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Salvi i 150 posti di lavoro dello stabilimento ex Bekaert di Macchiareddu. L’accordo raggiunto al Ministero delle Imprese apre una nuova fase per il sito industriale, che sarà acquisito da Nuova Icom, azienda sarda presente sui mercati internazionali. Tutti i 150 lavoratori ex Bekaert saranno reintegrati e il piano prevede 55 nuove assunzioni, per arrivare a 205 posti di lavoro stabili. L’investimento complessivo previsto è di 40 milioni di euro.

“Ho seguito la vertenza Bekaert fin dal mio ingresso al Ministero dello Sviluppo Economico per la chiusura dello stabilimento toscano. Ho incontrato più volte i lavoratori e visitato lo stabilimento di Macchiareddu, seguendo da vicino la trasformazione dello scenario economico e la difficoltà sempre più crescente di essere competitivi sul mercato globale. La crisi conseguente rischiava di cancellare centinaia di posti di lavoro e un pezzo importante del patrimonio industriale della Sardegna”, dichiara la Presidente della Regione Alessandra Todde.

“Da quando sono alla guida della Regione, abbiamo continuato quel lavoro perché lo stabilimento avesse una nuova prospettiva. L’accordo raggiunto al Ministero delle Imprese segna una svolta. Nuova Icom, azienda sarda presente sui mercati internazionali, acquisirà lo stabilimento. Tutti i 150 lavoratori ex Bekaert saranno reintegrati e il piano prevede 55 nuove assunzioni, per arrivare a 205 posti di lavoro stabili” sottolinea Todde.

“Con 40 milioni di euro di investimenti, un sito a rischio di dismissione tornerà ad avere una prospettiva produttiva. È il risultato del lavoro portato avanti dalla Regione, insieme al Ministero, alle organizzazioni sindacali e all’impresa. È la politica industriale che vogliamo per la Sardegna. Istituzioni capaci di governare le crisi e difendere il lavoro, creando le condizioni perché l’industria continui a produrre valore nei nostri territori. Ora accompagneremo il piano fino alla sua piena realizzazione, perché agli impegni assunti seguano investimenti e lavoro stabile”, conclude la Presidente Todde.

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"L'arrivo del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per l'inaugurazione del nuovo reparto destinato al regime del 41 bis nella Casa circondariale di Uta, senza alcuna comunicazione preventiva o coinvolgimento delle istituzioni regionali, rappresenta un fatto grave sul piano istituzionale e conferma un metodo che la Regione Sardegna ha già contestato con forza negli ultimi mesi. La posizione della Giunta regionale sul piano nazionale di concentrazione dei detenuti sottoposti al regime speciale nelle strutture sarde è stata espressa formalmente in tutte le sedi istituzionali e resa pubblica in numerose occasioni. Non contestiamo la necessità di contrastare con fermezza la criminalità organizzata né mettiamo in discussione gli strumenti che lo Stato ritiene necessari per garantire la sicurezza nazionale. Quello che contestiamo è un metodo che umilia le istituzioni sarde e ignora il principio della leale collaborazione tra Stato e Regione", dichiara la Presidente Alessandra Todde.
"L'inaugurazione di un reparto da 91 posti destinato al 41 bis, avvenuta senza alcuna comunicazione formale alla Regione e senza il minimo coinvolgimento delle istituzioni territoriali, è l'ennesima dimostrazione di una scelta calata dall'alto. È uno sgarbo istituzionale che considero inaccettabile, soprattutto su una questione che ha profonde ricadute sulla sicurezza, sull'organizzazione del sistema penitenziario, sul sistema sanitario regionale e sull'equilibrio dei territori".
La Presidente ricorda come la Regione abbia più volte chiesto al Governo un confronto trasparente e preventivo sul progetto di concentrazione dei detenuti in regime speciale in Sardegna, evidenziando il rischio di attribuire all'Isola un ruolo sproporzionato all'interno del sistema nazionale del 41 bis. La Sardegna ospita già una quota rilevante delle strutture penitenziarie nazionali e ha sempre contribuito con senso di responsabilità alle esigenze dello Stato.
"Abbiamo sempre fatto la nostra parte e continueremo a farla. Ma non possiamo accettare che la Sardegna venga considerata una semplice destinazione logistica per decisioni assunte altrove. Da mesi chiediamo rispetto, proporzionalità e ascolto. Invece registriamo ancora una volta decisioni unilaterali e un'evidente mancanza di attenzione nei confronti dell'Autonomia speciale della nostra Regione".
"A settembre avevo chiesto chiarimenti direttamente al Ministro Nordio sul futuro degli istituti coinvolti e avevo ricevuto rassicurazioni sulla necessità di un coinvolgimento delle istituzioni regionali. Oggi prendiamo atto che quelle rassicurazioni sono state smentite dai fatti. Non è questo il rapporto che deve esistere tra Stato e Regione. La Sardegna merita rispetto e merita di essere ascoltata quando sono in gioco scelte che incidono sul suo futuro".
La Presidente ribadisce infine che la Regione continuerà a sostenere in ogni sede istituzionale la richiesta di un riequilibrio del piano nazionale e di un confronto reale con il Governo.
"La Sardegna non si sottrae alle proprie responsabilità nella lotta alla criminalità organizzata. Chiediamo però che le decisioni siano assunte nel rispetto delle comunità, dei territori e delle istituzioni democraticamente elette. Continueremo a difendere questa posizione con determinazione, perché non accetteremo che l'Isola venga considerata una periferia sulla quale scaricare problemi che riguardano l'intero Paese. Difendere la Sardegna significa tenere insieme legalità, sicurezza, autonomia e rispetto istituzionale".
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 Il futuro dell’autonomia sarda, la riforma dello Statuto speciale e il ruolo degli enti locali nel nuovo assetto istituzionale dell’Isola. Sono stati questi i temi al centro del convegno “Da Mario Melis al 2030. Quali riforme per la Sardegna”, promosso dal Consiglio delle Autonomie Locali e ospitato oggi all’hotel Sa Corte di Oliena.

Nel corso della seconda sessione dei lavori, dedicata alle riforme necessarie per la Sardegna, è intervenuta la presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha richiamato il valore politico e istituzionale dell’eredità di Mario Melis e la necessità di aprire una nuova fase di confronto sul futuro della specialità sarda.

“Parlare di Mario Melis significa parlare della postura della Sardegna”, ha detto la presidente. “Ci ha lasciato un’idea alta dell’autonomia, fondata sulla responsabilità istituzionale, sul rapporto con lo Stato e sulla capacità di rappresentare la Sardegna con autorevolezza nei luoghi in cui si decide”.

Todde ha sottolineato come il tema dell’autonomia non possa restare confinato nel confronto tecnico o istituzionale: “Il cambiamento dello Statuto, della legge statutaria perché sia efficace, e la capacità di essere rappresentati correttamente nel contesto italiano ed europeo possono avere forza soltanto se questi temi vengono compresi dai cittadini. Una nuova stagione costituente può esistere solo se nasce anche da una spinta dal basso”.

Nel suo intervento la presidente ha ribadito la necessità di rafforzare in modo unitario la posizione della Sardegna, sia nel rapporto con lo Stato sia nel quadro europeo: “L’autonomia e le nostre prerogative devono essere patrimonio di tutti. Non possono appartenere a una parte sola. Quando sono in gioco diritti fondamentali, la Sardegna deve sapersi rappresentare in modo unitario”.

Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il ruolo dell’Europa e la condizione insulare. “In questo momento è in discussione la strategia europea per le isole. È un passaggio importante, che può incidere sul riconoscimento concreto del diritto all’insularità, sulla mobilità, sul contrasto allo spopolamento e sugli investimenti nei settori strategici. La Sardegna deve stare in questo confronto con una voce riconoscibile”.

Todde ha poi richiamato il lavoro avviato dalla legislatura sulla legge statutaria, indicando alcune priorità: la forma di governo, il rapporto tra Presidenza e Consiglio regionale, il rafforzamento del ruolo del Consiglio e la ridefinizione del rapporto tra Regione ed enti locali.

“Dobbiamo discutere di come vogliamo rappresentarci davanti ai cittadini e di come rendere più moderno il nostro sistema istituzionale”, ha affermato. “Siamo ancora ancorati a un impianto normativo che risale al 1977. Il mondo è cambiato, la Sardegna è cambiata, i cittadini sono cambiati. Serve una Regione più moderna, con regole più chiare e più adatte al tempo che viviamo”.

Ampio spazio anche alla riforma degli enti locali e al tema del comparto unico. “Da una parte chiediamo ai Comuni di attuare politiche e spendere risorse, dall’altra spesso li lasciamo senza personale e senza strumenti adeguati. Questa frattura va affrontata. Il rapporto tra Regione ed enti locali riguarda l’attuazione piena del principio di sussidiarietà: ogni livello istituzionale deve sapere con chiarezza quali responsabilità ha e con quali strumenti esercitarle”.

Nel corso del convegno sono intervenuti, il presidente del Consiglio Regionale Piero Comandini, il presidente del CAL, Ignazio Locci, la presidente di Anci Sardegna Daniela Falconi, il sindaco di Oliena, Sebastiano Congiu, il vicepresidente del CAL, Francesco Lai, e la figlia di Mario Melis, Laura Melis. La giornata si è articolata in due sessioni dedicate al rapporto tra autonomie territoriali, Europa e Mediterraneo e alla definizione di una nuova agenda di riforme per la Sardegna.

“Mario Melis - ha concluso la Presidente Todde - ci ha lasciato un’idea alta dell’autonomia. Sta a noi tradurla nel tempo presente, con coraggio istituzionale e con rispetto per le comunità che rappresentiamo. Con la Carta di Oliena può partire un messaggio chiaro: la specialità sarda appartiene al futuro, se abbiamo il coraggio di riformarla”.

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“Le leggi della Sardegna non si possono aggirare. Difenderemo fino in fondo le prerogative della nostra autonomia”.

Così la Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde interviene sulla decisione del Governo di autorizzare, attraverso la procedura prevista dalla ZES Unica per il Mezzogiorno, il progetto previsto nell’area di Cala Finanza, nel territorio di Loiri Porto San Paolo, in un contesto di straordinario valore ambientale e paesaggistico che si affaccia sull’Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo, uno dei principali sistemi naturalistici del Mediterraneo, istituito nel 1997 e sottoposto a molteplici livelli di tutela ambientale.

La vicenda nasce dal mancato accoglimento, da parte del Governo, dell’opposizione formalmente presentata dalla Regione Sardegna al progetto promosso dalla società Tavolara Bay Srl. La Regione ha già annunciato il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, ritenendo che la procedura adottata determini una compressione delle competenze regionali in materia di pianificazione territoriale, tutela paesaggistica e governo del territorio.

“Parliamo di un intervento che interessa una zona di altissimo pregio ambientale e paesaggistico, sulla quale la Regione, gli enti locali e i cittadini avevano già espresso osservazioni, dubbi e contrarietà. Riteniamo che le competenze regionali, le norme urbanistiche e gli strumenti di tutela del paesaggio debbano essere pienamente rispettati”, afferma la Presidente.

Nel corso dell’iter autorizzativo, numerosi soggetti istituzionali coinvolti nella tutela del territorio hanno espresso valutazioni critiche sull’intervento, evidenziando la necessità di garantire il pieno rispetto degli strumenti urbanistici vigenti e delle norme poste a salvaguardia delle aree costiere e dei beni paesaggistici. La Regione ribadisce che la semplificazione amministrativa non può tradursi in un indebolimento delle prerogative costituzionalmente riconosciute alle autonomie speciali né nella riduzione delle garanzie poste a tutela del territorio.

“Siamo favorevoli allo sviluppo quando rispetta le leggi, le comunità e il valore dei luoghi. La Sardegna non è contraria agli investimenti e non chiude la porta alle opportunità di crescita. Chiediamo però che ogni intervento avvenga nel rispetto delle regole e delle competenze riconosciute alla nostra Regione”, sottolinea Todde.

La Presidente richiama inoltre la necessità di coniugare crescita economica, attrazione degli investimenti e salvaguardia del patrimonio ambientale, nel rispetto delle norme che regolano l’utilizzo del territorio e delle competenze attribuite alla Sardegna dal proprio Statuto speciale. La tutela delle coste e del paesaggio rappresenta infatti uno degli elementi fondamentali delle politiche regionali di sviluppo sostenibile e di valorizzazione delle risorse identitarie dell’Isola.

“Le nostre coste rappresentano un patrimonio pubblico straordinario. Sono identità, ambiente, economia durevole e futuro. Per questo continueremo a difendere il diritto della Sardegna a decidere del proprio territorio e a far valere le prerogative che derivano dalla nostra autonomia speciale”, conclude la Presidente.

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Nel primo trimestre del 2026 la provincia di Nuoro si distingue nel panorama economico nazionale con un dato in netta controtendenza: le imprese guidate da under 35 registrano un incremento del 26,4%, a fronte di un calo dell’1,8% nel resto del Paese. A evidenziarlo sono i dati dell’Osservatorio economico della Camera di Commercio, elaborati su base Registro imprese Unioncamere-InfoCamere.

