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Ci può essere un’estensione del servizio di trasporto urbano ai comuni dell’area metropolitana di Cagliari?

 

L’ampliamento del servizio di trasporto pubblico locale ai comuni dell’area metropolitana di Cagliari è stato al centro della tavola rotonda che si è svolta questa mattina nella sala Tola Sulis della Fiera di Cagliari, nell’ambito delle iniziative della Settimana Europea della Mobilità.

 

All’incontro, che ha rappresentato un importante momento di confronto istituzionale sul futuro della mobilità sostenibile nel territorio, hanno preso parte il Presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, Salvatore Deidda, e la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che hanno aperto i lavori sottolineando la centralità del tema nel quadro delle politiche nazionali e regionali per lo sviluppo di un sistema di trasporto efficiente, inclusivo e rispettoso dell’ambiente.

 

Il vicesindaco metropolitano Francesco Lilliu ha dichiarato “come Città Metropolitana, siamo orgogliosi di avere preso parte a questa edizione della Settimana Europea per la mobilità sostenibile. Le occasioni di confronto sono state molteplici e gli eventi di altissimo livello. Complimenti al CTM per l’ottima organizzazione, e l’altissima professionalità”.

 

A portare le istanze del territorio sono stati i sindaci dei comuni di Quartu Sant’Elena - Graziano Milia, Elmas - Maria Laura Orrù, Sestu - Maria Paola Secci, Uta - Giacomo Porcu e Sinnai - Barbara Pusceddu, che hanno evidenziato le difficoltà quotidiane affrontate dai cittadini, in particolare studenti e lavoratori pendolari, a causa della carenza di collegamenti frequenti e diretti con il capoluogo.

 

Graziano Milia ha dichiarato “Sono convinto sia necessario procedere speditamente per il nuovo Piano regionale dei Trasporti, strumento generale che poi consente di realizzare le migliorie ai servizi. Quello vigente fu approvato nel 1993, quando le realtà sarda e metropolitana erano completamente diverse rispetto a quelle di oggi. Occorre quindi una legge cornice attraverso la quale si potrà potenziare tutto il servizio del Trasporto Pubblico Locale, sia nei perimetri attuali che nell’ottica di un allargamento agli altri Comuni limitrofi”.

 

Un contributo significativo è arrivato anche dal mondo della scuola, con l’intervento della dirigente dell’Istituto Alberghiero “Antonio Gramsci” di Monserrato, Michela Peretti, che ha sottolineato come gli studenti che devono utilizzare più vettori per recarsi a scuola, possa incidere negativamente sulla regolarità della frequenza scolastica e, in prospettiva, favorire fenomeni di dispersione.

 

Il dibattito si colloca in una fase cruciale per la pianificazione del trasporto pubblico locale: entro la fine del 2026 dovrà infatti essere approvato il nuovo contratto di servizio tra Regione Sardegna e CTM, che definirà i livelli di offerta e gli standard qualitativi dei servizi. Si tratta di una scelta strategica che condizionerà per molti anni la vita di decine di migliaia di cittadini dell’area vasta cagliaritana.

 

“Il nuovo Piano Regionale dei Trasporti e la riforma del Trasporto Pubblico Locale sono le basi per garantire servizi più moderni, capillari e sostenibili. Solo così potremo migliorare in maniera strutturale i servizi sul territorio, dare risposte concrete ai cittadini e costruire una Sardegna più connessa al suo interno” – ha concluso l’Assessora regionale ai Trasporti, Barbara Manca.

 

La questione della mobilità metropolitana non riguarda infatti solo l’accessibilità ai servizi essenziali, ma si intreccia con l’urgenza di ridurre l’utilizzo del mezzo privato. Secondo gli studi più recenti, ogni giorno entrano a Cagliari tra le 150 e le 180 mila automobili, con conseguenze dirette sulla congestione del traffico, sulla qualità dell’aria e sulla vivibilità complessiva del capoluogo.

 

L’estensione del servizio di trasporto pubblico e l’aumento delle frequenze rappresentano dunque una risposta concreta non soltanto alle esigenze immediate dei cittadini, ma anche agli obiettivi di sostenibilità e innovazione che la Regione Sardegna e le istituzioni locali sono chiamate a perseguire nel rispetto delle direttive europee.

La Regione Sardegna comunica che è stata disposta la proroga del termine per la presentazione delle istanze relative al Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (FOSMIT), annualità 2024. Il nuovo termine per la presentazione delle domande è il 31 ottobre 2025.

La decisione arriva in risposta alle numerose richieste delle amministrazioni locali, motivate dalla concomitanza di altri bandi regionali e statali e dalla necessità di definire percorsi di collaborazione tra enti per progetti congiunti. Le domande correttamente presentate entro il termine precedente del 22 settembre 2025 rimangono valide e, se necessario, potranno essere modificate, integrate o sostituite.

“Con questa proroga la Regione concede più tempo e migliori condizioni ai Comuni montani e agli enti locali per definire progetti condivisi, costruire partenariati e partecipare con piena efficacia a una misura che sostiene la tutela e lo sviluppo delle aree montane della Sardegna”, dichiara l’assessore degli Enti locali, Francesco Spanedda.

“Supportare i comuni montani - afferma l’assessore - non è solo un dovere istituzionale, ma un investimento strategico per l’intera Sardegna. Per questi territori, che rappresentano il 73% del territorio sardo, ogni giorno è sfida tra isolamento, carenza infrastrutturale, rischi ambientali e spopolamento. Prolungare i termini significa non lasciare indietro nessuno: garantire tempo, risorse e certezze è fondamentale per sostenere lo sviluppo locale, la coesione territoriale e la qualità della vita di chi sceglie ancora di vivere in luoghi preziosi ma fragili”.

La determinazione di proroga sarà pubblicata sul sito istituzionale della Regione e sul portale Sardegna Autonomie per garantire ampia informazione ai potenziali beneficiari.

«Io spero che il nostro governo abbia il coraggio, in questo momento, di capire quello che sta succedendo e di chiamare le cose col loro nome. A Gaza c'è un genocidio». Con queste parole la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, è intervenuta a margine della tavola rotonda sul trasporto pubblico urbano dell’area vasta cagliaritana, prendendo posizione sul conflitto in Medio Oriente.

Todde ha commentato anche le manifestazioni in programma oggi in diverse città italiane: «È un segnale importante. Credo che la nostra isola, come tante altre realtà, debba tirare su la testa e dire che stiamo vivendo una situazione non più sostenibile».

La governatrice ha inoltre sottolineato il valore politico delle recenti decisioni di alcuni Paesi occidentali: «Ieri ho appreso con piacere che Gran Bretagna, Canada e Australia hanno riconosciuto la Palestina».

Le dichiarazioni della presidente arrivano in un contesto di crescente mobilitazione in Italia e all’estero, con piazze e associazioni che chiedono una presa di posizione più netta delle istituzioni sul conflitto e sulla crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza.

La Regione Sardegna partecipa all’edizione 2025 di Cheese, nell’ambito dell’appuntamento internazionale Slow Food, che si svolge a Bra (CN) da oggi al 22 settembre, con una collettiva composta da diciotto aziende sarde. Attraverso la partecipazione promossa dall’Assessorato dell’agricoltura e organizzata dall’Agenzia Laore negli spazi dedicati in piazza Spreitenbach, saranno protagonisti qualità e gusto delle produzioni casearie regionali.

L’appuntamento internazionale dedicato ai formaggi a latte crudo, arrivato alla sua 15a edizione, mette l’accento nel claim “Cheese - c’è un mondo intorno” sull’importanza che rivestono paesaggi e territori, pascoli e diversità di razze, saperi tramandati e impegno consapevole.

“Anche quest'anno la Regione Sardegna sarà presente all’appuntamento Cheese di Bra dove giungeranno tutte le aziende selezionate: rispetto alle previsioni iniziali siamo passati da 10 a 18 espositori che comporranno la collettiva della nostra Regione” spiega l’assessore dell’Agricoltura Gian Franco Satta. “Cheese rappresenta uno degli appuntamenti internazionali più importanti per il settore caseario e per la Sardegna, che vanta ben tre denominazioni di origine protetta, oltre a numerosi mini-caseifici riconosciuti presidi Slow Food che producono formaggi a latte crudo. Ancora una volta, per l'Isola, sarà l'occasione di mettere in mostra la propria arte casearia e la qualità delle sue produzioni in un contesto di primissimo piano per il settore”.

La Sardegna porta a Bra un’ampia e varia selezione di formaggi. Accanto alle tre Denominazioni di Origine Protetta (DOP) - Fiore sardo, Pecorino sardo e Pecorino romano - saranno presenti i prodotti caseari riconosciuti Presidi Slow Food, quali Pecorino di Osilo, Casizolu, Fiore Sardo dei pastori, Fresa di Ittiri, Axridda di Escalaplano, Pecorino dell'Alta Baronia insieme a formaggi ovini ottenuti da latte coagulato con caglio animale o vegetale, a pasta cruda o cotta, aromatizzati, biologici e vaccini a pasta filata.

Sono numerose le iniziative in programma, curate da Laore Sardegna e Slow Food Sardegna, che animeranno l’area istituzionale durante i quattro giorni di manifestazione. Incontri con le opere letterarie del Premio Nobel Grazia Deledda, in un viaggio tra cultura e sapori che si concretizza nel “Menù Deleddiano”, omaggio all’intreccio tra il mondo enogastronomico e le opere della scrittrice nuorese.

Tra eventi, laboratori del gusto, talk e esperienze multisensoriali, i visitatori esploreranno il legame tra i pascoli naturali e le competenze casearie degli operatori sardi e scopriranno come la capacità di custodire saperi antichi, possa essere coniugata con moderne scelte alimentari che soddisfano le esigenze del consumatore, preservando proprio quel mondo intorno fatto di territorio, tradizioni, tecnica e passione.

“Siamo pienamente consapevoli dell'importanza dell’appuntamento e per questo continueremo ad investire nell'attività di promozione che è l'elemento trainante per lo sviluppo dei vari comparti produttivi e delle nostre eccellenze. Parliamo di piccole realtà che producono prodotti di grande qualità. E’ nostro dovere sostenerle ed accompagnarle in questo percorso" conclude l’assessore Satta.

Consegnati in mattinata a Osilo otto alloggi di edilizia residenziale pubblica di nuova costruzione realizzati dall’Azienda regionale di edilizia abitativa (AREA). L’assessore dei Lavori pubblici, Antonio Piu, con il sindaco di Osilo, Giovanni Ligios, l’assessore comunale dei Servizi sociali, Valentino Canu, insieme al direttore generale di AREA, Claudio Castagna, hanno consegnato le nuove abitazioni agli assegnatari. “La dignità della persona ha un innesco principale ed è il diritto alla casa – sottolinea Piu – per questo consegnare oggi otto nuovi alloggi con le caratteristiche di sostenibilità e accessibilità è non solo un atto che restituisce serenità a queste famiglie, ma rimette al centro il compito primario della buona politica che è quello di rispondere ai bisogni dei cittadini e delle cittadine, in modo concreto, con l’unico obiettivo di garantire le condizioni per la realizzazione umana e sociale delle persone all’interno della comunità”.

Gli alloggi sono stati costruiti nell’ambito del “Programma di realizzazione alloggi di edilizia economica e popolare da assegnare a canone sociale” promosso dalla Regione. Il costo complessivo del programma è stato ripartito tra comuni a bassa e alta tensione abitativa, con l’obiettivo di garantire elevati standard progettuali, anche tramite concorsi di progettazione, e sviluppare schemi tipologici replicabili, fondati su criteri di bioedilizia, innovazione tecnologica e integrazione paesaggistica. L’intervento nel Comune di Osilo faceva parte del programma “Un progetto integrato per il diritto alla casa”, con una dotazione finanziaria di 728 mila euro. Gli interventi eseguiti da AREA sono stati cofinanziati per circa il 39% con fondi regionali e per la restante parte con fondi dell’Azienda regionale. Sono state realizzate otto villette a schiera per un totale di 489 mq coperti. Ogni unità ha accesso indipendente, nessuna area condominiale, spazi verdi di pertinenza e posti auto privati. L’intera opera rispetta i criteri di accessibilità e abbattimento delle barriere architettoniche rispondendo ai requisiti di inclusività e accessibilità universale. Gli alloggi sono stati realizzati con gli standard di sostenibilità, risparmio energetico e comfort abitativo con scelte progettuali e costruttive orientate verso bioedilizia e sostenibilità ambientale, con attenzione al risparmio energetico e al contenimento dei costi delle utenze.

“Questo intervento è un esempio concreto di buona pratica nell’edilizia residenziale pubblica, La sinergia tra Regione, Comune e AREA, oltre alla capacità di coniugare innovazione, inclusione e sostenibilità ambientale, rappresentano un modello replicabile, che risponde efficacemente al bisogno abitativo, valorizzando il territorio e promuovendo il diritto alla casa come diritto fondamentale”.

Approvato lo schema di protocollo di collaborazione tra la Direzione generale della Protezione civile e il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, per disciplinarne l’impiego dei sistemi aeromobili a pilotaggio remoto (UAS) nelle attività istituzionali dei due organismi regionali. Lo ha stabilito la Giunta regionale, su indicazione dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi.

Il provvedimento si inserisce nel percorso già avviato nel 2024 con il protocollo d’intesa stipulato tra la Direzione generale della Protezione civile e l’ENAC, che ha consentito di consolidare procedure, autorizzazioni e addestramento dei piloti remoti in categoria “Specific”. Sulla base dei risultati conseguiti, oggi la Regione compie un ulteriore passo, estendendo l’esperienza anche al Corpo forestale, che potrà così avvalersi delle risultanze prodotte dal Tavolo Tecnico già in essere, per le proprie funzioni di vigilanza, prevenzione e tutela del patrimonio ambientale e agroforestale.

“Con questo protocollo - afferma l’assessora Laconi - mettiamo a sistema un’esperienza già avviata con successo e apriamo a una collaborazione che aumenta l’efficacia delle nostre strutture. La tecnologia dei droni non sostituisce le persone, ma le affianca, rendendo più tempestivo e sicuro il lavoro della Protezione civile e del Corpo forestale, a beneficio dell’intera collettività”.

L’uso degli UAS costituisce un supporto tecnologico di grande rilevanza: consente il monitoraggio in tempo reale del territorio, l’accesso a zone impervie o a rischio, la raccolta di dati utili alla pianificazione e alla gestione delle emergenze. Per la Protezione civile, rappresenta un ausilio strategico per la previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi; per il Corpo forestale, uno strumento che rafforza le attività di controllo del territorio e di contrasto agli illeciti ambientali.

Lo schema di protocollo approvato prevede inoltre la creazione di un gruppo tecnico di coordinamento per uniformare le procedure, condividere esperienze e ridurre i costi, ponendo la Regione Sardegna all’avanguardia nell’impiego di sistemi a pilotaggio remoto per la protezione del territorio e della popolazione.

Compie vent’anni il Festival Tuttestorie di Letteratura per Ragazze e Ragazzi, ideato e organizzato dalla Libreria Tuttestorie, con il contributo di idee e testi di Bruno Tognolini. Si intitolerà “inVENTario. Racconti, visioni e libri per mettere tutto a posto e niente in ordine” e si svolgerà dal 1 al 5 ottobre all’EXMA di Cagliari e in altri spazi cittadini e dal 30 settembre al 6 ottobre a Carbonia, Isili, Gonnesa, Iglesias, Quartu Sant’Elena, Sanluri, Selargius, Villanovaforru. 

Sarà un inventario ribelle che fruga dentro un archivio poco addomesticabile, fatto di parole, figure, pensieri, invenzioni, canzoni, azioni e libri che ci hanno accompagnato dal 2006 ad oggi, impossibili da catalogare. Il festival esplorerà con occhi nuovi i temi passati: Domande, Disubbidienza, Bestie, Cambiamento, Notte, Segreto, Incomprensibile, Casa, Sorpresa, Extra, Coraggio, Legami, Desideri, Terra, Corpo, Viaggio, Tempo, Famiglie, Fine. Temi raccontati sin dalla prima edizione dai disegni e dalla grafica di Ignazio Fulghesu. Un inventario del mondo che Tuttestorie festeggerà con la grande comunità del festival, fatta da bambine, bambini, famiglie, scolaresche, insegnanti, bibliotecarie al cui fianco viaggia da anni, ma anche da editori, partner, istituzioni e ovviamente autrici, autori, artiste e artisti di arti varie.

In programma circa 350 appuntamenti: laboratori, incontri, esplorazioni, giochi, azioni performative, musiche e canti con scrittrici e scrittori, illustratrici e illustratori, artiste/i, atelieriste e studiose/i di letteratura e illustrazione per l’infanzia. Attività in programma anche nei reparti di pediatria degli ospedali Microcitemico e Brotzu e nella biblioteca della Casa Circondariale E. Scalas di Uta. Sono già iscritti a partecipare 12.000 alunne e alunni dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di 1° grado di tutta l’isola, a cui si aggiungerà il pubblico delle famiglie.

Le prenotazioni dei laboratori potranno essere effettuate on line sul sito www.tuttestorie.it a partire dal 22 settembre.

Stamattina, nella sede della Regione di viale Trento, la presidente Alessandra Todde ha incontrato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, oggi in Sardegna per partecipare all’assemblea regionale del sindacato.

 

Durante il colloquio, a cui ha partecipato anche il segretario regionale della Cgil, Fausto Durante, la presidente Todde ha confermato l’intenzione di voler sviluppare relazioni sindacali costruttive nell’interesse della Sardegna e creare la massima convergenza sociale per affrontare le criticità. A partire dalla sanità sarda, per la quale, nel mese di agosto 2025, è stato sottoscritto uno storico documento di confronto che già dalla prossima settimana entrerà nella sua fase attuativa a livello regionale e territoriale.

 

Al centro del dialogo, anche l’attuazione del Patto di Buggerru sulla sicurezza sul lavoro, sottoscritto un anno da Regione e Cgil, Cisl e Uil.

 

L’incontro si è concluso con l’impegno per un dialogo costante tra Regione e organizzazioni sindacali.

Con 32 voti favorevoli, 19 contrari e un’astensione, il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato una legge che disciplina l’accesso al suicidio medicalmente assistito, diventando così la seconda Regione in Italia – dopo l’Emilia-Romagna – ad adottare una normativa sul fine vita.

Il testo, frutto di un lavoro congiunto della maggioranza di centrosinistra e ispirato alla proposta dell’associazione Luca Coscioni, è stato approvato dopo un dibattito acceso che ha messo in luce divisioni non solo tra gli schieramenti, ma anche all’interno delle stesse forze politiche.

La legge sarda nasce con l’intento di dare attuazione alla storica sentenza della Corte Costituzionale del 2019, che ha aperto alla possibilità del suicidio assistito in casi specifici. Il nuovo provvedimento regionale prevede che le persone affette da patologie irreversibili e dipendenti da trattamenti vitali possano accedere gratuitamente all’assistenza sanitaria per porre fine alla propria vita, a patto che la loro volontà sia espressa in modo autonomo e consapevole.

La verifica delle condizioni è affidata a una commissione multidisciplinare e al comitato etico territorialmente competente.

“È una legge di civiltà e responsabilità istituzionale, che mette al centro la libertà e la dignità della persona, sostenuta e accompagnata senza imposizioni, nel rispetto della sua volontà”, ha dichiarato Carla Fundoni (Pd), presidente della commissione Sanità e tra le promotrici della legge insieme al capogruppo dem Roberto Deriu.

Deriu ha sottolineato come il provvedimento risponda a un dovere costituzionale del legislatore: “Abbiamo una regola chiara per una situazione estrema. Dietro questa realtà giuridica, c’è la realtà umana di chi soffre allo stremo, incatenato alle macchine o totalmente dipendente da farmaci che prolungano una vita che non si può più chiamare tale”. La votazione ha evidenziato fratture interne negli schieramenti. Nella maggioranza ha votato contro Lorenzo Cozzolino (Orizzonte Comune, eletto con il Psi), mentre si è astenuto il vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Frau (Uniti con Todde). Sul fronte opposto, ha fatto notizia il voto favorevole dell’azzurro Gianni Chessa, che ha espresso il suo sostegno “convintamente”.

L’opposizione ha duramente criticato la legge, accusando la maggioranza di voler fare propaganda politica su un tema di stretta competenza nazionale. “Una legge-manifesto del campo largo, nella speranza di blandire una fetta dell’elettorato”, ha affermato il capogruppo di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu. “Una legge inutile, che rischia di essere cassata dalla Corte Costituzionale”.

Critico anche il gruppo dei Riformatori sardi: “Crediamo che su un tema così importante sarebbe stato necessario aspettare l’intervento del legislatore nazionale”, ha dichiarato il capogruppo Umberto Ticca, pur riconoscendo “un dibattito portato avanti con grande serietà”. La legge appena approvata rappresenta una sfida anche sotto il profilo istituzionale: il rischio di un possibile ricorso alla Corte Costituzionale è concreto, data la competenza nazionale in materia di diritto penale e sanità. Tuttavia, per i promotori si tratta di un atto di responsabilità e coraggio politico, volto a colmare un vuoto normativo che lascia troppo spesso le persone e le loro famiglie senza risposte.

Con questa decisione, la Sardegna si unisce alle Regioni che cercano di regolamentare, in modo autonomo, un tema delicato e profondamente umano come quello del fine vita. In attesa di una legge nazionale che ancora tarda ad arrivare.

Dall'inglese all'informatica passando per i nuovi corsi di lingua italiana per stranieri, insieme a percorsi per conseguire la licenza media e a progetti di educazione alla cittadinanza e allo sviluppo di competenze, con più spazi a disposizione e un orario rinnovato in base alle recenti esigenze dei partecipanti.

Sono queste le novità educative del CPIA 1 di Cagliari, il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti, presentate durante la conferenza stampa che si è tenuta stamattina, mercoledì 17 settembre, all’Hostel Marina, nelle scalette Santo Sepolcro a Cagliari, in quelli che saranno i locali che ospiteranno la nuova proposta formativa. Il progetto nasce dall’ultima convenzione siglata tra assessorato alla Pubblica istruzione, sostegno allo studio e alla conoscenza del Comune di Cagliari, guidato da Giulia Andreozzi, CPIA 1, diretto da Giuseppe Ennas e l’attuale gestore dell’Ostello della gioventù, Ma.To.Be S.r.l., rappresentato da Andrea Zaggia.

“Siamo molto orgogliosi della convenzione, che rappresenta un passo concreto verso l’idea di istruzione pubblica, inclusiva e radicata nel territorio che stiamo portando avanti come amministrazione comunale”, ha commentato l’assessora Andreozzi durante la presentazione: “L’accordo tra Comune, Ostello della gioventù e CPIA 1 non è solo un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni ed enti, ma soprattutto una risposta alle esigenze formative di una comunità in continua evoluzione. Un’opportunità per tutte e tutti, specialmente per gli adulti non italofoni, con particolare attenzione verso le donne perché percorsi indispensabili anche all’emancipazione femminile, al fine di costruire per davvero una società che sia plurale, più equa e consapevole”.

Anche il Consiglio comunale si era espresso per un sostegno ancora più convinto al lavoro del CPIA: “Attività fondamentali”, ha sottolineato la presidente della commissione Pubblica istruzione Paola Mura, “spesso di non semplice realizzazione. È importante che nascano collaborazioni come questa, strutturate: un sostegno che proseguirà nei lavori della commissione”.

Una collaborazione importante, secondo Ennas, perché consentirà al CPIA 1 di ampliare la sua offerta con nuovi corsi che si terranno al mattino nei locali messi a disposizione dall’Ostello della gioventù del quartiere Marina, e che andranno di fatto ad aggiungersi agli altri del pomeriggio e della sera, che invece si tengono nella scuola media “Manno” di via del Collegio.

“Il nostro obiettivo è quello di una formazione a 360 gradi, intesa anche e soprattutto come educazione alla cittadinanza attiva. Abbiamo avuto modo di verificare nel tempo che molta della nostra numerosissima utenza (circa 500 tra studenti e studentesse), specie le donne, le mamme, gli studenti fragili, i giovani lavoratori del settore gastronomico, che sono tantissimi nel quartiere, nonostante la buona volontà erano impossibilitati a frequentare i corsi nell’orario pomeridiano e serale. L’iniziativa di aprire al mattino, quindi, nasce proprio per venire incontro e finalmente soddisfare le richieste e i bisogni formativi di questi studenti, di favorire i loro percorsi di recupero degli apprendimenti, l'integrazione e l'inclusione nel tessuto sociale e lavorativo”.

I nuovi progetti sono stati accolti con favore ed entusiasmo anche dall’attuale gestione dell’Ostello della gioventù, che ha da subito messo a disposizione gli spazi: “L’abbattimento delle barriera linguistiche, con la conseguente integrazione nel tessuto sociale ed economico sia italiano che cittadino”, ha ribadito Zaggia, “sono scopi da sempre condivisi anche dalla nostra azienda, che lavora a contatto con il mondo del turismo estero e che al suo interno ha accolto personale lavorativo straniero”.

Le lezioni vere e proprie partiranno a metà ottobre. Nel frattempo sono aperte le iscrizioni, che costituiscono già un primo percorso formativo: le adesioni possono essere completate nei locali dell'Ostello nelle mattine del lunedì, martedì e mercoledì, oppure online attraverso il sito www.cpia1karalis.edu.it

Per informazioni è disponibile il numero di telefono 0704673979

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