Venerdì, 31 Ottobre 2025 16:34

Cagliari, terzo ko casalingo

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Il calcio d'avvio di Cagliari-sassuolo Il calcio d'avvio di Cagliari-sassuolo

Il Sassuolo passa alla Domus 2-1. Con i sardi alle prese con infortuni, caso Luperto, assetto in divenire, prove opache di Prati, Folorunsho e Ze Pedro, malumori. La sconfitta, alla vigilia della Lazio all’Olimpico, suona preoccupante

Mario Frongia

Quattro sconfitte, la terza di fila in casa. Il distacco dal terzultimo posto che si riduce da 5 a 4 punti. La cronica astenia sottoporta, Cagliari tra le peggiori tre finalizzatrici della serie A, la poca qualità della manovra, il calo fisico e agonistico di alcuni dei big titolari, da Folorunsho a Prati. La foto del gruppo guidato e messo in campo contro il Sassuolo da Fabio Pisacane, ha queste sembianze. E la cosa non piace ai tifosi, pronti nel mettere a nudo un forte malessere su social e blog. Caprile, anche stavolta due parate importanti ma sulla punizione di Laurentiè - che ai più anzianotti ha ricordato Mariolino Corso - è parso in ritardo, e compagnia hanno marcato il passo alla Domus. Con il Sassuolo di Fabio Grosso, che non è il Verona, e si è preso l’intera posta con un Matic evergreen sontuoso e Volpato che non ha fatto rimpiangere Berardi. Il 2-0 ospite l'ha firmato Pinamonti. In casa Cagliari, oltre al portiere e a Esposito, che ha trovato il gol dell’1-2 dopo oltre 280 giorni, in pochi sfiorano la sufficienza. Forse, Zappa e Adopo, ma di un soffio. Per il resto, buio pesto. Sia da un collettivo senza leadership, prevedibile con manovra e palleggio con palesi limiti tecnici, sia per le poche idee: pare smarrito anche lo spirito propositivo e il pressing mostrato a inizio stagione. Quel saper stare in partita pronti alla stoccata o alla rimonta. Sui singoli, si parte da Prati. Supersponsorizzato dalla presidenza, con tanta corsa (oltre dieci chilometri) ma a disagio e con poca personalità in un ruolo chiave. Per chiudere con Folorunsho: capace di tanto furore ma poco incisivo. Dopo 9 gare con 9 punti, 7 nelle prime quattro - strappati con il cuore e la volontà - e 2 nelle ultime cinque: peggio ha fatto solo il Genoa, ultimo in classifica. Adesso, si va in casa Lazio, lunedì nel posticipo, e a Como. Il campionato dei rossoblù indossa una maschera che non promette bene. E il rischio che a pagare, con un copione ben collaudato in questo decennio, sia il solito noto.  

Solita tiritera. Intanto, sarebbe il caso di chiuderla per decenza con il tormentone Belotti: l’ex Toro è arrivato per tanto denaro, due milioni e ottocentomila mila euro stimano gli addetti ai lavori, a mezz’ora dalla chiusura del mercato. Traduzione: Pisacane, ceduto Piccoli, si sarebbe dovuto arrangiare con Borrelli, Kilicsoy, Luvumbo, Esposito e Pavoletti. Quindi, le lacrime sul progetto con il Gallo in campo sono fuori luogo. Poi, rimbalzano sempre più invadenti i punti interrogativi. Luperto fuori per la terza gara di fila lascia sconcertati. I rumors dicono di un contrasto duro con il tecnico, al quale nel pre Verona si sarebbero aggiunti Esposito e Adopo: al Bentegodi tutti e tre in panca. “Luperto? Non è il giocatore che avevo ammirato. Ci tornerà utile” la bocciatura di ieri del tecnico. Intanto, oltre che di un’obiezione allo scarso filtro offerto dalla mediana, il difensore ex Empoli pare possa fare le valigie per Cremona, agli ordini di Davide Nicola. Si vedrà.

Urgono risposte rapide. La piazza chiede cosa debba accadere a Prati, sempre in campo dal 1’, per trovare piglio e padronanza utile a se su stesso e alla squadra. Il regista continua nel correre tanto ma serve molto altro. Però, il patron deve recuperare i quattro milioni e mezzo di euro e insiste. Ci si augura di no ma pare la corda alla quale rimarrà annodato l’allenatore. Quindi, Folorunsho: bisogna che prima o poi gli si trovi una posizione duratura in un assetto stabile. Altrimenti Zortea, e Nandez prima, sarà difficile da superare. Su primi undici e cambi ci si chiede: ma se Felici è lo “spacca partite”, come definito da Pisacane nel dopo Sassuolo, perché non gioca dal via? E perché Kilicsoy, almeno in casa, non ha minutaggio. Così come, con il ko di Deiola, non si dà più spazio a Mazzitelli. E pensare che Marin e Makoumbou sono stati quasi regalati! Insomma, un’aria che da dà pensare. Con l’allenatore campano che da esordiente tasterà con mano quanto paghi poco asseccondare la proprietà. Intanto, con Mina - anche qui una sorta di voluto equivoco: il difensore, già definito dai “muscoli di cristallo” da Claudio Ranieri, ha avuto il rinnovo con i fuochi d’artificio - difficilmente recuperabile fra tre giorni all’Olimpico, Luperto in punizione, Obert squalificato, dietro si riparte da Zappa, Ze Pedro e Idrissi. Probabile l’arretramento a quattro di Palestra, in calo contro il Sassuolo. Per il resto, al di là della presumibile pretattica, ci sarà da capire come far rientrare nei giochi Gaetano, magari Luvumbo, e dare un senso alle sgroppate di Folorunsho e alla posizione di Adopo. Con la Lazio non è mai stata e non sarà una gita. Ma il Cagliari deve provarci. E pazienza se il club degli allineati colpevolizza il tecnico, che ha qualche attenuante, e non guarda più in alto.  

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 31 Ottobre 2025 16:45
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi