Martedì, 28 Aprile 2026 09:12

Cagliari, obiettivo centrato

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Una fase di Cagliari-Atalanta Una fase di Cagliari-Atalanta

I rossoblù inchiodano l’Atalanta e sono a un filo dalla matematica permanenza in A. Fabio Pisacane coglie il traguardo. Adesso quattro gare per consolidare il percorso salvezza

Mario Frongia

È fatta o poco ci manca. L’obiettivo salvezza è stato colto. E pazienza se occorrerà attendere la matematica. Il Cagliari che passa 3-2 sull’Atalanta, stesa in casa dopo le big Juve e Roma, mette il naso a quota 36. Con quattro gare da giocare, a +8 dal terzultimo posto, Cremonese e Lecce che perdono o pareggiano, c’è davvero un niente per confermare la permanenza in serie A. Sedicesimi o diciassettesimi? Si vedrà. Atteso domenica dal Bologna, alle 12.30, con Torino e Udinese alla Domus, e l’ultima stagionale al San Siro contro il Milan, Caprile e compagnia possono trovare anche altre soddisfazioni.

Altalena. L’Atalanta che prende due gol in neanche otto minuti (“Siamo andati sotto che eravamo ancora negli spogliatoi” le parole del tecnico bergamasco, Raffaele Palladino) per mano del classe 2007, Paul Mendy, stupisce un po’ tutti. Le scorie dell’eliminazione dalla Coppa Italia di giovedì scorso con la Lazio hanno lasciato il segno su De Roon e soci. Ma è il Cagliari ad andarsi a cercare e prendere la partita. Tonico, abbastanza preciso nelle ripartenze, attento a non dare spazi al fraseggio e alle imbucate degli ospiti. Il 2-0 è strameritato anche per almeno un’altra palla gol costruita da Gaetano. Ma la gara è di quelle che vanno chiuse. Tanto che Scamacca - divincolatosi da Mina (“Fa wresting più che calcio ma lo rispetto” il commento post gara del centravanti bergamasco) – la pareggia alla fine del primo tempo. Fuori Mendy per fastidi muscolari, dentro Borrelli. Ed è stato proprio l’ex Brescia ad approfittare di una parata corta di Carnesecchi e riportare il Cagliari avanti. Il 3-2 l’avrebbe potuto rimpinguare Belotti - ancora lontano da una buona condizione - che a tu per tu con il portiere della Nazionale non è riuscito ad andare in rete. Da rimarcare anche due prodezze di Caprile che ha negato il pari a Scamacca e Samardzic.

Plauso per l’allenatore. Fabio Pisacane ha centrato il bersaglio. Sulla riconferma ci sarà da aspettare. Ma l’ha meritata. Il gruppo è dalla sua, ha schierato una delle formazioni più giovani del campionato, con un numero di italiani che di questi tempi fa la differenza. Su gioco, identità della squadra, scelte tattiche, lettura e cambi in corso di gara ed equilibrio con le istanze del club, ci sarà da migliorare. Ma era al debutto. E con una qualità tecnica da ultime cinque, e una serie di infortuni spesso concomitanti, c’è davvero poco da rammaricarsi. Adesso, va chiuso al meglio il torneo. Poi, tra cessione della maggioranza del club e desiderata dei nuovi proprietari, questione stadio - che entra di dritto e rovescio nella programmazione e negli obiettivi futuri in A -  ci sarà da capire quali siano gli scenari. La riconferma dell’allenatore di Napoli è scontata. La storia gestionale degli ultimi quindici anni dice che chi è rimasto dopo aver centrato l’obiettivo, Massimo Rastelli e Claudio Ranieri, ha visto le proprie richieste disattese. Ed è stato - dopo campagne acquisti e cessioni fallimentari - esonerato o ha lasciato per palese discordanza con la presidenza. Fabio è sveglio, saprà come muoversi.    

Ultima modifica il Martedì, 28 Aprile 2026 09:20
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi