Premesso che il tecnico paga colpe non sue - ha tra le mani un organico frutto di un mercato deleterio e insufficiente - se il Cagliari non dovesse vincere al Brianteo con il Monza, ultimo a quota 10, sarebbero dolori seri. Forse, neanche un pareggio potrebbe salvare la panchina di Davide Nicola. Il tecnico ostenta sicurezza, ha il gruppo dalla sua, difende le quattro sconfitte di fila (tre con le top Fiorentina, Atalanta e Inter, più il Venezia: sconfitta ignominiosa) ma sa che il calcio ha regole crudeli. I 14 punti in 18 gare, attacco e difesa tra le peggiori quattro della A, un’asfiticità sotto porta che ha pochi eguali, così come la certezza che dietro prima o poi gli altri passino, sono capitoli di un percorso fin troppo accidentato. Ed è ovvio che l’ex coach ha le sue dosi di mancata preveggenza e, in alcuni casi, di aver accettato indicazioni societarie che si stanno rivelando critiche. Lo scorso anno Claudio Ranieri ha firmato il secondo miracolo salvando la squadra dopo aver girato all’andata con 15 punti. Adesso, sir Claudio è alla Roma. In città l’allenatore è un altro, la proprietà è sempre la stessa. E siamo al dunque. Il futuro del club, di qualsiasi club, è legato alle potenzialità economiche, alla competenza calcistica, alle relazioni composte con le varie parti di un mondo in cui si deve essere credibili, trasparenti, seri. Nel dopo ko interno con l’Empoli il presidente Giulini ha messo in dubbio le proprie responsabilità. Un tema di nuovo in voga. Anche perché prima e dopo il 3-0 subito dall’Inter alla Domus si sono sentiti nuovamente i coretti di scherno e di contestazione.
Corsa salvezza. Mentre tra le pericolanti Parma, Como, Verona e Genoa hanno vinto e messo punti dal terzultimo posto del Cagliari, la lotta salvezza è ancora aperta. A una gara dalla fine dell’andata, con il mercato che si apre il 2 gennaio, tutto può accadere. Detto che anche i sassi sanno che serve un portiere affidabile e una punta che vada in gol, il discorso ripassa da campo e panchina. Con la supervisione della proprietà, è andato in scena il drammatico turn over tra Scuffet e Sherri, sono rimasti al palo pedine quali Marin e Prati, se Mina - cosa nota - patisce problemi di tenuta fisica, il sostituto è Wieteska e non Palomino. Infine, forse il problema dei problemi riguarda Gaetano. Dell’ex Napoli si sono quasi perse le speranze di riaverlo almeno simile a quel che ha dato lo scorso anno. Intanto, fa panca Viola, capocannoniere del torneo 2023/24. Mentre la tifoseria protesta all’undicesima stagione con gli stessi problemi e le stesse modalità deficitarie - solo con Massimo Rastelli, per un girone con Rolando Maran e con Ranieri il Cagliari ha dato soddisfazione ai fedelissimi -, la classifica mette paura. Oltre al portiere e all’attaccante, servirebbe anche un esterno di qualità e quantità, e vista la discontinuità delle mezze punte, un falso nueve da affiancare al binomio di attaccanti. Casi e riflessioni che richiedono conoscenze internazionali, casting adeguato, contatti solidi e leali anche nei tornei stranieri. Ma è chiedere troppo. Nella giostra e nel frullatore di responsabilità societarie salgono anche la questione stadio, le bonifiche Fluorsid - azienda che controlla il Cagliari - l’idea di passare la mano. È accaduto anche altrove. E nessuno si è scandalizzato.
Mario Frongia
