Nel faccia a faccia con il Pisa finisce 2-2. Ma nel recupero Tramoni e soci potevano anche vincerla. Il match da 6 punti lascia perplessità e dubbi. La classifica rimane insidiosa e sabato si va a trovare il Toro
Mario Frongia
Le notizie positive, che non possono nascondere il peggio, partono da Kilicsoy: il turco, che nel suo Paese contendeva la maglia a Immobile, ha giocato dal 1’. E ha segnato. A tratti, controllo e movenze, ricorda il primo Gigi Casiraghi, con meno chili e centimetri. Il gol del 2-1 ha scoperchiato la gioia della Domus, depressa per il gol dei pisani firmato dal dischetto dell’ex Tramoni, cacciato come avesse la peste. Poi, con il neo goleador rossoblù del Bosforo in estasi, tutti a recriminare: ecco, non l’ha mai fatto giocare! Può risolvere la sterilità offensiva! Dare una finalizzazione che non abbiamo! E così via. Com’è giusto il tifo dipinge campioni molto in fretta. E altrettanto rapidamente li distrugge. O dimentica. Semih, classe 2005, è al Cagliari in prestito con diritto di riscatto. Ad arrovellarsi, ma neanche tanto, c’è da pensare che abbia un qualche bonus da incassare se gioca con continuità. E, visti i precedenti, è plausibile lo stop dall’alto. Insomma, nulla di nuovo in casa rossoblù. Da segnalare anche la prima rete di Folorunsho: era ora! Per l’esterno che avrebbe dovuto far dimenticare Zortea, la marcia va sempre al rallenty. L’inzuccata che è valsa il pari su cross di Zappa, merita un applauso. Un altro passaggio positivo del 2-2 in casa contro il Pisa di Alberto Gilardino riguarda la capacità di reazione e, al tempo stesso, l’amnesia difensiva quando il match va a chiudersi. “Siamo stati ingenui” il succo dopo gara di Fabio Pisacane. Ma la verità è che il gruppo dà questo: sta in partita a Como, combatte a Torino con la Juve, batte la Roma. Ma pareggia gare che avrebbe dovuto vincere - anche se sul filo di lana - con due dirette concorrenti, Genoa e Pisa. Male. Anche perché dietro le cose sono in effervescenza. Il 5-1 della Fiorentina sull’Udinese, che balza a 9 punti con la prima vittoria stagionale, è un primo segnale. Il Genoa, in dieci dopo 4’, è stata beffata dall’Atalanta solo nell’extratime. Insomma, nessuno molla. E se sabato si va a Torino senza la bava alla bocca, la chiusura dell’anno sarà amara.
Formazione, singoli, campo e fuori campo. Dopo tredici gare Fabio Pisacane ha confermato per due partite di fila gli stessi undici. In precedenza il valzer degli interpreti di certo non ha aiutato sintonia e collettivo. Con il Pisa passo indietro con più di una novità. Intanto, con il segno più, per Borrelli acciaccato, l’innesto di Kilicsoy. Poi, con il segno meno, l’accantonamento di Luperto. Non occorre essere dei geni per intuire che l’ex Napoli ed Empoli è nel mirino del tecnico, ovvero del presidente. Già fuori per tre gare in avvio - con i boatos che l’avrebbero visto con altri compagni al centro di un duro confronto con l’allenatore, legato alla composizione della mediana, Prati, fragile e poco frangiflutti - pare sia destinato alla Cremonese. Ritroverebbe Davide Nicola. E il club dovrebbe cercare un sostituto. Perché, anche augurandogli un gran bene, Rodriguez ha stoffa e mezzi ma da qui a dipingerlo come il futuro Sergio Ramos ce ne vuole. Per stare dietro, è parsa palese la non condizione di Mina. Ma nessuno deve sorprendersi: il colombiano ha i muscoli di cristallo, Ranieri dixit. Da qui, prestazioni e condizione in altalena. Infine, Prati. Il regista voluto dal capo supremo ha prima perso il posto da titolare. Poi, è subentrato a gara in corso. Fino a sparire dai radar: con il Pisa neanche un minuto. C’è tempo, è giovane. Ma magari, come dicono in tanti, può provare da interno. Da play fa troppa fatica. Ed ecco infrangersi il sogno della proprietà che l’ha pagato quattro milioni e mezzo di euro, e vede in salita un’eventuale plusvalenza. Chiacchiere? No, osservazioni nitide, confermate anche da analisti senza obbligo di compiacere. Inutile diluire il brodo: una squadra con 15 punti in sedici gare, a 3 lunghezze dal Verona terz’ultimo che ha una partita in meno, con il rapporto gol segnati/subiti, 17 e 23, tra le peggiori sette e cinque del campionato, deve cambiare passo. Quanto prima.
