I rossoblù passano il turno in Coppa Italia ai calci di rigore. Match scialbo, manovra lenta, pochi tiri. Pisacane ha da lavorare e devono dargli un terzino e un centrale difensivo. La tifoseria si augura che Piccoli, in gol, e Zortea non partano
Mario Frongia
Il solito Piccoli, alla sua maniera, rasoiata di destro ben imbeccato da Adopo. L’1-0 dell’undici di Pisacane arriva al 45’e certifica la nota abulia offensiva dei rossoblù: Del Frate, numero uno dei liguri, tocca un solo pallone, su traversone di Zortea dopo un tempo al rallenty. Nella seconda frazione accade di tutto. Mina calcia in curva un rigore, Deiola batte Caprile all’88’ e l’arbitro Perri, dopo 6’ di recupero, manda le squadre sul dischetto. Il Cagliari supera l’Entella, ben organizzata e di buona tenuta, 6-5. I sedicesimi si Coppa Italia si giocheranno sempre alla Domus, tra il 23 e il 25 settembre con una tra Monza e Frosinone, in campo stasera. Per i padroni di casa si segnala il riscatto dagli undici metri di Mina, i gol dal dischetto dei nuovi Folorunsho, Esposito e Kilicsoy, l’errore di Adopo e la rete decisiva del 2003 Cavuoti. La cronaca racconta poco. Gli strappi, troppo spesso sterili di Luvumbo, la generosità di Adopo, l’ottima condizione di Folorunsho e Zortea: dovesse partire sarebbe un dramma. Così come è incerto il futuro di Piccoli, destinato in Premier anche se la Fiorentina insiste, Luvumbo e Zappa. Mentre è andato al Palermo Veroli, Pisacane è stato esplicito: “Il mercato è dinamico, non mi preoccupa perdere qualcuno, mi concentro su quanti ho a disposizione”. Ma se si ripassa dalle idee di gioco, con la verticalità e la finalizzazione assente o quasi, il pressing alto inesistente, la costruzione dal basso da rivedere e il play che non tocca palla, il lavoro non manca. I nuovi? Bene per condizione, tecnica e spunto Folorunsho, approcci positivi negli scorci finali di Esposito, Mazzitelli (ma che sia più redditizio di Marin o Makoumbou è da dimostrare) e Kilicsoy.
Tra serie A e mercato. Passare il turno era l’obiettivo. Centrato. Ma a sette giorni dal debutto in campionato con la Fiorentina di Pioli, Kean e Dzeko alla Domus - domenica 24 alle 18.30 -, la riflessione è obbligata. Il Cagliari ha uno status psicofisico che è parso pronto per il debutto in campionato. Ad agosto non paga essere al top dal punto di vista fisico. Ma la messa a terra del gioco la si può intuire, ben felici di essere smentiti dal campo. Intanto, gli aggiustamenti obbligati: dal 1’ ha giocato da terzino Deiola, sfortunato nell’autogol, e preferito a Zappa e Pintus, anch’essi da riadattare nella difesa a tre. Con Luperto out, Mina ha difeso e impostato, al rallenty. Strategia? Con l’Entella, neo promossa in B stabilmente dietro a difendere in nove nella propria metà campo, ha pagato. In A chissà. Dalla parte opposta Idrissi dal via. Rimane da capire se l'aver mollato volutamente Augello sia stata la scelta giusta. È presto per dare giudizi ed è sempre poco produttivo fare paragoni. Si vedrà. Mancano all’appello un terzino e un centrale difensivo. Il diesse Angelozzi sa di calcio. Difficile sia convinto che questa rosa sia più che competitiva per una salvezza onesta. Specie se fosse costretto a cedere i pezzi pregiati.
Equivoco Gaetano. L'anno scorso Davide Nicola ha capito presto cosa passava il convento e che si sarebbe salvato con una mediana da battaglia. C’è riuscito. Ed è stato cacciato perché colpevole di non aver sfruttato Prati, Marin, Obert e Gaetano. Partiamo da quest’ultimo, ancora in riabilitazione per l’intervento al ginocchio, fastidio che lo ha condizionato anche l’anno scorso. Nei moduli di Pisacane il trequartista non compare. Potrà sempre trovargli spazio. Ma il dilemma rimane. Marin, con Makoumbou, è stato regalato per una milionata di euro. Di Prati si è detto: ha mezzi, ma pare ancora acerbo per dettare i tempi in A. In Coppa, Benali dell’Entella è sembrato Iniesta. Ai quindicimila accorsi alla Domus, Prati è parso quasi avulso dalla costruzione della manovra, sempre nei piedi, lenti, di Mina con un giro palla lezioso che con una neopromossa in B ad attendere è stato noioso con pochi rischi. In A potrebbe essere letale. Il regista dell’Under 21 ha toccato pochi palloni, quasi un compitino. Gli si augura di diventare Pirlo ma ci vuole tempo. Il resto è roba nota: Caprile, paratona su uno dei rigori, Adopo e Piccoli sono stati all’altezza. Ovvero, i tre riscatti doc. Gli stessi, meglio non scordarlo, che hanno permesso la salvezza alla penultima giornata senza peraltro evitare le venti sconfitte stagionali.
