Lunedì, 23 Febbraio 2026 20:57

Cagliari, uno 0-0 che vale               

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Il fischio di avvio di Cagliari-Lazio Il fischio di avvio di Cagliari-Lazio

 Con tre buone occasioni contro una, i rossoblù rimbalzano la Lazio, tecnica ma poco incisiva. Caprile e Palestra mostrano i denti, Dossena si riscatta, il gruppo perde Mazzitelli. A Parma, con il terzultimo posto che dista 5 punti, un match che può ipotecare un pezzo pesante di salvezza

Mario Frongia

La Fiorentina che per la prima volta in stagione lascia uno dei tre posti che portano in B è una brutta, ma prevedibile, notizia per il Cagliari. Con i Viola che battono il Pisa e agganciano Cremonese e Lecce a quota 24, i punti dei rossoblù dal terzultimo posto diventano 5. Insomma, meglio non perderne troppi per strada, specie con le dirette concorrenti. E siamo allo 0-0 con la Lazio. Ripartiamo da Caprile: bistrattato per gli errori con il Lecce, nonostante abbia contribuito a suon di miracoli a portare punti decisivi lo scorso anno e questo, ha evitato la beffa su Cataldi a fil di sirena. Bravo, Elia! Ma dal pari di Cagliari-Lazio emerge un altro predestinato: Palestra. Mvp per distacco, l’esterno che ricorda per gamba e tecnica Cabrini - “Forse difende meno meno ma può crescere e, tenuto conto che ha vent’anni, nei tempi di inserimento potrà diventare anche più forte” ha detto Renato Copparoni - ha sfoderato una prestazione superba. Con l’ex Pellegrini, altrettanto forte fisicamente e veloce, ma in difficoltà nel scegliere cosa fare, che si è preso un giallo. Tanto che in chiusura è stato sostituito da Sarri con Tavares. Con questi spunti, tenuto conto che entrambi sono destinati a lasciare i colori rossoblù, si può mettere in pace il cuore della tifoseria: il punticino, in attesa della trasferta di Parma, venerdì alle 20.45, conduce a quota 29. E mancano dodici gare. Con Verona e Pisa boccheggianti, una tra Lecce e Cremonese che potrebbe cedere, la scivolata verso l’inferno della B sta prendendo un identikit. Certo, 36 punti in palio non sono pochi. Ma diventa complicato rialzarsi in questa coda di campionato che pare aver detto Inter, con il Milan che non molla, per il tricolore. Le altre? Le uniche con la marcia alta paiono l’Atalanta di Palladino e il Como di Fabregas. Ma per lo scudetto, almeno in questo torneo, serve altro. E non se la prendano troppo i tifosi di Roma, Napoli e Juve: piazze che meritano altra continuità.

Un pareggio che dice tanto. Nella settimana che segue a una delle peggior partite in stagione, il ko interno con il Lecce, il punto con Zaccagni e soci non è da buttare. Con la mal digerita operazione di puro business legata alla partenza di Luperto. Ma anche le cessioni di Prati e Luvumbo, con gli infortuni che si susseguono, stanno mostrando poca saggezza: l’organico pare corto. Senza scordare il debutto affrettato e dannoso di Dossena, bistrattato da Malen all’Olimpico. A seguire, Gaetano fuori, Folorunsho, Borrelli e Deiola pure. E ci sarebbero anche le news sul fronte stadio e quelle, legate a doppia mandata al futuro del Cagliari, degli americani: ormai il fondo speculativo è proprietario del 49 per cento del club. L’attuale presidenza forse riceverà un seggiolino, come Percassi a Bergamo: ma storia, competenza, governance, mezzi e visione in casa Atalanta sono ben diversi! Comunque vada, saranno gli altri a decidere. Dopo sette giorni pesanti, si può valutare in scioltezza il pareggio con la Lazio. Ma sarebbe un errore accontentarsi. Di certo, approccio e attenzione alle varie fasi del match è stato apprezzato dai quindicimila della Domus. Condizionato dagli infortuni, Pisacane ha piazzato Dossena dietro, un impacciato Mina (espulso per doppio giallo in coda al match), con Mazzitelli, Adopo e Sulemana a cucire e rimpallare. Di Palestra si è detto. Bene anche Obert. Mentre per Esposito e Kilicsoy prestazioni in chiaroscuro. Da Ze Pedro, palo esterno di testa, Adopo, a lato, ed Esposito, destro alto, le occasioni nel primo tempo. Nella ripresa, rete annullata per offside a Palestra, gran colpo di Caprile su Cataldi. Insomma, un pari prezioso per il Cagliari, meno per la Lazio. Ma dal pareggio è emerso un gruppo pronto alla sfida del Tardini. A Parma servirà la quasi perfezione.       

Ultima modifica il Lunedì, 23 Febbraio 2026 21:06
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi