Un tempo alla pari, poi con tecnica e organizzazione il Diavolo ha blindato la zampata di Leao. La garra vista a Torino si è persa alla Domus. Intanto, si è aperto il mercato. Una mezzala in arrivo: Nicolussi Caviglia?
Mario Frongia
La considerazione generale dice che il Cagliari è questo. Capace di andare in casa Como e imbrigliare una delle formazioni più in palla della A. Di tenere sotto scacco il Napoli sino al diciannovesimo rigore in Coppa. Di battere la Roma senza centravanti del duo Gasperini-Ranieri. Di andare in Piemonte, sponda Torino, reduce da due vittorie, per portar via l’intera posta. Poi, arriva il Milan del “muso corto” di Allegri. Una squadra che, assieme a Bayern Monaco e Betis Siviglia, dopo diciannove gare non ha ancora perso. Imbattuta in A, capace di mettere in freezer, nove i clean sheet di Maignan, anche un solo gol. Di poter giocare con una difesa rivoluzionata. Insomma, Cagliari-Milan 0-1. Tiri nello specchio dei rossoblù: uno, Adopo di testa, centrale. Ma nei primi due minuti Palestra e Prati non prendono la porta da buona posizione e senza pressione: se giochi in A non te lo puoi permettere. Ecco, nella marcia di Luperto e soci si va in altalena. Ma con 18 punti in altrettante partite, si è dentro alla corsa per la salvezza. La prossima è particolare: giovedì 8 a Cremona contro l’ex Davide Nicola. In palio punti molto pesanti.
Il centimetro mancante. Un tempo fatto bene, definito, con i reparti in equilibrio e buone ripartenze. Poi, il calo fisico, agonistico, organizzativo. Per non parlare della prevedebilità della manovra e dell'assenza di tiri. “Non abbiamo fatto un passo indietro” le parole di Fabio Pisacane. Il Cagliari nella ripresa è parso senza benzina e ha ceduto campo e palla al Milan di un quarantenne Modric sempre più sontuoso. La qualità tecnica, dunque. Quella che alla lunga fa la differenza. Capace come poche a nascondere il pallone, senza fenomenali idee di gioco, la squadra di Max Allegri ha vinto di misura alla Domus e rimane nel gruppetto delle quattro big. Poco importa. Per i rossoblù la riflessione parte dalle assenze: oltre a Belotti, Felici, Ze Pedro e Folorunsho, out anche Deiola. Pisacane ha recuperato Rodriguez e lasciato in panca Mina. Scelte delicate. Anche perché la Samp rincorre il colombiano che, tra i vari acciacchi, ha giocato una partita su tre. Ed eccoci all’organico che mostra una qualità che corrisponde grosso modo ai punti in classifica. Le idee propositive e offensivistiche del tecnico sono incoraggianti. Ma per realizzarle in maniera compiuta serve altro. E per poter lasciare il gruppetto delle ultime cinque del torneo, occorrono solidi interventi sul mercato. Appunto, il centimetro mancante. Intanto, con la distrazione muscolare di Deiola - ma ci si chiede perché Mazzitelli sia stato lasciato tanto a lungo fuori, al netto del recente infortunio? - pare essere a stretto giro l’arrivo di un centrocampista. Nicolussi Caviglia, play, pare in vantaggio su Pisilli, atteso da De Rossi al Genoa. Il mercato - chiusura alle 20 del 2 febbraio - attende le mosse del Cagliari. Luperto, Prati, Luvumbo e lo stesso Mazzitelli hanno diversi estimatori. Non dovrebbero spostarsi Palestra, inseguito da sei, sette club di prima fascia in Europa, e Caprile. Per entrambi l’addio è stabilito a fine stagione. Oltre alla mezzala, sarà utile verificare anche l’importanza di colmare anche le corsie esterne. Insomma, il solito centimetro che fa la differenza.
