Martedì, 10 Febbraio 2026 12:12

Cagliari, brusca fermata a Trastevere   

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una recente formazione del Cagliari una recente formazione del Cagliari

La Roma non fa sconti, il pullman di fronte a Caprile non basta e Malen mette sotto Dossena e soci. Ma sono 10 i punti dal terzultimo posto e la testa va al Lecce

Mario Frongia

Partiamo dal campionato: dietro vincono Parma e Lecce, pareggiano Pisa, Verona e Fiorentina, perdono Genoa e Cremonese. Il quadro è chiaro: senza miracoli da quelle parti, il Cagliari con 28 punti, a +10 dalla Fiorentina terzultima, non dovrebbe avere grandi difficoltà a farne nelle ultime quattordici gare almeno sette, otto. Salvezza in cassaforte o quasi. Anche perché visto l’andazzo in coda, 35, 36 punti potrebbero bastare. Ma meglio sbrigare quanto prima la pratica: lunedì, sempre alle 20.45 il Lecce dell’ex Di Francesco sbarca alla Domus. La missione è nitida: prendersi i 3 punti, lasciare i pugliesi sempre dietro, peraltro conoscendo i risultati delle altre pericolanti. Che poi per i sedicimila supporter che gremiscono la Domus non ci sia da farsi illusioni su bel gioco o parte sinistra della classifica, è un’altra storia poco esaltante.

Il ko romano. Malen mette in ginocchio il Cagliari. E, soprattutto, Dossena. Il neo arrivato paga dazio. Ma era da prevedersi: fermo per il recupero da un crociato da quasi un anno. Senza mai un minuto nel Como di Fabregas. Impossibile pensare a un debutto soft all’Olimpico. Senza perdere tempo con la cessione lucrosa di Luperto, capace di scardinare una difesa che nelle precedenti tre gare aveva preso solo un gol, ripartire nel post mercato e fino a maggio con Ze Pedro, Rodriguez e Dossena, sino al recupero di Mina che marcerà stop and go, non sarà una passeggiata di salute, Ma la proprietà, per dirla con il diesse Angelozzi, aveva bisogno di soldi. Ed è stata soddisfatta. Adesso, spetta a Fabio Pisacane far quadrare il tutto. Il 2-0 subito a Roma non cambia la prospettiva salvezza. Ma lascia intuire, ancora una volta, che quel che conta per la tifoseria - gioire e sognare per stare matematicamente in A quanto prima, pensare al sorpasso del Sassuolo, undicesimo, o del Torino - non entra nei pensieri del club. Non a caso, a Roma Angelozzi ha ricordato che Kilicsoy - a giugno servono dodici milioni di euro per il riscatto - potrà essere tenuto “anche perché ne vale almeno 40!”. Ovvero, prima il business poi l’animo della tifoseria, costretta da anni ad accontentarsi di salvezze risicate o retrocessioni clamorose.

Pullman e poco altro. Difendersi compatti, raddoppiare su Soulé, Malen, Pisilli e Pellegrini, tripla attenzione sulle giocate da fermo per gli inserimenti di Mancini, Cristante e Ndicka, con un occhio sulle fasce a Celik (che ha firmato l’assist per il 2-0 di Malen) e Wesley. Insomma, elmetto e baionetta. Con Caprile protetto a doppia mandata (a rischiato di farsi l’autogol!) e l’idea, vista con la Juve in casa, di ripartire e punire la spocchia dei padroni di casa. Non è andata così. Palestra è rimasto chiuso nella morsa avversaria, idem Obert, Gaetano ha inciso poco e nulla, Mazzitelli e Adopo hanno cercato di fare filtro e ripulire palloni. Ma di azioni utili per innescare Kilicsoy ed Esposito (entrambi impalpabili) non ne sono nate. Pisacane con i cambi a 20’ dalla fine poco ha potuto. Rimane da registrare la traversa colpita da Sulemana. Il Cagliari è anche questo. Amen.           

Ultima modifica il Martedì, 10 Febbraio 2026 12:20
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi