Mercoledì, 03 Settembre 2025 09:52

Cagliari, mercato che incuriosisce

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"il Gallo", immagine tratta dal sito del neo acquisto rossoblù "il Gallo", immagine tratta dal sito del neo acquisto rossoblù

Il diesse rossoblù Angelozzi chiude con il botto: Andrea Belotti. Il Gallo arriva da annate in chiaro scuro e ricorda la collezione di figurine pressoché fallimentare del patron. Adesso, la parola al campo

Mario Frongia 

 

“Teniamoci stretti Belotti, perché pare che abbiamo sondato anche Balotelli”. Il commento del tifoso, competente e molto attivo sui social, la dice lunga su come la piazza può reagire alle operazioni di mercato. Il Cagliari ha operato con un’enormità di movimenti. Intanto, il positivo riscatto per 24 milioni di euro di Piccoli, Adopo e Caprile. Il primo è stato, giustamente, accompagnato all’aeroporto con direzione Firenze e qualcosa come 25 più due milioni di euro in arrivo. Super plusvalenza studiata a tavolino fin dalla fine del torneo e sbandierata, assieme alla cessione di Zortea, solo a campagna abbonamenti chiusa. Ma dev’essere stato un caso. Sono andati via in poche ore 16 reti e una decina di assist. L’asticella degli attaccanti in dotazione a Fabio Pisacane non è altissima ma neanche banale. Sarà il campionato a dire cosa valgono Esposito, Kilicsoy e Borrelli. Al loro fianco, sul fronte avanzato, Luvumbo, che pareva destinato a partire, il veterano Pavoletti, e Gaetano, si spera recuperato. Ma anche Folorunsho - profilo interessante - è una freccia più offensiva che di contenimento. Per il resto, Ze Pedro e Rodriguez sono le risorse difensive giunte sul filo di lana ad Asseminello, precedute da Mazzitelli e Palestra. In rosa anche Idrissi, Cavuoti, Radunovic e Rog. Ai saluti Wieteska, Hatzidiakos, Scuffet, Sherri, Palomino, Jankto, Coman, Mutandwa, Iliev, Veroli, Prelec e Vinciguerra. Anche Felici pareva diretto last minute al Venezia ma è rimasto. Discorso a parte per le cessioni di Marin e Makoumbou, con due milioni e mezzo di ricavato!, e i mancati rinnovi di Augello e Viola che hanno già “ringraziato” il presidente per il rispetto della parola data. Al direttore sportivo Guido Angelozzi va un plauso. Ha liberato il club dai precedenti “colpi” (i difensori centrali stranieri, i due portieri, una mezzala e una punta a fine corsa e impalpabile, frutto delle operazioni griffate dal presidente), ha alleggerito il monte ingaggi ed è riuscito a ingaggiare profili interessanti. Peccato che Folorunsho sia in prestito con diritto, così come Palestra e Kilicsoy. Adesso, la palla va al campo. Con il Parma, sabato 13 alle 15, sarà interessante capire cosa può dare il gruppo senza avere davanti la Viola e i campioni d’Italia.

 Il botto Belotti, la cessione di Vinciguerra. A fil di sirena ecco Andrea Belotti. Bomber storico all time del Torino con 113 reti in 252 gare, ha affiancato miti assoluti come Baloncieri, Graziani e Pulici. Dopo aver salutato i granata nel 2022, ha inanellato una serie di infortuni che a seguire ne hanno condizionato la carriera. Originario di Calcinate, 20 dicembre 1993, campione d’Europa 2021 con l’Italia (44 presenze e 12 sigilli), con Roma, Fiorentina, Como e Benfica ha segnato undici gol in 92 partite. Numeri molto lontani dai tempi del Toro (dietro Pulici, 134 gol, nell’all time) e del Palermo. Comunque la si giri sa come si segna. Angelozzi lo ha prelevato dal Como a titolo definitivo. Ignoti, per ora, sia il costo del cartellino, sia l’ingaggio. Quest’ultimo aspetto, visto lo sbandieramento della sostenibilità come fattore chiave del club, è interessante. Intanto pare difficile pensare che il Gallo si accontenti delle briciole. Tanto che la società degli Hartono intervenga sullo stipendio. Poi, se su carisma, esperienza, personalità e fiuto del gol non si discute, rimangono  da collocare al meglio i pro e i contro. In uno spogliatoio con un capitano al recupero in attacco, Pavoletti, le energie del 2005 turco, le ambizioni di Esposito e Borrelli, la voglia di riscatto di Luvumbo, i posti a sedere in panca sono più di quelli in campo. Un bene o un male, si vedrà. Andrea Belotti, come si augurano i tifosi, può essere buon testimone per i giovani, motore motivazionale, e può ritrovare linfa sottoporta. Ma - nel ricordo delle tante figurine usurate, da Andreolli a Godin passando per Paloschi, Thereau, Castan, Srna, Baselli, Caceres, Keita Balde e Van der Wiel, ingaggiate con i fuochi artificiali, la musica del Gladiatore e il tappeto rosso dal patron - quel che non si coglie appieno è la scelta di aver dato Vinciguerra al Pescara. Il goleador della Primavera vincitrice della Coppa Italia, avrebbe meritato una chance. Peccato.       

Ultima modifica il Lunedì, 22 Settembre 2025 12:22
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi