Rossoblù corsari contro il Milan a San Siro. Prova quasi perfetta con Gaetano, Esposito e Mina su tutti. Un 2-1 che tiene fuori i rossoneri dalla Champions. In attesa del closing con il Fondo speculativo americano, dubbi e incognite sul domani del club
Mario Frongia
Gli ultimi due gol della stagione hanno la firma di Borrelli e Rodriguez. Debuttanti entrambi, il primo veniva da 14 reti in due anni in C, mentre l’uruguaiano è un 2005. Fanno parte delle scelte di Guido Angelozzi, il direttore sportivo scomparso dai radar in questo fine stagione nonostante abbia messo su un gruppo a trazione italiana, una notizia nella A attuale, che ha garantito la salvezza, plusvalenze, giovani su cui credere, asset tecnici importanti e redditizi. Se ne riparlerà a breve, anche i precedenti sulla prosecuzione dei diesse in casa Cagliari non regalano ottimismo. Il bersaglio è pesante: americani o meno, allenatore nuovo o da riconfermare, ci sarà da progettare seriamente il cammino della società. In maniera professionale e senza intrusioni, giusto per uscire dalle secche di salvezze stentate o retrocessioni annunciate. Intanto, la cronaca da piazza Duomo sorride ai Quattro mori. Il Cagliari ha sconfitto 2-1 il Milan nella Scala del calcio, per Allegri una botta mica male, con 70-80 milioni di euro che senza Champions si volatilizzano. Padroni di casa in vantaggio con Salemaekers dopo neanche due minuti con incertezze da spartire tra Obert e Mina, che poi si è riscattato con una buona prova, sponda per Borrelli inclusa. A seguire, la remuntada e una serie di occasioni nitide, Mendy su tutte a tu per tu con Maignan, che avrebbero persino potuto ingrassare il bottino. La vittoria ha proiettato Caprile e soci al quattordicesimo posto con 43 punti. Bottino di pregio dopo un campionato in altalena, con passaggi di gioia e di mestizia. Le tre vittorie contro Juve, Fiorentina e Verona, da un lato. I due punti in otto gare e la pessima sconfitta di Pisa, con i toscani già retrocessi e un uomo in meno per un’ora. I tifosi - che alla salvezza matematica giunta alla penultima dopo la vittoria casalinga contro il Torino, per la prima volta non hanno festeggiato nel Largo Carlo Felice - sono stati il jolly di un cammino spesso opaco. E per questo meritano un plauso. Lo merita anche Fabio Pisacane e il suo vice ed esperto consigliere Giacomo Murelli: anche per lui, tanti anni alle spalle di Stefano Pioli sulla panca dei rossoneri, la vittoria a San Siro sa tanto di ottimo bottino. Adesso, c’è da capire chi parte e chi resta. Kilicsoy, mistero dell’anno, è già tornato a Istanbul mentre Pavoletti ha chiuso con il pallone giocato e Palestra è rientrato all’Atalanta. Paiono difficili i rinnovi di Folorunsho, Mina, Belotti e Caprile. Per il resto, si deve attendere.
Il futuro. Dal via libera con il Pef e gli altri step per lo stadio, alla cessione della maggioranza delle quote al Fondo speculativo americano per tornare di nuovo allo stadio. Con un punto interrogativo: progetto, programmazione, direttore sportivo, allenatore e mercato sono inevitabilmente connessi al punto numero uno: il nuovo impianto, albergo stellato, Spa e terme, lounge bar e altre appendici, la conduzione della società. Senza, nulla può essere affrontato con professionalità, serietà e buon senso. Il Cagliari calcio, Cagliari e l’intera isola, assieme ai 120mila sardi sparsi per il mondo, hanno nei colori rossoblù qualcosa che va oltre il tifo spicciolo, una domenica dopo l’altra. Il patrimonio immateriale dell’ottava tifoseria italiana merita rispetto, passi seri e ben meditati. Ci si chiede un domani che non sia legato, o peggio, alle bizze di chi ha altri interessi da tutelare o operazioni strettamente legate al proprio tornaconto. Il Cagliari, cosa che pare sfuggire troppo spesso, va oltre la serie A e le pallonate del torneo. Associa visibilità, presenze, tessuto imprenditoriale e commerciale, territorio, qualità della vita e rispetto per l’ambiente. Con il nuovo stadio, al di là della corsa verso Euro 2023 - che ha in saccoccia sessanta milioni di euro pubblici oltre ai circa trenta milioni di euro della finanziaria regionale Sfirs, e avrà per mezzo secolo tutta una serie di abbuoni e franchigie fiscali e amministrative - si deve necessariamente cambiare passo. Per etica e consapevolezza di gestione, seria e programmata, i sardi si aspettano, e meritano, legittimamente di più.
GolRossoblù, nel ringraziare i lettori, si prende una pausa. Buon proseguimento!
