Claudio Ranieri non si nasconde. Il ko di Milano, dopo le sconfitte di Verona e il pari in casa con l’Empoli, la cifra di un Cagliari molle, inadeguato alla categoria e incapace di reagire. In Puglia un faccia a faccia decisivo. Assenti Pavoletti, Lapadula, Prati e Jankto
Mario Frongia
A Lecce con un macigno sulla schiena. E l’ottimismo sotto i tacchi. Claudio Ranieri fa barricate a fin di bene. Il tecnico, alla vigilia della trasferta pugliese da dentro o fuori o quasi, cerca di proteggere il gruppo. Poi, sbotta: “Sì, ci giochiamo un pezzetto di serie A. Non è una gara decisiva, ma è importantissima”. Inutile girarci attorno, dal 2-0 subito a Verona allo 0-0 in casa con l’Empoli al poker subito a San Siro in coppa Italia con il Milan, la foto è drammatica. E dare la colpa alle prime otto di campionato, agli arbitri, al Var, ai nuovi che devono ambientarsi, agli infortuni eccetera, ha oramai poco senso. Il Cagliari - terzultimo, con reti incassate e subite tra le peggiori quattro del torneo - a oggi se la vede con Verona, Salernitana ed Empoli. Sir Claudio riporta tutti con i piedi epr terra: “Lecce? Cercheranno di batterci perché terrebbero sotto una squadra che lotta per non retrocedere. Per loro sarebbe metà dell’opera. Sono molto aggressivi, se l’Empoli è la prima squadra per falli commessi nella metà campo avversaria, il Lecce è la seconda. Presseranno molto alti, tanto per intendersi. Questa è la partita che ci aspetta”. I rossoblù - in campo a Via del mare sabato alle 18 - lamentano ancora assenze di rilievo. “L’infermeria si sta svuotando. Dossena, Nandez e Augello si sono allenati, Prati, Jankto e Pavoletti no. E anche Lapadula, oltre a Shomurodov, è fuori”. Si ripassa da Milano. E dal monito di Ranieri pre gara: “L’occasione per chi gioca meno per mettermi in difficoltà”. Bersaglio toppato. “No, non mi sono sentito tradito. Mi è dispiaciuto il modo in cui ci siamo sciolti al sole dopo il loro primo gol, ci siamo depressi. Più in generale, non mi è piaciuta la partita e sappiamo che c’è modo e modo di perdere”. Pausa. E stoccata. “Non parlo dell’impegno e della corsa, perché abbiamo corso più che in campionato, ma se metti la corsa e non la tattica applicata fai queste figure”.
Il mercato. Le parole del tecnico sanno di delusione e amarezza. La trasferta di Lecce arriva con la riapertura delle compravendite. Un brivido per la tifoseria che ricorda con paura le mosse, mai risolutive e decisamente fallimentari attuate dalla presidenza. Anche perché dopo Marroccu, Capozucca, Carli, Rossi, Carta, è difficile pensare che anche Bonato funga da capro espiatorio. Ma il rischio - con Ranieri intoccabile perché l’esonero dell’autore del miracolo promozione in A scatenerebbe una rivolta, ma anche per via di un ingaggio molto pesante - che corre il diesse è proprio questo. Sul tema l’allenatore di Testaccio va al sodo: “Ci aspettavamo di più dai nuovi acquisti ma non dobbiamo colpevolizzarli”. L’airbag ranierano si è aperto. Tra l’altro, Pereiro pare dover andare alla Ternana, ingente stipendio a metà con gli umbri. Sono un piede dentro e l’altro fuori anche Petagna e Shomurodov, scelte deludenti che potrebbero anticipare la fine del prestito. Così come pesano Hatzidiakos e Wieteska, costati un occhio e del tutto inadeguati alla causa. Un caso a parte riguarda Nandez, in scadenza a giugno. Mentre paiono in partenza anche Capradossi e Desogus. “Prima bisogna vendere, compito che attende da dieci a quindici squadre della A. Poi – ha rimarcato in conferenza Claudio Ranieri - bisogna fare mercato in positivo. Ovvero, vendendo e comprando a meno di quanto si è venduto”. Su quelli ceh sarebbero i settori da rimpolpare, necessari almeno un difensore centrale, un terzino destro e una punta. Meglio se rispondono ai desiderata espressi dal tecnico a giugno: “Difensori esperti della A e un attaccante da doppia cifra”. Questo era stato il messaggio freschi di clamorosa risalita in A. Sette mesi dopo si è daccapo per incompetenza e poca modestia. E anche risorse scarse. Ma se si hanno difficoltà è più dignitoso passare la mano.
I singoli. Si parte da mister Risolvi problemi dopo il novantesimo: “Pavoletti purtroppo ha ricevuto un colpo sul piede che si era fratturato l’anno scorso”. Quindi, il portiere: “Radunovic? Da titolare ha sbagliato l’inizio di campionato e con il Milan non ha fatto benissimo. Non starà bene, ci parlerò perché per me è un giocatore importante”. Pagella in chiaroscuro anche per Jankto: “Mi aspettavo di più. Mentre di Oristanio sono molto contento, ha sempre fatto bene. Mi piace perché è determinato e sa quello che vuole sul futuro”. Infine, Makoumbou: “Antoine è importante, ci da serenità nel palleggio e aiuta Prati. Vediamo come sta per sabato a Lecce”. Sul volto di Ranieri c’è una parvenza di sorriso che sa di perplessità: “Questa è la situazione e ce la teniamo. Lotteremo fino all’ultima giornata, il pubblico deve starci vicino e capire che abbiamo difficoltà. Solo se ci sostengono ci salviamo”.
