Sabato, 08 Giugno 2024 11:38

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Due miracoli in diciotto mesi: il capolavoro di Claudio Ranieri Due miracoli in diciotto mesi: il capolavoro di Claudio Ranieri

Claudio Ranieri ha capito che aria tira dalla presidenza del Cagliari e ha rotto il secondo anno di contratto. Intanto, il club assiste all’accasarsi dei possibili sostituti, promette sorprese ma è ancora senza tecnico dal 28 maggio

Mario Frongia

Il meraviglioso film di Woody Allen citato nel titolo è sintesi parziale di quel che è accaduto al Cagliari. Di certo, chi ha gongolato è sicuramente il patron: se è vero che Sir Claudio aveva un altro anno di contratto, oltre allo staff, per un milione e settecentomila euro, il risparmio è stato consistente. Poi, fin dal dicembre 2022, l’aver imposto la totale scomparsa dai radar del capo e dei suoi pretoriani, era troppo difficile da ingoiare ancora. Di fatto, in parte, ma non troppo, l’uscita da signore della leggenda Leicester, ha annacquato la contestazione, i fischi e lo striscione dello stadio nella notte della sconfitta con la Fiorentina, la diciottesima. Il presidente ha incassato, male, la bordata dei sedicimila della Domus e lo striscione della Nord che lo ha diffidato dal non avere ancora una volta un progetto serio. Va così, tra strafalcioni, operazioni intrise di boria e visione modesta (i quattro milioni di euro per anno a Godin, 35enne scaricato dall'Inter e acciaccato, è stato il top con passerelle, musica del Gladiatore, hostess e coriandoli alla Domus!), modalità non consone con persone per bene come Zeman, Zola, Festa, Rastelli, Maran, Di Francesco, Carli, Rossi e altri,  da dieci anni. Adesso, senza certezze per lo stadio nuovo e le promesse ai costruttori, gli sponsor e le compagnie alberghiere, il momento è decisivo. In campo e fuori. Peraltro, ai tanti senza memoria sfugge che quello con i viola è stato il diciottesimo ko di una stagione chiusa con la salvezza a un turno dalla fine. E che le tre reti incassate da Bonaventura e soci si aggiungono alle cinque subite a San Siro dal Milan e al tris incassato a Marassi dal Genoa! Poi, avanza il resto. Ranieri ha rinunciato a una montagna di soldi e se ne va dopo aver compiuto il secondo miracolo con un gruppo di modesta qualità tecnica. E lo fa dopo essere stato beffato lo scorso anno (Azzi e Prelec i rinforzi per una squadra presa da quattordicesima e poi portata in A dai play off!) e anche la scorsa estate: con i due difensori “internazionali” e i due attaccanti da doppia cifra, sinonimo di una campagna fallimentare, appena rattoppata a gennaio con Mina e Gaetano. Poi, ci ha pensato Ranieri, dimettendosi, a scuotere lo spogliatoio ed evitare la retrocessione.

Il progetto che non c’è. I fatti: a una ventina di giorni dal fragoroso addio del tecnico romano e a meno di un mese dalla partenza in ritiro, il Cagliari non ha l’allenatore. Ed è complicato capire quale sia la strategia del duo Giulini-Bonato, con quest’ultimo piuttosto marginale nelle mosse del proprietario della Fluorsid, azienda di Macchiareddu che controlla il club e che, per quanto si sa, deve ancora eseguire i ventidue e rotti milioni di euro di bonifiche per inquinamento e disastro ambientale. Una storia attenzionata dal Corpo forestale. Ma stiamo al pallone. L’entourage del capo fa trapelare che si costruirà un Cagliari basato sui giovani. Bene. Ma la tifoseria si chiede se con Prati, Sulemana, Kingstone, Obert, Di Pardo, Gaetano (in ritorno al Napoli) e Oristanio (atteso dall’Inter) si riesca a mantenere la categoria. E si rischia di perdere anche uno, o più, tra Luvumbo, Dossena e Makoumbou, i soli ad avere richieste. Intanto, lo svecchiamento è in corso. Al solo Pavoletti pare sia stato dato un anno di rinnovo. Gli altri ballano. Da Shomourodov a Petagna fino a  Mina, riconfermato ma parrebbero forti le sirene sudamericane, Viola, Lapadula, Scuffet, Jankto, in tanti potrebbero salutare per fine prestito o mancato accordo, poco cambia. Proprio come Claudio Ranieri. Ma il top, altra volontaria dimenticanza mediatica, è l’addio di Nandez, tra i pochi, per tecnica e determinazione, a poter stare in A. L’uruguagio, come si sapeva da tempo, pagato diciotto milioni di euro, è andato via a zero, dopo aver avuto anche un’offerta da quaranta milioni del West Ham. Quando si dice saperci fare.

Una comoda giostra. Per la pesante successione di Ranieri sono stati tirati in ballo, spesso ad arte, Vanoli, Baroni, Gotti, Dionisi, Pippo Inzaghi, Pisacane, Vivarini, Villa, Andreazzoli, Sarri, Calzona, Paulo Sosa, Lucescu jr e tanti altri. Oltre al solito Juric, già contattato dal patron l’anno dell’orribile retrocessione culminata a Venezia, mentre il diesse Capozucca lavorava per l’automatico rinnovo di Semplici, autore di una buona rincorsa che era valsa la salvezza. Poi, sappiamo come è andata. Juric ha mostrato i denti e chiarezza, sapendo con chi aveva a che fare: “Presidente, perché chiunque incontri mi parla male di lei?” la frase di Ranieri in un’intervista dello scorso autunno. Morale, Semplici è stato riconfermato ed esonerato dopo tre partite, è arrivato Mazzarri a peso d’oro, cacciato a sua volta con strascichi in tribunale, squadra ad Agostini e tracollo in Laguna, quando sarebbe bastato un golletto per battere il Venezia già retrocesso e imbottito di riserve e Primavera. Una delle pagine più nere della storia del Cagliari. Adesso, le chiacchiere stanno a zero. Progetto, allenatore e giocatori da A cercasi. Altrimenti è molto più onorevole un passo indietro.   

Ultima modifica il Sabato, 08 Giugno 2024 11:48
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi