Ma i rossoblù avrebbero meritato il pareggio. Nicola punta su Viola e Obert dal via ma è Luvumbo, dalla ripresa, a dare la sensazione di poter incidere. Adesso, testa alla Dea
Mario Frongia
C’è poco da meravigliarsi se in coda - ma anche in testa nel forcing scudetto ancora tutto da capire - basta un passaggio a vuoto per ritrovarsi nel calderone che lotta per la salvezza. Il Cagliari che perde 1-0 al Franchi con la Fiorentina dà però la sensazione di potersela giocare sino alla fine. In attesa delle altre gare della quindicesima d’andata, in Toscana si è avuto conferma dello spirito propositivo dei rossoblù. Il mix made in Davide Nicola regge. Anche con una squadra che veniva da sette vittorie - con questa è record di Palladino nella storia dei gigliati: otto di fila come Carniglia - Makoumbou e soci hanno mostrato quel genere di atteggiamento che premia, prima o poi, chi ha buon senso e coraggio. Il tecnico punta le fiches su Viola alle spalle di Piccoli, tiene fuori Luvumbo, Gaetano e Adopo. Viola non ha mai trovato la giocata. In mezzo Marin e Makoumbou non sono stati al top. Ma i padroni di casa hanno sofferto la ragnatela rossoblù. Il raddoppio puntuale in mezzo, con Mina, sempre provocatorio ma terribilmente efficace, e Luvumbo hanno fatto il resto. Il gol-partita di Cataldi nasce da un corto circuito in mediana. Intanto, Adli semina il panico e si trascina Marin e Makoumbou. Poi, anche Viola cade nella trappola e va a smorzare l’ex Milan. Peccato che questo lasci spazio a Cataldi, che aspetta e piazza il piattone destro dai diciotto metri su assist di Beltran. Sherry parte in ritardo ma non è messo al meglio: 1-0. L’ufficio stampa del Cagliari fa sapere che il portiere albanese sarebbe stato disturbato da Kouamé in off side. Ma l’attaccante non è parso influire sulla visuale di Sherry. “Il gol era da annullare” dice Nicola nel dopogara. Ma è meglio ripartire dall’approccio positivo per preparare la prossima - sabato alle 15 alla Domus - con l’Atalanta. I primi della classe all’esame con il Cagliari. Servirà un passo, fisico e mentale, preciso e senza sbavature.
Regia e punta cercasi. Il primo tempo si chiude con 4 tiri dei padroni di casa e neanche uno degli ospiti. Ma il tema riguarda la manovra. Se Mina firma quattro lanci da 60 metri, c’è qualcosa che non quadra in mezzo nella costruzione e nella gestione dei tempi di gioco. Manca il regista? Sì, ma Prati non gioca. A rincorrere le prime voci di mercato, sarebbe in freezer per una probabile partenza a gennaio, versante Torino. Voci, appunto. Intanto, il play è titolare nella nazionale Under e non mette piede in campo nel Cagliari. Considerazioni da fare anche per Gaetano, pezzo pregiato e last minute di mercato. Il trequartista è troppo lontano dal risolutore della scorsa stagione. E Piccoli, che si sbatte sull’intero fronte offensivo, soffre la mancanza di palle pulite dal limite dell’area. Per chiudere, la questione portiere. Scuffet, quarta di fila in panchina, destinato ai saluti. Potrebbe rientrare nello scambio con Terracciano che a Firenze non ha nessuna intenzione di fare la riserva di De Gea. In sostanza, visto che neanche Sherry convince appieno, il cambio di aria, e di titolare, pare inevitabile. Insomma, l’altalena - vista una rosa che necessita di almeno tre interventi - per i rossoblù prosegue.
