Lunedì, 23 Marzo 2026 10:46

Cagliari, finale da cardiopalma

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Cagliari deludente, il Napoli espugna la Domus con poca fatica Cagliari deludente, il Napoli espugna la Domus con poca fatica

La classifica scotta, il terzultimo posto è a 3 punti. Il Napoli prende con comodo la vittoria. Senza punte, con Mazzitelli in panca, Palestra ingabbiato, i rossoblù perdono la terza di fila. La sosta per rigenerare, nella speranza che le altre facciano peggio

Mario Frongia

Due punti nelle ultime sette gare, i pareggi con Parma e Lazio. Il peggior cammino tra le ultime cinque negli ultimi due mesi. Da + 10 a +3 dal terzultimo seggiolino che porta in B, con tre gol segnati e undici subiti. Dati pessimi per pensare che il passaggio a vuoto del Cagliari non stia creando più di un problema tra campo, staff e club. C’è da augurarsi che la sosta sia benefica per recuperare mente e corpo. Perché dal campo le notizie sono orribili. Mentre la Cremonese passa a Parma, e accorcia a 3 punti il divario dei rossoblù, a quota 30, perdono Genoa, Pisa e Verona con la Fiorentina che impatta sull’Inter e si issa a  29. E siamo all’1-0 patito con il Napoli. Diverse le considerazioni. Intanto, il modo. Gli stessi undici schierati da Fabio Pisacane alla Domus sono parsi parenti sbiaditi dei fantasmi visti a Pisa. Ma se si riesce a prendere il gol dopo un minuto, che nasce dopo 45 secondi da un rinvio svirgolato di Caprile, tutto basta perché il Napoli dei fenomeni porti a casa il massimo senza sforzi. Ma non è tutto. Approccio e attenzione, a tratti, visti in casa hanno mostrato un gruppo consapevole del ko assurdo maturato a Pisa: in dieci per un’ora, sconfitti dalla doppietta di Caracciolo che nasce da corner e rimessa laterale. L’incubo che nessuno vorrebbe vivere. Perché è utile riparlarne? Per fare in modo che non capiti mai più. E per levare polvere dalla lettura di tanti: l’organico era e rimane modesto, il tecnico non ha esperienza, il club gioca sempre con il fuoco e sulla pelle dei tifosi. Comunque sia, la ferita sanguina ancora. Con De Bruyne e soci si è vista almeno un’altra testa. Ma la classifica diventa complicata.

Leadership cercasi. Nella giornata che porta in nazionale Palestra, per la prima volta, e Caprile, la seconda, si può chiosare: esterno e portiere. L’evidenza dice che al Cagliari manca chi segna, chi guida la difesa e chi crea gioco con personalità. Non pervenuti. A ripassare dal via c’è da chiedersi dove siano i geni che hanno promosso il mercato estivo e invernale. I tifosi rimpiangono anche Prati e Luvumbo, non rimpiazzati adeguatamente. E nessuno crede che Albarracin (2005) e Raterink (‘06) e Mendy (‘07) siano certezze utili per la salvezza. Eppure, in tanti hanno applaudito l’idea giovani. Ottima, ma se non hanno un buon accompagnatore, si rischia di mandarli al macello. Per dire, Kilicsoy, punta superstite, sta fuori, parole del tecnico, per il Ramadan. Idea che si sgonfia con la scienza: il turco ha vent’anni. In Europa giocano sempre, e bene, tanti musulmani. Certo, c’è la questione dei tanti, troppi infortuni. Facciamocene una ragione: in A nessuna squadra ha avuto l’organico al top.

Cammino complicato. Otto gare, 24 punti. A Reggio con il Sassuolo, in casa con la Cremonese, fuori con l’Inter, alla Domus con l’Atalanta, al Dall’Ara con il Bologna, in casa con Udinese e Torino, a San Siro con il Milan: davvero poco da star sereni. Ma ci si deve calare subito nel clima. Intanto, si cerca ancora di capire cosa questo gruppo può fare da grande. Dopo la sosta al Mapei si incrocia il Sassuolo abile nell’imbrigliare la Juve. Il sabato prima di Pasqua serve un altro aumento dei giri. E sarebbe il caso che Pisacane valuti l’impiego di Mazzitelli. Con il recupero di Deiola la mediana ritrova un’identità che porta, piaccia o meno, al trittico di gare vinte con Juve, Fiorentina e Verona. Per salvare la pelle serve fame, lotta e agonismo. Meglio se lucido. Con il Napoli sono parsi sottotono Adopo, Sulemana e Gaetano. Sarebbe da suicidio insistere. E si spera che cresca la condizione di Dossena, Folorunsho ed Esposito. Mentre hanno risposto presente Mina e Ze Pedro. Intanto, dietro torna Obert. Dopo Berardi e soci arriva il match che sa di tutto: la Cremonese alla Domus. Sì, non c’è Davide Nicola ma un altro ex, Marco Giampaolo, che da subentrante non è mai retrocesso. E c’è anche Luperto, oggetto di una follia societaria con pochi eguali al mercato di gennaio. Il centrale è in diffida, chissà che non sbatta su un giallo e salti il confronto. Comunque la si giri non sono previste, in casa e fuori, gite di piacere.       

Ultima modifica il Lunedì, 23 Marzo 2026 10:55
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi