali confederali presentate, che si è concluso con il documento sottoscritto lo scorso 4 agosto 2025 dalle sigle confederali.

Si è trattato dunque di un confronto politico, da cui è scaturita un’intesa altrettanto politica, che non solo non intacca, ma anzi rafforza, le relazioni sindacali tra l’Assessorato della Sanità e le Aziende sanitarie con tutte le Organizzazioni sindacali della Sanità, rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori della Sardegna, con i quali, così come previsto dai Contratti Collettivi applicati, sono stati aperti i tavoli di confronto e contrattazione a tutela delle lavoratrici e lavoratori della sanità.

 

Il documento sottoscritto con le confederazioni CGIL CISL UIL, infatti, esorta le Aziende sanitarie ad attivare confronti sindacali a livello aziendale per affrontare e risolvere le numerose criticità, sia di natura contrattuale sia relative al “clima” interno. Allo stesso modo, impegna l’Assessore della Sanità a convocare – come già avvenuto – i tavoli di confronto previsti dai contratti collettivi nazionali, sia per il comparto che per la dirigenza sanitaria.

 

Le preoccupazioni e le accuse di esclusione avanzate da alcune organizzazioni sindacali della sanità risultano, pertanto, infondate. Questa Giunta regionale e l’Assessorato competente hanno dimostrato, e continueranno a dimostrare, la volontà di perseguire un reale dialogo sociale, nel pieno rispetto degli impegni assunti e della contrattazione con tutte le rappresentanze sindacali accreditate dai collettivi.

Infine, è utile ricordare che anche in altre Regioni italiane si sviluppano regolarmente confronti con CGIL, CISL e UIL sui grandi temi di interesse generale, inclusa la sanità.

Come è altrettanto doveroso ribadire che l’Assessorato della Sanità ha già aperto i confronti con tutte le forze sindacali. Come sempre, la Presidenza della Regione rimane aperta e disponibile a tutte le interlocuzioni con chi, in rappresentanza di lavoratrici e lavoratori, intende confrontarsi in modo propositivo nell'interesse della Sardegna e dei Sardi.

 

Per questa Amministrazione, il dialogo costante con le rappresentanze sindacali è e resta un principio centrale e imprescindibile”.

 

Cosi dichiarano in una nota congiunta la Presidenza della Regione e l’Assessorato della Sanità.

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