Lunedì, 19 Maggio 2025 09:31

Cagliari, tre sberle per la salvezza!

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Cagliari-Venezia, i primi ventidue alla Domus Cagliari-Venezia, i primi ventidue alla Domus

 

Alla Domus, contro un Venezia inguardabile, arriva la matematica certezza della permanenza in A. I rossoblù vanno a trovare il Napoli a caccia dello scudetto. Nei prossimi 20 giorni si decide il futuro di Davide Nicola, da luglio alle prese con un potenziale tecnico modesto

Mario Frongia

“Onore al Cagliari. Noi non siamo mai entrati in partita. Siamo sembrati bambini che giocano con gli adulti”. La sintesi sui suoi di Eusebio Di Francesco rende l’idea di cosa sia stato e di come sia maturato il 3-0 firmato da Mina, Piccoli e Deiola. Per i sedicimila della Domus la festa è stata servita con una prestazione senza sforzi. Il Venezia si è rivelato incapace di fare tre passaggi di fila e non si è mai reso pericoloso. Di certo, fotocopia sbiadita del gruppo che ha battuto la Fiorentina la giornata precedente, levandosi per la prima volta dal terzetto che va in B. I rossoblù - reduci da quattro sconfitte nelle ultime cinque gare - lo hanno azzannato senza pietà. E adesso, Luperto e compagni vanno a Napoli, ancora testa a testa con l’Inter per lo scudetto. Insomma, la stagione si chiude con una grande vetrina, il bersaglio raggiunto e un solo allenatore in panchina.

Bivio societario. La questione stadio da un lato, la programmazione dall’altro. Ci sarebbe un terzo quesito: la cessione del club. Sono questi i temi principale sul tavolo della presidenza. All’interno, autentici macigni che fanno capo al capitolo risorse, progetti e potenzialità. Sul tema nuovo impianto moderno, a norma ed eventualmente utilizzabile per gli Europei del 2032,  giocano altri player. Ma è evidente che sull’impiego dei fondi pubblici in ballo, 50 milioni di euro dalla Regione e dieci dal comune di Cagliari, le attenzioni saranno alte. C’è da chiedersi: se il costo della nuova casa dei Quattro mori pare oscilli tra i 150 e i 170 milioni di euro, come potrà affrontare la spesa una proprietà che non immette capitali e da anni vive sotto il capestro dell’Indice di liquidità? Tanto che, per stare alle mosse più recenti, pur di risparmiare due stipendi ha praticamente regalato Azzi e Wieteska senza rimpiazzarli. Ma non solo. Sarà sufficiente per gli investitori, fondi e altri, una posta che prevede albergo a cinque stelle, bar-lounge super lusso e centro benessere da quattromila metri quadri? E quanto questo scenario sarà digeribile dai residenti, e dai sardi in genere, in attesa di una rivisitazione di qualità dell’area che va da Su Siccu a Marina Piccola passando per il quartiere di Sant’Elia? Nodi che potrebbero, almeno parzialmente, sciogliersi prima dell’estate. A meno che il presidente non faccia un passo indietro e liberi la piazza.   

Questioni tecniche. Dalla programmazione, si spera pluriennale, alla colonna vertebrale del gruppo. A partire dai riscatti di Caprile, Adopo e Piccoli. Giovani, promettenti, in crescita e con un buon mercato. Il rebus? Per riscattarli da Napoli e Atalanta servono grosso modo 25 milioni di euro. Il salvadanaio del Cagliari è abbastanza capiente? Si vedrà. Poi, c’è la questione guida tecnica. Sia chiaro, Davide Nicola ha diverse responsabilità. L’undici tipo variato troppe volte. Un atteggiamento offensivo e propositivo a corrente alternata. Le risposte spesso conservative, anche in casa, quando sarebbero servite mosse offensive e più coraggiose. La piazza non ha celato malcontento e insoddisfazione pur sapendo che il pesce che va a male puzza sempre dalla testa. Ma se centri la salvezza con un turno d’anticipo nel post Claudio Ranieri. Se, pur con una rosa modesta e male assortita, indebolita a gennaio per le note ciriticità finanziarie del club, riesci a tenere botta negli scontri con le pari grado, il discorso si chiude. Anzi. Forse, il Cagliari si lascia alle spalle organici più tecnici, come il Parma. E non è preceduto in classifica da squadre che valgono meno. Bersaglio centrato, dunque. Con la meritata soddisfazione del tecnico, capace di non essere solo quello delle salvezze disperate da subentrato. Ma adesso viene il bello. La sensazione è che, pur avendo raggiunto l’obiettivo, la presidenza non abbia intenzione di proseguire la liason. Chissà, magari scatta l’ora di Fabio Pisacane, autore dell’exploit Coppa Italia con la Primavera. E, soprattutto, nato in casa a costo zero e nelle grazie del patron. Si vedrà.   

 

 

Ultima modifica il Lunedì, 19 Maggio 2025 10:01
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi