Martedì, 17 Marzo 2026 18:48

Cagliari, che batosta a Pisa!

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Una recente formazione del Cagliari Una recente formazione del Cagliari

Neanche a Genoa e con il Lecce in casa un tracollo, con un uomo in più per quasi un'ora, così generalizzato. Ma adesso, dopo il 3-1 con gli ultimi in classifica, serve una botta d'orgoglio contro il Napoli. Anche nel rispetto dei tifosi   

Mario Frongia     

Partiamo dalle altre: la Cremonese che affonda in casa con la Fiorentina, rimane inchiodata a quota 24 e il Cagliari gode ancora di 6 punti di vantaggio sul terzultimo posto. Pochi, molti, giusti? Per stare con la gran parte degli osservatori che, a nove gare dalla fine, ipotizza una salvezza conquistabile con 35/37 punti, il gruppo, modesto e  guidato non benissimo da Fabio Pisacane, potrebbe mantenere la categoria. E l’obiettivo sarebbe centrato. Ma di certo per i circa tredicimila abbonati e per la tifoseria in genere non sarebbe il risultato atteso. Un piccolo grande flop per progetto, gioco, numeri e organizzazione. E chissà cosa ne pensano gli americani, a bordo per ora con il 49 per cento! Si vedrà. Il 3-1 di Pisa, con Obert che sotto di una rete - fallo da rigore di Sulemana, trasformato da Moreo - ha colpito la traversa e impegnato rasoterra Nicolas, rimane grottesco per conduzione e mentalità. Un Cagliari molle, impacciato, poco convinto dei propri mezzi, ha mostrato con gli ultimi in classifica una pochezza disarmante. Tattica e tecnica: ma questa lascia poco spazio alla fantasia. La rosa, falcidiata dagli infortuni, è stata progettata con troppi rischi la scorsa estate. E mal ricomposta a gennaio. Anzi, con l’addio di Luperto - e verrebbe da rimpiangere anche Prati e Luvumbo, non sostituiti adeguatamente - è saltato il solido trenino difensivo che aveva portato alle tre vittorie di fila con Juve, Fiorentina e Verona. Da brivido pensare cosa sarebbe accaduto senza quei 9 punti.

Esperienza e mentalità. Il Cagliari soffre, non ha leader, pecca di personalità e mestiere. Come risaputo, la favoletta dei giovani, dell’età media tra le più basse della A, non paga. O meglio, i giovani di talento vanno accompagnati e fatti giocare. Ma è meglio se in avvio vengono tenuti per mano da chi conosce la categoria. Luperto per Ze Pedro, Rodriguez, Idrissi, Zappa e lo stesso Obert, era il riferimento. Ma per i soldi lo si è dato a una diretta concorrente. Che poi retroceda a Cremona è un’altra storia. Ci sarebbe da dire di Dossena: buttato sciaguratamente in campo a Roma contro Malen, dopo un anno di assenza dal campo per il crociato a pezzi, ha mostrato troppe titubanze. Ma la colpa non è sua. Lo stesso deve dirsi di Kilicsoy e Sulemana: non possono essere due ventenni le colonne della squadra. Anche perché se dal 36’ del primo tempo giochi con l’uomo in più, subisci in 3’ due gol da uno stopper, Caracciolo, che non li mai fatti in carriera (uno a seguito di una rimessa laterale!), e soccombi contro una formazione che nelle ultime sei partite ha fatto un punto, è proprio esperienza e cazzima quella che ti manca.

Presente e futuro. I supporter più esperti si preoccupano: 2 punti nelle ultime sei gare - i pareggi con Lazio e Parma - non sono incoraggianti. Ma il panico, specie se aspetti il Napoli, è l’ultima delle risposte. Per stare in serie A serve, quando non si hanno conclamate qualità tecniche, continuità e organizzazione, fame e cattiveria. Tenere fuori Mazzitelli che conosce la categoria è stato un delitto. Insistere su Mina - ma sin dai tempi di Ranieri si sapeva che il centrale colombiano ha i muscoli di cristallo - all’Arena Garibaldi si è rivelato fallimentare.  E pensare che Palestra possa vincerle da solo è un’altra follia: in tutta Italia sanno cosa può fare e viene raddoppiato e chiuso. Confidare su Caprile imbattibile è utopistico, come pensare che Gaetano possa essere un regista efficiente da mattino a sera. Adesso, le recriminazioni servono a poco. Venerdì alle 18.30 Conte e i suoi, terzi in classifica e reduci dalla vittoria casalinga in rimonta sul Lecce, sbarcano alla Domus. La missione non può essere semplice. Ma atteggiamento e approccio dovranno essere di un altro pianeta rispetto a quel che si è visto a Pisa. Ci sarà Esposito, al rientro da squalifica, sono da appurare le condizioni di Mina, Folorunsho e Adopo. Potrebbe avvicinarsi al match Deiola, uno che ha tanta fame e se c’è da mettere il piedino non si tira indietro. Contro De Bruyne e compagnia non sarà facile. Ma senza combattere, con la testa e l’animo giusto, tutto potrebbe complicarsi.  

Ultima modifica il Martedì, 17 Marzo 2026 19:07
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi