Sabato, 24 Maggio 2025 13:35

Cagliari, quale futuro?

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Davide Nicola. Ha salvato il Cagliari, come aveva promesso Davide Nicola. Ha salvato il Cagliari, come aveva promesso

 

 

Salvezza in cassaforte ma adesso c’è il nodo dell’allenatore e di almeno tre pedine fondamentali. La proprietà  attende lo sviluppo della questione stadio e dovrà dire ai tifosi e alle istituzioni con quale traguardo e con quali risorse proseguire

Mario Frongia

Quesiti e riflessioni per le imminenti vacanze pallonare estive. In ordine sparso, sarà mai possibile allestire una squadra che possa ambire a stare stabilmente in A, meglio se tra la decima e la tredicesima posizione? Oppure, avute due certezze, la salvezza e il via libera allo stadio nuovo - a breve, almeno con il cantiere per la demolizione del Sant’Elia - prenda corpo, al di là delle voci ricorrenti, anche un passaggio di mano proprietario? Le obiezioni sono note: godetevi il massimo campionato e pensate a città come Palermo o Bari. Peccato che entrambe, pur con dimensioni e possibilità differenti, non abbiamo la storia, il tifo e il seguito del Cagliari. Ma andiamo oltre. Se si volta pagina, un fondo o uno sceicco potranno garantire una gestione, traguardi e una programmazione migliore di quella attuale? Domanda lecita. Ci sono esempi di club che neanche con patron facoltosi hanno fatto bene. Ma intanto - nella speranza che chiunque capiti non faccia utili solo con il trattamento di materiali altamente inquinanti e che possano dire senza cadere nel ridicolo “Rispetto per la Sardegna” -, tutti sanno come sta andando da una decina di anni. tra sofferenze e retrocessioni. E che nel calcio la gran parte dei denari arriva dalla tv e dalla pubblicità. Oltre che da una sapiente e capace gestione del monte stipendi. Quindi, ci si attrezza con uno staff all’altezza, autonomo, competente. Poi, c’è la storia di un impianto moderno e polifunzionale. E quella di un settore giovanile che funzioni, con scouting affidato a figure esperte e accreditate. La Coppa Italia conquistata dalla Primavera, così come il debutto in A del portiere Ciocci al “Maradona”, sono segnali interessanti. Ma non può bastare.

 

Da Nicola al futuro. Di Davide Nicola si può contestare tanto. Se anche Carlo Ancelotti, José Mourinho e Pep Guardiola, senza scordare Antonio Conte, Simone Inzaghi, Claudio Ranierii o Stefano Pioli, che hanno vinto, fatto giocare quasi sempre abbastanza bene le proprie squadre, sono finiti nel tritacarne della critica e dei social, figuriamoci se questo non debba riguardare anche il tecnico del Cagliari. Nicola doveva salvare il Cagliari e l’ha fatto. Con una giornata di anticipo e un organico modesto, peraltro accorciato a gennaio. Certo, se hai trascorso una ventina di turni tra le ultime tre, ne hai perse venti, nove in casa, su trentotto, è lecito capire la tifoseria che sogna qualcosa di più. Ma se il club è sotto scacco per mancanza di fondi, con l’Indice di liquidità a condizionarne le manovre da un pezzo, è molto complicato ambire ad altro. La sensazione è che il tecnico, anche per le parole spese nel post Napoli, non rimanga anche se ha un accordo fino al 2027.

 

Pro e contro. La dirigenza imputa all’allenatore il mancato impiego, con conseguente deprezzamento, di Marin e Prati. Ma dopo il 4-0 in casa dell’andata proprio contro Anguissa e soci, Davide Nicola ha capito che giocando di fioretto sarebbe retrocesso e l’avrebbero cacciato. Cosa che ha rischiato dopo il ko in casa contro l’Empoli. Da lì in poi ha dovuto indossare la corazza: centrocampo solido e giocatori tecnici in panca. Tenuto conto che gli han dato Gaetano in condizioni imperfette, per non dire di Coman preso dall’Arabia dopo aver ceduto Lapadula quando sarebbe servita una punta pronta per la A. E non hanno neanche rimpiazzato i difensori dati per risparmiare due stipendi. Morale: il tecnico ci ha messo forse un pò a trovare la quadra della squadra, è stato più volte attendista nei cambi, ha cambiato modulo troppo spesso e Luvumbo spalle alla porta non si può proprio vedere! Ma ha saputo vincere dodici partite, più due pareggi e due sole sconfitte con le parigrado: pacchetto che avrebbero voluto di cuore a Monza, Lecce, Parma, Verona, Venezia o Empoli. Dunque, lo si può cacciare (troveranno un accordo con lauta transazione a favore dell’allenatore) ma sarebbe scorretto scordare la qualità della materia prima prima che ha avuto a disposizione. Con i migliori tre da serie A, Piccoli, Adopo e Caprile, che per stare in città vanno riscattati per qualcosa come 25 milioni di euro. Ecco, perché anche per confermare il presente servono risorse certe e solide. A proposito, ieri il Napoli ha battuto il Cagliari 2-0, McTominay e Lukaku, con Mina (fresco di rinnovo), Adopo e Sherri mandati al bar, e ha vinto il quarto scudetto con 82 punti, uno più dell’Inter, impostasi a Como 2-0, De Vrij e Correa. I rossoblù centrano la seconda salvezza di fila con 36 punti. Brindisi augurale per Ciocci, classe 2022, che ha debuttato in serie A.  

 

Ultima modifica il Sabato, 24 Maggio 2025 14:31
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi