Domenica, 14 Dicembre 2025 19:16

Cagliari, pari sfumato a Bergamo

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Cinque parate di Caprile, una di Carnesecchi. I rossoblù la pareggiano e stanno a galla con merito.  Poi, mancano cinismo e tecnica per portare a casa un punto. L’Atalanta la chiude 2-1. E domenica arriva il Pisa

Mario Frongia

A +2 dal terzultimo posto dopo quindici gare con quattordici punti. Il Cagliari è questo, ci si deve aspettare di più o ci sarà comunque da stringere i denti come ogni anno. I tifosi coniano domande che sanno di già sentito. Fanfara, ghirlande e frecce tricolori dopo l’1-0 alla Roma sono già in archivio. Con la Fiorentina che affonda e il Verona che si rilancia a quota 12, la sconfitta di Bergamo fa rizzare le antenne ai rossoblù. Che poi Scamacca la butti dentro con una bella quota di fattore Q e Borrelli di testa allo scadere del primo tempo sfiori il palo con Carnesecchi inerme, è un’altra storia. Con i se non si è mai andati in zona Coppe né si è evitata la retrocessione. La sconfitta di Bergamo promuove Gaetano, secondo gol in due gare di fila, ed Esposito, assist perfetto. Ma rimanda ancora una volta il gruppo, autore di una prova blanda in avvio, con De Roon e soci a sovrastare e dare i tempi della gara. Come sempre Luperto e compagnia hanno un pregio: vanno sotto e non mollano, tengono i reparti in equilibrio, ripartono e danno qualche brivido a Palladino. Ma, in sintesi, quando, come un po’ tutti si aspettano, i padroni di casa calano perché subentra anche la fatica accumulata con il Chelsea sconfitto in rimonta tre giorni prima, il Cagliari non ne approfitta. E Scamacca trova il guizzo fortunoso a due passi da Caprile.

I singoli, il mercato e la classifica. Il Cagliari a Bergamo è rimasto in campo con la testa giusta. L’ha fatto dal Como in poi, è caduto di misura a Torino con la Juve e ha fatto soffrire sino al diciannovesimo rigore il Napoli campione d’Italia al Maradona per la Coppa. Quindi, la sberla alla Roma. Percorso incoraggiante. Poi, si va a scavare ed emerge quel centimetro che manca per fare un metro. Piccole amnesie dietro, qualche marcatura preventiva che salta, la dimensione qualitativa che si nota appena palleggio, finalizzazione e confronto salgono. Ma non si parla solo di Lookman che dribbla e scappa. L’Atalanta ha tecnica e mestiere. Le si poteva fare lo sgambetto e aspettare il calo prevedibile della ripresa. Invece, sotto porta manca il cinismo e dietro si prende gol. La mediana, con Prati al terzo subentro di fila, punta sulla fisicità di Deiola e Adopo. Ma non basta. E Pisacane lo sa. Vanno bene Obert, è promettente Rodriguez, offre prove sempre più incoraggianti Palestra. Che poi il diesse Guido Angelozzi abbia fatto squillare le trombe (“È uno dei laterali più forti d’Europa e, con Caprile, sarà con noi fino a giugno!”) è un’altra storia. Il direttore sportivo, nel citare ogni tre parole il verbo del presidente, dà notizia anche dell’idea di riandare sul mercato a gennaio. Out Belotti e Felici, con Mina che sta fuori una gara ogni due, ci sarà da trovare almeno due pedine pronte, italiane, affidabili, formate in A. Intanto radio mercato dà in partenza Kilicsoy e Mazzitelli. Si vedrà. Sulla posizione in classifica c’è poco da fantasticare. Il tracollo della Fiorentina in casa, fermo a 6 punti, determina il rilancio del Verona e riporta alle statistiche: mai ci è salvati nella situazione dei viola dopo 15 gare. A Firenze è accaduto, ma meglio aspettare la matematica, quel che nessuno avrebbe mai detto. Fa notizia anche il Parma, battuto da una Lazio in nove. In casa Cagliari è molto dirimente il match di domenica alle 12.30 alla Domus. Arriva il Pisa di Gilardino sconfitto di misura dal Lecce. Inutile dire cosa valgano i 3 punti contro una concorrente più che diretta. Ci sarebbe da commentare anche la presentazione dei soci che si sono presi il 40 per cento del Cagliari mettendo denari, intorno ai cinquanta milioni di euro, indispensabili per l’operazione stadio. La sensazione è che a breve disarcionino la proprietà e si prendano tutto e anche il contorno. Mai visti dei fondi speculativi che iniettino soldi e stiano a guardare le mosse altrui. Specie se determinano il solito navigare border line tra quindicesimo posto e zona retrocessione. Ma adesso testa a Tramoni  - ex scartato e avvelenato - e agli altri pisani.   

Ultima modifica il Domenica, 14 Dicembre 2025 19:25
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi