Sotto 2-0 con la Cremonese, i rossoblù la ribaltano. Adopo e Trepy, diciannove anni al debutto in A, siglano un pari prezioso. I 19 punti del girone d’andata, ottimo pass per proseguire nell’obiettivo salvezza. Lunedì altra trasferta insidiosa in casa Genoa
Mario Frongia
Saper cogliere l’attimo. Avere la tigna e la determinazione per non mollare. Neanche quando sembra che tutto vada storto. Il Cagliari pareggia 2-2 a Cremona e poche volte come questa un match è partito con il piede sbagliato. Infortunati (Belotti, Felici, Folorunsho, Deiola, Rog) e acciaccati (Kilicsoy, Mina ed Esposito) innanzitutto. Quindi, le contromisure di Fabio Pisacane, abile in una pretattica che talvolta è preziosa, talaltra meno. I primi undici hanno fatto storcere il naso alla tifoseria e sorpreso gli addetti ai lavori: Palestra a sinistra, ad esempio. Così come la triade Mina-Rodriguez-Luperto. Con Obert e Idrissi in panca. Risultato: padroni di casa in vantaggio con Jonhsen dopo 4’, con svarione di Mina. Raddoppio di Vardy, eroe del miracolo Leicester con Claudio Ranieri, 39 anni da compiere domenica. Cagliari lento, balbettante, poco incisivo. Dietro, con responsabilità precise del trio nelle due reti subite. Audero subisce due tiri, mezzo in porta, da Luvumbo, titolare per la prima volta in stagione. Dal 1’ c’è anche Borrelli. Ma l’apporto dell’ex Brescia è stato poco incisivo, sportellate e poco più. In mezzo, la solita solfa con Gaetano e Prati né carne né pesce. Insomma, un Cagliari pessimo per gestione e atteggiamento.
La ripresa. “Ci siamo guardati negli occhi, ci siamo detti che sarebbe servita cattiveria e coraggio. Ci siamo riusciti” le parole di Adopo, tra i migliori e autore del gol che ha accorciato i giochi. Quindi i cambi. Complice l’evidente calo fisico e una manovra poco aggressiva della squadra dell’ex Davide Nicola, il Cagliari ha cambiato marcia e preso campo. Obert al suo posto e Palestra sulla fascia che lo ha consacrato tra i migliori esterni classe 2005 d’Europa. Quindi, i cambi. Dentro in due step, Mazzitelli, Esposito, Trepy e Kilicsoy. Con la difesa di nuovo a quattro - fuori Mina: se davvero la Sampdoria volesse prenderlo, alla luce di questa prova potrebbe cambiare idea! -, l’aria è cambiata. Prima Adopo, poi, a quattro minuti dal 90’, Trepy. Classe 2006, mai giocato in A, bomber della Primavera, l’italofrancese ha infilato Audero per un pari in rimonta che si rivelerà molto utile nella corsa salvezza.
Tra mercato, news societarie, girone di ritorno. Con i boatos soliti di arrivi e partenze, la settimana pre Cremona ha avuto almeno quattro notizie che direttamente o meno hanno riguardato squadra e club. Registrarle è un dovere: dall’agguato al fratello di Pisacane, ai quattro anni di Daspo confermati dal Tar per Andrea Cossu, alla costituzione di quattro società Cagliari calcio in Delaware (unico Stato paradiso fiscale dei cinquanta stelle a strisce), sino alla diffida emanata il 30 dicembre dal comune di Assemini: entro 180 giorni la Fluorsid, madre del club, deve eseguire i 22 milioni di euro di bonifiche patteggiate nel 2019 con il Tribunale per sanare l’inquinamento e il disastro ambientale a Macchiareddu. Insomma, fatti che per fortuna paiono non aver inciso sulla prova con la Cremonese. Musica differente per la società. Ma questa è un’altra storia. E adesso, si riparte. Lunedì a Marassi con il Genoa - che a San Siro contro il Milan ha sciupato la vittoria dal dischetto al 99’! – sarà una gara insidiosa da più punti di vista. Intanto, a Cremona il diesse Angelozzi ha blindato Luperto. E si riparla di una mezzala/play per rinforzare la mediana. Da Nicolussi Caviglia a Brescianini e Pisilli la giostra gira. Più un centrale, con l’ex Dossena, Kofler e Marianucci. A proposito, è partito Radunovic ed è tornato Sherri, promosso e bocciato lo scorso anno con conseguente harakiri societario su Scuffet. Il mercato chiude alle 20 del 2 febbraio. Ci sarà tempo per sentirne tante. Nel frattempo, i 19 punti sono la media ideale per non retrocedere.
