Martedì, 04 Novembre 2025 10:57

Cagliari, Olimpico indigesto

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Abbraccio collettivo rossoblù all'Olimpico Abbraccio collettivo rossoblù all'Olimpico

Fabio Pisacane mostra il petto con un assetto offensivo, dà la maglia a Luperto e ritrova Mina. L’assetto funziona per un’ora. Ma la Lazio, che non brilla, la risolve con due giocate individuali. Si riduce a 3 punti la distanza dal terzultimo posto. E sabato si va a Como

Mario Frongia

Dopo Lazio-Cagliari 2-0 si potrebbe partire dai “se”. Che notoriamente non producono punti. Ad esempio, “se” Folorunsho non avesse tirato una busta super comoda a Provedel. Forse,  è quello che dà più recriminazioni. Ma la cronaca non perdona. I rossoblù non sono a caso tra le peggiori tre per finalizzazione. E se non si tira, preferibilmente nello specchio, è dura fare gol. Ma dalla sconfitta dell’Olimpico - la seconda di fila, la quinta in dieci gare - il Cagliari porta a casa spunti interessanti. Certo, il margine dalla terzultima piazza si è ridotto a 3 lunghezze. Il Genoa di Murgita e Criscito ha colto la vittoria a Sassuolo e il Lecce è andato a vincere a Firenze. Sussulti che non lasciano tranquilli. Anche perché sabato si va in casa della formazione più cool del campionato, il Como. A seguire, scontro caldo alla Domus proprio con il Genoa, quindi trasferta a Torino, sponda Juve. Ma è meglio andare uno step per volta. E prendere quel che di buono si è visto contro Lazzari e compagni. Ad esempio, i primi 20’ del primo e del secondo tempo. Giusto l’atteggiamento e l’assetto, con Borrelli e Gaetano alti, ma l’ex Napoli si è saputo abbassare anche in costruzione, più Esposito e Folorunsho a inserirsi, Sarri ha sofferto. Certo, Zaccagni ha fatto venire il mal di testa a Zappa e dall’altra parte Palestra si né pian piano inabissato contro Isaksen. Ma per la Lazio - brutta e opaca, sei assenze pesanti, con i tifosi freddi e in perenne contestazione al presidente Lotito - non è stato facile venirne a capo. Anzi, i raddoppi e il pressing abbastanza alto di Adopo e soci non hanno permesso a Cataldi e Guendonzi di costruire agilmente. Quindi, gara in bilico. Poi, le zampate di Isaksen e Zaccagni, imprendibili per Caprile, dopo i colpi falliti da Basic e lo stesso Zaccagni, piattone a lato di un soffio. Il portiere rossoblù ha chiuso la serata con un solo intervento di un certo peso, Marusic. Un risultato che matura tra la maglia ri-data a Luperto - il club ha attivato gli idranti per spegnere il “caso” legato alla tripla esclusione del centrale  - e il recupero di Mina: Dia annullato, tra anticipi, furbizie e mestiere. Il duo ha ridato ai Quattro mori personalità e solidità difensiva. Benefit indispensabile per la salvezza. Adesso, permane il problema della cronica astenia sottoporta.

Aspettative e soluzioni. Contro la Lazio Fabio Pisacane ha risposto anche alle varie perplessità della tifoseria. Intanto, i due difensori centrali dal via. Poi, la fisicità di Adopo e la tecnica di Gaetano. Quindi, la “doppia” punta Borrelli-Esposito. Un passo avanti verso quel Cagliari propositivo e più offensivo visto nelle prime quattro gare. Un assetto, a quattro dietro, che non a caso ha garantito 7 punti. Mentre nelle ultime sei sono stati appena 2. Tra  i tanti “se” inevasi ci si chiede quanto possa incidere l’ennesima prova in salita di Prati. Al di là dello svarione - grave: disastrosa palla dietro a quattro minuti dalla fine! -, che ha permesso alla Lazio di chiuderla con Zaccagni, il play continua a venir saltato dai compagni, non trova la posizione ideale e risulta piuttosto assente alla voce gestione e tempi della manovra. Ma questo sarà un tema che probabilmente accompagnerà a lungo il cammino della squadra. Infine, l’attacco. Nell’ultimo quarto d’ora il tecnico campano ha messo dentro tutte le punte a disposizione: Kilicsoy, Pavoletti e Luvumbo hanno provato a dare la scossa. Gli esiti sono stati poco convincenti. Ed è noto che l’affollamento di attaccanti non basta per vincere le partite. E rimane un altro “se”: se Felici per Pisacane è lo “spacca partite” com’è che non prova a farlo giocare dal via? In sintesi, premesso che a inizio stagione, visti gli avversari, tanti avrebbero firmato per avere 9 punti - a più 3 da Pisa e Genoa a quota 6 -, come da analisi di Massimo Rastelli, il tecnico negli ultimi dodici anni è l'autore in rossoblù di una indimenticabile risalita in A da record, così come dell'undicesimo posto in A da neopromossa. In breve, il Cagliari sa di essere vivo e non molla. Dovrebbe avere “lo spogliatoio unito” come ha detto Pavoletti, e si prepara a combattere compatto e organizzato. A partire dal pomeriggio in agenda per l’undicesima d’andata al Bentegodi. “Nico Paz? Lo marcherei a uomo, se fosse a disposizione, con Deiola. Oppure, con Folorunsho” la considerazione di Renato Copparoni, ex portiere di Cagliari e Toro, con sei anni da allenatore dei portieri e da sceondo di Caso alla Lazio. Chissà, magari Pisacane coglie il suggerimento. Anche perché d’ora in avanti sarà meglio sbagliare il meno possibile.  

Ultima modifica il Martedì, 04 Novembre 2025 11:22
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi