Lunedì, 25 Agosto 2025 10:48

Cagliari, buona la prima

Scritto da
Vota questo articolo
(2 Voti)
I primi undici di Cagliari-Fiorentina I primi undici di Cagliari-Fiorentina

Attenti e propositivi, abili nel crederci sino alla fine. L’1-1 con la Fiorentina premia una squadra in salute crescente. Senza Piccoli e Zortea, serve un terzino e un difensore centrale. Domenica, al Maradona con i campioni d’Italia, la posta sale

Mario Frongia

Va bene san Luperto, vanno bene le uscite sicure di Caprile, va bene assetto operaio, spirito di gruppo e atteggiamento di chi sa che se molla paga dazio. Ma bisogna essere sinceri: il Cagliari che inchioda sull’1-1 nel recupero una Fiorentina un tantino snob, sa di buono. Il punto in casa al debutto in campionato promette bene. I viola di Pioli, freschi di vittoria in Coppa, hanno altre mire. Lo dice la rosa, la proprietà, il tecnico, le ambizioni della piazza. Fatti loro. Quelli del Cagliari sono legati al completamento dell’organico e al lavoro, duro, sporco e senza sconti da qui a fine maggio. Intanto, Fabio Pisacane vola leggero. Confida che sul bus che lo ha portato con la squadra da Asseminello alla Domus ha pensato che sotto il cielo di Cagliari, e con la maglia dei Quattro mori, ha esordito e segnato in A per poi debuttare da allenatore.  Se non si farà ingabbiare oltre modo e se saprà parare interferenze e suggerimenti obbligati, la postura sembra quella giusta. Ma la scommessa rimane scommessa. Adesso, c’è da incanalare soddisfazione e consapevolezza verso Napoli. Conte e i suoi, scudetto addosso, sono partiti bene a Sassuolo. Il match di Fuorigrotta, sabato 30 alle 20.45, sarà divertente. Si spera anche per i tifosi isolani.

Sorprese e conferme. Contro i toscani Pisacane recupera Luperto, insiste su Obert, lascia fuori Zappa e Luvumbo, parte con Esposito, gran lavoro e un po’ impreciso al tiro, Borrelli, debutto ok, e Folorunsho: il migliore! Forse, anche per una sorta di rivalsa contro gli ex. In mezzo Prati, fuori dopo un’ora: “Ha qualità, ha fatto bene il play. Non posso chiedergli la fisicità di Adopo o Deiola” le parole del tecnico, Si vede qualche verticalizzazione, la squadra sa cosa fare. Ad esempio, nel chiudere gli spazi. Gosens e soci giocano in punta di piedi. La ragnatela centrale con un palleggio di qualità fa ballare il Cagliari. Che però aspetta, resiste, riesce anche a ripartire e pressare alto. Il primo tempo è un faccia a faccia accettabile anche se si tira male e poco da entrambe le parti. Nella ripresa la musica non cambia. Le occasioni, gambe più pesanti, sono rare.  Mandragora beffa Mina di testa, palo-gol. La Fiorentina è sborona. Da Sohm a Gudmunsson e Fagioli, con Dodò che ricorda Cafu per dribbling e spinta, è un solfeggio bello quanto sterile. Kean non tocca palla, ben ammanettato da Mina. Ed è così che il Cagliari si prende il pareggio con Luperto che, a due minuti dai sei di recupero concessi da Sozza, devia di testa con De Gea, 445 gare con il Manchester e caterve di vittorie con la Spagna, che non trattiene l’incornata. Pari giusto e meritato.

Dietro le quinte. Con le cessioni di Piccoli e Zortea poche ore dopo la chiusura della campagna abbonamenti, il fastidio nella piazza è stato evidente. La cessione del centravanti al club di Comisso, e non ancora ufficializzato, fa rosicare: il calcio non ammette controprove ma ieri il Cagliari con in campo Piccoli, per Pongracic e Ruggeri sarebbe stata ben altra spina. E a Firenze non sono fessi. È andata. Il diesse Angelozzi non ha usato il fioretto nel pregara: “Cessioni pesanti ma importanti. Si dovevano fare e le abbiamo fatte, le critiche ci stanno. Arriverà Palestra”.  Con l’in bocca al lupo al giovane esterno atalanoino del 2005, i dubbi rimangono. Il mercato fatto da fine maggio con i riscatti e la consapevolezza di fare business e plusvalenza, ma anche con cessioni discutibili (Marin e  Makoumbou per due milioni e mezzo, la non riconferma di Augello e Viola), l’allenatore al debutto, sono scelte che possono portare alla salvezza. Se è presto e ingenuo valutare dalla prima giornata il torneo (ma i 3 punti presi dalla Cremonese dell’ex Nicola al San Siro con il Milan di un altro ex, Allegri, sono tanta roba!), non è lesa maestà trarre qualche considerazione. La sensazione opaca, viste le mosse e i precedenti presidenziali, rimane. E il tutto pare strumentale alla questione stadio. Il club attende la risposta fondamentale sui fondi del Governo in vista di Euro 2032. Ha visto quanto sia sdrucciolevole il cammino amministrativo locale e sa che dovrà cacciare denari pesanti per far partire i lavori. Cosa che pare in salita. Intanto, evita, e fa nascondere, di avviare e testare le richieste di informazioni per una trattativa seria e concreta di cessione del club. Un imprenditore con le carte in regola, titolare e fondatore dell’Ekn group, ci prova. Ma neanche gli rispondono. Chissà perché.

 

Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi