Intanto, in coda la classifica si sgrana e l'attenzione va alla Juve, attesa domenica alla Domus. Il pari con l’Atalanta certifica un gruppo coeso, organizzato, capace di gestire i momenti meno brillanti
Mario Frongia
Il punto che prende il Lecce a Monza più la sorprendente, ma mica tanto, vittoria del Como dei miliardi a Firenze. Per il resto, la venticinquesima d’andata va al Cagliari come un saporito gelato mille frutti ai primi tepori primaverili. Perdono Empoli, Venezia, Verona e Parma: tra queste salteranno fuori le due che rischiano di scivolare in B, dopo il Monza quasi spacciato. In casa dell’Atalanta i rossoblù sono stati abili nel capitalizzare senso pratico, attenzione e coraggio per tutti i cento minuti. Poi, sulla squadra di Gasperini si può dire di tutto e di più. Ma lo 0-0 non si cancella. Basti dire che la prima vera parata di Caprile è arrivata al 35’ della ripresa. Poi, il portiere rossoblù ha detto no a Vlahovic allo scadere. Eppure, di fronte c’erano il secondo attacco più forte del campionato (54 reti), il bomber della A Retegui (20 gol), la formazione con più idee offensive e un gioco totale apprezzato da anni anche in Europa. Anche per questo la poca operosità dell’ex Napoli dà l’idea della postura e della tenuta, mentale e fisica, del Cagliari a Bergamo. Per Luperto e soci lo 0-0 in casa Atalanta dà certezze e dissipa diversi dubbi. E siamo alla Dea. Certo, il suo coach Giampiero Gasperini, ha fatto i conti con le riserve ed era infuriato. La squadra è parsa poco brillante, persino deconcentrata per il rigore beffa subito contro il Bruges nel turno di Coppa, con la testa rivolta al retourn match di stasera. Per dire, il passaggio del turno, con il Bruges che va sconfitto con due reti di scarto, vale come un buon centravanti: dodici milioni di euro. Ma il tutto non basta a delegittimare un pareggio che sa di buono. Voluto e difeso con intelligenza. Costruito con la testa e l’umiltà giusta.
Attenti e senza frenesie. “Potevamo anche essere più cinici. Ma la direzione è questa” ha detto nel post gara Davide Nicola. L’allenatore di Pinerolo ha incartato maestro Gasp. Adesso, deve provarci con Thiago Motta. Sabato scorso a Bergamo, senza Ederson e De Roon (entrati nella seconda frazione), con Lookman fuori causa, i padroni di casa non hanno trovato tempi di gioco con incursioni senza palla, pressione e dominio sulle fasce. Solo così avrebbero potuto provare a superare un Cagliari corto, con i reparti in equilibrio, senza timori riverenziali. Di fronte ai terzi in classifica è giunta una prestazione senza frenesie, come predica il tecnico, né disattenzioni. Il mini-girone Atalanta-Juventus-Bologna vede la ruota che gira con il verso giusto.
Tattica, rotazioni, calendario. Mister “eurogol dopo due minuti” ha sostituito Felici al 22’ della ripresa. Coman ha lottato, preso un giallo, dato una mano nei raddoppi. Il tecnico ha irrobustito la mediana e tenuto larghi Felici e Zortea. Interessante capire se Makoumbou-Adopo-Deiola, senza il trequartista, siano la risposta anti Juve. Si vedrà. Intanto, domenica alla Domus potrebbe riaffacciarsi Luvumbo mentre è ancora a rischio Gaetano, out anche a Bergamo per una botta. La soluzione Viola dal via, un’ora di tecnica e qualità negli ultimi trenta metri, è piuttosto gettonata. Con la Juve, reduce dalla sofferta vittoria con l’Inter, la musica cambia. A quota 25, cinque lunghezze dal terzultimo posto, con 39 punti in palio e i bookmakers che danno la soglia salvezza tra i 35 e i 36 punti, il Cagliari va a caccia di continuità. Il pari di Bergamo è arrivato dopo la convincente vittoria casalinga contro il Parma. Adesso, per la tifoseria sarebbe perfetto lo sgambetto alla Vecchia signora.
