Contro una Cremonese in forte difficoltà, il colpaccio lo firma Esposito. Primo tempo da incubo, forse peggiore delle sconfitte con Lecce e Pisa, Pisacane la sblocca nella ripresa. A sei giornate dalla fine ridiventano 6 i punti dalla terzultima piazza. E venerdì si fa visita all’Inter
Mario Frongia
Di testa, su cross di Ze Pedro con i giri giusti. Sebastiano Esposito - atteso venerdì sera a Milano dal derby con il fratello Pio - batte Audero e regala al Cagliari la vittoria di “corto muso” contro la Cremonese. I sedicimila della Domus, che hanno legittimamente fischiato i rossoblù dopo un primo tempo osceno, hanno tirato un sospiro di profondo sollievo. Con la salvezza non si scherza. Ma per fortuna, oltre alle oramai dimenticate Pisa e Verona, Lecce - atteso oggi dal Bologna - e Cremonese riusciranno a fare quasi certamente di peggio. Difficile pensare che possano inciampare Genoa, Fiorentina e Parma. E siamo al Cagliari. Salito a quota 33, dopo otto giornate a secco, con due pareggi e quattro sconfitte di fila. Un balzo non definitivo ma fondamentale nella corsa per stare in A. E ancora una volta, come segnalano i tifosi, saranno le stagioni pessime delle altre a dare una grossa mano alla permanenza tra le migliori venti d’Italia di Deiola e soci. La notizia è vecchia: la rosa è questa, le qualità tecniche del gruppo pure. Il rodaggio di Pisacane, al debutto in A, la scelleratezza al mercato di gennaio e le ingerenze societarie completano il quadro. Tanto che lo stesso patron, intervenuto ieri nel post gara ha ammesso: “Se la squadra non avesse lacune non staremo lottando per salvarci”. Una frase che pare detta da uno che passa per caso. E non da chi ha capitalizzato la multimilionaria cessione di Piccoli e smontato la difesa, cedendo Luperto a una diretta concorrente, dopo un trio di gare vincenti. Poi, ci sono gli infortuni e le squalifiche. Anche questo un mezzo alibi. Le rose sono di almeno 26 giocatori e dappertutto si fanno i conti con assenze lunghe, spesso sovrapposte, di pedine chiave. Per dire, la Cremonese alla Domus non aveva Vardy, Maleh, Thorsby, Collocolo e Moumbagna. A Marco Giampaolo avrebbero fatto comodo. In casa rossoblù sono ai box Idrissi, Felici e Pavoletti.
Faccia a faccia nervoso. La cronaca è nota e poco avvincente. Fabio Pisacane, dopo diverse gare senza attaccanti di mestiere, parte con una punta, Borrelli. E tiene in panca Adopo per Mazzitelli. Ma dura poco: l’ex Sassuolo esce per infortunio dopo mezz’ora. Stanno fuori anche Dossena, Sulemana e Ze Pedro. Quest’ultimo, entrerà con Mendy. E saranno loro a costruire la palla gol finalizzata da Esposito. Inutile dire che le prove di Gaetano (un’imbucata dignitosa con Baschirotto che si immola) e Folorunsho hanno inciso poco. Soliti applausi per Palestra, anche se ben contenuto da Pezzella. Dei primi 45 minuti si è detto: idee poche e confuse. Cremonese attenta, pericolosa con Okereke e Bonazzoli (se si guardasse meno allo specchio sarebbe un ottimo attaccante). Poi, con la Domus che fischia, la ripresa con l’inzuccata di Seba. Tre punti pesanti, che valgono oro e riaccendono l’entusiasmo nell’ambiente e nella tifoseria. Con i cuori caldi anche per aver rivisto Belotti in campo: suerte, Andrea! Insomma, il Cagliari ne verrà fuori. Adesso, c’è da pedalare con ancor più determinazione e umiltà. Si riparte con l’Inter a San Siro, poi arriva l’Atalanta quindi si va a Bologna. A seguire, Udinese e Torino in casa, chiusura stagionale con il Milan al Meazza. Un po’ tutti gli osservatori predicano una quota salvezza intorno ai 36, 37 punti. A Caprile e compagni ne mancano tre, quattro per esser certi di giocare in serie A anche l’anno prossimo. Si può fare.
