Domenica, 13 Aprile 2025 18:58

Cagliari, guardia alta!

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Davide Nicola Davide Nicola

L’Inter la chiude 3-1, i ragazzi di Nicola peccano in cattiveria. A 6 punti dal terzultimo posto, con la Fiorentina attesa alla Domus. Brilla il mancato ricordo dei 55 anni dallo scudetto ma ci sono i nomi di Zappa e soci in cinese

Mario Frongia

Roberto Piccoli, nella Scala del calcio, non è bastato. Eppure, il centravanti scuola Atalanta - serviranno almeno dodici milioni per riscattarlo! - oltre al gran gol di testa su pennellata di Augello, avrebbe potuto rimetterla in parità. Ma dopo quaranta metri palla al piede, di fronte a Sommer, anziché il colpo da sotto, ha scelto di incrociare il sinistro. Con il portiere dell’Inter che era già lì. Peccato. Sarebbe stato l’1-1. Poi è andata come sappiamo. Il Cagliari che ne becca tre a San Siro sa di aver regalato un tempo. Il primo, come spesso è capitato. E l’Inter ha giochicchiato al gatto con il topo. Poi, con due accelerate, dopo il vantaggio di Arnautovic, ha messo in freezer il match con Lautaro e Bisseck, imperioso su Mina. La lezione? Insipida. A spulciare si scopre che l’organico di Davide Nicola è giunto alle sei partite finali con sette diffidati. Dietro, praticamente tutti. “Ho lasciato a riposo Luperto, è in diffida” le parole del tecnico nel dopo gara di Milano. La scelta può piacere o meno. Ma il convento passa questo e in difesa mancano due difensori da gennaio. Al Meazza non sono mancate le sorprese. Deiola e Coman dal via: il rumeno, poco convincente, è in prestito secco e andrà via. Che senso ha avuto la sua presenza? Zero minuti per Viola, ma anche con poca corsa la sua tecnica sarebbe servita. È rientrato Zappa, si è rimesso comodo in panca Prati. Un assetto robusto sia per limitare i danni, sia per annusare la sfida con la Fiorentina. Non ha pagato. O meglio, il campo è stato giudice impietoso. E i 38 punti di differenza si sono visti tutti. Con un dettaglio che non lo è: “Il 12 aprile del ’70 è stato vinto matematicamente lo scudetto. Eppure, a San Siro sulle maglie, anziché un ricordo con i nomi dei protagonisti, da Albertosi a Nastasio, c’erano quelli dei calciatori attuali in cinese. Mi è dispiaciuto!”. Gigi Piras ha giocato e segnato con Riva e compagni. Il rammarico del secondo bomber di sempre in rossoblù per quello che è stato e rimarrà come un titolo sportivo e sociale epico e irripetibile per un’intera regione - e un popolo che viene spesso usato - è condivisibile. Sarebbe stato semplice e dovuto dare luce ai 55 anni di anniversario. Eppure, pur con la prolificità del marketing su tutto e tutti, va anche così. Con Makoumbou scritto in cinese. E Riva ricordato solo quando serve.

Pasquetta in campo. Contro la Fiorentina, in casa alle 15 del lunedì di Pasquetta, sarà in castigo anche Deiola, squalificato. Insomma, dopo i 4 punti presi tra Monza ed Empoli, la coda del campionato continua a essere turbolenta. Il Venezia si è rimesso in corsa, il Lecce non l’ha scampata a Torino con la Juve, il Parma ha pareggiato a Firenze, il Verona ha impattato in casa con il Genoa e domani l’Empoli è ospite del Napoli. A ben vedere nei 540 minuti di gare più recupero c’è di tutto: si balla per stare in A, per le Coppe di prima fascia e per la Conference. Scontri diretti e indiretti possono condizionare un contratto singolo, uno sponsor mega, il rinnovo di una collaborazione. Dalla panca all’infermeria, alle relazioni politiche, mediatiche, finanziarie e industriali, passando per le ossessive operazioni di un pallone malato. Che naviga tra debiti, arroganza e ambizioni smodate, stadi da Medioevo. E va a caccia di opzioni legate a un marketing forsennato e senza limiti. Una caccia al business legittima, beninteso. Ma spesso poco trasparente e onesta nei confronti della tifoseria.

Identikit e futuro. Sedici partite perse su 32, esattamente la metà. Trentadue gol segnati e 47 subiti. A 6 punti dal terzultimo posto occupato da Empoli, in attesa del match di Napoli, e Venezia a 24. L’attuale carta d’identità del Cagliari, quindicesimo con 30 punti, è questa. Una fase, l’hanno ripetuto di recente anche tecnici esperti come Gigi Cagni, in cui la posizione in classifica rispecchia i valori del team. E siamo al dunque. Con due notizie: Fabio Pisacane, salvo testacoda last minute, potrebbe essere il futuro allenatore dei rossoblù. Dalla Coppa Italia vinta con la Primavera - grazie all'enorme lavoro di Bernardo Mereu - alla serie A. Bel colpo! E dire che il difensore campano, portato dalla C in A da Massimo Rastelli, era stato dirottato dal presidente all’Olbia per 80mila euro di ingaggio annuo! Dal gol partita al Milan all’inferno della C senza passare dal via. Pisacane ha detto no, è andato a Lecce e poi ha smesso. Fino a ritrovare i giovani del Cagliari. Ma si dirà: e Nicola? Chissà. La riconferma, più che meritata per la rosa che ha dovuto gestire, pare in forse. Programmazione, competenza, investimenti e disponibilità economica? Si vedrà. Ma ci sono ancora sei partite, tutto può accadere. Di certo, chiunque sieda sulla panchina della prima squadra chiederà, ad esempio, quale sia il futuro di Caprile, Piccoli e Adopo: trenta milioni di euro circa per riscattarli. E pensare che il club a gennaio ha dovuto dare Azzi e Wieteska, senza rimpiazzarli, per risparmiare due stipendi. E vive da anni sotto la cappa dell’Indice di liquidità!       

Ultima modifica il Domenica, 13 Aprile 2025 19:10
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi