Da tre minuiti in campo, in gol da trenta metri, un prezioso segnale individuale e di gruppo. Con Caprile di nuovo magico, i rossoblù giocano un buon primo tempo ma vengono ripresi dall’ex Oristanio. Adesso, con 30 punti, il Como alla Domus
Mario Frongia
Ci ha pensato lui. L’esterno arrivato per rimpiazzare Zortea. Ma, forse come Esposito, al netto dell’infortunio al di sotto di quel che ci si aspettava. Lo stesso che al primo gol con la maglia del Cagliari si è rotto un legamento sbattendo sul palo ed è rimasto fuori due mesi. Ieri, al Tardini, la rete che tutti sognano: destro, collo pieno, palla a scendere, Corvi beffato e Cagliari in vantaggio. Quando si dice il destino: Michael Folorunsho, in campo a Parma da una manciata di minuti e la favolosa rete dell’1-0. Poi, la rasoiata dell’ex Oristanio a riequilibrare i giochi. Un buon punto, specie se si considera l’emergenza. Fabio Pisacane ha tratto il meglio dal materiale a disposizione. Con il forfait di Mazzitelli e la squalifica di Mina, oltre ai soliti Gaetano, Deiola e Borrelli, le opzioni dietro e in mezzo sono parse da subito obbligate. In attacco, musica uguale. Ed è andata. Sulemana e compagni hanno giocato uno dei migliori primi tempi in stagione. In casa della formazione reduce da tre vittorie di fila, l’ultima a San Siro con il Milan. Insomma, un passaggio importante. Con 30 punti in classifica, tredicesimi a +5 dal terzultimo posto e in attesa dei risultati delle ultime sette, con Pisa e Verona che, a quota 15, paiono alla canna del gas. Lo sprint, alla ventisettesima giornata, riguarda Genoa e Torino appaiate a 27, Fiorentina, Cremonese e Lazio a 24. Dunque, meglio tener alta la guardia. E settare per bene corpo e mente in vista del Como, alla Domus sabato prossimo, la trasferta a Pisa la domenica seguente - che potrebbe valere i punti decisivi per chiudere la posta salvezza - e l’arrivo del Napoli di Conte, venerdì 20. Campionato aperto e, al netto dalla mancanza di valutazioni arbitrali e Var omogenee - affascinante. Nell’anno del tecnico napoletano, tra i tre più giovani della A, con una formazione per media anagrafica di poco superiore ai 22 anni, e una tifoseria che non smette di mostrarsi compatta e vicina al gruppo.
A testa alta. Serata che non dispiace. Con Caprile, che riesce a smanacciare sullo 0-0 e da pochi passi la girata di Pellegrino, di nuovo insuperabile. Poi, lo beffa Oristanio - che, non riscattato inaspettatamente dal Cagliari, ha festeggiato il gol indicando con forza la tribuna d’onore: chissà con chi ce l’aveva! - in rete con un piattone. Ci sta. Intanto, sant’Elia, come ironizzano i tifosi, è tornato. La curiosità: Cuesta riacchiappa il Cagliari con l’inserimento di Nicolossi Caviglia e Oristanio, pedine seguite e non prese al mercato di gennaio. Ma si diceva della mezza rivoluzione obbligata che ha fruttato il pari, prezioso e incoraggiante. Rodriguez e Ze Pedro, in crescita, Dossena che mette minuti e certezze. Liteta, Adopo e Sulemana a buoni ritmi nelle due fasi, un Kilicsoy lasciato desolatamente solo da terminale offensivo, comunque attivo al tiro e un palo preso in off side. Due le citazioni: Esposito, più preciso nella ricerca della finalizzazione, e il solito devastante Palestra. Nonostante la gabbia dei parmigiani, con Valeri incollato alle spalle, l’esterno di proprietà dell’Atalanta ha rinnovato il repertorio con stop, ripartenze, tiri e dribbling sui due lati. Un piccolo grande fenomeno. Con Rino Gattuso pronto a buttarlo nella mischia dei grandi con la maglia azzurra. Da segnalare i “gialli” per Dossena, Ze Pedro, Rodriguez, Obert e Liteta: un rischio giocare sul filo dell’ammonizione. Ma Pisacane ha deciso di andare avanti, pur con Zappa e Idrissi in panca. In breve, un primo tempo collettivo con il segno più per attenzione, buona tenuta atletica, reparti corti, propositività nel verticalizzare. L’identikit di un Cagliari che può levarsi presto con la matematica dalla coda del torneo. A patto che mantenga lo spirito giusto. E, magari, riesca a recuperare pedine utili per chiudere la pratica.
