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Contributi alle imprese commerciali per le certificazioni di qualità
Pubblicato il Bando per l’assegnazione di contributi alle imprese commerciali per il conseguimento delle certificazioni di qualità e di certificazioni e patentini necessari per lo svolgimento di attività specialistiche.
L’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio ha attivato uno strumento a sostegno dello sviluppo delle attività commerciali, per aumentarne la competitività attraverso l’acquisizione di specifiche specializzazioni o la certificazione di standard di qualità.
Col bando pubblicato oggi si prevede la possibilità di concedere l'agevolazione non solo per i percorsi di prima acquisizione di certificazioni di qualità e di abilitazioni patentini, come nelle precedenti annualità, ma anche per il mantenimento o il rinnovo di certificazioni già acquisite in precedenza.
“La misura ha una duplice finalità, sottolinea l’assessore Franco Cuccureddu. Da un lato, incentivare l'innovazione, la competitività e la qualità delle produzioni, dei processi e dell'organizzazione, consentendo anche un’efficace partecipazione alle procedure di appalti pubblici. Dall’altro, caratterizzare maggiormente l'immagine aziendale sul mercato in termini di credibilità.”
Per consolidare ulteriormente le attività delle piccole e medie imprese commerciali è stata introdotta la possibilità, per quelle imprese che si impegnano ad acquisire o rinnovare certificazioni di qualità, abilitazioni e patentini, entro 12 mesi dalla data di concessione del finanziamento, di richiedere un'anticipazione del 70% che sarà liquidata a seguito di esito positivo dell'istruttoria e approvazione del provvedimento di concessione e previa trasmissione di fidejussione bancaria o polizza fideiussoria.
Potranno presentare domanda per l'accesso al contributo le imprese che hanno una sede operativa sul territorio regionale attiva da almeno 24 mesi.
I contributi, a partire da un minimo di 600 euro fino ad un massimo di 15 mila euro, per ciascuna certificazione acquisita, e un contributo totale massimo di 20 mila euro, sono concessi in conto capitale e coprono fino al 75% delle spese ammissibili. Gli stessi contributi sono ricondotti al regime “de minimis”.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 25 agosto (ore 10) e fino al 25 settembre (ore 17), utilizzando il sistema informatico SIPES della Regione Autonoma della Sardegna all’indirizzo: https://sipes.regione.sardegna.it/.
Il bando ed i relativi allegati sono reperibili al sito
https://www.regione.sardegna.it/atti-bandi-archivi/atti-amministrativi/bandi/175454966167528
Impugnazione "Salva Casa", l'assessore Spanedda: "Difendiamo la nostra competenza primaria. Sorprende contraddizione tra decreto nazionale e l'impugnativa"
“In merito all’impugnazione da parte del Consiglio dei Ministri della legge regionale n. 18 del 17 giugno 2025, “Riordino e coordinamento della normativa edilizia e urbanistica regionale con le disposizioni urgenti in materia di semplificazione urbanistica ed edilizia”, ribadiamo di aver agito con la massima correttezza istituzionale, muovendoci in coerenza con lo spirito di semplificazione presente nel decreto-legge “Salva casa” promosso dal Governo nazionale”, commenta così l’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda.
Dopo l'approvazione della norma in Consiglio, la Regione Sardegna ha risposto puntualmente alle osservazioni provenienti dai Ministeri competenti - MIT, MIC e MASE - elaborando controdeduzioni scrupolose e dettagliate su tutti i rilievi ricevuti.
“La nostra amministrazione ha sempre sostenuto le proprie ragioni in un confronto trasparente, dimostrando piena disponibilità a chiarire ogni aspetto tecnico e giuridico”, prosegue l’assessore. “Due sono le questioni centrali che riteniamo balzino agli occhi, per quanto il testo dell'impugnativa debba essere ancora valutato nel dettaglio. La prima è lo spirito stesso del “Salva casa”. La legge nazionale è stata presentata dal Governo come uno strumento di semplificazione e certezza per i cittadini, finalizzato a rimuovere ostacoli meramente formali e a regolarizzare situazioni con difformità poco rilevanti.
La Regione Sardegna ha accolto questa impostazione semplificando ulteriormente con regole chiare, come del resto previsto dallo stesso "Salva casa", e soglie basate su percentuali che rendono più facile e univoca, per esempio, la determinazione delle difformità edilizie.
Per questo sorprende che alcune controdeduzioni, in particolare del MIT, contraddicano le finalità annunciate dal Governo stesso, ponendo ostacoli che vanno nella direzione opposta a quella della semplificazione invocata dal Salva casa”.
La seconda questione rilevata dall’assessore è la messa in discussione dell’autonomia statutaria.
“Le deduzioni del MIT – sottolinea Spanedda – sollevano continuamente dubbi sull’esercizio della nostra competenza primaria in materia di edilizia e urbanistica, sancita dallo Statuto Speciale della Sardegna e da diverse pronunce della Corte costituzionale. Non è una discussione solamente tecnica, bensì è in gioco il principio stesso per cui la Regione Sardegna deve poter governare il proprio territorio secondo le scelte più idonee alla propria realtà e alle proprie esigenze. Se le norme vigenti consentono ai Comuni di stabilire standard diversi, non si comprende perché la stessa facoltà non possa essere riconosciuta alla Regione nell’ambito delle proprie competenze”.
Non è nemmeno una questione di colore politico. “Alcuni articoli oggi contestati sono stati infatti elaborati e accolti su proposta della minoranza, a riprova che il testo approvato è il frutto di un lavoro condiviso e di un dibattito aperto, non di una forzatura ideologica”, chiarisce.
“La Regione ribadisce con forza che ha operato sempre nel rispetto della Costituzione e dello Statuto sardo, rispondendo a tutte le richieste di chiarimento pervenute dai Ministeri, ha condiviso la volontà di semplificare le regole per i cittadini, così come annunciato dal Governo con il “Salva casa”, intende difendere in tutte le sedi il principio di autonomia e la propria competenza primaria in materia urbanistica, così come stabilito dal nostro Statuto Speciale”.
La Regione si riserva ogni valutazione di merito sulle argomentazioni che hanno portato all’impugnativa, ma ritiene che il confronto tra istituzioni di diverso livello non possa tradursi in un rimbalzo di impugnative che, di fatto, nega l’autonomia sancita dalla Costituzione e dallo Statuto Speciale.
“Difendere l’autonomia della Sardegna non è una battaglia politica, ma un dovere istituzionale”, conclude Spanedda.
Programmazione territoriale: in un anno stanziati 152 milioni in 9 strategie con 133 comuni coinvolti
A un anno esatto dal rilancio della Programmazione Territoriale con l’apertura della seconda finestra, la Regione Sardegna fa il punto su un risultato di rilievo: 152 milioni di euro già stanziati, 133 Comuni coinvolti in 9 strategie territoriali, un metodo che mette al centro le comunità locali e la qualità della vita.
Tutti i nove progetti di sviluppo avviati con la seconda fase di ottimizzazione della Programmazione Territoriale hanno ricevuto la copertura finanziaria completa. Si tratta di Atti Aggiuntivi: integrazioni ai progetti già approvati nella fase precedente che consentono di rafforzare e aggiornare le strategie territoriali in base a nuove esigenze, ampliando il raggio degli interventi possibili.
Per sei aggregazioni territoriali - Parte Montis, Fenici, Guilcier-Barigadu, Sarcidano-Barbagia di Seulo, Logudoro-Goceano e Marghine - gli Atti Aggiuntivi sono già stati formalmente approvati e sono in corso di attuazione.
Per le restanti tre - Anglona-Coros, Montiferru-Planargia, Meilogu-Villanova - è in via di conclusione la fase di co-progettazione, propedeutica all’avvio degli interventi, ma lo stanziamento delle risorse è già stato approvato dalla Giunta regionale.
“Quello che abbiamo raggiunto in un solo anno è un risultato straordinario, frutto di un lavoro politico e amministrativo profondo – dice l’assessore alla Programmazione e al Bilancio Giuseppe Meloni - . Abbiamo sbloccato risorse fondamentali per territori che avevano bisogno di un supporto, offrendo loro strumenti concreti per progettare il proprio futuro. La programmazione territoriale è un modo per costruire sviluppo condiviso, a partire dall’ascolto delle comunità locali. Abbiamo restituito fiducia ai territori e dato valore alla loro visione. Questo è il modello su cui continueremo a investire: concreto, partecipato, orientato alla qualità della vita delle persone.”
Un traguardo importante, raggiunto grazie al lavoro dell’assessorato alla Programmazione, attraverso il Centro Regionale di Programmazione che ha saputo attivare un percorso innovativo di sviluppo dal basso, coinvolgendo i Comuni e le loro aggregazioni (Unioni di Comuni e Comunità Montane). Un metodo capace di tenere insieme investimenti strategici, ascolto, co-progettazione e semplificazione amministrativa. Ogni progetto nasce dal confronto diretto con le comunità, da un lavoro di analisi dei bisogni, dalla capacità di individuare priorità e soluzioni.
La Programmazione Territoriale si basa su una gestione innovativa delle risorse pubbliche. Mette insieme tutte le fonti disponibili – fondi regionali, europei, nazionali – e le indirizza verso obiettivi chiari, con una visione condivisa, che migliora i servizi essenziali e contribuisce a contrastare lo spopolamento.
Gli investimenti programmati porteranno cambiamenti concreti e visibili nei territori, in questi ambiti prioritari:
- Valorizzazione degli attrattori culturali, ambientali e turistici attraverso interventi su: parchi e risorse naturalistiche, siti archeologici, edifici pubblici da riconvertire a fini culturali e turistici, riqualificazione urbana con finalità turistiche, percorsi ciclopedonali per una fruizione sostenibile del territorio.
- Miglioramento della qualità della vita nelle comunità locali con interventi su strutture sportive per offrire ai giovani alternative sane e inclusive, riqualificazione di scuole e asili nido, creazione e potenziamento di servizi di comunità: ambulatori, comunità alloggio e integrate per persone non autosufficienti, centri polifunzionali per servizi sociali rivolti a tutte le fasce della popolazione.
A un anno dal lancio, la seconda finestra della Programmazione Territoriale ha prodotto risultati tangibili: strategie approvate, risorse stanziate, progetti pronti a partire. Un modello che unisce visione e concretezza, e che fa della Sardegna un esempio di programmazione partecipata. Un metodo che valorizza le differenze, rafforza le comunità e mette in rete i territori per uno sviluppo duraturo e realmente condiviso.
Sanità in Sardegna: firmato il protocollo d’intesa tra Regione e sindacati
Una nuova fase per la sanità sarda si apre con la firma del protocollo d’intesa tra la Regione Sardegna e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, avvenuta nei giorni scorsi. Un accordo che mette nero su bianco le priorità condivise per affrontare le criticità del sistema sanitario isolano, a partire da un nuovo approccio per la gestione delle liste d’attesa, il potenziamento del personale medico e infermieristico, il rafforzamento dei servizi territoriali e della medicina d’urgenza.
Tra i temi più urgenti affrontati nel protocollo c’è il problema delle liste d’attesa, che la Giunta regionale intende affrontare con un’azione “a 360 gradi”. L’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi ha annunciato l’attivazione dei Centri di Accoglienza e Servizi (CAS) per i pazienti oncologici in tutte le strutture che ne sono ancora prive, e ha rilanciato l’idea del “chi prescrive prenota”: un modello che prevede che sia lo stesso oncologo a programmare i follow-up, riducendo così di circa il 25-30% i tempi d’attesa per questo tipo di visite.
Il nuovo corso è stato delineato anche grazie al lavoro del Responsabile unico dell’assistenza sanitaria, Luigi Minerba, che ha tracciato un percorso condiviso con tutti gli attori coinvolti. Oltre alla riorganizzazione delle liste d’attesa, si punta a un incremento degli organici – medici, infermieri e personale socio-sanitario – e al consolidamento dei servizi di prossimità. In questo senso, la sperimentazione degli infermieri di comunità, già attivi a Sorgono, ha mostrato risultati promettenti nel ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso.
Un altro elemento critico riguarda l’alto numero di cittadini che, pur prenotando una visita, non si presentano. Secondo la presidente della Regione Alessandra Todde, nei primi cinque mesi del 2025 sono già 42.000 i sardi che hanno disertato gli appuntamenti presi tramite il CUP. «Serve un nuovo processo organizzativo, più comunicazione tra le Asl e i territori – ha detto Todde – per dare risposte concrete a un problema che danneggia tutti».
Il protocollo prevede ora tavoli tematici a partire da settembre, con un primo monitoraggio delle azioni entro 60 giorni. «È un punto di partenza – ha commentato la governatrice – per darci un metodo di lavoro che migliori davvero la sanità sarda». Concorda l’assessore Bartolazzi: «Siamo all’inizio di una fase nuova, che può essere utile a tutta la Sardegna».
I sindacati, che hanno firmato l’accordo con spirito costruttivo, pongono l’accento sulla necessità di risposte rapide e strutturali. Pier Luigi Ledda, segretario generale della Cisl Sardegna, sottolinea che si tratta di «un momento di sintesi che deve portare a soluzioni adeguate». Per Fulvia Murru, nuova segretaria della Uil Sardegna, «è il momento della responsabilità: non c’è più tempo da perdere». Francesca Nurra della Cgil ricorda che «non abbiamo la bacchetta magica, ma bisogna intervenire subito sulle criticità più urgenti».
Nelle pieghe dell’intesa, i sindacati tornano a chiedere la revisione dell’accordo Stato-Regione del 2005, che obbliga la Sardegna a sostenere con risorse proprie i costi della sanità, a differenza di altre regioni a statuto speciale. Un tema cruciale che incide sulla sostenibilità dei servizi sanitari e che potrebbe tornare presto sul tavolo della trattativa con il Governo centrale.
Certificazioni linguistiche: contributi a fondo perduto per le guide turistiche
L’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna ha pubblicato una nota informativa sul bando, che sarà pubblicato entro la fine del mese di settembre 2025, per il rimborso delle spese sostenute dalle guide turistiche per il conseguimento di certificazioni linguistiche di livello almeno B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER).
La finalità di tale nota informativa è quella di fornire, per tempo, indicazioni precise sulle modalità per richiedere il rimborso a chi avesse già acquisito le certificazioni linguistiche ed, invece, per chi ancora non le avesse ottenute, di avere il tempo per poterle conseguire tempestivamente e poter così partecipare al bando per ottenere il rimborso delle spese sostenute.
La misura è rivolta esclusivamente alle guide turistiche già iscritte al Registro Regionale alla data del 17 dicembre 2023, che risultino trasferite nell’Elenco nazionale delle guide turistiche in seguito all’entrata in vigore della Legge 190/2023.
“La misura – afferma l’assessore Franco Cuccureddu - nasce dalla volontà di rafforzare la qualità e la competitività dell’offerta turistica delle guide turistiche sarde, che in passato sono state penalizzate da una normativa di accesso alla professione, che non richiedeva competenze linguistiche certificate, a differenza di quanto avviene in altre regioni italiane. Con questo intervento si intende eliminare le disuguaglianze e valorizzare il ruolo delle guide turistiche regionali, riconoscendo e sostenendo gli investimenti individuali nella formazione linguistica.”
Il contributo sarà erogato a sportello, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande, fino a esaurimento delle risorse disponibili. Saranno rimborsati fino a 300 euro per ciascuna certificazione, con un massimo di due certificazioni linguistiche per richiedente. Le spese rimborsabili dovranno essere sostenute tra il 17 dicembre 2023 e la data di presentazione della domanda.
Le domande potranno essere presentate esclusivamente tramite piattaforma regionale, con accesso tramite SPID o Carta d’Identità Elettronica, secondo le modalità che saranno indicate nell’avviso
Saranno riconosciute solo le certificazioni rilasciate da enti accreditati dal Ministero dell’Istruzione (elenco disponibile al link: https://piattaformaenticert.pubblica.istuzione.it/pocl-piattaforma-enti-cert-web/elenco-enti-accreditati) e dai Centri Linguistici di Ateneo (CLA).
La nota informativa sintetica con tutti i dettagli operativi sono reperibili sul portale della Regione Autonoma della Sardegna al seguente link:
www.regione.sardegna.it/notizie/guide-turistiche-contributi-per-le-certificazioni-linguistiche
Incendio a Punta Molentis, la presidente Todde al Consiglio Comunale straordinario di Villasimus: “Feriti, ma non piegati. La Regione è al fianco della comunità”
La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha partecipato questo pomeriggio al Consiglio Comunale di Villasimius, convocato in seduta straordinaria e urgente per discutere lo stato di calamità naturale in seguito al devastante incendio che ha colpito l’area di Punta Molentis.
Alla seduta erano presenti il sindaco Gianluca Dessì, assieme a tutti i consiglieri comunali di Villasimius, il presidente del Consiglio Regionale, Piero Comandini, l’assessora della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, i consiglieri regionali Camilla Soru e Valter Piscedda e l’ex sindaco di Villasimius, Tore Sanna.
Nel corso della seduta, la presidente Todde ha espresso la vicinanza della Regione alla comunità locale e ai titolari delle aziende danneggiate dal rogo e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione regionale per affrontare l’emergenza e avviare tempestivamente gli interventi di ripristino e rilancio del territorio colpito.
“Essere qui oggi è un dovere. Punta Molentis rappresenta momento della responsabilità condivisa, non possiamo limitarci a registrare i danni, dobbiamo lavorare insieme per risollevare subito gli operatori turistici e per evitare che episodi come questi si ripetano”.
La presidente ha sottolineato come il vero strumento di difesa del territorio sia la prevenzione, ricordando che il Piano regionale è stato condiviso già nel mese di gennaio.
Un passaggio è stato dedicato alla matrice dolosa dell’incendio: “Lo conferma il Corpo Forestale, gran parte degli incendi non è colposa, ma dolosa. E anche quello che ha colpito l’area di Punta Molentis mostra elementi che lasciano pochi dubbi. Chi ha appiccato il fuoco in quella zona, con quel vento e quelle condizioni, ha cercato consapevolmente una tragedia. Noi non ci pieghiamo a queste logiche criminali. Andiamo avanti, insieme”.
La presidente ha inoltre rivolto un pensiero agli operatori turistici e ai residenti: “Nonostante l’accaduto, Villasimius è viva, punta Molentis è ancora lì, in tutta la sua bellezza. Dobbiamo dare un segnale concreto di ripartenza, anche valorizzando l’accessibilità. È fondamentale che la stagione possa proseguire in sicurezza, sostenendo chi vive di lavoro e accoglienza”.
“In momenti come questi – ha concluso – si misura la forza di una comunità e la credibilità delle istituzioni. Villasimius può contare sulla Regione. Feriti, ma non piegati: è il messaggio che vogliamo mandare”.
L'assessora della Difesa dell'Ambiente Rosanna Laconi è rimasta colpita conseguenze dell’incendio. “Constatare direttamente gli esiti di questo disastro è spaventoso. Dobbiamo prendere consapevolezza che anche le spiagge possono costituire un pericolo, perché dietro hanno colline con macchia mediterranea, superfici boscate che sono a rischio incendio. Per questo ogni spiaggia deve essere presidiata, non solo per il salvamento a mare. È un tema che stiamo affrontando, lavoreremo su questo insieme a tutti i Comuni”.
Protezione Civile: nel Sud Sardegna il pre-posizionamento delle squadre della sicurezza civile francese a supporto della campagna antincendi boschiva
Questa mattina nella sala giunta del Comune di Assemini si è svolta una cerimonia di benvenuto ai 26 operatori della sicurezza civile francese che da sabato scorso stanno partecipando al progetto pilota del Meccanismo unionale di protezione civile “Prepositioned Ground Forest Firefighting” che prevede un pre-posizionamento del team francese a supporto della Campagna Antincendi Boschivi della Regione Sardegna.
“Questo progetto di scambio, nato all’indomani del successo dell’esercitazione europea Modex, consente al Sistema di protezione civile di crescere e di non essere autoreferenziali. Il supporto operativo del team francese, in un momento così impegnativo della Campagna AIB, è davvero prezioso in giornate come quelle appena trascorse in cui il nostro territorio è stato messo a dura prova. Il Sistema e tutte le strutture che lo compongono hanno dimostrato che fare squadra è il modo migliore per affrontare le emergenze.”
Lo ha dichiarato l’assessore della Difesa dell’Ambiente, Rosanna Laconi, che ha rivolto un saluto e un ringraziamento agli ospiti d’oltralpe insieme al responsabile dei progetti europei del Dipartimento di protezione civile Paolo Vaccari, ai sindaci di Assemini, Mario Puddu e di Capoterra, Beniamino Garau, al direttore generale della Protezione Civile regionale Mauro Merella. Presenti anche i rappresentanti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, dei Vigili del Fuoco, dell’Agenzia Forestas e il Presidente della rappresentanza del volontariato di protezione civile.
Dopo la positiva esperienza dell’esercitazione antincendio boschivo ITA EU Modex 2025, svoltasi a Nuoro lo scorso aprile e dei gemellaggi AIB con le organizzazioni di volontariato di protezione civile di altre Regioni italiane tuttora in corso, la Regione Sardegna è stata inserita, per la prima volta in Italia, tra i partner ospitanti le attività del “Prepositioned Ground Forest Firefighting teams through UCPM in 2025” coordinate dall’Emergency Response Coordination Centre (ERCC). A inizio luglio, un team di Vigili del Fuoco della Regione Piemonte ha partecipato allo stesso progetto proprio a supporto della Francia e per questa estate sono previsti 25 pre-prosizionamenti nelle zone più critiche, tutti finanziati dall’Unione europea.
Le squadre di operatori della Sicurezza civile francese, composte sia da esperti nello spegnimento che nei soccorsi, sono sbarcate a Porto Torres con 8 mezzi a seguito, e dopo una breve formazione sulle peculiarità dell’antincendio in Sardegna, già domenica 27 luglio, coordinati dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, erano operative nelle attività di lotta attiva agli incendi boschivi, viste le criticità della giornata. Così anche nei giorni a seguire, nello specifico alle squadre composte da 3 a 5 operatori sono state assegnate come sedi operative la base elicotteristica di Fenosu, le postazioni Forestas di Santa Lucia a Monastir, di Monte Agruxiau a Iglesias, la stazione mobile di Monserrato del GAUF e il Comando dei Vigili del fuoco di Cagliari.
Il pre-posizionamento richiesto dalla Regione Sardegna attraverso il Dipartimento nazionale di protezione civile sarà svolto fino al 15 agosto nell’area che fa riferimento ai Servizi territoriali ripartimentali di Cagliari, Iglesias e Oristano.
Il team è ospitato nel Campo base situato in località “Is Olias” tra i Comuni di Assemini e Capoterra, punto di riferimento anche per l’organizzazione logistica, curata dall’organizzazione di volontariato Prociv Augustus.
Il progetto, oltre a fornire supporto operativo, rappresenta anche un importante momento di confronto formativo e di scambio di buone pratiche nella prevenzione e gestione degli incendi boschivi.
Info sul progetto pilota europeo di pre-posizionamento
Dal 2022 l’Unione europea predispone strategicamente anche i Vigili del fuoco provenienti da tutta Europa nel sud del continente durante i mesi estivi, quando aumenta il rischio di incendi boschivi. Si tratta di un progetto pilota che garantisce, attraverso il pre-posizionamento delle squadre in stand-by, tempi di risposta più rapidi e consente un prezioso scambio di conoscenze sul campo tra tutte le squadre partecipanti.
Tra luglio e settembre, circa 650 vigili del fuoco provenienti da 14 paesi europei (Italia, Romania, Germania, Slovacchia, Grecia, Bulgaria, Moldavia, Repubblica Ceca, Austria, Francia, Lettonia, Malta, Estonia e Paesi Bassi) saranno strategicamente pre-posizionati nelle zone ad alto rischio di Francia, Grecia, Portogallo, Spagna e Italia.
Prevenzione e lotta agli incendi: la presidente Todde illustra tutte le azioni messe in campo dalla Regione
Incontro tra la presidente Todde e l'agenzia spaziale italiana. Presto operativo a Selargius il quarto centro dell'Asi
“Le grandi infrastrutture di ricerca, come anche l’Einstein Telescope, sono tanto un punto d’arrivo quanto un punto di partenza per un territorio che guarda all’innovazione come sistema avanzato. È necessario mettere a sistema gli elementi presenti con quelli di scenario”. Lo ha dichiarato la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, al termine dell’incontro con i vertici dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).
Il rafforzamento delle relazioni istituzionali, l’avvio di investimenti strategici, la costruzione di sinergie e lo sviluppo delle capacità scientifiche nel settore spaziale sono stati oggi al centro del confronto tra la presidente Todde, il presidente dell’ASI Teodoro Valente e il direttore generale Luca Vincenzo Maria Salamone, in viale Trento.
Nel corso dell’incontro è stato confermato che è imminente l’apertura del quarto centro operativo dell’Agenzia Spaziale Italiana, previsto nel comune di Selargius (CA). Il Sardinia Deep Space Antenna Center (SDSA) rappresenta un’infrastruttura di eccellenza per l’ASI che rafforzerà il ruolo della Sardegna nel campo dell’esplorazione e delle comunicazioni nello spazio profondo.
Il centro nasce come struttura di comunicazione condivisa con il Sardinia Radio Telescope dell’INAF a San Basilio, ma sarà presto potenziato con una propria antenna, trasformandosi in un vero e proprio hub nazionale e internazionale per le attività di ricerca e formazione nel settore spaziale.
“Ringrazio la presidente e la Regione Sardegna. Oggi abbiamo avuto l’opportunità di approfondire le potenzialità di sviluppo della nostra struttura, ottenendo un appoggio fondamentale da parte di tutti i rappresentanti istituzionali per raggiungere l’obiettivo comune di creare sull’Isola un centro di eccellenza a livello internazionale – ha affermato il presidente dell’ASI, Teodoro Valente –. Sarà un network completo, capace di imprimere un impulso sostanziale allo sviluppo scientifico, tecnologico ed economico del territorio”.
Colle Sant’Elia escluso dal bando per la realizzazione di un parco fotovoltaico. L’assessore Spanedda: “Il ministero ha preso atto delle nostre ragioni”
“L’esclusione del Colle di Sant’Elia dalla procedura nazionale per la concessione di aree militari per l’installazione di impianti di energia rinnovabile è un risultato importante per la Sardegna. Il Ministero della Difesa ha preso atto delle nostre ragioni: quell’area non può essere né venduta, né ceduta in concessione perché, secondo lo Statuto sardo, è già patrimonio della Regione. Lo è per legge e non per gentile concessione”.
Lo afferma l’assessore regionale degli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda, commentando la nota ufficiale del Ministero della Difesa che ha comunicato l’esclusione dalla procedura di valorizzazione, tramite Difesa Servizi S.p.A., del colle di Sant’Elia, dove era prevista la realizzazione di un parco fotovoltaico.
“Lo avevamo scritto nero su bianco nella nota inviata settimane fa a Difesa Servizi S.p.A.: quel terreno è incluso fin dal 2008 negli elenchi dei beni dichiarati immediatamente dismissibili e già destinati al trasferimento alla Regione in virtù dell’articolo 14 dello Statuto. Non solo, la legge regionale 20/2024 lo classifica come area non idonea alla trasformazione per impianti FER e il Piano Paesaggistico Regionale vi impone vincoli stringenti di tutela. Non c’era spazio per equivoci”, prosegue l'assessore.
“Questa vicenda ha un valore che va oltre il singolo lotto. Dimostra che la Regione è titolata ad agire con determinazione e fondatezza giuridica e quando accade lo Stato è chiamato a fermarsi. Continueremo su questa strada: l'energia rinnovabile deve trovare posto in altri tipi di aree e non può violare lo Statuto, cancellare il paesaggio, né ignorare la volontà delle comunità. Il Colle di Sant’Elia resta patrimonio di tutti i sardi”, conclude Spanedda.
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