“Rispettiamo le legittime scelte commerciali di Ryanair, ma è necessario riportare il confronto sui numeri reali e soprattutto sugli obiettivi che la Regione Sardegna intende perseguire attraverso l'impiego delle risorse pubbliche. La nostra priorità è rispondere all'interesse generale dei cittadini e allo sviluppo equilibrato del territorio”.
Così l'assessora regionale dei Trasporti, Barbara Manca, replica alle dichiarazioni diffuse oggi da Ryanair in occasione della presentazione dell'operativo invernale 2026 per gli aeroporti sardi.
“Le riduzioni annunciate vanno lette nella loro effettiva dimensione – prosegue Manca –. Ad Alghero si registra una diminuzione della capacità del 15%, ma vengono mantenute tutte le rotte attualmente operate. A Olbia viene soppressa una sola tratta, mentre a Cagliari si registra una crescita dell'offerta, con una nuova destinazione e incrementi su collegamenti particolarmente richiesti anche durante l'inverno, come Milano Malpensa e Venezia. Non siamo quindi di fronte a un ridimensionamento generalizzato dei collegamenti Ryanair con la Sardegna, ma a una rimodulazione dell'operativo della compagnia”.
“La nostra posizione è sempre stata chiara, anche nelle numerose interlocuzioni avute con Ryanair - spiega l'assessora - la Sardegna non ha bisogno di utilizzare denaro pubblico per incentivare ulteriormente i voli nei mesi estivi. Abbiamo invece bisogno di più collegamenti durante l'inverno e nei mesi di spalla. È per questo che abbiamo scelto di concentrare gli investimenti nei mesi invernali”.
“Non si tratta di una decisione improvvisata né di una misura annunciata oggi - osserva poi Manca -. Le risorse sono state stanziate oltre due mesi fa, sulla base di un indirizzo politico e di un lavoro tecnico portato avanti da tempo. Troviamo quindi singolare che si attribuiscano le riduzioni dell'operativo invernale alla mancata abolizione dell'addizionale anche nei mesi estivi, proprio mentre la Regione ha deciso di sostenere economicamente i collegamenti nei mesi invernali”.
L'assessora richiama inoltre la dimensione economica della misura e la necessità di valutare attentamente il rapporto tra risorse impiegate e risultati attesi: “Parliamo di uno sforzo economico importante per la Sardegna, con 18,2 milioni di euro stanziati nel triennio, che ci rende una delle regioni italiane che sta investendo più risorse nell'azzeramento dell'addizionale comunale”.
“C'è poi una questione che non può essere ignorata - sottolinea l'esponente della Giunta Todde -. Oggi sono le singole Regioni a dover negoziare con grandi vettori internazionali e a farsi carico del costo dell'azzeramento di un tributo il cui gettito finanzia in larga parte finalità di carattere nazionale. Dei 6,50 euro applicati a ciascun passeggero, soltanto una quota limitata è destinata ai Comuni aeroportuali. Il resto concorre a finanziare altre voci, tra cui oneri di competenza statale”.
“Riteniamo che il Governo nazionale debba assumere un ruolo più attivo – aggiunge l'assessora –. La competitività del trasporto aereo italiano non può dipendere esclusivamente dalla capacità economica dei singoli territori di offrire condizioni fiscali più vantaggiose alle compagnie. Serve una strategia nazionale, capace di evitare una rincorsa tra Regioni e aeroporti e di rafforzare il potere negoziale del Paese nei confronti di grandi operatori che dispongono di centinaia di aeromobili e di una presenza determinante nel mercato europeo”.
La sospensione dell'addizionale decisa dalla Sardegna, ricorda infine Manca, non è una misura destinata esclusivamente a Ryanair, ma riguarda indistintamente tutte le compagnie che operano negli aeroporti dell'Isola. “È un intervento aperto a tutti i vettori, alcuni dei quali hanno già manifestato apprezzamento per questa scelta. E avrà un beneficio concreto anche per i passeggeri della continuità territoriale, perché la riduzione dell'addizionale si tradurrà in un abbattimento diretto del costo del biglietto, trattandosi di tariffe regolamentate”.
“Il punto di fondo è semplice - conclude l'assessora -. Ryanair fa legittimamente gli interessi della propria azienda, noi abbiamo il dovere di fare quelli della Sardegna. Siamo disponibili a confrontarci con tutte le compagnie e a costruire opportunità di crescita, ma non accettiamo che un operatore privato metta in discussione le politiche di mobilità di un soggetto pubblico come la continuità territoriale, l'unico strumento ad oggi capace di garantire, nei fatti e numeri alla mano, ai sardi la certezza dello spostamento”.

