Domenica, 10 Maggio 2026 19:19

Cagliari, salvezza matematica ancora da blindare

Scritto da
Vota questo articolo
(5 Voti)
I primi undici di Cagliari-Udinese I primi undici di Cagliari-Udinese

I rossoblù dominano nel primo tempo ma l’Udinese passa alla Domus. La Cremonese vince, il Lecce perde, la Fiorentina pareggia. I tifosi soffrono, si aspetta la sfida interna con il Torino

Mario Frongia     

La Cremonese la chiude 3-0 con il Pisa, a lungo in nove. La Fiorentina non va oltre lo 0-0 con il Genoa ed esce dal Franchi sommersa dai fischi. Il Lecce perde 1-0 in casa con la Juve. Terzultima di campionato con diversi affanni e qualche sbadiglio. Scudetto assegnato all’Inter, si gioca per le coppe e la salvezza. E siamo al Cagliari: l’Udinese passa 2-0, Buksa e Gueye. E a fare notizia è anche la coda orribile denunciata dal club friulano per gli insulti razzisti che sarebbero stati rivolti da Dossena a Davis. La società e il centrale hanno negato con forza. Al lavoro ispettori e delegati di campo. Dove è meglio stare: Pisacane (che stranamente diserta la conferenza pre gara!) la imposta bene. Gioca con Mendy terminale offensivo, Esposito e Folorunsho a rimorchio. Dietro c’è il forfait di Mina (pensa ai Mondiali con la Colombia?), i soliti Gaetano, Adopo, Palestra, Ze Pedro: tra i migliori. La cronaca non mente: 22 tiri totali (quattro in porta) il Cagliari, sette e cinque l’Udinese, 63 per cento di possesso palla e 516 passaggi i padroni di casa, 37 e 246 i friulani. Numeri chiari. Ma il calcio lo decide, quasi sempre, la qualità tecnica, l’organizzazione e la voglia di non mollare. Caprile (“In A se non la chiudi e commetti errori, ti puniscono” le parole del portiere nel dopo gara) e soci ne hanno avuta meno di Zaniolo e compagnia. Poi, se si vuol parlare di sfortuna o di arbitri contro, il salotto parolaio è aperto.

A meno due dalla fine. Torino in casa e Milan a San Siro. Il Cagliari, diciassette sconfitte, 36 gol fatti e 51 subiti, si ferma a quota 37, sedicesimo. E aspetta il Toro prima di chiudere il campionato al Meazza, il 24 maggio. La Fiorentina sale a 38: salva matematicamente. Il Lecce è fermo a 32, la Cremonese si issa a 31, Verona e Pisa sono in B. Al gruppo di Pisacane manca un punticino per chiudere una stagione di troppe delusioni e poche gioie. Il tutto nel momento che vede la quasi completata cessione societaria a un Fondo speculativo in un percorso che ha nello stadio la pepita. Difficile dire cosa potrà accadere. L’impianto sportivo multifunzionale e a norma Uefa è indispensabile per il capoluogo e l’isola. Ma è complicato intuire il contesto, tra tanti soldi pubblici, alberghi e Spa a cinque stelle, centro congressi e bar con lounge immensa. Intanto, l’affannarsi della proprietà uscente non promette nulla di buono, anche per le riemerse condizioni scricchiolanti della casa madre. Senza scordare il futuro del club tra allenatore, cessioni e riscatti con il diesse Angelozzi che pare sia stato già salutato. Momento non facile ma prevedibile se il dna è da anni lo stesso. Il pensiero e la solidarietà va alle maestranze e ai tifosi, ai residenti di Capoterra, Uta e Assemini vicini al conglomerato industriale di Macchiareddu.

Ultima modifica il Domenica, 10 Maggio 2026 19:28
Mario Frongia

Giornalista - consigliere nazionale e comitato di presidenza Ussi