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Negli ultimi dieci anni la Sardegna ha perso quasi una imprese del commercio su sei, con il commercio al dettaglio che segna un calo superiore al 20%. Solo nel 2025 il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni nel settore resta negativo di oltre mille imprese. Una flessione che si concentra in particolare nei centri storici delle città sarde, dove negli ultimi tredici anni gli esercizi di vicinato — alimentari, abbigliamento, edicole, ferramenta — sono diminuiti di circa il 13%, mentre cresce il peso di bar e ristoranti, segno di una trasformazione del tessuto urbano che non garantisce gli stessi servizi essenziali ai residenti.

A pesare su questo scenario contribuiscono anche fattori strutturali: l'invecchiamento della popolazione sarda, con un tasso di natalità quasi dimezzato in vent'anni, e la crescita dell'e-commerce, che a livello nazionale ha più che raddoppiato il proprio valore in pochi anni, sottraendo ulteriori quote di mercato al commercio fisico di prossimità.

"Di fronte a numeri di questa portata, le risorse stanziate dalla Regione con il disegno di legge di variazione di bilancio (DL 203) per i contributi alle imprese commerciali sono un segnale positivo ma del tutto insufficienti", dichiara Sandro Guiso Direttore Regionale "parliamo di poco più di 4 milioni di euro per il 2026, una cifra che non è in grado di intervenire in modo significativo su un fenomeno che riguarda migliaia di attività in tutta l'Isola".

Confcommercio Sardegna ha portato questi dati in audizione in Consiglio regionale, chiedendo un incremento della dotazione finanziaria e l'introduzione di criteri che premino in modo specifico le attività nei centri storici e nei comuni più piccoli, dove il negozio resta spesso l'unico presidio di servizio per la comunità.

"Non si tratta di assistenzialismo, ma di un investimento sul territorio", prosegue Emanuele Frongia componente l’Assemblea dell’Associazione e già Vice Presidente di Confcommercio Sud Sardegna "Ogni euro destinato al commercio di vicinato torna alla collettività in termini di occupazione, sicurezza e vitalità dei centri urbani. Continueremo a chiedere alla politica regionale un impegno più coerente con la gravità della situazione."

 

 
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Centri storici sempre più fragili, negozi che chiudono, locali sfitti e un tessuto commerciale che rischia di perdere la propria funzione economica e sociale. Da Sant’Antioco parte una nuova chiamata all’azione per contrastare la desertificazione commerciale e costruire una strategia condivisa per il futuro delle città.

Si è tenuto nella sala del Consiglio comunale il convegno “Centri storici: analisi e futuro”, promosso da Confcommercio Sud Sardegna insieme ai Centri Commerciali Naturali del territorio. L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione del percorso avviato a Cagliari e punta a raccogliere idee, strumenti e buone pratiche già sperimentate in Italia e all’estero per restituire centralità al commercio di vicinato.

Ad aprire i lavori il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas, che ha ribadito la necessità di affrontare con urgenza il tema del futuro delle città e del commercio di prossimità.

L’incontro, moderato dal direttore di Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura, ha messo al centro i numeri e le trasformazioni economiche che stanno interessando il Sulcis.

Il segretario generale della Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, Cristiano Erriu, ha fotografato una situazione complessa. Nel Sulcis operano circa 3.800 imprese e 420 pubblici esercizi; commercio e turismo generano complessivamente il 23% del Pil provinciale, ma nell’ultimo decennio il numero delle imprese è diminuito del 12%.

“Assistiamo a una lenta agonia del commercio tradizionale e a una mutazione della consistenza urbanistica delle città, con un aumento dei locali sfitti e dei vuoti commerciali. Tuttavia il territorio dispone di asset straordinari, dall’archeologia alla cultura, che possono diventare leve decisive per la rigenerazione urbana e per una nuova economia dei centri storici, ha sottolineato Erriu.

A Sant’Antioco, al 31 marzo 2026, risultano registrate 1.025 imprese, di cui 857 attive. Oltre un quarto è rappresentato da imprese femminili, mentre quelle giovanili incidono per il 5,3%. Nel comparto commercio sono presenti 231 imprese registrate, ma senza nuove iscrizioni. Un dato che evidenzia una dinamica preoccupante: le chiusure non vengono compensate da nuove aperture.

Particolarmente significativo il peso del sistema turistico, con 203 attività legate al comparto, tra cui 138 imprese della ristorazione, 38 strutture ricettive, 13 imprese di trasporto, 9 agenzie di viaggio e 5 attività ricreative.

Nel corso dell’incontro Carlo Lai, imprenditore locale, ha illustrato i risultati dell’indagine condotta tra gli operatori del centro storico.

Più della metà delle attività presenti a Sant’Antioco opera da oltre vent’anni e rappresenta un patrimonio identitario consolidato. Il 20% delle imprese ha scelto di diversificare la propria offerta introducendo attività culturali o servizi aggiuntivi per rispondere ai cambiamenti del mercato.

Il dato più allarmante riguarda però l’andamento economico: il 73% degli operatori dichiara un peggioramento negli ultimi tre anni, mentre soltanto l’11,5% segnala una crescita e il 15,4% una situazione stabile.

“Le realtà che mostrano segnali positivi sono quelle che hanno investito in formazione e hanno saputo integrare attività online e offline. Oggi innovazione e contaminazione tra settori rappresentano una delle chiavi per continuare a competere”, ha spiegato Lai.

Il vicepresidente vicario di Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia, ha ricordato come in Italia negli ultimi dieci anni siano scomparse 156 mila attività commerciali tra negozi in sede fissa e ambulanti.

“Il commercio di vicinato non è soltanto economia: è presidio sociale, identità e qualità della vita delle nostre comunità. Le numerose chiusure registrate negli ultimi mesi impongono una risposta immediata e condivisa. A Sant’Antioco abbiamo presentato un Patto per il rilancio del commercio che nasce direttamente dalle esigenze espresse dagli operatori. Esiste già una forte volontà di arrivare nei prossimi giorni a un documento comune”, ha dichiarato Frongia.

Tra le proposte emerse figurano la creazione di un Distretto del commercio, incentivi contro gli sfitti per favorire l’insediamento di giovani imprenditori, programmi di digitalizzazione per le microimprese e una formazione permanente dedicata al commercio e all’accoglienza turistica.

Il sindaco di Sant’Antioco, Ignazio Locci, ha evidenziato l’impegno dell’amministrazione comunale sul fronte dell’animazione territoriale.

“Se siamo capaci di progettare insieme e mettere in campo azioni concrete possiamo ottenere risultati importanti. Il Comune investe ogni anno circa un milione di euro in iniziative di animazione territoriale. Nonostante il calo registrato a livello generale, Sant’Antioco ha saputo contenere la flessione e oggi siamo pronti a lavorare a un documento condiviso con tutte le istituzioni e le categorie economiche”, ha affermato Locci.

L’assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio Franco Cuccureddu ha posto l’accento sulle trasformazioni dell’economia sarda.

“Il turismo sta registrando numeri straordinari, con una crescita del 34% in due anni e del 15,6% nell’ultimo anno, ma la nostra sfida resta la destagionalizzazione. Non possiamo più limitarci ai mesi di spalla: dobbiamo costruire nuovi prodotti turistici capaci di attrarre visitatori durante tutto l’anno. Archeologia, cultura e identità possono diventare elementi decisivi per sostenere i territori e il commercio locale”, ha sottolineato Cuccureddu.

L’assessore ha inoltre richiamato l’attenzione sulle dinamiche demografiche della Sardegna, caratterizzate da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una domanda di consumo sempre più diversa rispetto al passato.

Dal confronto è emersa con forza la necessità di ripensare i centri storici non solo come luoghi del commercio, ma come spazi di comunità, cultura e socialità.

Il percorso promosso da Confcommercio Sud Sardegna proseguirà con nuove tappe sul territorio con l’obiettivo di trasformare dati, analisi e buone pratiche in strumenti concreti per il rilancio delle città e del commercio di prossimità.

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E’ stato pubblicato l’avviso per il contributo annuo a sostegno dei programmi annuali dei Centri Commerciali Naturali (CCN), a valere sulla L.R. 5/2006 e delle direttive approvate con Deliberazione di G.R. 56/43 del 29/10/2025. L’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio ha stanziato 2,5 milioni di euro in favore dei CCN iscritti all’Elenco regionale, per il proprio programma annuale di promozione previsto dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.

“Con questo intervento mettiamo a disposizione dei Centri Commerciali Naturali risorse più ingenti e con una tempistica più adatta ad un corretto processo di pianificazione, per rafforzare il commercio di prossimità e sostenere le iniziative di promozione dei nostri centri urbani -dichiara Franco Cuccureddu assessore del Turismo, Artigianato e Commercio. L’obiettivo è favorire iniziative capaci di rendere le nostre città e i nostri centri urbani sempre più attrattivi e accoglienti, sia per i cittadini sia per i visitatori”. “Intendiamo sostenere il lavoro delle reti di imprese –conclude Cuccureddu- che operano nei CCN, promuovendo progettualità e azioni di animazione territoriale che rafforzino l’identità commerciale e turistica dei nostri centri urbani”. Le domande devono essere presentate, a pena di esclusione, mediante la modulistica ufficiale pubblicata sul sito istituzionale dell’Assessorato e inviata esclusivamente via posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre il 31 marzo 2026.

Il contributo annuo massimo concedibile è pari a 50 mila euro nel limite del 90% delle spese ammissibili, finalizzate alla riqualificazione del commercio, promozione dei centri urbani, valorizzazione integrata di prodotti e servizi, miglioramento della competitività degli associati e al potenziamento dell’accoglienza e della fruizione da parte dei cittadini.

Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute nel link:https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/177314638843623

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La Rete dei Centri Commerciali Naturali della Sardegna accoglie la nuova delibera della Giunta regionale che conferma il sostegno ai CCN, ma evidenzia la necessità di un intervento più deciso.

Con uno stanziamento di 1,5 milioni di euro e un limite massimo di 50.000 euro per CCN, la Regione dimostra attenzione al settore ma non ancora una piena considerazione del ruolo strategico dei CCN per i territori.

La Rete dei Ccn ribadisce i valori come il riconoscimento del ruolo sociale ed economico. I CCN sono infrastruttura di comunità perché presidiano centri storici e spazi urbani, contrastano spopolamento e desertificazione commerciale e favoriscono rigenerazione urbana, partecipazione e identità locale.

 

“Non chiediamo solo risorse, ma il pieno riconoscimento del ruolo dei CCN come infrastruttura sociale dei territori. Non possiamo essere trattati come beneficiari marginali, ma come attori strategici dello sviluppo territoriale”, dichiarano i portavoce della Rete.

“Ogni anno i CCN dimostrano capacità di progettazione, innovazione e lavoro di rete e impatto reale nei territori”.

 

Servono strumenti adeguati per consolidare e ampliare questi risultati, non formule minime che frenano la crescita.

“Accogliamo la continuità del bando, ma non è sufficiente. Il tetto di 50.000 euro, invariato negli anni, non consente una vera programmazione né sviluppo di progetti strutturali. Siamo d’accordo a metà: il sostegno è positivo, ma resta incompleto. Non si costruisce sviluppo con logiche di sotto-investimento.”

 

Serve coraggio politico e strategico, non gestione ordinaria. “Chiediamo coerenza con quanto viene dichiarato nei tavoli istituzionali come un piano pluriennale, investimenti strutturati e adeguati e un confronto permanente con le reti locali”.

 

“Il futuro dei territori si costruisce con continuità, non con risorse incerte o annuali”, concludono i portavoce, “i Centri Commerciali Naturali non sono un capitolo di spesa, ma una rete viva che sostiene comunità, imprese e qualità urbana. La strada è stata tracciata, ma oggi è il momento di compiere un passo ulteriore: più coerenza, più visione, più coraggio”.

 

 

Elenco dei Centri Commerciali Naturali (CCN) partecipanti al comunicato stampa 

 

CCN Villasor

 

CCN Fertilia 

 

CCN Alghero Centro Storico

 

CCN Alghero Sant’Agostino

 

CCN San Teodoro

 

CCN Sarroch

 

CCN Oristano

 

CCN Simba Tortoli

 

CCN Welcome Sant’Antioco

 

CCN Iglesias

 

CCN Gonnesa

 

CCN Nuoro

 

CCN Gadoni

 

CCN Costa Rei

 

CCN Sant’Anna Arresi

 

CCN Cuglieri

 

CCN Via del Mare Quartu Sant’Elena

 

CCN Calasetta

 

CCN Carbonia Produce

 

CCN Consorzio Arcobaleno Carloforte

 

CCN Santu Lussurgiu

 

CCN Torre Grande Oristano

 

CCN Via del Mare Quartu Sant'elena

 

CCN Portoscuso

 

CCN Strada Facendo

 

CCN Corso Vittorio Emanuele Cagliari 

 

CCN Consorzio Cagliari Centro Storico

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Lunedì, 21 Luglio 2025 11:40

Saldi, flop nell'Isola commercianti in crisi

L'analisi preliminare dei dati relativi all'andamento delle vendite durante i primi 10 giorni dei saldi estivi 2025 evidenzia una situazione di difficoltà persistente, coerente con le tendenze degli ultimi anni, caratterizzate da un rallentamento dei consumi delle famiglie. Questo primo bilancio, sebbene provvisorio, fornisce spunti significativi per comprendere l'andamento del settore.

Su un campione di 208 operatori, suddivisi tra settore abbigliamento (150 unità) e calzature (58 unità), si riscontra che circa il 36% si dichiara nettamente insoddisfatto dell’andamento delle vendite, mentre il 44,23% valuta la situazione come mediocre. Solo il 19,7% degli intervistati segnala un andamento positivo.

Per quanto riguarda il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, il 41,35% delle imprese ha registrato un volume di vendite inferiore rispetto al 2024. Un modesto 14,42% ha invece evidenziato un incremento, che nella maggior parte dei casi (circa il 75%) si attesta sotto il 10%, indicando una crescita limitata.

Analizzando la distribuzione delle contrazioni di vendita tra le aziende che hanno riportato un calo, si osserva che il 31,58% ha subito una contrazione compresa tra 0 e 10%, mentre il 44,32% ha registrato una diminuzione tra 10 e 25%. Solo il restante 12,5% ha evidenziato una contrazione superiore al 25%.

Per quanto concerne il valore medio dello scontrino, si nota che nel 57,69% dei casi si attesta sotto i 70 euro, mentre il 30,3% si colloca tra 70 e 100 euro. Solo l’8,65% delle imprese registra uno scontrino medio tra 100 e 150 euro, e un residuo 3,37% supera i 150 euro.

Dal punto di vista disaggregato per tipologia merceologica, non si riscontrano differenze sostanziali tra abbigliamento, intimo, calzature e pelletteria. Tuttavia, si evidenzia una leggera situazione di miglioramento nel settore calzature rispetto a quello dell’abbigliamento.

A livello territoriale, la distribuzione dei dati mostra una certa omogeneità, anche se la provincia di Cagliari si distingue per una situazione più critica: il 42% delle imprese locali considera le vendite andate male, rispetto a circa il 30% delle altre province, indicando una situazione più sfavorevole in questa area.

Questo è il sunto dell’indagine promossa dalla FISMO-CONFESERCENTI sull’andamento IN Sardegna delle vendite di fine stagione estive  nei primi 10 giorni.

“E’ evidente” dichiara Gian Battista Piana direttore della Confesercenti “che ormai  sono più che maturi i tempi per avviare una concreta riflessione sulle attuali normative che regolano, ormai solo sulla carta, le vendite straordinarie, e l’imminente revisioneannunciata dall’assessore competente della L.R. 5 ne sarà l’occasione”.

“E’ altrettanto chiaro, infatti, che l’assenza di controlli e interventi concreti continuerà a recare danni alla stragrande maggioranza dei commercianti onesti che scrupolosamente si attengono alle regole”, conclude Piana..

 

“Dove non c’è bottega, non c’è vita, Una terra senza botteghe è come un villaggio senza voce: nessuno che racconti, nessuno che ascolti.” (ispirato a Grazia Deledda) chiosa Roberto Bolognese, presidente Confesercenti. I saldi estivi del 2025 si aprono sotto un cielo cupo per i piccoli negozi della Sardegna: I dati riscontrati sono un sintomo diretto di un sistema che sta collassando, e sono una delle cause più gravi delle chiusure che ogni giorno svuotano le nostre vie”.


“Perché questo è il punto cruciale: nei saldi si concentra una parte fondamentale della sostenibilità economica di un negozio. Quando i saldi vanno male, interi bilanci saltano. Quando i saldi non funzionano, decine di botteghe chiudono”.


E i motivi di questo tracollo sono chiari:

o saldi anticipati,

o promozioni aggressive e continue ben prima della data ufficiale di avvio dei saldi

svendite mascherate da strategie di marketing.



Il risultato? Almeno un quarto degli acquisti si è spostato lontano dai negozi tradizionali.
Una fetta enorme di consumi che finisce nelle mani delle grandi catene e delle piattaforme online, che godono di vantaggi economici, fiscali e di visibilità a cui i piccoli negozi non possono nemmeno avvicinarsi.


“La legge attuale sui saldi, permissiva e squilibrata, favorisce la grande distribuzione organizzata, creando una concorrenza spietata e sleale che stritola il piccolo commerciante. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cinque negozi di vicinato dei vari settori chiudono ogni giorno in Sardegna. In un anno, oltre 1.400 attività spazzate via”.

“Ma non è solo un problema economico” continua Bolognese: “è una crisi culturale, sociale, identitaria. “Il negozio sotto casa è molto più di un punto vendita: è luogo di relazione, presidio di umanità, segno di vita in paesi e quartieri che rischiano l’abbandono. Il paese dove non si sente il rumore della serranda che si alza la mattina, è un paese che ha smesso di sognare. Per questo chiediamo, con urgenza e determinazione:

- Alla Regione Sardegna, di introdurre misure strutturali di sostegno e politiche attive per il commercio di prossimità e di modificare una legge sui saldi profondamente iniqua, che oggi penalizza chi è radicato nel territorio a favore di chi opera da fuori, senza restituzione al tessuto locale;

-Ai sindaci e agli amministratori locali, di considerare i negozi non come attività qualsiasi, ma come beni comuni da difendere e valorizzare;

- Ai cittadini, di riscoprire l’importanza del gesto quotidiano dell’acquisto locale, perché ogni euro speso sotto casa è un investimento nella propria comunità”.



“Servono subito:


• Incentivi fiscali per i piccoli esercizi commerciali;

• Normative regionali di tutela e valorizzazione del commercio nei borghi e nei quartieri storici;
• Contributi a fondo perduto per chi decide di non chiudere, ma resistere;
• Una moratoria immediata sulle promozioni selvagge prima dei saldi, per garantire pari condizioni a tutti.


Salvare un negozio non è solo salvare un’impresa. È difendere una rete di relazioni, una cultura della prossimità, una Sardegna viva e resistente”.

 

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“Per la prima volta nella storia, la Regione Sardegna interviene a sostegno dei lavoratori del commercio. In un momento storico di profonda crisi, in cui ogni giorno troppe serrande vengono abbassate per sempre, abbiamo pensato di tendere una mano a chi lotta quotidianamente per far quadrare i bilanci, per andare avanti. É così che l’Assessorato del Lavoro ha deciso di introdurre una nuova misura sperimentale dedicata ai nostri commercianti, attualmente sempre più penalizzati anche dalla crescita vertiginosa dell’e-commerce. Le vendite sul web in Italia nel 2024 hanno prodotto il 7% del PIL, un dato che rispetto all’anno precedente è cresciuto del 6,6%. Un trend che ha pesanti ricadute sulle imprese più piccole e più fragili. Il nostro è un intervento immediato che si concretizza con l’erogazione di un incentivo occupazionale una tantum, del valore compreso tra i 10 mila e i 20 mila euro, in favore di chi assume un lavoratore proveniente da situazioni di crisi occupazionale del settore del commercio”.

 

Così l'assessora del Lavoro Desirè Manca presenta la nuova misura sperimentale approvata dalla Giunta che istituisce un Fondo emergenziale di 2 milioni di euro per l’anno 2025.

“Il nostro obiettivo è chiaro: intendiamo intervenire in tutti quei casi di crisi che riguardano soprattutto piccole realtà in crisi, individuate attraverso specifici accordi con le parti sociali. Abbiamo inoltre fatto sì che questo strumento possa essere richiesto da un bacino di potenziali beneficiari che sia il più ampio possibile. Interveniamo ancora una volta per tutelare chi rischia di rimanere indietro o di scomparire per sempre, chi, in questo momento, ha più bisogno”.

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Giovedì, 26 Giugno 2025 09:28

Bando commercio, partono i pagamenti alle imprese

Sono state avviate le prime pratiche e i pagamenti relativi al bando “Contributi in Conto Capitale alle Attività Commerciali - Annualità 2025”, promosso dall’Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, in collaborazione con Unioncamere Sardegna, la Camera di Commercio di Nuoro (soggetto capofila) e le Camere di Commercio di Sassari e Cagliari-Oristano.

“La misura si sta dimostrando efficace già nella fase esecutiva, grazie a un lavoro di squadra che ha reso possibile avviare i primi pagamenti in tempi davvero contenuti”, ha commentato l’assessore del Commercio, Franco Cuccureddu. “La straordinaria partecipazione conferma la centralità del commercio per la tenuta economica e sociale dei territori. Le imprese hanno risposto con entusiasmo e competenza, mostrando anche attenzione alla crescita occupazionale. Vogliamo rafforzare gli strumenti che premiano chi investe in lavoro e radicamento locale. Il commercio è una componente vitale del nostro tessuto economico, e continueremo a sostenerlo con strumenti mirati, rapidi e condivisi”.

 

Su 100 pratiche lavorate, oltre cinquanta stanno entrando nella fase di liquidazione del contributo. Un risultato importante, che testimonia non solo l’efficacia della misura, ma anche la rapidità e l’efficienza della collaborazione fra Regione e il sistema delle Camere di Commercio nella gestione delle procedure amministrative. L’istruttoria delle domande è curata dalla Camera di Commercio di Nuoro in collaborazione con TecnoServiceCamere e in raccordo con Unioncamere Sardegna e Regione Sardegna.

 

La misura – dotata complessivamente di 35,5 milioni di euro – ha raccolto 1.274 domande da tutta la Sardegna, per un ammontare complessivo di oltre 43,5 milioni di euro richiesti. Un risultato che conferma l’impatto concreto dell’iniziativa e la capacità del sistema camerale di raggiungere capillarmente il territorio, supportando le imprese nell’accesso agli strumenti messi a disposizione dalla Regione.

Cagliari è la provincia con il maggior numero di domande (449), seguita da Sassari (380), Nuoro (321) e Oristano (124). Le richieste sono ben distribuite anche in termini di importi: Cagliari e Sassari si attestano su circa 15,1 milioni di euro ciascuna, seguite da Nuoro con 9,8 milioni e Oristano con 3,4 milioni. Sono 90 le domande che includono la richiesta di premialità per incremento delle Unità Lavorative per Anno (ULA), per un importo complessivo superiore a 835 mila euro, a conferma dell’interesse delle imprese verso l’occupazione.

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Dare l’avvio di un percorso condiviso che porti ad una riforma del settore Commercio per dargli il necessario slancio, visto che è uno dei settori che è in crisi a differenza di artigianato e turismo, che sono in fortissima crescita. Lo ha detto l’assessore del Turismo e Commercio, Franco Cuccureddu, nel corso della prima riunione con  tutti gli stakeholder (sono tutti quei soggetti portatori di un interesse specifico in un'impresa del partenariato) interessati al commercio.

L’incontro, fortemente voluto dallo stesso Cuccureddu, ha visto la partecipazione delle associazioni che rappresentano i dipendenti, quindi CGIL, CISL e UIL, sia quelle che rappresentano l'ambulantato, ANA, UGL, sia quelle che rappresentano  i piccoli esercizi, Confcommercio, Confesercenti e le altre due minori, oltre a quelle che rappresentano invece le grandi aziende, le grandi strutture, che sono essenzialmente tre, FederDistribuzione, che rappresenta gli imprenditori della distribuzione, la Confindustria del commercio, sia le due Coop. Quella dei consumatori, Lega Coop  e la coop dei produttori, che è la Conad e che hanno le loro rappresentanze istituzionali.

“L'obiettivo - ha sottolineato Cuccureddu - era quello di coinvolgerli in questa prima fase di analisi che abbiamo fatto da qualche mese, sull'evoluzione dell'offerta, della domanda, sui consumi, sulla demografia, che chiaramente vanno ad incidere sulla quantità e qualità dei consumi in città. Quindi abbiamo fatto questa fase di analisi che è stata affidata a una società esterna specializzata e poi abbiamo dato un termine di 15 giorni per avere delle indicazioni sulla base delle relazioni, per poter poi definire un testo che prima di portare in Giunta, come disegno di legge, verrà sottoposto nuovamente a loro per un ulteriore verifica.”

L'obiettivo è quello di fare una riforma approfondita, profonda, con un testo unico sul Commercio che metta assieme tutte le nuove norme. La legge attuale è vecchia di vent’anni. L’attuale legge regionale n.5 del 2006 disciplina quattro settori: commercio al dettaglio in sede fissa, commercio al dettaglio su suolo pubblico, attività di somministrazione di alimenti e bevande e commercio all’ingrosso. “L’attuale legge - ha proseguito l’assessore del Commercio - presenta importanti criticità che suggeriscono una attenta rivisitazione. La Legge attuale è stata pensata in un contesto socioeconomico e evoluzione del commercio completamente diverso da quello attuale e da quello che ragionevolmente ci attende. Basta pensare solo al commercio online che ha intercetto una fetta importante del mercato anche in Sardegna”.

Tutti in partecipanti hanno apprezzato sia l'approccio metodologico, sia le tematiche che si dovranno affrontare. L'obiettivo è quello di ridare nuovo vigore e pubblicità al settore del commercio, per dargli il necessario slancio.

 

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Dal 6 maggio è possibile presentare le domande on line a valere sull’avviso pubblico per la concessione di contributi in conto capitale a favore delle attività commerciali sulla piattaforma SIPES (https://sipes.regione.sardegna.it/sipes). A disposizione una dotazione complessiva di 35,5 milioni di euro, stanziata dall’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio.

Possono accedere ai contributi le micro, piccole e medie imprese del comparto commerciale con sede legale o operativa in Sardegna, che abbiano effettuato o completato un investimento minimo di 5.000 euro finanziato da una banca.

“L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per rafforzare la competitività e la crescita del tessuto commerciale locale, afferma l’assessore del Turismo e Commercio, Franco Cuccureddu. Un intervento che arriva in un momento particolarmente delicato per il comparto, che anche in Sardegna manifesta forti criticità”.

L’investimento deve essere stato completato e rendicontato nell’arco di 24 mesi, nel lasso di tempo che va dal 06/10/2021 alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Il sostegno è concesso a favore delle imprese che svolgono attività commerciali attraverso l’erogazione di un contributo a fondo perduto in conto capitale, nella misura massima del 40% della spesa ammissibile documentata al netto di imposte, e in un contributo premiale in conto esercizio attribuito ai soggetti che contemporaneamente alla realizzazione dell’investimento incrementino la forza lavoro. Il contributo premiale previsto è pari a 5.000 euro per ogni unità lavorativa assunta, fino a un massimo di 15.000 euro.

Il contributo è soggetto alla regola del “de minimis”, secondo la quale il beneficiario non può usufruire nell’arco di tre esercizi finanziari di finanziamenti pubblici complessivi superiori a 300 mila euro.

La procedura di valutazione delle domande presentate è di tipo valutativo a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione.

Per facilitare la compilazione delle domande è a disposizione una guida al link Guida alla procedura SIPES per la presentazione della domanda.

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Giovedì, 27 Marzo 2025 07:07

Commercio, 35,5 milioni per le piccole imprese

Trentacinque milioni e mezzo di euro sono stati stanziati dall‘Assessorato del Turismo e Commercio con un apposito bando a favore delle attività commerciali. La dotazione viene gestita da Unioncamere Sardegna attraverso le Camere di Commercio territoriali ed è finalizzata a sostenere gli investimenti delle micro, piccole e medie imprese, attraverso agevolazioni in conto capitale fino al 40% della spesa ammissibile e premi per l’incremento occupazionale.

“Si tratta di un intervento molto atteso dalle imprese del settore”, afferma l’assessore del Turismo e Commercio, Franco Cuccureddu. “Il più importante intervento finanziario che la Regione Sardegna abbia mai destinato al commercio, con oltre 35 milioni di euro. Un intervento che arriva in un momento particolarmente delicato per il comparto, che anche in Sardegna manifesta forti criticità, con un forte saldo negativo tra imprese commerciali che chiudono e nuove aperture”.

Possono accedere ai contributi le imprese del settore commercio, operative in Sardegna, che abbiano effettuato o completato un investimento finanziato da una banca, nel rispetto dei requisiti e dei codici ATECO previsti. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per rafforzare la competitività e la crescita del tessuto commerciale locale.

“Il settore del commercio - conclude Franco Cuccureddu - necessita di una nuova disciplina, che tenga conto dell’evoluzione del mercato e delle nuove esigenze di vita quotidiana. Questo importante bando rappresenta, infatti, il primo passo a cui seguirà, un disegno di legge organico sul commercio, che verrà condiviso con le associazioni di categoria ed i portatori di interesse”.

 

Le domande potranno essere presentate esclusivamente online sul portale SIPES (https://sipes.regione.sardegna.it/) dal 6 maggio al 5 giugno 2025.

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