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Il cordoglio della Sardegna per la morte di Papa Francesco
“La Sardegna intera piange addolorata la scomparsa di Papa Francesco. A nome del Consiglio regionale, e mio personale, esprimo viva commozione e profondo cordoglio per la morte del Pontefice”.
Il Presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, appresa la notizia arrivata dal Vaticano, ha ricordato con dolore la figura di uno dei Papi più amati della storia: “Papa Francesco è stato un punto di riferimento non solo per il popolo della Chiesa ma per tutte le persone fragili, disagiate, sofferenti che hanno visto in lui un fratello. Oggi scompare prima di tutto un uomo di grande valore che ha sempre lottato per la pace nel mondo e per sconfiggere le disuguaglianze. Ha lavorato fino all’ultimo giorno nonostante la malattia e, nelle sue ultime ore di vita, ha voluto incontrare i bambini, la gioia del suo pontificato. La Sardegna non lo dimenticherà mai”.
n segno di lutto le bandiere del palazzo del Consiglio regionale sono state esposte a mezz’asta.
“Provo un dolore personale fortissimo per la scomparsa di Papa Francesco, un pontefice vicino alle persone, agli ultimi, la cui vicinanza era concreta e costante, sono le prime parole della presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde alla notizia della morte di Jorge Mario Bergoglio.
“Esprimo a nome della Regione – continua Todde – un sentimento di profonda tristezza per la perdita di un papa a cui eravamo particolarmente affezionati, anche per la sua vicinanza con Cagliari, dove ha voluto svolgere la sua prima visita ufficiale per il suo legame con la madonna di Bonaria, che ha dato il nome alla sua città natale, Buenos Aires”.
“La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile – sottolinea la presidente della Regione Sardegna – perché l’azione del suo pontificato si è dipanata con determinazione alla ricerca della pace, della solidarietà tra i popoli e della giustizia, senza badare a confini geografici, politici o confessionali. Una risolutezza che lo ha portato a scontrarsi spesso contro lo scetticismo dei potenti del mondo, come è avvenuto per Gaza o per l’Ucraina, solo per limitarci a due esempi eclatanti. Con la sua visita a Lampedusa dell’8 luglio 2013, pochi mesi dopo la sua elezione al soglio di Pietro, ha sconfitto il cinismo di chi ignora o strumentalizza un dramma enorme come le migrazioni e le morti nel Mediterraneo. Con la sua scomparsa il raggiungimento della pace e della fratellanza umana si allontanano mentre invece il mondo vede avanzare le tenebre dell’odio, della discriminazione e della guerra”. “Papa Francesco – conclude Alessandra Todde – ha insegnato a tutti noi che la vera grandezza sta nel servire con umiltà, nell’amare senza barriere e nell’affermare la dignità di ogni essere umano. La sua scomparsa segna l’assenza di una guida morale che ci ha accompagnato nei momenti più difficili e ci ha indicato la strada della speranza. Il vuoto che lascia è profondissimo, ma la sua lezione deve continuare a spingerci a lottare per un mondo più giusto, umano e accogliente, come lui ci ha insegnato a fare”.
Il cordoglio del sindaco di Cagliari. «Tutte noi e tutti noi abbiamo ancora indelebile il ricordo della visita pastorale di Papa Francesco a Cagliari, la prima di un pontificato caratterizzato dall’attenzione verso coloro che hanno un bisogno, un diritto negato, una sofferenza da alleviare.
Il suo forte messaggio di pace e di attenzione verso gli ultimi è stato di grandezza universale, condiviso da laici e cattolici.
Ringrazio ancora sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Baturi per avermi dato l’opportunità di incontrare, nuovamente, l’autunno scorso, il Santo Padre. A lui, a tutta la Chiesa sarda, a tutte le fedeli e i fedeli le nostre più sentite condoglianze».
Pasqua, Adiconsum: 361 euro per un volo da Bologna ad Olbia, 325 da Verona a Cagliari
Ci risiamo! Ancora una volta, in vista di una festività, i prezzi dei biglietti aerei per raggiungere la Sardegna subiscono una impennata, e se il biglietto viene acquistato a ridosso della festività le tariffe raggiungono livelli stellari addirittura superiori a quelli dei voli intercontinentali. Lo denuncia Adiconsum Sardegna, che ha verificato i prezzi praticati oggi per i collegamenti dai principali scali italiani a quelli sardi.
“I ritardatari che si accingono solo oggi ad acquistare un biglietto aereo per la Sardegna con partenza venerdì 18 aprile, devono mettere in conto una spesa minima di 361 euro per il volo Bologna-Olbia (solo andata), mentre per volare da Verona a Cagliari si parte da un minimo di 325 euro – spiega il presidente Giorgio Vargiu – Da Parma a Cagliari servono 298 euro, e oltre 270 euro a biglietto per volare da Venezia, Brindisi o Bologna con destinazione Cagliari. Per raggiungere Alghero il volo da Napoli parte da 272 euro, 241 euro se si vola da Pisa, mentre per andare a Olbia la spesa minima è di 265 euro imbarcandosi da Trieste, 247 euro da Roma, 239 euro da Milano. Senza contare le spese aggiuntive per bagagli e scelta del posto a sedere e il costo dell’eventuale viaggio di ritorno”.
“Al di là degli aumenti fisiologici delle tariffe aeree che puntualmente si verificano in occasione degli spostamenti degli italiani verso la Sardegna, i ritardatari che acquistano solo oggi un biglietto per rientrare sull’isola e trascorrere le feste in famiglia devono sottostare a prezzi esorbitanti anche superiori a quelli dei voli intercontinentali – denuncia il presidente Giorgio Vargiu – Basti pensare che il volo diretto Roma-New York del 16 aprile costa poco più di 320 euro a passeggero. Uno squilibrio evidente che, nonostante le tante denunce presentate all’Antitrust, persiste e continua a pesare come un macigno sugli spostamenti degli italiani durante le feste”.
“Si approvi una normativa che disciplini e impedisca che le tariffe vengano stabilite attraverso gli algoritmi – continua Vargiu - Non è accettabile che i prezzi e le tariffe dei beni di consumo e dei servizi vengano calcolati in base al grado di bisogno e alle necessità dei consumatori”.
PREZZI MINIMI BIGLIETTI AEREI (partenza 18 aprile 2025, biglietto di sola andata)
Verona-Cagliari 325 euro
Parma-Cagliari 298 euro
Bologna-Cagliari 277 euro
Brindisi-Cagliari 272 euro
Venezia-Cagliari 272 euro
Milano Linate-Cagliari 242 euro
Napoli-Alghero 272 euro
Pisa-Alghero 241 euro
Bologna-Alghero 204 euro
Milano-Alghero 204 euro
Bologna-Olbia 361 euro
Trieste-Olbia 265 euro
Roma-Olbia 247 euro
Milano-Olbia 239 euro
Indagine condotta in data 14.4.2025 attraverso le piattaforme specializzate in comparazione di biglietti aerei
Protezione Civile, al via la maxi esercitazione in Sardegna
L’obiettivo è ambizioso: avere gli strumenti per poter intervenire in caso di emergenze anche in altri Paesi. Si tratta dell’esercitazione internazionale di Protezione Civile che vedrà coinvolti oltre 350 operatori provenienti da sei Paesi e 75 mezzi.
Le operazioni si svolgeranno dal 7 all’11 aprilenei territori tra Nuoro, Mamoiada e Orani. Grazie all’appuntamento nuorese si potranno testare le capacità e l’efficienza di sette moduli del Meccanismo Unionale di Protezione civile nella lotta agli incendi boschivi. Durante le esercitazioni sarà simulato un grande incendio, con una parte che prevede un incendio di interfaccia.
Il programma è stato presentato questa mattina nella sede della Protezione Civile regionale. “Le capacità di riposta alle catastrofi verranno testate nell’Isola grazie alla presenza di sei paesi, dopo questa esercitazione cambieranno le attività per fronteggiare la campagna antincendi, e cambierà il modo di affrontare le esercitazioni”, precisa il numero uno della Protezione Civile in Sardegna Mauro Merella. “Una rete internazionale in cui la nostra Protezione Civile assume il ruolo di coordinatore “, ha spiegato la presidente della Regione Alessandra Todde, “quindi non solo lotta agli incendi, per la prima volta Nuoro e la Sardegna vengono messi al centro, sono molto orgogliosa che questa esercitazione si svolga in un territorio che poco spesso nel passato è stato messo al centro”.
“La protata di questa esercitazione è veramente enorme”, precisa l’assessora all’Ambiente Rosanna Laconi, “per la prima volta in Italia ospitiamo un’esercitazione di questo tipo, poi soprattutto in Sardegna è ancora più importante. Darà modo a sei paesi di provare, simulare, un grande evento come un incendio nel nuorese, e mettiamo quindi in evidenza la capacità di cooperare tra i Paesi e intervenire in condizioni di grande emergenza come un grave incendio che si superi le capacità di poterlo affrontare nel singolo paese”.
Tra gli eventuali imprevisti si potrà notare una strada interrotta, o salto di fuoco o un incidente.
Autovelox, Adiconsum: apparecchi non omologati dovranno essere disattivati
Anche in Sardegna gli autovelox approvati ma non omologati dovranno essere disinstallati dai Comuni, pena una valanga di ricorsi da parte degli automobilisti e la nullità dei verbali elevati tramite gli apparecchi di rilevazione automatica della velocità. Lo afferma Adiconsum Sardegna, a seguito del nuovo decreto emesso dal Ministero dei Trasporti.
“Il tema delle multe stradali è molto sentito in Sardegna, con numerose amministrazioni comunali che fanno cassa grazie alle sanzioni per violazione del codice della strada – spiega il presidente Giorgio Vargiu – In base ai dati Siope rielaborati da Adiconsum, nel 2024 le contravvenzioni stradali elevate dagli enti locali della Sardegna (comuni, città metropolitane, province) hanno generato incassi complessivi da 21,6 milioni di euro, contro i 20,8 milioni del 2022, con una crescita del +4% in due anni. Parte di tali introiti sono stati generati proprio dagli autovelox, che specie nel periodo delle vacanze vengono installati lungo le strade più trafficate dell’Isola”.
Ora però le cose stanno per cambiare – avverte Adiconsum Sardegna – Il decreto attuativo varato dal Mit prevede che solo gli autovelox approvati dopo il mese di giugno 2017 siano in regola, e tutti quelli antecedenti a tale data dovranno presentare domanda di omologazione al Ministero. In attesa che si concluda l’iter di approvazione, anche in Sardegna i Comuni avranno l’obbligo di disattivare gli autovelox fuorilegge installati sul proprio territorio, con la conseguenza che non sarà possibile elevare sanzioni tramite tale strumento.
“L’eccesso di velocità è una piaga che mette a rischio la sicurezza stradale e causa ogni anno centinaia di morti e feriti nella nostra regione, e va debellata con fermezza, ma occorre farlo nel rispetto della legge, con multe certe e sanzioni corrette da parte degli enti locali, che troppo spesso usano gli autovelox non per garantire la sicurezza stradale ma al solo scopo di fare cassa e coprire buchi di bilancio – prosegue Giorgio Vargiu – Per tale motivo, non appena il nuovo decreto del Mit diventerà operativo, i Comuni della Sardegna dovranno adeguarsi disattivando momentaneamente gli autovelox non a norma e attivandosi per richiederne l’omologazione. In caso contrario, si andrà incontro ad una valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati da apparecchi fuorilegge, con danni erariali ingenti per le amministrazioni locali”.
Unione nazionale consumatori: la Sardegna tra le regioni dove si risparmia di più
L'Istat ha reso noti oggi i dati territoriali dell'inflazione di febbraio, in base ai quali l'Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica completa di tutte le città più care d'Italia, in termini di aumento del costo della vita. Non solo, quindi, delle città capoluoghi di regione o dei comuni con più di 150 mila abitanti.
In testa alla graduatoria, Bolzano dove l'inflazione tendenziale pari a +2,6%, pur essendo "solo" la terza più alta d'Italia dopo Siracusa (+2,8%) e Rimini (+2,7%), si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua, equivalente a 753 euro per una famiglia media.
Medaglia d'argento per Rimini, che con +2,7%, l'inflazione più alta tra le città capoluogo di regione o con più di 150 mila abitanti, ha un incremento di spesa annuo pari a 734 euro a famiglia. Sul gradino più basso del podio Siena che con +2,6% ha una spesa supplementare pari a 663 euro annui per una famiglia tipo.
Al quarto posto Padova, che con un'inflazione del 2,4%, registra una stangata pari a 617 euro. Segue Siracusa (+2,8%, +600 euro), Bologna (+2,1% e +584 euro), al settimo posto Imperia (+2,6%) che in termini di costo della vita registra un rincaro di 582 euro, poi Piacenza ex aequo con Ferrara (+2,1%, +571 euro per entrambe). Chiude la top ten, Bergamo con +2% pari a +559 euro.
Sull'altro fronte della classifica, purtroppo non c'è più nessuna città in deflazione. La città più virtuosa d'Italia è Lodi, dove con +0,8%, l'inflazione più bassa d'Italia, si ha un aumento annuo di 210 euro. Al secondo posto Caserta, +1% e un maggior costo di 214 euro. Medaglia di bronzo per Catanzaro, +1,3% e +230 euro.
Seguono, nella classifica delle città risparmiose, Aosta, Firenze e Forlì-Cesena, tutte e 3 con la seconda inflazione più bassa d'Italia, +0,9%, e un aumento del costo della vita pari, rispettivamente a 234, 235 e 245 euro. Al settimo posto Bari (+1,3%, +255 euro), poi Sassari (+1,3%, +262 euro) e Brindisi (+1,4%, +266 euro). Chiudono la top ten delle migliori, con 279 euro, Trapani (+1,3%) e Cremona (+1%).
In testa alla classifica delle regioni più "costose" (Tabella n. 2), con un'inflazione annua a +2,1%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 597 euro su base annua. Segue il Friuli Venezia Giulia (+1,9%, +450 euro) e al terzo posto Veneto ed Emilia Romagna, ex aequo con + 449 euro e un'inflazione pari, rispettivamente, a +1,8% e +1,7 per cento
La regione più risparmiosa è la Valle d'Aosta: +0,9% e +234 euro. In seconda posizione la Sardegna, in terza il Molise.
Contas, l'agnello di Sardegna, si promuove in Giappone al Foodex Japan 2025
In Giappone per mantenere aperta la finestra sul mondo asiatico che continua a guardare con interesse alle produzioni ovine sarde. Il Consorzio per la Tutela della IGP Agnello di Sardegna sta partecipando in queste ore alla manifestazione fieristica FODEX Japan 2025, che si tiene a Tokyo a partire da ieri 10 marzo per terminare il 14. Il tutto è stato reso possibile grazie all’Agenzia Ice, che ha organizzato una partecipazione collettiva di aziende italiane e alla Regione Sardegna. "Il rapporto consolidato con l'agenzia ICE è un pilastro fondamentale per il nostro progetto di internazionalizzazione - afferma il Presidente Battista Cualbu -. Siamo entusiasti delle potenzialità che il mercato giapponese ci offre e siamo fiduciosi che la nostra partecipazione alla FODEX sarà un successo”. Giunta alla 50 esima edizione, “la fiera Foodex di Tokyo – spiegano dall’Agenzia italiana -, rappresenta la più importante manifestazione fieristica agrolimentare in Giappone, nonché evento di grande richiamo commerciale e la principale iniziativa di diffusione e promozione del settore per l'intera area Asia Pacifico. Nel 2023, le importazioni di prodotti agroalimentari del Giappone hanno raggiunto il valore di circa 9.400 miliardi di Yen (oltre 58 miliardi di euro, al cambio attuale), in lieve diminuzione (-3%) rispetto al 2022. Nello stesso periodo, invece, le importazioni dall’Italia sono aumentate in valore di circa il 4%, attestandosi a 155 miliardi di Yen, livello massimo storico, consentendo un recupero delle quote di mercato degli esportatori italiani (1,65% nel 2023 rispetto all’1,54% del 2022). L’Italia si colloca al quindicesimo posto nella classifica dei fornitori del Paese, mantenendo un ampio potenziale di crescita”. Per il Direttore del Contas Alessandro Mazzette “la nostra filiera è pronta per questa sfida internazionale - spiega -. La collaborazione con la Regione Sardegna in questa occasione ci permette di presentare un fronte compatto e coordinato delle produzioni agroalimentari dell’isola e di esaltare le eccellenze del nostro territorio. La visita recente del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha sottolineato come il Giappone stia diventando un mercato strategico per i prodotti italiani. Il Consorzio, grazie alla sua esperienza consolidata nell'accompagnamento delle imprese e nella realizzazione di progetti promozionali all’estero, si presenta all'evento con l'obiettivo di espandere il mercato del suo prodotto di eccellenza. Il Contas ha una missione chiara che è quella di far conoscere e apprezzare la carne di agnello sarda al pubblico giapponese. La partecipazione a eventi come la FODEX Japan 2025 è fondamentale per esplorare nuove opportunità commerciali, aumentare la consapevolezza del marchio e costruire relazioni con distributori, importatori e partner strategici. Ma non si tratta solo di affari – continua Mazzette -. Il Consorzio è determinato a portare un pezzo di Sardegna in Giappone, presentando non solo un prodotto di alta qualità, ma anche la storia, la tradizione e la passione che stanno dietro ogni morso di Agnello di Sardegna IGP. Gli eventi promozionali organizzati durante la fiera permetteranno ai visitatori di scoprire e apprezzare l’autenticità del nostro prodotto”. Oltre al Consorzio, alla FODEX Japan 2025 saranno presenti altre 10 aziende sarde, riunite in una collettiva organizzata dall'Assessorato dell'Industria della Regione Sardegna e dall’agenzia Laore. Gli enti regionali hanno inoltre organizzato vari eventi collaterali, che porteranno gli espositori a visitare alcuni importanti distributori nipponici.
Per garantire il successo in un mercato culturalmente diverso, nel prossimo futuro il CONTAS adotterà diverse strategie specifiche. Tra queste, la collaborazione con distributori locali, l'uso di campagne di marketing digitale mirate, la formazione dei partner locali sulle caratteristiche distintive del prodotto e la creazione di confezioni accattivanti in lingua giapponese. Inoltre, coinvolgerà chef rinomati e influencer del settore per promuovere l'Agnello di Sardegna IGP, sfruttando il loro prestigio e la loro credibilità.
L'evento FODEX Japan 2025 sarà propedeutico all'Expo 2025 di Osaka, che si terrà dal 13 aprile al 13 ottobre 2025. Questo evento rappresenta un'occasione unica per consolidare le relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone e per promuovere l'eccellenza italiana a livello globale.
Sardegna tra le regioni più in forma d'Italia: solo il 37% in eccesso ponderale
La Sardegna si conferma una delle regioni italiane con la popolazione più in forma. Secondo i dati del sistema di sorveglianza Passi del Ministero della Salute per il biennio 2022-2023, l'Isola è la seconda regione con il minor tasso di obesità in Italia. I dati, pubblicati sul sito ufficiale dell'Istituto Superiore di Sanità, evidenziano che solo il 37% della popolazione sarda tra i 18 e i 69 anni presenta un eccesso ponderale, un valore nettamente inferiore alla media nazionale del 43%.
Dai numeri emerge che soltanto tre persone su dieci risultano in sovrappeso, mentre meno di una su dieci soffre di obesità. Questi dati collocano la Sardegna tra le cinque regioni italiane più in forma, insieme a Friuli Venezia Giulia, Liguria e Toscana.
Questo primato potrebbe essere il risultato di diversi fattori, tra cui uno stile di vita attivo, un’alimentazione legata alla tradizione mediterranea e una maggiore consapevolezza sulla salute e il benessere fisico. La Sardegna, nota anche per l’elevata longevità dei suoi abitanti, dimostra ancora una volta come uno stile di vita equilibrato possa incidere positivamente sulla salute della popolazione.
L’analisi dei dati del sistema di sorveglianza Passi rafforza l’importanza della prevenzione e della promozione di corretti stili di vita per contrastare il problema del sovrappeso e dell'obesità, fenomeni che in altre regioni italiane raggiungono percentuali ben più alte rispetto alla media sarda.
Imprese artigiane, scambi commerciali tra Sardegna e Usa in forte calo: crescono i timori per i nuovi dazi
Dall’Isola agli Stati Uniti si registra quasi mezzo miliardo di scambi commerciali ma la dinamica è in netta frenata: nel 2024 il calo è del 48,7%. I timori per i nuovi dazi agitano le imprese artigiane sarde.
I dazi, le limitazioni, la burocrazia e le “turbolenze” politiche internazionali, che hanno caratterizzato l’ultimo triennio, hanno rallentato l’export delle imprese della Sardegna verso USA. Analizzando il periodo di 12 mesi (settembre 2023 – settembre 2024), i rapporti commerciali tra Sardegna e Stati Uniti hanno totalizzato 492 milioni di euro, relativi a tutto il manifatturiero petroliferi inclusi. Il segnale di rallentamento viene dall’analisi dei primi 9 mesi del 2024 confrontati con i primi del 2023, paragone che ha segnato un -48,7% equivalente a un calo di 371 milioni di euro. Il 2020 si era chiuso con un totale di 534milioni di euro di beni esportati.
L’export verso gli Usa rappresenta l’1,5% sul valore aggiunto della Sardegna. E’ questo ciò che emerge dal dossier elaborato dall’Ufficio studi di Confartigianato Sardegna su dati Istat, che ha analizzato i flussi commerciali dalla Sardegna verso il Continente americano. Alimentari, prodotti in legno e metallo, pelletteria, abbigliamento e tessile, mobili e ceramiche ma anche semilavorati lapidei, prodotti chimici, macchinari e attrezzature hanno raggiunto un mercato ricco e sempre attento alle produzioni italiane e sarde. I dati provinciali dicono che Cagliari ha esportato per 344milioni, il nord Sardegna per 98milioni, Nuoro per 35milioni, il Sud Sardegna per 8 e Oristano per 7. L’export manifatturiero sardo verso gli USA, nel 2024, ha inciso per l’1,5% sul valore aggiunto prodotto della Sardegna, contro una media nazionale del 4%. Gli Stati Uniti, infatti, rappresentano un importante mercato di riferimento per le imprese della Sardegna. Esaminando i primi dati Istat del 2024 relativi al valore delle esportazioni totali, con 492 milioni di euro, il mercato statunitense si posiziona 3° tra i primi 10 mercati di sbocco del made in Sardegna, dopo Francia e Spagna. All’interno di questi numeri, 118 milioni di euro sono rappresentati dall'export manifatturiero, al netto dei prodotti energetici, e 85 milioni di euro di export sono rappresentati dalle esportazioni sarde di prodotti realizzati nei settori - alimentare, tessile, abbigliamento, calzature, legno, mobili, prodotti in metallo, gioielleria e altre manifatture- a maggior concentrazione di Mpi. A livello settoriale si osserva che il 70% del totale delle esportazioni verso gli Stati Uniti dei beni realizzati sull’Isola riguarda i prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio, il 21,2% dai prodotti alimentari, il 2,4% da macchinari e apparecchiature, l’1,8% dai prodotti chimici, l’1,6% dagli Altri mezzi di trasporto, l’1,2% dalle bevande e l’1,2% dai prodotti in legno, sughero (esclusi i mobili); articoli in paglia e materiali da intreccio. Il Commento di Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna.
“L’agroalimentare e le altre produzioni artigiane sarde di qualità sono particolarmente sensibili agli scambi commerciali verso gli Usa. La Sardegna, per questo, ha bisogno di continuare a lavorare nel mercato del food e degli altri settori eccellenza che hanno ampi margini di crescita. Gli Americani riconoscono il valore dei nostri prodotti e restano un partner chiave per lo sviluppo economico territoriale. È essenziale mantenere e rafforzare i rapporti commerciali con uno dei principali motori dell’economia globale, il cui contributo favorisce il benessere della comunità. Le piccole e medie imprese della nostra regione esportano prodotti molto apprezzati Oltreoceano, sostenendo l’economia isolana. Tuttavia, l’incertezza geopolitica e le possibili politiche protezionistiche rappresentano una sfida. In caso dei temuti dazi, le imprese manifatturiere, già provate dalla complessità del mercato globale, sarebbero le più colpite da eventuali restrizioni commerciali. I settori più esposti includono alimentare, moda, legno, metalli, gioielleria e occhialeria. Serve un’azione coordinata a livello europeo per affrontare queste sfide. Sul piano internazionale è, quindi, necessario un dialogo costruttivo per evitare scenari economici negativi e tensioni tra Paesi alleati. Auspichiamo che la nuova presidenza americana sappia valorizzare il legame con il nostro territorio. Al di là di tutto, la tutela del “Made in Sardegna” resta prioritaria, con iniziative a livello locale, nazionale e internazionale per sostenere le imprese. Guardare ai mercati esteri è imprescindibile per la crescita. Occorre investire su export, formazione e strategie di internazionalizzazione per rafforzare la competitività. Le Pmi devono adattarsi rapidamente, puntando su eccellenza e specializzazione, diversificando i mercati e cogliendo opportunità nei Paesi emergenti.
Sono 5 i Comuni Plastic Free 2025 premiati per il loro impegno per l’ambiente
Sono 122 i Comuni Plastic Free 2025 che si sono distinti per la lotta contro gli abbandoni illeciti, la promozione di comportamenti responsabili, le opere di sensibilizzazione sul territorio nonché per l’impegno in una gestione virtuosa dei rifiuti urbani. L’elenco di borghi, paesi e città italiane che hanno superato la valutazione di Plastic Free Onlus, basata su ben 23 punti, è stato svelato a Montecitorio, in una conferenza stampa alla presenza dell’On. Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei deputati, e dei vertici dell’associazione ambientalista. Cinque i Comuni Plastic Free della Sardegna: Oristano; Aglientu, Badesi e Castelsardo nella provincia di Sassari; Teulada nel Sud Sardegna.
“Sono molto orgoglioso che la nostra iniziativa, giunta alla quarta edizione, raccolga ogni anno sempre più adesioni passando da 111 a 122 Comuni Plastic Free. – ha dichiarato Luca De Gaetano, fondatore e presidente di Plastic Free Onlus, l’associazione nata nel 2019 per contrastare l’abuso e l’inquinamento da plastica, oggi presente in oltre 30 Paesi nel mondo – I tantissimi Comuni che hanno deciso di sottoporre il proprio operato amministrativo in tema ambientale alla nostra valutazione sono il frutto dell’impegno quotidiano e concreto dei nostri referenti e volontari sul territorio. Attraverso una sensibilizzazione continua dei cittadini ma soprattutto dei giovani nelle scuole, riusciamo anno dopo anno a tenere alta l’attenzione delle pratiche virtuose necessarie per un futuro libero dall’eccesso di plastica. L’auspicio è che – ha concluso De Gaetano (Plastic Free) – sempre più Amministrazioni colgano l’incitamento e il supporto dei nostri 1.100 referenti italiani, donando così alle proprie comunità luoghi più piacevoli, puliti e sani da vivere”.
A ogni Comune Plastic Free verrà assegnato un livello di valutazione espresso in tartarughe: 1, 2 o 3, fino a un massimo di “3 tartarughe gold”. La consegna dei riconoscimenti e delle targhe con il relativo attestato di virtuosità si terrà il prossimo 8 marzo a Napoli presso il Teatro Mediterraneo, in un evento che celebrerà l’impegno per l’ambiente delle Amministrazioni locali.
“Per la nostra regione si tratta di quattro piacevoli riconferme e di una new entry di spessore come il capoluogo Oristano – dichiara Maria Francesca Carone, referente regionale Plastic Free Sardegna – Gli amministratori si dimostrano sempre più sensibili alle tematiche ambientali e ciò è testimoniato anche dall’aumento dei protocolli d’intesa siglati per sostenere e incentivare le azioni di pulizia e sensibilizzazione dei nostri referenti e volontari sui territori. Una attenzione che percepiamo anche negli stessi eventi da noi organizzati e sempre più partecipati”.
Ad illustrare l’impegno dell’associazione sui territori e l’impatto dell’azione di sensibilizzazione sulle amministrazioni sono stati Margherita Maiani e Lorenzo Zitignani, rispettivamente Segretario e Direttore generale di Plastic Free Onlus. La regione con più Comuni Plastic Free è stata l’Abruzzo, ben 16, seguita da Sicilia (14), Puglia e Veneto (12), Lombardia e Campania (10).
Banda delle casseforti in Sardegna, Cristiano Ardau, segretario generale UILTucs Sardegna: “Necessario strutturare i supermercati e la posizione delle casseforti in maniera diversa”
Gli assalti ai supermercati che si sono registrati negli ultimi mesi in Sardegna preoccupano il segretario generale della UILTucs Sardegna Cristiano Ardau. “L’escalation di violenza con gli assalti ai supermercati per accaparrarsi le casseforti con i fatturati all’interno sono ormai gesti reiterati”, spiega Ardau, “parrebbe che la criminalità abbia individuato questa nuova modalità di rapina e si sta presentando ormai all’ordine del giorno. Colpisce l’escalation e la facilità con cui i malviventi riescono ad accaparrarsi le casseforti con le carenze degli operatori e della strutturazione degli immobili”.
A rischio anche l’incolumità degli operatori. “Spesso il lavoro degli operatori si protrae anche oltre l’orario di chiusura al pubblico, o inizia prima dell’orario di apertura”, spiega Ardau, “per questo è a rischio anche l’incolumità dei lavoratori. Episodi di criminalità quindi si sono registrati anche con tentativi di rapina da parte di finti clienti come alla Lidl di Carbonia avvenuta lo scorso 13 gennaio, solo per citarne uno”.
Per questo, secondo Ardau “È necessario evitare ulteriori rapine e tentativi di rapina chiedendo alle aziende di strutturare i locali e quindi le casseforti in maniera diversa, in caso contrario, continueremo a registrare l’escalation di furti o tentativi di furti. La facilità con cui i malviventi mettono in atto i loro piano preoccupa, così come preoccupa il fatto che le cifre prelevate, oltre a intaccare il bilancio delle aziende, possono finanziare attività illecite e creano uno stato di forte tensione tra i lavoratori. Abbiamo massima fiducia nel lavoro degli inquirenti”.