 

Un segnale forte, che racconta una dinamica inattesa ma significativa per un territorio spesso associato a difficoltà strutturali e spopolamento. A sottolinearne il valore è stata anche la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che in un post sui social ha parlato di “coraggio, competenza e fiducia” da parte delle nuove generazioni.

 

Il dato non è solo numerico ma profondamente sociale: fotografa una generazione che sceglie di restare o tornare, investendo nel proprio territorio. Turismo, servizi, commercio e manifatturiero sono i settori in cui si concentra questa nuova imprenditorialità giovanile, segno di una diversificazione che può diventare leva di sviluppo.

 

Nel messaggio della presidente emerge anche il riconoscimento per strumenti di accompagnamento come l’Hub Rete di Nuoro, nato durante il suo incarico al Ministero dello Sviluppo Economico. Una struttura che negli anni ha supportato i giovani nel passaggio più delicato: trasformare un’idea in un’impresa concreta. “I risultati non arrivano subito – ha ricordato Todde – ma maturano nel tempo, quando c’è visione e continuità”.

 

Lo sguardo, infine, si allarga alle prospettive future. Il rafforzamento del tessuto imprenditoriale locale è considerato strategico anche in vista di grandi investimenti come il progetto Einstein Telescope, che potrebbe trovare in Sardegna una delle sue sedi. Un’infrastruttura di portata internazionale che richiede un ecosistema economico dinamico, capace di sostenere innovazione, servizi e competenze.

 

In questo scenario, il dato di Nuoro assume un valore che va oltre la statistica: diventa il segnale di una possibile inversione di rotta, costruita a partire dalle energie più giovani del territorio.

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Si chiude con un sospiro di sollievo per la Giunta regionale il lungo braccio di ferro giudiziario sulle spese elettorali. La Corte d’Appello di Cagliari ha emesso la sentenza definitiva sul caso dei rendiconti della campagna per le scorse regionali: la Presidente Alessandra Todde resta saldamente alla guida dell'Isola.

Sebbene i giudici abbiano confermato la sanzione pecuniaria di 40.000 euro, è stata definitivamente spazzata via l'ipotesi della decadenza dalla carica, inizialmente caldeggiata dal Collegio regionale di garanzia elettorale.

La decisione della Corte si fonda su una complessa architettura giuridica che ha visto la Presidente Todde incassare un parziale ma decisivo accoglimento del suo ricorso. Ecco i punti chiave del verdetto: nullità della sentenza di primo grado, i giudici hanno annullato la parte della sentenza precedente che riqualificava la condotta della Todde come "omessa presentazione" del rendiconto. Una distinzione tecnica fondamentale che ha fatto cadere i presupposti per la sanzione più grave.

Il peso della Consulta: la Corte d’Appello ha preso atto della precedente sentenza n. 148/2025 della Corte Costituzionale, che aveva già annullato l'ordinanza del Collegio di Garanzia laddove disponeva la trasmissione degli atti al Consiglio regionale per la procedura di decadenza.

Inammissibilità dei ricorsi: sono stati dichiarati inammissibili tutti gli appelli proposti da numerosi esponenti politici (tra cui Valter Piscedda, Michele Ciusa e Desirè Manca) e l'appello incidentale dell'avvocato Riccardo Fercia.

Se la poltrona di Villa Devoto non è più in discussione, rimane invece confermata la sanzione amministrativa. Alessandra Todde dovrà versare i 40.000 euro irrogati il 20 dicembre 2024.

Tuttavia, la Corte ha deciso di compensare integralmente le spese di giudizio tra tutte le parti coinvolte per entrambi i gradi del processo. Al contempo, ha stabilito che i ricorrenti e l'avvocato Fercia dovranno versare un ulteriore importo pari al contributo unificato a causa dell'inammissibilità delle loro impugnazioni.

La sentenza mette la parola "fine" a mesi di incertezza politica e istituzionale. La decadenza, che avrebbe portato la Sardegna a nuove elezioni anticipate, è ormai un capitolo chiuso. Per Alessandra Todde, la conferma della sanzione pecuniaria rappresenta un "prezzo" accettabile a fronte della vittoria politica e legale che le consente di proseguire il mandato senza più l'ombra di irregolarità tali da minarne il ruolo.

 

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