Domenica, 01 Febbraio 2026 11:33

Cagliari, poker al Verona

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Palla centro tra Cagliari e Verona Palla centro tra Cagliari e Verona

Mazzitelli, Kilicsoy, Sulemana e Idrissi inchiodano gli ospiti, a tratti imbarazzanti e in dieci per 40 minuti. A +11 dal terzultimo posto con quindici gare da giocare, salvezza ipotecata. Adesso, testa alla Roma

Mario Frongia

Tre di fila, non capitava dal 2021, i tempi di Leonardo Semplici in panca. Sei gol fatti e uno subito nelle ultime tre partite contro Juventus, Fiorentina e Verona. Ma anche, su questo fronte, 28 reti realizzate contro le 27 della Roma, una gara in meno, prossima avversaria e quarta in classifica. Un dato che fa riflettere. Andiamo oltre. Il Cagliari stende il Verona, a tratti davvero imbarazzante, con quattro reti, due per tempo, e rafforza il record di marcatori: quindici. Ancora. Segnano, di nuovo, due pedine che nel girone d’andata sono state tenute in naftalina: Mazzitelli e Kilicsoy. Con il senno di poi se ne potrebbero dire tante. Proseguiamo con i numeri: i 3 punti conquistati alla Domus, 9 nelle ultime tre gare - con Spalletti e Vanoli che ancora rosicano - hanno issato i rossoblù a quota 28. Ovvero, stando alle medie delle ultime stagioni, a -7 dai 35 presumibili per la salvezza. Per completare il quadro, il terzultimo posto è lontano 11 lunghezze, la Fiorentina a 17. Per Fabio Pisacane, tenace nel difendere idee e uomini, sveglio nel capire gli errori e ripartire per la terza volta di fila con gli stessi undici, il percorso è quello giusto. Per tifosi il premio meritato per un sostegno infinito.

Le perle. Mezzora di consueta routine. Ovvero, sofferenza nelle uscite dal basso con un Verona dal pressing alto, poca qualità nelle ripartenze, difficoltà nel contenere gli inserimenti degli ospiti, autori di un buon palleggio. Ma a conti fatti, il Cagliari anche nella prima fase corre solo un mezzo rischio: fallo laterale di Frese, palla in area, Caprile esce e non la trova, Valentini la gira di testa e Luperto salva sulla linea di porta. Il resto, è discesa. Palestra, Luperto, Adopo e Mazzitelli prendono il largo. Pian piano crescono anche Esposito, Mina e Gaetano. Inserimenti e corsa di Lirola, Bernede, Harroui, Gagliardini e Sarr si spengono. Insomma. una bella storia di una notte piovosa che vede concretizzarsi, a tre mesi dalla fine e con quindici gare da giocare, l’ipoteca salvezza. Ci hanno pensato Mazzitelli, assist di tacco di Obert, Kilicsoy, meravigliosa girata al volo di destro su un pallone complicato di Esposito, Sulemana, tap in da due passi dopo la girata di Adopo e la smanacciata di Perilli. Quindi, Idrissi, di testa su palla a giro di Zappa. Un 4-0 che non fa una grinza. E lascia ben sperare per la sfida di lunedì 9 all’Olimpico con la Roma. Il Verona? Da diversi anni si salva miracolosamente, chiunque la guidi vede sparire a gennaio le pedine più promettenti. Il dio denaro comanda, fa e disfa, spesso con poca competenza, anche da quelle parti. L’ultimo a salutare Zanetti è stato il brasiliano Giovane, ceduto al Napoli. Finiranno per cacciare il tecnico. Forse, l’unico a non avere colpe.  

L’architetto. Dietro questo Cagliari con la media anagrafica tra le più basse della A, 23,8 anni, e un tasso di italianità elevato, si cela Guido Angelozzi. Forse, il solo in questi anni di proprietà Fluorsid ad aver tenuto testa al presidente. Ad aver agito con il bersaglio giovani, senza cedere alle tentazioni preferite del passato, quella delle figurine. Le ultime? Zapata, Dzeko o Cuadrado, lasciate dov’erano. Il direttore sportivo parla poco ma agisce molto e con una visione precisa: costruire un gruppo motivato, che capisca in fretta quel che serve per centrare la salvezza, si adegui alle richieste del tecnico, intuisca senza esitazioni il valore della piazza e dei colori sociali. È presto per aprire una bottiglia come si deve, ma il lavoro di Angelozzi si nota per determinazione, autonomia e conoscenza. Forse, non guasta anche quel pizzico di buona sorte: come diceva Napoleone, meglio un  generale fortunato che bravo. E il discorso riguarda anche Pisacane. Intanto, il bilancio - dopo aver prodotto la superplusvalenza di Piccoli - potrebbe produrre altre pepite. Ad esempio, Borrelli, Kilicsoy, che perà andrà riscattato, Rodriguez, lo stesso Idrissi, magari Ze Pedro. E a fine campionato potrà gestire anche il saluto lucroso di Caprile, senza rischiare che accada la svendita accaduta a un altro big con i guantoni, Vicario. Il mercato si chiude domani alle 20 e potrebbe esserci qualche altro colpo in canna. Intanto, è stata compiuta anche l’operazione Prati. Difeso a spada tratta dall’allenatore su input preciso presidenziale, per diciassette turni nonostante le palesi criticità in regia, è stato girato dal diesse al Toro. Un capolavoro.          

Ultima modifica il Domenica, 01 Febbraio 2026 11:46
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi