Domenica, 10 Agosto 2025 12:18

Cagliari, incognite e dubbi

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Cagliari. La Domus, costruita sui parcheggi del Sant'Elia, settore Distinti Cagliari. La Domus, costruita sui parcheggi del Sant'Elia, settore Distinti

 A un filo dal debutto in Coppa Italia e a quattordici giorni dalla A, segnali interlocutori da campo e mercato. Brilla l’offerta d’acquisto di una solida società americana. Il club non risponde

Mario Frongia

A sette giorni dalla prima partita ufficiale della stagione, le prime indicazioni sul Cagliari che sarà possono essere messe a terra. Le variabili sono enormi: il mercato che chiude l’1 settembre, l’incertezza sulle possibili uscite (Piccoli, Zortea, Luvumbo, Adopo, Veroli e Obert), la ripresa di alcuni infortunati doc (Gaetano), la consistenza degli acquisti (Kilicsoy). Fabio Pisacane ha vinto nel primo test estivo, a Ponte di legno, con l’Ospitaletto (serie C). Ha poi perso con Galatasaray (campione di Turchia) e Hannover (B tedesca). Ha conquistato il trofeo Gigi Riva battendo 1-0 il Saint Etienne (B francese) e ha pareggiato il doppio confronto in Cantabria con il Racing Santander (B spagnola). Sull’assetto ha ballato tra il 4-3-3 e il 3-5-2. Il risultato? Globalmente acerbo e da rivedere, sia per la consistenza della manovra, con difficoltà alla costruzione dal basso, sia per la verticalità e la finalizzazione: nell'insieme delle partite si fa fatica a contare una decina di tiri nello specchio. Troppo presto per emettere valutazioni. Tra gambe pesanti e nuove indicazioni tattiche, l’inserimento dei nuovi (Borrelli, Mazzitelli e Folorunsho), l’assenza di Luperto e le titubanze naturali dei vari Primavera aggregati alla squadra, il rendimento è stato a corrente alternata. Adesso, si entra nel vivo. Sabato, alle 20.45, alla Domus arriva l’Entella, 4-0 alla Ternana, per i trentaduesimi della Coppa Italia. Il Cagliari prosegue nel lavoro tattico e agonistico con tempi da campionato. Anche perché domenica 24 agosto alle 18.30, sempre in casa, si presenta la Fiorentina di Pioli con Kean e Dzeko. Insomma, in un attimo danze aperte.

Una proposta seria. Negli ultimi giorni ha tenuto banco l’offerta di acquisto del club, o almeno l’apertura delle trattative, da parte dell’Ekn devolopment group. La società con sede a Newport negli Stati Uniti, spazia su vari fronti: immobiliare, costruzioni, turismo, grandi opere, progettistica, consulenze e trattamento dati. Fonti accreditate accennano a oltre settecento milioni di dollari di opere realizzate, tra Arizona, Texas e Nevada, e cantieri in corso in mezzo mondo per oltre quattro miliardi di dollari. Ekn - dalle iniziali del fondatore e proprietario, Ebbie Khan Nakhjavani - ha sede anche in Italia, a Bergamo. La società l’anno scorso ha acquisito per circa settanta milioni di euro, al comune di San Pellegrino lo storico Grand Hotel. L’interesse al club rossoblù - nascosto o quasi dai media “amici”, addirittura paragonato a maldestri tentativi del passato - è nato via mail, modalità lineare e trasparente, immediatamente strumentalizzata dall'eterogeneo partito dello status quo. Peccato che Ekn abbia proposto anche un percorso che ha all’interno lo stadio e un villaggio sportivo multidisciplinare. Il tutto con alle spalle anche l’amicizia e l’endorsement, di Stefano Arrica, presidente della Federgolf regionale, imprenditore e figlio di Andrea, indimenticato padre dello scudetto rossoblù del 1969-70.

Cessione sì, ni, no. Sulla proposta il presidente rossoblù Giulini ha subito fatto issare parabordi, trincee e filo spinato. Nel corso di un convegno ha bollato fondi e simili come “pronti a comprare società fallite o decotte”. Ma ha scordato quanti club in “abili” mani italiane siano affondati per insipienza, mala gestione e incompetenza. Ma non solo. L’intervista sul progetto-proposta del miliardario Ebbie Khan Nakhjavani non viene pubblicata su varie testate giornalistiche evidentemente sensibili alle richieste del club. E l’imprenditore non viene ricevuto dalla dirigenza. La vergognosa cortina di fumo e silenzio fa il resto. Tra l’altro, il quadro rientra per nulla casualmente nei passi avanti per la realizzazione dello stadio. I soldoni, la struttura progettata dal Cagliari è lievitata fino a 210 milioni di euro. La Regione e il comune ne mettono a correre 60, ma una parte solo dal 2028. Denari pubblici - in Italia pare proprio che nessun’altra amministrazione pubblica abbia finanziato in questo modo la realizzazione di un campo da calcio per un club professionistico - che non possono essere usati per la costruzione di un hotel cinque stelle con 240 camere, i quattromila metri quadri del centro benessere, una gigantesca e lussuosa lounge-bar. Viene da pensare che il club - lo stesso che colleziona salvezze risicate e vive da anni, per mancanza di capitali, sotto la mannaia dell’Indice di liquidità - per colmare l’ingente disavanzo a sue spese di circa 150 milioni di euro, attenda il finanziamento del Governo centrale, fondi legati alle ristrutturazioni degli stadi in vista degli Europei del 2032. Adesso, tutto può accadere. Di certo, il patrimonio e i colori del Cagliari, e la sconfinata passione dei tifosi, sono un ottimo parafulmine per qualsiasi potere palese e occulto, dalla politica all’industria fino all’impresa. E a chi sottolinea come siano usciti dal cilindro 24 milioni di euro per riscattare Piccoli, Caprile e Adopo, si suggerisce pazienza e attesa. Il mercato chiude tra ventuno giorni. Per lo stadio se ne saprà di più a fine anno. Ma guai a nominare l’Ekn.  

Ultima modifica il Domenica, 10 Agosto 2025 12:37
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi