La squadra di Davide Nicola pareggia 2-2 in rimonta e sfrutta al meglio due rigori. Contro il Genoa di Vieira testa e gambe vanno nel modo giusto. Venerdì arriva il Verona, match molto insidioso
Mario Frongia
Prima si sofferma su qualche gol di troppo. Ma dura poco. E parte il plauso al gruppo: “Caratterialmente recuperare uno svantaggio subito nel nostro momento migliore di gioco, va bene”. Davide Nicola dalla pancia di Marassi: diluvio e prato disastrato da un match dell’Italrugby. Il tecnico rossoblù porta a casa un punto. Muove la classifica in casa di una diretta concorrente, si prepara al faccia a faccia con il Verona, venerdì alla Domus. Insomma, in casa Cagliari si gioisce. Ma senza strafare. E lo si sapeva. “Abbiamo preso gol su situazioni evitabili, sul secondo ci siamo messi male, non so cosa sia successo e non mi interessa commentarlo”. I rossoblù al “Ferraris” impattano bene. Passano in vantaggio su rigore, Sozza vede il braccio di Frendrup e indica il dischetto. Il Var conferma, Marin non sbaglia. Nicola ripassa dal via: “Dobbiamo sistemare qualcosa, ma va bene così”. Anche il 2-2 definitivo arriva su rigore, segna Piccoli allo scadere. Il pari è il risultato giusto. Ma Patrick Vieirà, pluricampione francese, da tre giorni sulla panca del Genoa al posto di Gilardino, non ci sta: “Sul secondo rigore l’arbitro ha sbagliato! Nel secondo tempo siamo stati la squadra più forte, ma così è il calcio”. È difficile accettare il secondo rigore”. Ma un punto va preso incartato e portato a casa.
Orgoglio rossoblù. “Sono soddisfatto per come lotta questo Cagliari, ci dobbiamo costruire il futuro”. La squadra soffre e combatte. Ma si aspetta ancora il miglior Zortea. E anche da Gaetano, finalmente un guizzo sottoporta, serve altro. Intanto, bene Luvumbo e Piccoli. Niente male Makombou, subentrato a Marin, e Adopo. Il match è sporco, si gioca palla su palla. Sozza lascia giocare, si chiude con tre cartellini, compreso il rosso su Viola, ridimensionato giustamente in giallo. I rossoblù mostrano da subito i denti. Davide Nicola ha chiesto pressing alto e raddoppi. Il Genoa - tra subentro in panchina, proprietà 777 che pare in crisi e si legge del ritiro di due figure dal cda - mostra crepe pesanti. Regge Badelj, corrono Miretti e Sabelli, Pinamonti è il più pericoloso. Ma Luperto e Mina sono sul pezzo. Dietro, il solo opaco è Augello. Da citare i colpi di testa di Piccoli e Pavoletti, nella seconda frazione. I flash di un Cagliari che si muove rapido, mostra maturità nei momenti chiave della gara, corre con giudizio. Ma sa cosa non fare: aprirsi, girare la palla con la moviola, darla dietro. A proposito, Scuffet sta ancora in panca. Gioca l’albanese Sherry, acquisto del presidente. Con i portieri la cautela è sempre massima. L’alternanza non è intelligente e non ha mai dato risultati proficui. Certo che per Scuffet, dovendo fare la riserva, sarebbe stato meglio andare a Milan. La questione, anche per Marin, si riaprirà a gennaio. Adesso, testa al Verona, alla Domus venerdì alle 20.45. I veneti sono stati asfaltati dall’Inter al Bentegodi. Facile prevedere veleno su ogni pallone. Partita molto insidiosa. Ma il Cagliari ha l'occasione per superare una diretta concorrente alla corsa salvezza.
