Domenica, 09 Marzo 2025 20:02

Cagliari, aria pesante

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Una fase di Cagliari-Genoa Una fase di Cagliari-Genoa

Il pari con il Genoa, i fischi della Domus, l’appannamento dei big. Con il club che pare tornare alle nubi dell’epoca pre Ranieri. Adesso, testa alla Roma

Mario Frongia

Il Cagliari che venerdì è uscito tra i fischi alla Domus dopo l’1-1 con il Genoa, con 26 punti ha comunque blindato il quindicesimo posto in condominio con il Verona. Soddisfazione molto magra. E sono quattro i punti di distacco dal terzultimo seggiolino che porterebbe in B. Per il resto, in coda c’è poco da rimasticare: Venezia e Parma hanno colto un punto, in trasferta a Como e in casa con il Torino. Mentre il Monza, pur in vantaggio a San Siro è stato poi sconfitto dall’Inter. Unica nota positiva il ko casalingo del Lecce, persino avanti con il Milan. Anche dalle altre coinvolte nella lotta salvezza notizie positive: il Verona, 26 punti, perde in casa con il Bologna, 1-2. L’Empoli fa il bis con la Roma che passa al Castellani 1-0. Dopo 28 gare c’è poco da filosofeggiare: la squadra paga una qualità media modesta, i punti di forza dietro (Luperto e Mina) danno l’impressione di essere stanchi, così come Zappa e Zortea avrebbero bisogno di tirare il fiato. Cosa quasi impossibile perché mancano cambi adeguati. In mezzo Davide Nicola ha fatto capire che per salvarsi si deve affidare alla fisicità di Makoumbou e Adopo, spesso Deiola. Con Marin scomparso dai radar - nell’anticipo con il Genoa la mezzala rumena appena capito che non sarebbe entrato è riandato in panchina infuriato - e Prati, pressocché inutilizzato, che è ricomparso per mezz’ora contro i liguri. Il match ha visto i rossoblù giocare e gestire al meglio la prima mezz’ora. Gol annullato per fuorigioco a Piccoli su ottima palla di Obert, palo di Coman su punizione, rete di Viola. A seguire, il buio o quasi. Con il senno di poi il cambio di Augello per Coman, anziché con Felici, è parso troppo difensivista. Chissà. Intanto, il Genoa, senza sei titolari, alla ripresa ha pareggiato i conti con Cornet, evidenziando l’affanno di Luperto e Zappa.

Insomma, ci sarà da soffrire. Intanto, in vista della trasferta all’Olimpico sponda Roma, con Monza e Venezia oramai in A solo per la matematica, il Cagliari dà la sensazione di poter comunque centrare con fatica e sudore l’ennesima salvezza. Ma diventa un imperativo non toppare le partite contro Monza, in casa, ed Empoli in Toscana. A seguire, per una quota salvezza che viene pronosticata intorno a quota 36/38, c’è da darsi da fare per racimolare altri punti. Impresa complessa ma non impossibile. Intanto, il pareggio con il Genoa non è stata la risposta auspicata dopo l’ordine presidenziale di andare in ritiro nel post Bologna. Premesso che sfuma a parità di giornate il vantaggio di Davide Nicola sulla formazione allenata lo scorso anno da Claudio Ranieri, il tempo in casa Cagliari pare andare all’indietro. Senza fare atto di umiltà e imparare dai propri errori. Lasciando gli aspetti tecnici a chi è chiamato a gestirli giorno dopo giorno. Ma, soprattutto, sapendo che per la nota mancanza di denari anche a gennaio non sono arrivati i rinforzi che avrebbero potuto far cambiare la rotta. Certo, Sant’Elia Caprile - giunto in città per il cortocircuito creato dal club tra Scuffet e Sherri - fa e farà ancora la differenza. Ma un portiere che funziona non basta a far sorridere i tifosi a lungo. Poi, si possono fare pressioni e allusioni di qualsiasi genere sulla questione stadio o accelerare sul marketing. Ma quel che conta è il campo e la programmazione. Sì, ci sarà da soffrire. 

Ultima modifica il Domenica, 09 Marzo 2025 20:24
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi