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L’assessore dell’Industria Emanuele Cani ha preso parte oggi a Palazzo Bellavista, nel complesso minerario di Monteponi a Iglesias, alla presentazione della IIª Scuola Estiva “Giacimenti Minerari”, dedicata quest’anno ai depositi epitermali e idrotermali.

L’iniziativa, promossa da ISPRA in collaborazione con il Consorzio AUSI, rappresenta un importante momento di formazione e approfondimento rivolto ai giovani geoscienziati, con l’obiettivo di sviluppare competenze nel settore dei giacimenti minerari e nella gestione sostenibile delle georisorse.

“La formazione, la ricerca e l’innovazione – sottolinea l’assessore Cani – sono strumenti fondamentali per affrontare le nuove sfide legate alle materie prime e per costruire competenze adeguate alle trasformazioni che stanno interessando il settore minerario. La Sardegna, grazie alla sua storia mineraria e al patrimonio di conoscenze e dati geologici accumulati nel tempo, può svolgere un ruolo importante in questo percorso”.

Il programma della Scuola Estiva prevede lezioni teoriche e attività pratiche sul campo. Particolare attenzione sarà dedicata alle realtà minerarie di Furtei e Silius, che rappresentano importanti casi di studio rispettivamente per i sistemi epitermali e idrotermali. I partecipanti avranno inoltre l’opportunità di confrontarsi con esperti provenienti dal mondo accademico, della ricerca, delle istituzioni e dell’industria.

L’appuntamento di Monteponi si inserisce in un quadro più ampio di collaborazione istituzionale sulle materie prime critiche. Nei giorni scorsi si è infatti conclusa proficuamente la visita istituzionale in Sardegna di una delegazione composta da rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e di ISPRA, nell’ambito delle iniziative nazionali ed europee dedicate allo sviluppo delle filiere delle materie prime critiche e al rafforzamento dell’autonomia strategica del Paese.

La Scuola Estiva rappresenta un’occasione concreta per rafforzare il collegamento tra formazione, ricerca e mondo produttivo, contribuendo alla crescita delle professionalità necessarie per affrontare le sfide future del settore.

“La grande storia mineraria della Sardegna – conclude l’assessore dell’Industria – non appartiene soltanto al passato. È un patrimonio di conoscenze, professionalità e risorse che dobbiamo essere capaci di valorizzare guardando al futuro. Come Regione stiamo lavorando per rafforzare la collaborazione con le istituzioni nazionali, il mondo della ricerca e le imprese, affinché la Sardegna possa continuare a dare il proprio contributo alle strategie sulle materie prime critiche e allo sviluppo sostenibile del settore minerario”.

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Dopo oltre 17 anni dalla fine delle attività produttive, il complesso industriale ex Keller di Villacidro si prepara a una nuova fase della propria storia attraverso un progetto di riqualificazione e rilancio promosso dal Gruppo Bertolotti, leader mondiale nel settore della meccanica pesante e dell'automazione, che trasformerà lo stabilimento in un polo produttivo dedicato alla fabbricazione di veicoli ferroviari.
Il programma di reindustrializzazione è stato presentato questo pomeriggio a Villacidro nella sede del Consorzio industriale provinciale del Medio Campidano, alla presenza della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, dell’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, dell’amministratore delegato del Gruppo Bertolotti, Luca Barneschi, e del presidente del Consorzio, Enrico Caboni.
 
Nei giorni scorsi è stato siglato il contratto di locazione tra il Consorzio, attuale proprietario del compendio, e l’azienda toscana, creando così le condizioni operative per l’avvio della reindustrializzazione dell’ex Keller e per la realizzazione del progetto industriale presentato da Bertolotti.
 
“Quella che presentiamo oggi non è soltanto la riapertura di uno stabilimento industriale. È la dimostrazione che la Sardegna può tornare a essere terra di produzione, innovazione e lavoro qualificato. Per troppo tempo l'ex Keller è stata il simbolo di una crisi industriale che sembrava senza soluzione. Oggi quel simbolo cambia segno e diventa il punto di partenza di un nuovo progetto capace di riportare attività produttive, competenze e prospettive occupazionali in un territorio che ha pagato un prezzo molto alto alla deindustrializzazione”, dichiara la Presidente della Regione.
 
“La Regione – sottolinea Todde – ha scelto di accompagnare questo percorso con determinazione, lavorando insieme al Consorzio industriale e agli attori coinvolti per creare le condizioni necessarie all'investimento. L'arrivo del Gruppo Bertolotti conferma che esiste fiducia nelle potenzialità della Sardegna quando istituzioni e imprese condividono una visione industriale credibile e di lungo periodo”.
 
“La Regione e il Consorzio industriale di Villacidro”, specifica l’assessore dell’Industria, Emanuele Cani, “hanno lavorato mesi dietro le quinte per giungere a questo traguardo, la reindustrializzazione di un sito che ha segnato una parte importante della storia industriale della Sardegna e che è rimasto fermo per oltre 17 anni. Oggi abbiamo l’opportunità concreta di riportarlo alla produzione, restituendo a questo territorio un presidio industriale e creando nuove opportunità di lavoro e di sviluppo non soltanto per il Medio Campidano, ma per l’intero sistema industriale regionale”.
 
“Non siamo semplicemente davanti alla riapertura di uno stabilimento – aggiunge – ma siamo davanti alla possibilità di costruire, su un sito industriale storico, una nuova piattaforma produttiva moderna, tecnologicamente avanzata e competitiva, inserita nella filiera ferroviaria. C’è anche un elemento di continuità con la storia della Keller. Il settore di riferimento rimane quello della produzione di manufatti e veicoli ferroviari, ma dopo quasi vent’anni le tecnologie, i processi produttivi e i prodotti sono cambiati. Il nuovo progetto guarda in particolare alla mobilità leggera e a una nuova generazione di produzioni ferroviarie, mettendo insieme competenze industriali, innovazione e nuove tecnologie”.
 
"Il Consorzio – sottolinea il presidente Enrico Caboni – ha svolto fino in fondo il proprio ruolo, lavorando per rendere possibile il ritorno di un’attività produttiva in un’area strategica come l’ex Keller. La presentazione di oggi dimostra che, quando istituzioni e soggetti industriali lavorano nella stessa direzione, anche una situazione complessa può essere superata e trasformarsi in una prospettiva concreta, consentendo di guardare nuovamente al futuro con fiducia".
 
“Abbiamo ufficialmente acquisito la gestione di un importante compendio industriale tramite un contratto di affitto strategico. Questo passo fondamentale punta ad ampliare la nostra capacità produttiva e a consolidare la presenza di Bertolotti sui mercati internazionali”, afferma Luca Barneschi, amministratore delegato di Bertolotti, che poi aggiunge: “È un traguardo frutto di un eccezionale lavoro di squadra: ringraziamo la Presidenza della Regione, l'Assessorato all'Industria e il Consorzio Industriale di Villacidro per la costante collaborazione e l'approccio proattivo. È l'esempio di come la sinergia pubblico-privato possa rilanciare asset strategici creando valore per il territorio. Con basi operative e accordi istituzionali ormai solidi, la concretizzazione dei primi ordini e l'apporto di parte del backlog di gruppo saranno il volano iniziale per spingere sul mercato una strategia in costante evoluzione. Troppo spesso confrontiamo il presente con un passato glorioso con un senso di malinconia; qui, invece, vogliamo costruire una realtà che non cerchi una semplice rivincita, ma che sappia essere un punto di riferimento e di visione per le nuove generazioni. Abbiamo scelto questo sito specifico proprio con questa chiara visione sociale: individuare risorse sul territorio, formarle e farle crescere per proiettarle verso una competitività internazionale. Il sito ospiterà infatti una propria Academy, dove confluiranno altissime professionalità di settore con l'obiettivo di realizzare qualcosa di mai visto prima in questo ambito”.
 
Il progetto
 
Il piano, presentato da Bertolotti a seguito dell’avviso di manifestazione di interesse pubblicato dal Consorzio industriale a ottobre 2025, prevede la riqualificazione dello stabilimento e la sua trasformazione in un nuovo sito, incentrato prevalentemente sulla produzione di veicoli ferroviari. L’impianto diventerà il principale stabilimento del gruppo dedicato al segmento in forte crescita della mobilità leggera, integrandosi nella divisione Vehicles. Le attività includeranno sia la lavorazione dell’acciaio sia la costruzione di mezzi ferroviari, con produzioni che andranno dai semilavorati ai veicoli assemblati.
 
Il cronoprogramma prevede innanzitutto la bonifica e il ripristino del sito, quindi l’installazione delle strutture energetiche per l’autoconsumo e successivamente l’avvio delle linee produttive già entro il 2027, con un investimento di circa 27 milioni di euro.
Il progetto sarà articolato in tre fasi, secondo una strategia progressiva che, partendo dalle attività più immediatamente integrabili con il business attuale di Bertolotti, possa arrivare alla produzione di veicoli per il trasporto passeggeri.
 
L’impatto occupazionale crescerà progressivamente insieme allo sviluppo produttivo. Un elemento centrale dell’operazione è rappresentato, infatti, dal recupero delle competenze professionali degli ex lavoratori Keller, che saranno affiancati da nuove professionalità produttive e ingegneristiche, con il coinvolgimento degli istituti tecnici e professionali locali e delle università di Cagliari e Sassari.
 
L’ambizione del progetto va dunque oltre il semplice recupero dello stabilimento. La riapertura dell’area dovrebbe generare nuova occupazione diretta e indiretta, il coinvolgimento delle imprese locali e la crescita dell’indotto nei settori della logistica, dei trasporti, delle manutenzioni e dei servizi industriali.
 
Il contratto stipulato con Bertolotti prevede una durata di 30 anni, la riqualificazione articolata in tre fasi, con interventi coordinati tra risorse pubbliche e risorse private, un canone annuo a regime da pagare al Consorzio e l’obbligo di destinare il complesso alle attività industriali previste dal piano d’impresa.
 
"Il valore di questa operazione non si misura soltanto negli investimenti o nei numeri occupazionali che cresceranno progressivamente. Si misura nella capacità di restituire una prospettiva alle lavoratrici e ai lavoratori, di recuperare competenze che appartengono alla storia industriale di questo territorio e di costruire una nuova filiera della mobilità ferroviaria e sostenibile che guardi al futuro. È questo il modello di sviluppo che vogliamo sostenere: radicato nei territori, innovativo, competitivo e capace di generare valore per tutta la Sardegna”, conclude la Presidente della Regione.
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 “L’esito del tavolo odierno al Mimit è la dimostrazione che la Sardegna possiede il tessuto imprenditoriale e le infrastrutture necessarie per attrarre investimenti e trovare soluzioni alle crisi industriali. Un risultato reso possibile grazie all’intenso e proficuo lavoro portato avanti in questi mesi dalla Presidente Alessandra Todde e dagli assessorati dell’Industria e del Lavoro, in sinergia con il Ministero delle Imprese, che ha condotto al subentro di una realtà solida come Nuova Icom per la trasformazione di uno stabilimento a rischio di dismissione in un polo industriale rinnovato, salvaguardando asset industriali strategici per l’Isola”. Lo ha detto l’assessore dell’Industria Emanuele Cani a conclusione del tavolo istituzionale tenuto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy e decisivo per il futuro dello stabilimento ex Bekaert di Macchiareddu.

Il piano di sviluppo industriale, presentato nel corso dell’incontro, prevede l’acquisizione del polo produttivo da parte dell’azienda sarda Nuova Icom, specializzata nell’impiantistica industriale. L’operazione non solo eviterà i licenziamenti, con la reintegrazione di tutti i 150 lavoratori ex Bekaert precedentemente a rischio, ma genererà un incremento della forza lavoro sul territorio, con l’introduzione nel piano industriale di Nuova Icom di 55 ulteriori assunzioni immediate, per un totale di 205 posti di lavoro stabili.

"La vertenza ex Bekaert non rappresenta solo la risoluzione di una crisi locale, ma una grande operazione di riscatto industriale per l'intero Paese. Con il subentro di Nuova Icom, un'azienda in fortissima crescita che arriverà a occupare oltre 1.200 persone ed è già protagonista nei mercati internazionali e nei grandi progetti di ingegneria energetica come i gasdotti del Nord Europa, passiamo dalla dismissione di una multinazionale estera al rilancio guidato da una solida realtà nazionale”, ha sottolineato l’assessore Cani nel suo intervento. “Per questo - ha concluso - chiediamo al Governo di fare la propria parte per riconoscere Nuova Icom nella sua piena dimensione nazionale e supportarla nell’agevolare l'acquisizione di nuove maxi-commesse ad alta tecnologia e garantire lo sviluppo occupazionale del territorio."

Il cronoprogramma per il rilancio industriale è già operativo. I prossimi passaggi burocratici e sindacali saranno formalizzati nelle prossime settimane per giungere alla transizione definitiva delle attività produttive.

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 "L’Assessorato dell’Industria della Regione Sardegna accoglie con soddisfazione la decisione del Governo di sostenere il progetto ‘Digital Vault Sulcis’, che prevede la riconversione produttiva della società Carbosulcis con la realizzazione di un polo tecnologico da 100 megawatt incentrato sull’intelligenza artificiale e sul cloud computing, inserendolo fra i progetti strategici di livello nazionale". Così l’assessore regionale dell’Industria, Emanuele Cani.

“Il progetto, presentato dalla società Energy Vault e avviato dalla Regione già lo scorso anno, rappresenta un tassello strategico nel percorso di riconversione e valorizzazione delle aree minerarie dismesse della Sardegna, in coerenza con gli indirizzi regionali di sviluppo sostenibile, innovazione tecnologica e attrazione di investimenti ad alto valore aggiunto. La Regione Sardegna, attraverso Carbosulcis, ha accompagnato sin dalle prime fasi il processo di insediamento dell’iniziativa imprenditoriale, garantendo supporto istituzionale, disponibilità delle infrastrutture e un quadro amministrativo aperto alla possibilità di realizzazione del progetto”, spiega l’assessore.

“La richiesta di riconoscimento del ‘Digital Vault Sulcis’ come progetto di interesse strategico nazionale, avanzata da Energy Vault al Governo, costituisce pertanto un passaggio importante che la Regione valuta positivamente”, sottolinea Cani. “La collaborazione istituzionale tra Regione e Governo – conclude - è di fatto essenziale per accelerare le procedure, favorire l’attrazione di capitali e generare nuove opportunità occupazionali per il territorio”.

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L’assessore dell’Industria Emanuele Cani ha partecipato ieri a Nuoro a un incontro convocato dalla Camera di Commercio per analizzare la situazione e le prospettive di sviluppo della zona industriale di Pratosardo.

Al confronto, moderato dal presidente della Camera di Commercio Agostino Cicalò, hanno preso parte e sono intervenuti il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, la consigliera della Provincia di Nuoro Annalisa Canova, il presidente del Consorzio Industriale Provinciale di Nuoro Roberto Cesaraccio, il rappresentante del Consorzio Operatori Prato Sardo Giampiero Pittorra, l’assessore comunale alle Attività Produttive Giuseppe Mercuri e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

“È assolutamente urgente superare la situazione di commissariamento della Zir di Pratosardo, così come le situazioni analoghe delle altre Zir, che hanno relegato questi spazi a terre di nessuno, al fine di poter garantire alle imprese che vi operano una governance adeguata e al passo con i tempi”, ha detto l’assessore Cani nel suo intervento. “Questo primo incontro è stato un’occasione importante per acquisire il punto di vista di tutti i soggetti convocati al tavolo, ai quali confermo la mia disponibilità a organizzare tutte le riunioni propedeutiche a stabilire con l’amministrazione comunale di Nuoro, con le associazioni di categoria e con gli operatori una posizione che ci possa portare a superare il commissariamento e a valutare un nuovo sistema di governance che sia in linea con le esigenze del territorio”, ha concluso l’assessore.

“L’incontro odierno è servito soprattutto a verificare le posizioni delle varie parti in causa di questo processo, che sono gli operatori economici ma anche le istituzioni”, ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio Cicaló. “Questo confronto - ha aggiunto - è indispensabile per trasmettere alle nostre imprese e ai nostri territori le informazioni necessarie per assumere le decisioni, un impegno nel quale chiediamo alla Regione di continuare a essere parte attiva, e noi come Camera di Commercio supporteremo tutto il dialogo all’interno di questo processo”.

“Una riunione molto importante” anche per il sindaco Fenu, “nel quale tutti gli attori coinvolti hanno potuto esprimere in maniera aperta quella che è la situazione, quelli che sono i rischi e quelle che sono le opportunità. Ora occorre andare avanti, come proposto dall’assessore Cani, mettendo sul piatto tutti i dati, le informazioni e i numeri senza i quali non si può prendere una decisione che abbia un senso compiuto”.

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 “Dopo un lungo lavoro incentrato su una leale collaborazione istituzionale con il Governo che va avanti da oltre un anno, sulle vertenze industriali permane una situazione di stallo che non è più tollerabile. È arrivato il momento di avere delle risposte e portare a casa risultati tangibili, e con questo approccio ci apprestiamo ad affrontare i tavoli che ci attendono”. Lo ha detto l’assessore dell’Industria Emanuele Cani nel corso dell’incontro con le organizzazioni sindacali convocato questa sera per fare il punto sulla situazione industriale dell’Isola, in vista degli incontri previsti con i ministeri competenti nei prossimi giorni.

“Il nostro obiettivo - ha sottolineato l’assessore - non è solo quello di rilanciare le industrie già presenti, ma vogliamo lavorare con convinzione anche allo sviluppo di nuove attività industriali in tutto il sistema Sardegna, provando a costruire una prospettiva industriale che interessi tutti i territori”.

All’incontro hanno preso parte e sono intervenuti tutti i principali rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.

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L’assessore dell’Industria Emanuele Cani e l’assessora dei Trasporti Barbara Manca hanno incontrato questa mattina nella sede dell’Assessorato dell’Industria i sindacati per discutere della vertenza riguardante il Porto Canale di Cagliari.

 

Nel corso del tavolo, i rappresentanti sindacali hanno portato all’attenzione dei due esponenti della Giunta regionale tutte le principali criticità inerenti il rilancio dell’attività di transhipment del terminal container internazionale del capoluogo, in primis l’assegnazione da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna della nuova concessione della banchina principale, in scadenza a giugno, e la necessità di un piano occupazionale adeguato nei numeri e nelle forme alla mole di lavoro e del traffico portuale.

 

Durante l’incontro si è parlato anche di ETS, la nuova misura varata dall'Unione Europea per contrastare le emissioni combustibili del trasporto marittimo che rischia di penalizzare pesantemente l'industria sarda. "Questa tassa colpisce la Sardegna in modo particolare. La totalità delle merci esportate al di fuori dell'Isola passa infatti per l'infrastruttura marittima, a differenza di quasi tutte le altre regioni europee. Ci sono poi moltissime isole che vengono esentate perché hanno una popolazione inferiore ai 200mila abitanti. Occorre ragionare sul lungo periodo rafforzando i servizi in continuità territoriale anche per le merci e intervenire sul breve periodo mediante l'adozione di misure in grado di tamponare la situazione presente. Assieme all'assessorato dell'Industria lavoreremo per trovare soluzioni spendibili nell'immediato", ha rimarcato l'assessora Manca.

 

“Fermo restando che la priorità resta la tutela dei lavoratori che in questo momento si trovano in una situazione di precarietà, il nostro obiettivo è quello di analizzare a 360 gradi tutti i temi che possano portare al rilancio di un compendio portuale importante come il Porto Canale”, ha detto l’assessore Cani. “Convocheremo a stretto giro una seconda riunione alla presenza di tutti gli soggetti interessati per provare a costruire un’idea concreta di ciò che vogliamo e possiamo realizzare, attraverso una strategia comune”, ha annunciato in conclusione dell’incontro. Cani ha anche sottolineato che “sul piano strettamente istituzionale, è importante aprire il confronto in questo momento di transizione gestionale dell’Autorità portuale affinché possiamo sottoporre al nuovo presidente una situazione più strutturata che consenta di fare subito chiarezza sulle varie questioni”.

 

“Il Porto Canale di Cagliari è una risorsa economica di straordinaria importanza e con un potenziale di sviluppo ancora non espresso pienamente”, ha aggiunto l'assessora Manca. “Il suo rilancio deve essere un obiettivo concreto per tutta la Sardegna in una strategia di ampio respiro che vede l'assessorato dei Trasporti impegnato nel miglioramento della situazione del trasporto merci in Sardegna".

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L’assessore dell’Industria Emanuele Cani ha incontrato ieri una delegazione dell’Anci Sardegna per discutere i temi dell’industria e dell’energia nell’isola.

 

“Abbiamo confermato una strategia di coinvolgimento dell’associazione nella gestione di tutte le attività dell’assessorato dell’Industria, in particolare quelle relative al settore energetico”, spiega l’assessore.

 

L’incontro è stato anche l’occasione per fornire ai sindaci un aggiornamento sulle principali vertenze industriali in corso.

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“Per quanto di competenza della Regione Sardegna tutti gli strumenti di sostegno al reddito in favore dei lavoratori dell’indotto di Portovesme sono stati attivati. Gli uffici dell’Assessorato del Lavoro – sottolinea l’assessora Desirè Manca – a partire dal 10 gennaio 2025, data di sottoscrizione del primo preaccordo che ha riguardato i 496 lavoratori della Portovesme Srl, hanno provveduto a sottoscrivere tutti i preaccordi necessari per la concessione del trattamento di integrazione salariale straordinaria in favore dei lavoratori dell’indotto di Portovesme, ai sensi della normativa vigente, con l’impegno di attuare nei confronti degli stessi interventi di politiche attive del lavoro”.

 

“Nello specifico – entra nei dettagli l’esponente della Giunta – il 21 gennaio 2025 sono stati sottoscritti altri sei preaccordi per i lavoratori di Eurallumina Spa, SE.GE.SA. Srl, I.S.C. Srl, Mens@na Catering Srl, Reno Srl, CQ-NOL Srl. A seguito della sottoscrizione dei preaccordi, tra il 10 e il 24 gennaio, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sono stati sottoscritti gli accordi finalizzati alla concessione del trattamento di cassa integrazione salariale straordinaria tra il Ministero, i sindacati, Confindustria, le aziende interessate e la Regione Sardegna, alla presenza, tra gli altri, dei rappresentanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Ancora: tra il 28 gennaio e il 27 febbraio sono stati emanati i decreti che autorizzano la concessione della misura e che danno contestualmente mandato all’Inps di procedere col pagamento del sussidio”.

 

“Tutti i lavoratori dell’indotto di Portovesme sono stati messi in sicurezza dalla Regione Sardegna. La forte preoccupazione che rimane riguarda la mancanza di prospettive future, la realizzazione di un’alternativa seria e credibile e chiaramente la continuità della produzione della linea zinco e piombo”, conclude.

 

"Ribadiamo – dichiara l'assessore dell'Industria Emanuele Cani – la necessità che il ministro convochi immediatamente un tavolo rispetto agli impegni presi il 27 dicembre davanti ai lavoratori di Portovesme".

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La solidarietà ai lavoratori del Sulcis e la richiesta di una convocazione immediata al ministro Urso. Questa mattina i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil sono stati ricevuti a viale Trento dalla presidente della Regione Alessandra Todde e dall’assessore dell’Industria Emanuele Cani.

La notizia dell’arrivo di procedure di licenziamento collettivo da parte di ditte in appalto della Portovesme srl sta provocando da lunedì il blocco stradale davanti alla fabbrica. I sindacati unitariamente hanno illustrato la situazione alla Giunta protestando per “le promesse non mantenute dal governo sulla continuità della produzione di zinco e piombo” e sulla disponibilità di “un player internazionale a subentrare alla multinazionale che ha deciso di chiudere la linea di produzione dello zinco”.

Immediata la disponibilità all’incontro, organizzato in tempi strettissimi.

Dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti sindacali, la presidente Todde ha condiviso con i lavoratori la posizione comune: “Dobbiamo mettere sotto pressione il governo rispetto agli impegni presi. Sentirò subito il ministro Urso e manderò una nota ufficiale per spiegare che non siamo soddisfatti dei tempi che si allungano senza prospettive, chiedendo una convocazione immediata per un incontro a Roma”.

Un incontro che per la presidente della Giunta “non potrà essere l’ennesimo tavolo interlocutorio ma dovrà fare chiarezza: noi abbiamo lavorato a un piano per dare certezza agli imprenditori anche per le vertenze Sider Alloys e Eurallumina”.

“Siamo tutti uniti per procedere così – ha concluso l’assessore Cani – una lettera al ministro per chiedere un incontro nei più brevi tempi possibili, tenendo informati immediatamente i sindacati e i lavoratori sugli aggiornamenti”.

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