Martedì, 07 Gennaio 2025 09:16

Cagliari, super boccata d’ossigeno a Monza In evidenza

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L'esultanza di Piccoli, match winner al Brianteo L'esultanza di Piccoli, match winner al Brianteo

Zortea e Piccoli firmano la vittoria nello scontro diretto al Brianteo. Cuore, organizzazione e spirito adeguato danno la spinta per la corsa salvezza. Ma, mentre Scuffet va a Napoli e arriva Caprile, serve una punta e una mezzala

Mario Frongia

Centottanta secondi tra il baratro e la resurrezione. C’è da giocare un intero girone di ritorno però, dal 2’ al 4’ minuto di Monza-Cagliari, la tifoseria ha visto scorrere un film da incubo. Tra la traversa di Felici e il rigore realizzato da Caprari si sono frantumate certezze e incertezze di un tecnico e di un gruppo che ha dimostrato di saper stringere i denti. I rossoblù l’hanno poi chiusa in rimonta, Zortea di sinistro, piede non preferito, e Piccoli, sassata alla Batistuta dai venti metri. La storia del Brianteo si è chiusa così, seconda vittoria esterna della squadra di Davide Nicola, balzo a quota 17, sempre terzultimo posto, con dieci sconfitte al passivo, ma assieme al Lecce. Insomma, un bel colpo. Che poi il Monza, ultimo con 10 punti, abbia mostrato limiti profondi, lo dice la classifica. In casa rossoblù il brindisi che apre il 2025 è beneaugurante. A metà torneo con la guida di Ranieri, Makoumbou e soci hanno chiuso a 15 punti. Poi, sir Claudio ha operato il secondo miracolo dopo la promozione. Ma adesso la storia è diversa. Intanto, non c’è Ranieri. Poi, Monza, Venezia e Cagliari sono tra le predestinate alla retrocessione. Nella speranza che non si distacchino dal plotoncino di cosa Verona e Lecce. Con la trasferta a Milano di sabato, proprio il Lecce alla Domus e, a seguire, la sfida al Toro in Piemonte, si potrà capire meglio e di più l’immediato futuro.

Mercato e proprietà. Il 2 gennaio si è aperta la sessione invernale di acquisti e cessioni. Con l’arrivo di Elia Caprile, ben noto a Nicola che lo ha avuto a Empoli, e il passaggio di Scuffet al Napoli, si è chiusa la gestione quanto meno inadeguata sul portiere. Bocciato Scuffet dopo una presa errata contro la Lazio, promosso Sherri su indicazione della proprietà, di nuovo in campo l’ex Udinese, bene anche a Monza, con l’albanese in panca, si è consumata male una delle regole classiche del calcio: tra i pali deve esserci un titolare e una riserva. Adesso, c’è Caprile. Ma il Cagliari per stare in A deve sollevare il tasso tecnico. Davide Nicola ha costruito un modello che tende a preservare fisicità e copertura con Makoumbou e Adopo. Tiene a mente il pressing alto, chiede filtro ai centrocampisti e spinge sulle fasce. Più la spinta con Zortea, Zappa, Augello e, talvolta, Obert. Le criticità non mancano, forse servirebbe qualche idee più accurata nel possesso palla e nelle transizioni, ma la mediana sta in piedi. Mentre dietro Luperto e Mina, anche se eccessivamente provocatorio, per stare in A vanno bene. Le cose ci complicano dalla cintura in su. Ri-bocciato Gaetano a favore di Viola, si pione il problema, nonostante il gran gol di Piccoli, delle marcature. La squadra viaggia tra le peggiori quattro per reti segnate e subite. E non si sa cosa sia peggio. Di fatto, mancano le marcature dei centrocampisti. E se a ciò si aggiunge che sono fuori dai primi undici Marin (miglior rumeno d’Europa, ingaggio alto) e Prati (regista dell’Under 21, costato sei milioni di euro mentre per quattro non si è tenuto Oristanio e a zero si è perso Nandez), per non parlare di Jankto, c’è da chiedersi quale sia la strategia societaria. E se sia stata concordata nei dettagli con l’allenatore. Il tema vale anche per il roster d’attacco. Pavoletti e Lapadula, assente per infortunio Luvumbo (uno dei pochi ad avere mercato, magari potrebbe essere denaro sonante per una punta da doppia cifra), sono state le carte usate dal tecnico. Nicola è onesto, sa che ci sarà da soffrire. Il Cagliari è atteso da un Milan - sabato alle 20.45 - con la pancia piena per la vittoria della Supercoppa con i cugini dell’Inter. Ma l’arma è a doppio taglio. Sergio Conceicao in pochi giorni pare aver toccato i fili giusti in casa rossonera. A seguire, arriva il Lecce dell’ex Marco Giampaolo - scontro diretto da non toppare - e poi si va a Torino dai granata. Banale sottolineare quanto sia fondamentale capitalizzare la miscela temperamentale dei 3 punti colti a Monza. Ovvero, continuare a ragionare da gruppo con l’acqua alla gola, affamato e pronto a morire in campo pur di non lasciare un pallone. Un fronte, quello motivazionale, che Davide Nicola pare aver curato con diligenza. Poi, c’è la risposta dei 90’ più recupero, della qualità nel creare occasioni, del cinismo sotto porta, delle attenzioni nella propria area. Ma questo riporta al punto di partenza: complessivamente le caratteristiche del gruppo allestito tra giugno e agosto del 2024 dicono che ci sarà da stare in allerta.

Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi