Martedì, 25 Febbraio 2025 08:33

Cagliari, ko con la Juve

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Una fase di Cagliar-Juventus Una fase di Cagliar-Juventus

Primo tempo senza idee e forze per contrastare la Vecchia Signora. Ripresa decente ma Caprile evita almeno tre volte la goleada. Intanto, in coda vincono in tre. Adesso, testa al Bologna

Mario Frongia

Certo, Mina poteva fare meglio. E Adopo pure. Ma scaricare sul colombiano le colpe della sconfitta per 1-0 - quelle vittorie a “corto muso” tanto care a Max Allegri! - pare eccessivo. Alla sconfitta della ventiseiesima alla Domus sold out, hanno contribuito tutti. Dal campo alla panchina al club. Unica eccezione, oltre ai tifosi, sant’Elia Caprile. Il portierone soccombe solo a Vlahovic, ma mura Yldiz, Conceicao e lo stesso centravanti match winner. Partiamo da Davide Nicola. Il tecnico ha preparato la gara per blindare, o almeno mitigare, ripartenze, incursioni laterali e centrali della Juve. Piazza in mediana gli stessi tre di Bergamo (Deiola-Makoumbou-Adopo) e rinuncia al trequartista. Ma si scorda di schermare Locatelli: il play bianconero gioca una montagna di palloni, apre, sventaglia, lancia, crea occasioni manco fosse una via di mezzo tra Busquets, De Bruyne e Kros. Una serata di lusso per l’ex Sassuolo che gioca in pantofole e può comodamente gestire palla e gioco con Makoumbou e Piccoli, ma anche Adopo e Deiola, che lo ammirano a dieci metri di distanza. Male. Per Nicola rimane da chiarire anche lo spostamento di Luvumbo - due minuti in campo e ha costretto al giallo Weah - da sinistra a destra. Dove si è pian piano spento. Sul club poche storie: Palomino, che potrebbe lasciare il Cagliari per andare in Argentina al Talleres, è una bomba a orologeria. La società pensa solo a risparmiare un milione di euro di stipendio. Ma il tecnico ha risposto adeguandosi: “Non mi opporrò”. Mica male se si pensa che dalla difesa sono partiti anche Azzi e Wieteska. L’aziendalismo spinto oltre il normale buon senso non ha mai garantito né salvezze né accesso alle Coppe. Ma non è tutto. Se Marin ha rivisto il campo per qualche minuto, Prati passa ancora in tv a Chi l’ha visto? Un tema increscioso, visto che è stato pagato sei milioni di euro mentre Oristanio è stato lasciato al suo destino.

Continuità cercasi. Per la conferma dopo le strisce positive c’è ancora da lavorare. Era capitato all’andata dopo gli exploit esterni con Parma e Juve e la vittoria in casa con il Torino, è arrivato il ko di Udine. Quindi, la risalita: vittoria a Monza, pari a San Siro con il Milan, 4-1 al Lecce alla Domus. A seguire, sprofondo rosso con il Toro. E siamo a oggi: il 2-1 al Parma, lo 0-0 di Bergamo con l’Atalanta, la sconfitta con la Juve. Niente, per un filotto più duraturo c’è da aspettare. Intanto, la coda da segni di vita. Verona, Parma e Como vincono, il Venezia strappa un punto, ma è vivo, alla Lazio. Si registra il tracollo dell’Empoli (5-0 in casa dall’Atalanta) e del Monza (0-4) a Roma. Traduzione: il Cagliari a quota 25 ha visto ridursi di un punto la distanza dal terzultimo posto, occupato dall’Empoli a 21. La classifica che dietro si accorcia non è mai un buon segno. “Le qualità in campo non sempre ti permettono di avere atteggiamento e giocate come quelle mostrate nel secondo tempo”. La frase onesta è di Davide Nicola. E ci sarà da ricordarsene. “Ho lottato spesso per questi obiettivi, ci sono tante squadre coinvolte” ha chiosato il tecnico nel post Juve. Con la testa che va alla prossima, al Dall’Ara con il Bologna. La squadra di Italiano è reduce dal derby perso con il Parma. Domenica prossima alle 15, in Emilia, come ovunque, non sarà facile.

Ultima modifica il Martedì, 25 Febbraio 2025 08:40
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi