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L’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna prosegue il proprio impegno a favore dello sviluppo di un turismo sostenibile attraverso il sostegno al modello dell’albergo diffuso, una forma di ospitalità che valorizza i centri storici e i borghi dell’Isola.

È stata approvata in via definitiva la misura che mette a disposizione 7 milioni di euro, destinati a Enti Locali e micro e piccole imprese turistiche per interventi di recupero e riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, finalizzati alla realizzazione di strutture ricettive di tipo “albergo diffuso”.

“Dopo il bando del 2025 che ha stanziato 5 milioni di euro destinati alle micro e piccole imprese turistiche, proseguiamo con l’obiettivo di costruire un’offerta turistica più sostenibile, autentica e distribuita, nel territorio e nel tempo - afferma l’assessore Franco Cuccureddu - che possa rivitalizzare i centri storici, sostenere l’imprenditorialità locale e diversificare i flussi turistici al di fuori dei circuiti balneari”.

L’albergo diffuso è un modello che valorizza prevalentemente i piccoli centri, esaltando gli aspetti storici, culturali e ambientali, contribuendo alla rigenerazione urbana e creando nuove opportunità economiche per le comunità locali.

È caratterizzato dall’essere ubicato esclusivamente all’interno dei centri storici ed essere articolato su più immobili, nei quali sono ubicati le camere, distanti non più di 300 metri dalla reception.

Le risorse stanziate sono le seguenti:

Per gli Enti Locali 4 milioni di euro. I contributi sono concessi a fondo perduto e calcolati sulle spese ammissibili, sino all’importo massimo di 600 mila euro e nel limite del 75% del valore complessivo del “Programma ammissibile”, con spesa massima del 40% per l’acquisto di immobili. Le domande possono essere presentate sino alle ore 17:00 dell’11.9.2026.

Per le micro e piccole imprese turistiche 2 milioni e 500 mila euro (tale somma sarà integrata già con la manovra finanziaria all’esame del Consiglio in questi giorni); i contributi sono concessi a fondo perduto e calcolati sulle spese ammissibili, sino all’importo massimo di 300 mila euro e fino al del 100% del valore complessivo del “Programma ammissibile”, con il solo limite del 25% per opere murarie e acquisto immobili. La data di apertura e chiusura per la presentazione delle domande sarà comunicata con successivo avviso.

I progetti devono prevedere un investimento minimo di 100 mila euro e garantire una classificazione pari almeno a tre stelle.

L’attuazione è affidata al Servizio programmazione e finanziamenti alle imprese dell’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, con la gestione operativa attraverso la piattaforma informatica SIPES della Regione Autonoma della Sardegna all’indirizzo: https://sipes.regione.sardegna.it/.

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L’Assessorato del Lavoro ha pubblicato l’Avviso “SO.LA.RE. Sardegna – Sostegno Lavoro Regione Sardegna”, finanziato con 21 milioni di euro nell’ambito del Piano Regionale Sardegna FSE+ (Fondo sociale europeo plus) 2021-2027, con l’obiettivo di sostenere l’occupazione nelle imprese della filiera turistica regionale.

A partire dalle ore 10 del 28 luglio 2026 sarà possibile compilare la Domanda di Aiuto Telematica per richiedere gli incentivi destinati alle assunzioni e alle trasformazioni contrattuali effettuate nel corso del 2026.

“Con questo Avviso vogliamo dare un segnale concreto a un comparto strategico per la Sardegna, accompagnando le imprese in un percorso di crescita che metta al centro il lavoro di qualità e la stabilità occupazionale. Il turismo rappresenta una delle principali leve di sviluppo dell'Isola e il suo futuro passa anche dalla possibilità di offrire prospettive lavorative più solide a migliaia di persone. Per questo abbiamo scelto di incentivare non solo le nuove assunzioni, ma soprattutto la trasformazione dei contratti a tempo indeterminato, perché crediamo che la continuità lavorativa significhi maggiore serenità per i lavoratori e più competenze per le imprese e comunità più forti e coese”, dichiara l'assessora regionale del Lavoro Desirè Manca.

“Abbiamo inoltre destinato il 90% delle risorse alle micro e piccole imprese, che costituiscono l'ossatura del tessuto economico della Sardegna. Sono loro, ogni giorno, a mantenere vivi i nostri territori, a creare opportunità anche nei centri più piccoli e a custodire quel patrimonio di professionalità e accoglienza che rende unica la nostra offerta turistica. Sostenere queste imprese significa investire nel futuro della Sardegna, favorendo un modello di sviluppo capace di coniugare competitività, inclusione sociale e lavoro stabile”.

I destinatari delle assunzioni sono persone disoccupate, compresi i disoccupati di lunga durata, e lavoratori stagionali o precari in caso di stabilizzazione. Per le assunzioni a tempo determinato e pieno effettuate tra il primo marzo e il 31 dicembre 2026 è previsto un contributo di 800 euro mensili, fino a un massimo di otto mensilità, con esclusione dei mesi di luglio e agosto.

Per le assunzioni a tempo indeterminato e per le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato (relative a contratti originariamente sottoscritti dal primo gennaio 2026), è previsto un contributo di 26 mila euro, subordinato al mantenimento del rapporto di lavoro per almeno 24 mesi.

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale SardegnaLavoro (SIL).

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Due anni consecutivi di crescita in doppia cifra, con numeri mai visti prima. L’ISTAT certifica che la Sardegna è la prima fra le regioni italiane per crescita percentuale dei flussi turistici. Solo due anni fa nel 2023 la Sardegna era, invece, l’ultima fra le regioni italiane, in calo rispetto all’anno precedente. Nel 2025 la Sardegna ha fatto registrare oltre 5 milioni di arrivi, che hanno generato, con una permanenza media di 4,24 giorni, circa 22 milioni di presenze nelle strutture ricettive isolane. In percentuale, l’incremento di presenze rispetto al 2024 è stato del 15,9 e rispetto al 2023 di ben il 34,2.

“Sono dati davvero eclatanti con una crescita che è sostanzialmente un trend perché sono due anni consecutivi, il 2024 e il 2025, che fanno registrare una crescita intorno al 15%, in due anni oltre il 34% di crescita di presenze turistiche in Sardegna. La Sardegna, certifica l'Istat, è la regione che cresce maggiormente in Italia e in due anni si è passati dall'essere l'ultima, quella che decresceva, l'unica in decrescita nel 2023 ad essere in assoluto la prima. Scaliamo anche due posizioni superando sia il Piemonte che la Liguria in termini assoluti di presenze e quindi la Sardegna finalmente inizia a diventare una vera regione turistica. Abbiamo sfondato per la prima volta il tetto dei 20 milioni di presenze arrivando a 21 milioni e 900 mila. Era un obiettivo del mandato di 5 anni, quello di arrivare a 20 milioni di presenze, ci siamo arrivati già dopo meno di due anni. Particolarmente significativo il fatto che la Sardegna diventa sempre più meta del turismo internazionale, in due anni si è passati dal 50% di italiani al 50% di stranieri ad avere una differenziale del 12%, 56% di italiani e 44% di stranieri. Un'altra nota assolutamente importante è che la Sardegna è una regione che ha un'attività veramente significativa, importante da sottolineare e che cresce, crescono le presenze turistiche in tutte e tre i periodi dell'anno. In alta stagione crescono intorno al 30%, nella media stagione, alta stagione giugno, luglio, agosto, la media stagione aprile, maggio e settembre, ottobre crescono addirittura del 40%. C'è una crescita in termini percentuali significativa del 32% anche nei mesi invernali della winter, anche se in termini assoluti non è una crescita assoluta, nel periodo invernale le presenze sono meno di un milione e rappresentano quindi il 4% delle presenze complessive, per cui c'è ancora molto da lavorare nel periodo invernale, la Sardegna è una meta del turismo essenzialmente balneare e estivo ancora, ma i tanti prodotti che stiamo promuovendo, i mercati che stiamo esplorando, in maniera particolare quello degli Stati Uniti che ci stanno dando grandissime soddisfazioni con un più 80% di presenze in due anni, testimoniano che la Sardegna è una regione che ha un'attività che con grandi eventi, con prodotti alternativi o comunque diversi da quello balneare, si può riuscire a candidare la Sardegna ad essere meta turistica in tutti i periodi dell'anno”, sottolinea l’assessore Franco Cuccureddu.

La Sardegna sempre più metà del turismo internazionale. A questi numeri da record, sia in valore assoluto che nella percentuale di crescita, hanno contribuito per il 56% (oltre 12 milioni) i visitatori provenienti dall’estero e per il 44% (9,75 milioni) quelli provenienti dalla Penisola. Se l’aumento delle presenze degli italiani è notevole, circa il 10% sul 2024 ed il 19% sul 2023, la crescita degli stranieri è davvero straordinaria: 21,5% rispetto all’anno prima e circa il 50% rispetto al 2023. Mai si erano riscontrati aumenti simili, da quando esistono sistemi di rilevamento ed elaborazione dei dati. E per la prima volta, in maniera così netta, i turisti stranieri superano gli italiani 56 a 44% mentre, soltanto, nel 2023 erano alla pari.

La Sardegna è la regione che cresce di più. Nei giorni scorsi l’ISTAT ha pubblicato i dati definitivi relativi ai flussi turistici in Italia nel 2025. La Sardegna ha fatto registrare il record in Italia per crescita percentuale delle presenze con un più 39,14, seguita dalla Sicilia con più 34,61 e la Puglia con + 26,73. In coda il Veneto, peraltro di gran lunga prima regione per numero di presenze con oltre 74 milioni, che ha fatto registrare una crescita soltanto dello 0,93% mentre la Liguria è stata l’unica regione in calo con un decremento di presenze rispetto al 2024 pari al 0,97%. La crescita in Italia è stata del 14,87%. Va precisato che dal 2025 l’ISTAT computa nelle presenze e negli arrivi complessivi anche le locazioni occasionali (appartamenti e ville in affitto) che invece erano escluse nel 2024 e negli anni precedenti.

L’Osservatorio regionale:

I dati dell’osservatorio regionale, omogenei rispetto agli anni precedenti, in quanto da sempre sono computate le tre macro categorie (alberghiera, extralberghiera e locazioni occasionali), fanno registrare circa 22 milioni di presenze in Sardegna nel 2025 (21.922.765) con un incremento del 15,9% rispetto al 2024 e di ben il 34,2% rispetto al 2023.

Distribuzione per mercato:

Il primo mercato straniero (e in assoluto) di riferimento per la Sardegna è di gran lunga la Germania: che per la prima volta sfonda il tetto dei tre milioni di presenze (3.262.084), più 19,8% rispetto al 2024 e con 4,8 giorni di permanenza media. Segue la Francia con un milione e 600 mila presenze (più 21,6 per cento rispetto al 2024). Nel corso degli ultimi dieci anni i turisti francesi in Sardegna hanno più che triplicato i loro pernottamenti. Poi c’è la Svizzera che supera per la prima volta il milione di presenze (1.042.919), un dato che pone la Svizzera come primo mercato in rapporto alla popolazione. Il quarto mercato è il Regno Unito con oltre 800 mila presenze; segue la Polonia (608.903) che fa segnare una crescita di oltre il 36% in un solo anno e supera, distanziandola, la Spagna, che pur crescendo del 17,2% rispetto al 2024, fa registrare poco più di mezzo milione di presenze.

Nella ‘top ten’, dopo Paesi Bassi e Austria, ci sono gli Stati Uniti (quasi 400 mila presenze), che con un incremento di oltre l’80% nel 2025 rispetto al 2023 e del 33,3% rispetto al 2024, sono saldamente il primo mercato extraeuropeo. Decima a Repubblica Ceca (286.967 presenze, più 19,2% sul 2024.

Il secondo Paese extra-UE è anch’esso nord-americano: il Canada, con 116.325 presenze, più 31,2% sul 2024, seguita nell’ordine da Australia (106.925, +25%), Argentina (86.387 presenze, più 33,5%) che supera in graduatoria il Brasile (84.644, con + 1,1%).

Deludenti, nonostante i forti incrementi percentuali, invece i mercati orientali: Cina, soltanto 21.447 presenze, più 26,6%, Giappone (9.956 presenze con + 10%) ed India, poco sopra le 10 mila presenze con più 8,1% rispetto al 2024. Se la Germania ‘domina’ a livello internazionale, la Lombardia è decisamente il primo mercato nazionale con oltre due milioni e 300 mila presenze ed una permanenza media di 5,8 giorni. La crescita dei lombardi è del 6,7 per cento. Seguono i sardi stessi, con un milione e 621 mila presenze (più 17,8%), poi il Lazio con 977 mila presenze (più 8,2 per cento) e il Piemonte con 832 mila (più 6,8%). L’Emilia-Romagna è al quinto posto con 716 mila presenze, seguita dal Veneto (655 mila), Toscana (515 mila) e Campania (532 mila con una crescita in doppia cifra del 13,8%).

Distribuzione nelle province:

Crescono tutte le province dell’Isola. In testa c’è sempre la Gallura con circa 7,7 milioni di presenze (+ 11,5% rispetto al 2024 e + 34,6% rispetto al 2023. Al secondo posto la Città metropolitana di Cagliari (5.170.269 presenze più 16,4% e + 34% sul 2023), seguita dalla Città metropolitana di Sassari (3.297.115 presenze +16,3% rispetto al 2024 e 34,7% sul 2023). La provincia che cresce percentualmente di più è il Sulcis +50,3% rispetto al 2023 e + 18,5% sul 2024 con 686.823 presenze, seguita dall’Ogliastra: più 42,9% rispetto al 2023 e +28% sul 2024, con 1.767.109 presenze.

Distribuzione nei Comuni:

Alghero è il Comune più visitato della Sardegna con oltre 1,8 milioni di presenze, in aumento del 21,3% rispetto al 2023. Sul podio Arzachena (quasi un milione e quattrocentomila presenze) e Olbia (quasi 1,2 milioni); sopra il milione nell’ordine anche: Cagliari, Orosei e San Teodoro. Le località che fanno registrare le crescite percentuali più consistenti negli ultimi due anni sono San Teodoro + 46% e Tortolì +44%.

Distribuzione per tipologie di struttura:

Il settore alberghiero prevale con oltre 11 milioni di presenze (+8% sul 2024 e +18,5% sul 2023). Cresce il settore extralberghiero (6.446.974 presenze) del 18% rispetto al 2024 e del 35,9% sul 2023. Esplode il settore delle locazioni occasionali più 37,3% sul 2024 e, addirittura, + 93,3% sul 2023, con 4.460.195 di presenze.

Distribuzione nell’arco dell’anno:

A proposito della distribuzione ‘mensile’ dei flussi c’è da rilevare un dato emblematico sulle ‘abitudini’ dei flussi nazionali rispetto a quelli esteri: le presenze degli italiani sono concentrate per circa il 71% in alta stagione (giugno, luglio, agosto) mentre le presenze straniere estive rappresentano il 56,5% del totale e quelle in media stagione (aprile, maggio, settembre ed ottobre) sono pari al 42% mentre quelle italiane solo il 22%. Altra curiosità riguarda il fatto che agosto è il mese di gran lunga con maggiori presenze italiane (3,16 milioni) mentre il mese con maggiori presenze straniere è luglio con circa 2,6 milioni, mentre agosto e settembre all’incirca si equivalgono con più di 2,2 milioni.

Ripartendo in tre periodi i 12 mesi dell’anno: alta stagione (giugno, luglio ed agosto), media (aprile, maggio, settembre ed ottobre) e bassa (da novembre a marzo), si può notare come l’incremento sia particolarmente marcato in tutti e tre i periodi. In alta stagione si è registrato un incremento negli ultimi due anni del 31,8% (del 18,9% rispetto al 2024). Nella media stagione, che ormai ospita un terzo delle presenze (pari a 7.227.815) l’aumento è stato di ben il 39,2% sul 2023 (11,3% sul 2024). Anche in bassa stagione l’incremento percentuale è stato significativo e coincide con i grandi eventi promossi dalla Regione, quali Capodanno, Carnevale, ecc. : più 32,1%, sul 2023 (+10,6% sul 2024) ma in termini assoluti la “winter” rappresenta soltanto il 4% delle presenze in Sardegna, pari a 877.925.

Dati primo semestre 2026 (fonte Viminale alloggiati web):

Nei giorni scorsi il Ministero del Turismo ha pubblicato una prima elaborazione dei flussi, relativa al primo semestre 2026, sulla base dei dati raccolti dal portale del Viminale “alloggiati web”, al quale quotidianamente vengono trasmessi i documenti d’identità di tutti coloro che vengono registrati nelle strutture ricettive italiane. Da questi dati emerge una ulteriore crescita delle presenze in Sardegna, dopo i record del 2025, anche nei primi sei mesi del 2026, del 8,24%. L’incremento delle presenze di italiani è del 4,04%, ben più marcato quello degli stranieri ben 11,44%. Crescono le presenze turistiche in tutta Italia nel periodo gennaio/giugno 2026, + 4,43% ma in Sardegna la crescita è quasi doppia. Cresce anche la saturazione nel mese di luglio (sulla base delle prenotazioni), che è pari al 57%, con un +5,2%.

Dati aeroporti: I passeggeri in transito nel primo semestre 2026 (i dati di Cagliari-Elmas sono riferiti al periodo 1° gennaio-21 luglio) confermano il trend di crescita registrato dalla piattaforma del Viminale e dalle prime analisi dell’osservatorio regionale. Complessivamente si registra un incremento del transito di passeggeri pari al 7,7% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 12,8% sul 2024. Particolarmente significativo è il dato di crescita degli stranieri pari al 18,9% sul 2025 (addirittura del 55% ad Alghero) e del 34,7% sul 2024 mentre la crescita degli italiani è assai più limitata: 2,5% sul 2025 e 3,7% sul 2024, si tratta in questo caso di un dato fortemente influenzato, soprattutto nei primi 6 mesi dell’anno, dalla mobilità dei sardi, sia con i voli della continuità territoriale che verso le altre destinazioni italiane.

Dati carte sulla capacità di spesa:

Dal 1° gennaio del 2025, grazie ad una convenzione con Masterdard, l’assessorato regionale del turismo monitora le spese (quantità e tipologia) di chiunque utilizzi POS fisici in Sardegna. Dall’analisi dei dati emerge che nel primo semestre del 2026 circa un quarto delle transazioni degli stranieri sono effettuate dai tedeschi mentre i cittadini USA sono quelli che mediamente effettuano transazioni di importo maggiore: 80,05 euro, rispetto ai 67,4 euro degli svizzeri e 32,92 euro degli spagnoli. Le transazioni dei polacchi sono, invece, quelle che sono cresciute proporzionalmente di più (28%) rispetto allo stesso periodo del 2025. La Gallura è la provincia nella quale si effettuano mediamente transazioni di importo maggiore, seguita da Ogliastra e Sulcis. Fra gli italiani i veneti mediamente spendono di più per singola transazione (43,45 euro), seguiti dai liguri (41,08 euro). Nei ristoranti si concentra il 21,25% (+ 17% rispetto al 2025) dei pagamenti col POS (transazione media 41,25 euro), supermarket e negozi alimentari seguono col 19,3% ed hotel con 14,42% (142,37 transazione media), ma gli hotel si pagano solitamente in anticipo con transazioni on line su OTA o presso agenzie del lugo di partenza. Le transazioni medie di importo più elevato riguardano il noleggio di autoveicoli pari ad euro 178,43 euro. Il settore che fa registrare il maggiore incremento è quello dei pubblici esercizi con un più 28% di spesa rispetto al 2025, che faceva segnare una crescita del 34% rispetto al 2024.

“ I dati testimoniano il crescente appeal della Sardegna nel mondo. Incrementi come quelli dei turisti USA, oltre l’80% in due anni, hanno contribuito alla decisione di Delta Airlines di attivare il primo, storico, collegamento transatlantico fra USA e Sardegna, fra New York ed Olbia.

Siamo molto soddisfatti del fatto che le politiche sui grandi eventi, quelle di marketing e di comunicazione orientate alla internazionalizzazione (con la crescita dei mercati europei ed extraeuropei, dove si è deciso di investire maggiormente, USA in primis), destagionalizzazione e delocalizzazione, stiano fornendo riscontri estremamente positivi, con incrementi di presenze in media e bassa stagione fra il 32 ed il 40% in soli due anni. Sebbene sia assolutamente prematuro fare previsioni per il 2026, al momento possiamo sottolineare come elementi fortemente positivi per la promozione dell’immagine della Sardegna nel mondo, come la designazione di Best in travel (unica regione europea) da parte di Lonely Planet sono stati, almeno in parte, neutralizzati dal forte incremento del costo del carburante, conseguente alla crisi bellica nel Golfo Persico. Certo la drastica riduzione di voli nella stagione aeronautica winter, limita fortemente l’accessibilità alla nostra Isola, che speriamo possa essere mitigata sia dalla abolizione della tassa sui passeggeri nel periodo invernale, sulla quale il Consiglio regionale dovrà pronunciarsi nei prossimi giorni, sia dal nuovo bando sulle nuove rotte”, ha detto ancora l’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu.

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E’ stato pubblicato il bando relativo al Cartellone delle Manifestazioni del turismo esperienziale. Si tratta del tredicesimo e ultimo dei cartelloni nei quali è articolato il programma dei grandi eventi per il 2026, a valere sulla Legge Regionale 7/1955.

Potranno presentare istanza, fino al 17 luglio 2026, organismi pubblici o organismi privati, in forma singola o associata, che organizzano le manifestazioni del turismo esperienziale, in grado di favorire la valorizzazione e/o promozione turistica del territorio di riferimento con il coinvolgimento attivo del pubblico in attività che offrono ai turisti un modo per entrare in contatto più profondo con il luogo, la sua cultura e le sue tradizioni.

Tali manifestazioni devono prevedere, nelle attività principali, la caratterizzazione “esperienziale”, con la partecipazione diretta e congiunta del pubblico nelle seguenti attività: escursioni in natura, viaggi culturali ed immersivi, lavorazione di prodotti dell’artigianato artistico locale, lavorazione di prodotti enogastronomici, partecipazione alla vita agricola negli agriturismi. Potranno essere finanziate attività collaterali per un importo massimo del 20% delle spese ammissibili. E’ premiante lo svolgimento delle attività nei periodi considerati di bassa stagione.

“Con questo Cartellone si conclude un calendario di manifestazioni che ha registrato risultati estremamente positivi, afferma l'assessore del Turismo Franco Cuccureddu. La risposta ottenuta ha superato ogni aspettativa, sia per l'ampia adesione dei Comuni e delle numerose associazioni coinvolte, sia per la straordinaria partecipazione di pubblico agli eventi finanziati a partire dalle iniziative di Capodanno. Il turismo esperienziale rappresenta oggi una delle direttrici più importanti per la crescita del comparto. Valorizzare le esperienze autentiche, le tradizioni, la cultura, l'enogastronomia, l'artigianato e il patrimonio ambientale significa offrire ai visitatori occasioni di scoperta capaci di creare un legame profondo con i territori. È una strategia che contribuisce ad ampliare e diversificare l'offerta regionale, intercettando nuovi segmenti di domanda e favorendo la destagionalizzazione dei flussi turistici”.

L’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio potrà finanziare i progetti presentati, nel limite massimo del 50% delle spese ammissibili e comunque fino ad un massimo di euro quarantamila. Per le azioni di promozione e comunicazione la spesa obbligatoria minima è del 20% del contributo concesso. Le risorse destinate a questo Cartellone sono pari a 2,5 milioni di euro complessivi.

Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute nel link

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Una stagione che, almeno per il momento, mostra segnali di tenuta e un moderato ottimismo da parte degli operatori del settore, pur in presenza di criticità che continuano a gravare sulle imprese. È quanto emerge dall’indagine della Fipe Confcommercio Sud Sardegna su una platea di circa 250 imprese della ristorazione e del turismo del territorio.

L’indagine evidenzia un comparto sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. Il 22% degli operatori che hanno partecipato al sondaggio ritiene infatti che l’andamento generale della stagione sia in linea con il 2025, mentre solo una minima parte registra un peggioramento e alcuni segnalano invece risultati migliori.

Sul fronte del fatturato, la situazione appare complessivamente positiva: la maggioranza degli imprenditori dichiara ricavi stabili rispetto allo scorso anno e una parte delle attività segnala addirittura un incremento. Analoga la situazione relativa al numero dei clienti, che per la maggior parte degli operatori è rimasto invariato.

Tra gli elementi più significativi emerge l’aumento della presenza dei turisti stranieri: quasi la metà degli operatori che hanno risposto al questionario rileva infatti una crescita degli ospiti provenienti dall’estero, mentre la clientela italiana appare più contenuta, anche se i mesi tradizionalmente più forti per il turismo nazionale restano luglio e agosto.

Se i numeri della stagione trasmettono un cauto ottimismo, restano però aperte alcune problematiche strutturali. L’aumento dei costi di gestione rappresenta la principale criticità segnalata dagli imprenditori: praticamente tutti gli operatori evidenziano rincari rispetto allo scorso anno, con la quasi totalità che parla di costi in ulteriore crescita.

 

Subito dopo figurano la difficoltà nel reperire personale qualificato e le problematiche legate ai collegamenti e ai trasporti.

Alla domanda sugli interventi più urgenti per sostenere le imprese del comparto, gli operatori indicano in primo luogo la riduzione dei costi aziendali. Seguono il miglioramento dei trasporti e delle connessioni, l’introduzione di misure per favorire l’assunzione del personale, una maggiore promozione turistica del territorio e un incremento degli eventi e delle iniziative capaci di attrarre visitatori.

“I dati raccolti ci restituiscono l’immagine di un comparto che sta dimostrando grande capacità di resistenza e adattamento – commenta il presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna, Emanuele Frongia –. C’è una sostanziale tenuta dei fatturati e delle presenze e registriamo segnali incoraggianti soprattutto sul fronte dei turisti stranieri. Tuttavia, non possiamo ignorare le difficoltà che le imprese continuano a sostenere quotidianamente. L’aumento dei costi, la carenza di personale e le criticità dei trasporti richiedono interventi concreti e tempestivi. Le aziende stanno facendo la loro parte, ma serve una strategia condivisa che consenta al settore di crescere e di esprimere pienamente il proprio potenziale”.

Per Fipe Confcommercio Sud Sardegna la stagione 2026 conferma dunque la solidità di un comparto fondamentale per l’economia del territorio, ma evidenzia anche la necessità di affrontare con decisione le questioni che da anni limitano la competitività delle imprese.

 
 
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E’ stato pubblicato il bando relativo al Cartellone delle Manifestazioni del turismo enogastronomico. Si tratta del dodicesimo dei 13 cartelloni nei quali è articolato il programma dei grandi eventi per il 2026, a valere sulla Legge Regionale 7/55, le cui risorse ammontano ad un milione di euro.

Possono presentare istanza, fino al 7 luglio, i Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti o, in subordine qualora non vi sia istanza del Comune, le Pro Loco iscritte nel registro dell’Assessorato regionale del Turismo, che organizzano le manifestazioni enogastronomiche in grado di favorire la valorizzazione e promozione turistica del territorio attraverso la conoscenza dei prodotti agroalimentari del luogo in cui si svolgono gli eventi.

L’Assessorato regionale del Turismo, artigianato e commercio potrà finanziare i progetti presentati, nel limite massimo del 50% delle spese ammissibili e comunque fino ad un massimo di euro diecimila. Per le azioni di promozione e comunicazione la spesa obbligatoria minima è del 20% del contributo concesso. Ottengono un punteggio premiale le iniziative che non si tengono in alta stagione.

“Queste manifestazioni – afferma l’assessore Franco Cuccureddu – si inseriscono nel più ampio percorso di valorizzazione dei piccoli comuni e delle aree interne, che la Regione porta avanti attraverso politiche mirate alla diversificazione dell’offerta turistica e alla destagionalizzazione. L’enogastronomia costituisce un elemento distintivo dell’identità dei territori e un importante fattore di attrazione, capace di generare opportunità di crescita e sviluppo per le comunità locali. Attraverso il sostegno a tali iniziative, si promuove un modello turistico sostenibile che coniuga tutela delle tradizioni, valorizzazione delle produzioni locali e ricadute positive sul piano economico, culturale e sociale”.

Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute alla pagina della Regione Sardegna

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 Valorizzare e promuovere su mercati nazionale e internazionali la fruizione del ricco patrimonio archeologico della Sardegna, impreziosito dai siti UNESCO e diffuso sul territorio regionale. Con questo obiettivo l’Assessorato del Turismo della Regione Sardegna, in collaborazione con la Camera di Commercio di Sassari e con l’agenzia M&C Marketing Consulting, organizza la 1° Borsa del Turismo Archeologico dedicata ai siti UNESCO, in programma ad Olbia, dal 17 al 20 giugno. Ad aprire l’evento, il convegno dedicato al “Patrimonio Mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, nei giorni successivi sono in programma workshop, b2b con Tour Operator internazionali e fam trip sul territorio.

Il patrimonio UNESCO della Sardegna comprende beni culturali materiali, come il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini e 18 Domus de Janas, entrate nella World Heritage List nel 2025; ma anche beni immateriali, quali: il Canto a Tenore e la Faradda de li Candareri di Sassari e la riserva della biosfera MAB del Parco di Tepilora.

A inaugurare la Borsa sarà il convegno dal titolo “Il patrimonio mondiale UNESCO: da riconoscimento a opportunità per il turismo slow”, in programma nel pomeriggio di domani, mercoledì 17 giugno nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Olbia, articolato in due tavole rotonde, la prima dedicata ai modelli di successo in Italia di valorizzazione a fini turistici dei siti Unesco e la seconda invece dedicata specificamente agli attrattori culturali della Sardegna quali potenziali prodotti turistici, che saranno precedute dagli interventi introduttivi del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, del Presidente della Camera di commercio di Sassari, Stefano Visconti, del deputato e consigliere del Ministro del Turismo Gianluca Caramanna, degli assessori regionali del turismo, Franco Cuccureddu, e della cultura, Ilaria Portas e, in videocollegamento della Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, e della DG del Ministero della cultura, Mariassunta Peci. A moderare l’incontro sarà Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico.

Fortemente voluto dall’assessore del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu, il meeting porrà al centro del dibattito la valorizzazione dei beni sardi patrimonio dell’Umanità come volano di sviluppo per il turismo, in particolare per lo slow tourism, in grado di proporre esperienze autentiche e sostenibili nell’intero territorio regionale e durante tutto l’arco dell’anno, capace di far scoprire un’altra Sardegna, fatta di paesaggi costieri e dell’interno e itinerari che li attraversano, con borghi e comunità che li animano, esperienze condivise tra i viaggiatori e chi li ospita, benessere di corpo e anima.

L’appuntamento, dunque, sarà anche un momento di presentazione delle strategie di sviluppo e promozione turistica della Sardegna, facendo leva sul valore del riconoscimento UNESCO, nonché di confronto tra Istituzioni, associazioni e operatori del settore con lo scopo di offrire agli operatori culturali e turistici locali informazioni e strumenti per progettare soluzioni di turismo sostenibile ed accessibile, anche con riferimento a buone pratiche già collaudate.

“La Sardegna – afferma l’assessore Cuccureddu – ha antiche tradizioni, una cultura fortemente identitaria che va divulgata e conosciuta in tutta la sua ricchezza; il turismo che vogliamo promuovere sul territorio punta proprio a valorizzare tale patrimonio UNESCO, così come i cammini, le aree interne, i borghi. In una parola, la nostra identità.” “La BISPM - prosegue l’assessore - è una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento del posizionamento della destinazione Sardegna al centro del turismo culturale europeo e di distribuzione dei flussi in entrata nel corso di tutto l’anno e su tutto il territorio regionale; un percorso iniziato subito dopo l’iscrizione delle preistoriche Domus de Janas nella World Heritage List UNESCO, con la presenza al World Tourism Event, il Salone internazionale dei Beni Patrimonio Mondiale, a Roma nel 2025 e ci vedrà ancora presenti all’edizione 2026 ad Assisi, in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 24 e 25 settembre prossimi. La Borsa rappresenta - aggiunge l’assessore- una significativa opportunità di scambio, riflessione e stimolo dei nostri operatori rispetto alle potenzialità del brand UNESCO, nella consapevolezza della delicatezza dei beni culturali e quindi della necessità della loro tutela e valorizzazione. Il nostro obiettivo – conclude Cuccureddu - è attrarre viaggiatori consapevoli, interessati a un turismo esperienziale e di qualità, capace di integrare arte, spiritualità, archeologia e paesaggio. Sardegna è sinonimo di autenticità, innovazione e identità, e i nostri siti UNESCO sono il cuore pulsante di questa visione.” Il clou del programma della BISPM è il workshop b2b, previsto per giovedì 18 giugno, durante il quale gli operatori sardi avranno l’opportunità di presentare le proprie proposte turistiche ai selezionati 40 buyer, italiani e stranieri. Questi ultimi avranno, l’opportunità di conoscere meglio un territorio multiforme e variegato, ricco di eccellenze paesaggistiche, architettoniche, artistiche e culturali grazie agli educational tour che seguiranno, il cui fil rouge sono le Domus de Janas ed i principali siti nuragici ubicati nel Nord della Sardegna.

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Dal 19 al 21 giugno 2026 Villasimius tornerà a essere il cuore pulsante di uno degli appuntamenti più attesi dell’inizio estate sarda: il TuriSport 2026, la manifestazione turistico-sportiva organizzata dall’Asd Cra Regione Sardegna, che da oltre vent’anni unisce competizione, amicizia, vacanza e valorizzazione del territorio.

 

Anche quest’anno il prestigioso scenario sarà quello del Tanka Village, autentico punto di riferimento dell’ospitalità turistica isolana, capace di offrire a partecipanti, famiglie e ospiti un’esperienza completa, all’insegna del benessere, del divertimento e della qualità. Saranno circa 150-200 le presenze complessive, tra turisti, spettatori e partecipanti, mentre 30-50 soci-atleti si sfideranno nei tornei di tennis, padel e calcio a 7, in un clima di sana competizione e grande convivialità.

 

Villasimius: un gioiello del Sud Sardegna

 

Scegliere Villasimius non è soltanto una decisione logistica o organizzativa: è una scelta di cuore. La località, tra le più rinomate della Sardegna e del Mediterraneo, rappresenta infatti un perfetto equilibrio tra natura, mare cristallino, accoglienza e vivacità turistica. Le sue spiagge incantevoli, i paesaggi di rara bellezza e l’atmosfera elegante ma autentica la rendono una meta ideale per chi cerca una vacanza capace di soddisfare ogni esigenza.

 

Villasimius è un luogo che sa parlare a tutti: ai giovani in cerca di movimento, alle famiglie desiderose di tranquillità e servizi, agli sportivi che vogliono coniugare attività e relax, agli anziani che apprezzano ritmi dolci, comfort e ospitalità. È proprio questa versatilità a fare di Villasimius una cornice perfetta per una manifestazione come il TuriSport, che da sempre unisce persone diverse sotto il segno dello sport e della socialità.

 

Tanka Village: un modello di ospitalità in continua evoluzione

 

Nel corso degli anni, il Tanka Village ha saputo rinnovarsi e crescere, migliorando costantemente la qualità dei servizi e ampliando l’offerta dedicata ai propri ospiti. Oggi il villaggio si conferma una struttura completa, accogliente e organizzata, capace di rispondere alle esigenze di ogni categoria di visitatori.

 

Chi soggiorna al Tanka può scegliere tra tante possibilità: rilassarsi e godere della quiete, oppure vivere giornate intense tra sport, escursioni e attività all’aria aperta. Dalle gite in barca alle escursioni nel territorio, dalle attività sportive con istruttori qualificati ai momenti di intrattenimento, ogni ospite trova il proprio spazio ideale.

 

Particolare attenzione è riservata anche alle famiglie e ai più piccoli: i bambini possono contare su ambienti dedicati, spazi gioco, un ristorante pensato per loro e personale specializzato che li accompagna nelle attività quotidiane con cura e professionalità. Una formula che rende il Tanka Village non solo una struttura turistica, ma un vero e proprio ecosistema dell’accoglienza, dove ogni dettaglio è pensato per garantire comfort e serenità.

 

Lo sport come occasione di incontro

 

Il TuriSport non è soltanto un torneo: è un momento di aggregazione, amicizia e condivisione che, da oltre vent’anni, rappresenta una tradizione consolidata per il Cra Regione Sardegna. La manifestazione richiama ogni anno soci, famiglie e appassionati, creando un’atmosfera speciale in cui la passione per lo sport si intreccia con il piacere della vacanza.

 

Le gare di tennis, padel e calcio a 7 saranno il cuore dell’evento, ma attorno ai campi ruoterà un mondo fatto di relazioni, sorrisi, tifo sano e partecipazione. Ed è proprio questa la forza del TuriSport: non una semplice competizione, ma un’esperienza collettiva capace di valorizzare lo sport come strumento di benessere e socialità.

 

Il valore delle persone

 

Un ruolo fondamentale nel successo di una struttura come il Tanka Village è svolto, da sempre, dalle persone che vi lavorano. Professionalità, disponibilità, attenzione e cordialità sono elementi che fanno la differenza nell’esperienza degli ospiti. Ogni stagione il villaggio conferma infatti la qualità di un’organizzazione capace di non lasciare nulla al caso, grazie all’impegno quotidiano di tutto lo staff.

 

Dalla ricezione ai servizi di ristorazione, dall’animazione alla gestione delle attività sportive, ogni reparto contribuisce a creare quell’atmosfera di efficienza e familiarità che negli anni ha reso il Tanka un punto di riferimento per il turismo sardo.

 

Un nuovo direttore, nuovi stimoli

 

Quest’anno il Tanka Village ha visto l’arrivo di un nuovo direttore, una scelta che non cancella quanto di buono fatto in precedenza, ma che guarda al futuro con l’idea di offrire nuovi stimoli e ulteriori prospettive di crescita. Il lavoro svolto negli anni dal precedente direttore, Filippo Lucchini, è stato ampiamente riconosciuto e apprezzato, ma il passaggio di testimone apre ora una fase nuova, tutta da costruire.

 

Sarà il tempo a raccontare se il nuovo corso saprà raccogliere l’eredità di chi ha guidato con successo la struttura fino a oggi, affiancato da uno staff rinnovato e motivato. Di certo, il Tanka Village si presenta ancora una volta con la forza di una struttura che ha fatto della qualità e dell’accoglienza i suoi tratti distintivi.

 

Una manifestazione che valorizza territorio e turismo

 

Il TuriSport 2026 rappresenta dunque molto più di un evento sportivo: è una vetrina importante per Villasimius, per il Sud Sardegna e per l’intero comparto turistico regionale. Un appuntamento che unisce promozione del territorio, sport, turismo esperienziale e valorizzazione delle eccellenze locali.

 

In un’epoca in cui il turismo cerca sempre più formule integrate, capaci di combinare mare, benessere, attività fisica e intrattenimento, il TuriSport si conferma un modello virtuoso. E Villasimius, con il suo fascino senza tempo, e il Tanka Village, con la sua capacità di accogliere e sorprendere, ne sono la cornice ideale.

 

Dal 19 al 21 giugno 2026, dunque, tutto è pronto per una nuova edizione di una manifestazione che continua a crescere, nel segno della passione sportiva e dell’amore per la Sardegna.

 

Gianni Aramu

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Sono stati pubblicati i bandi relativi al Cartellone delle manifestazioni del turismo del segmento MICE (Meeting, Incentives, Conferences – Events), finalizzati all’incremento dello sviluppo del turismo congressuale e suddiviso su due misure, con un finanziamento di 200.000 euro ciascuna:

  1. la prima misura, MIC “Meeting, Incentive & Congress”, mira a sostenere gli eventi collaterali correlati a fiere, congressi e incentive travels; tali eventi collaterali devono avere finalità di promozione turistica di località o siti della Sardegna e/o di promozione della cultura sarda (ambito artistico, artigianale, enogastronomico, folkloristico, ecc). La domanda di contributo può essere presentata da organismi pubblici e privati, in forma singola o associata, con richiesta di finanziamento fino al 50% delle spese ammissibili, per un importo massimo erogabile di 20.000 euro.
  2. la seconda misura, “Events”, mira a sostenere l’organizzazione di manifestazioni complesse che si caratterizzano per pluralità di attività o per diverse tipologie di eventi, comunque collegati ad attività congressuali, le quali devono assommare un minimo del 25% delle spese ammissibili. Tra le attività devono essere presenti almeno tre delle seguenti categorie: sport, spettacolo, esperienziale, enogastronomico, culturale. Per tale misura la domanda di contributo può essere presentata dai soli Comuni -in forma singola o associata- con richiesta di finanziamento fino al 50% delle spese ammissibili, per un importo massimo erogabile di 50.000 euro. All'interno del progetto, almeno il 20% del contributo dovrà essere obbligatoriamente investito in attività di comunicazione e promozione.

“Il settore MICE rappresenta un asset strategico per il turismo congressuale e professionale della Sardegna -afferma l’assessore regionale del Turismo Franco Cuccureddu- Si tratta di un comparto capace di rafforzare concretamente i processi di destagionalizzazione, elemento fondamentale per garantire continuità, crescita e sostenibilità all'intero sistema turistico regionale. Sostenere e promuovere il turismo congressuale significa investire in un modello di sviluppo capace di valorizzare le eccellenze territoriali, consolidare l'operatività delle strutture ricettive e incentivare l'utilizzo delle infrastrutture dedicate agli eventi anche al di fuori dei tradizionali periodi di alta stagione.

La Sardegna dispone di location di straordinario pregio, un patrimonio ambientale, culturale e paesaggistico unico. Per questo motivo, il rafforzamento del settore MICE deve essere considerato una priorità strategica, finalizzata a posizionare l'Isola come destinazione di riferimento nel mercato nazionale e internazionale del turismo congressuale e degli eventi, accrescendo la sua attrattività e contribuendo a uno sviluppo sostenibile e duraturo del territorio”.

La domanda di contributo per entrambi i bandi dovrà essere presentata utilizzando esclusivamente la modulistica allegata al bando, entro il 25 giugno 2026 e trasmessa tramite posta elettronica certificata (PEC) alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tra i criteri premiali assume un ruolo centrale la stagionalità, ovvero l’organizzazione dell’evento nei periodi di bassa stagione.

Le domande devono essere presentate seguendo le indicazioni contenute nel link dedicati scaricabili dal sito Regione Sardegna.

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L’assessore regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, Franco Cuccureddu ed i sindaci dei Comuni di Alghero, Bosa, Cagliari, Castelsardo, Iglesias, Oristano e Sassari, hanno sottoscritto oggi il protocollo d’intesa sull’Itinerario delle Sette Città Regie della Sardegna.

Si tratta di un ambizioso progetto, finalizzato a posizionare la Sardegna nel crescente mercato del turismo culturale, che prese avvio nel 2001, quando fra i sindaci delle sette città regie e gli assessori regionali alla cultura ed al turismo si sottoscrisse il primo Accordo di programma volto alla valorizzazione ai fini turistici del vasto patrimonio culturale concentrato in queste città.

“Abbiamo sottoscritto oggi tra l'Assessorato regionale del Turismo e i sindaci delle sette Città Regie che ottennero questo riconoscimento del titolo durante il periodo catalano-aragonese e furono le sette Città che non vissero il feudalesimo e per questo in queste città si è concentrata la maggior parte dei beni culturali nei quattro secoli di dominazione spagnola” Ha commentato l’assessore Franco Cuccureddu.

“Si tratta di 30 milioni di euro di fondi FSC, Fondo Sviluppo e Coesione, quindi provenienti dall'accordo tra lo Stato e la Regione, che verranno utilizzati per il restauro e il recupero dei beni monumentali nelle sette città e in parte anche per azioni di marketing, lo studio di un marchio e anche della cartellonistica omogenea in tutte e sette le città. Ora, attraverso la valorizzazione dei monumenti, dell'architettura, dei beni librari, attivisti, artistici, culturali di queste sette città, vogliamo rafforzare la presenza della Sardegna e il posizionamento dell’Isola nel mercato del turismo culturale”.

Durante la dominazione catalano-aragonese, fra il XIV ed il XVIII secolo, la Sardegna fu sottoposta ad un rigido sistema feudale, fatta eccezione per le sette città regie, che oltre al riconoscimento del titolo di città, divennero, quelle che già non lo erano, sedi vescovili. Furono città libere, che si autogovernavano ed inviavano i propri rappresentanti, con diritto di voto, a Barcellona quando la Corona catalano-aragonese doveva assumere decisioni importanti.

In queste sette città i regnanti “spagnoli” inviarono artisti, notai, architetti, stampatori e così lì si è concentrata buona parte dei beni culturali (artistici, architettonici, bibliotecari ed archivistici) prodotti fra la seconda metà del 1300 e l’inizio del 1700.

Con il primo Accordo di programma si era intervenuti per recuperare alcuni monumenti simbolo delle rispettive città e dell’intera Sardegna, come: il Castello di Bosa, quello di Castelsardo con il ponte levatoio e la cinta muraria a mare, il palazzo di Città di Sassari, la Passeggiata Coperta dei Bastioni di Saint Remy a Cagliari, la cinta muraria di Iglesias ed altre.

Ora con i 30 milioni, programmati con le risorse FSC, si mira al completamento di alcuni significativi interventi nei centri storici ma anche a realizzare azioni di sistema, come la creazione di un marchio delle Città regie e della cartellonistica omogenea, cui seguiranno, d’intesa con l’assessorato regionale del turismo, specifiche azioni di marketing, volte a posizionare la Sardegna in maniera strutturata nel mercato del turismo a vocazione culturale, integrando l’offerta legata alle civiltà preistoriche (Domus de Janas, Nuragica e post nuragica) a quella classica (con i siti di Nora, Tharros, Porto Torres) ed a quella vasta museale, con quella medievale presente nelle città regie e nelle tante bellissime chiese romaniche.

Le risorse sono state ripartite in parti uguali. A ciascuna città regia spetteranno circa 3,9 milioni per gli interventi di restauro, indicati specificamente nell’allegato, mentre circa mezzo milione sarà destinato alla realizzazione del marchio e della cartellonistica.

“Abbiamo lavorato molto nell'asset preistorico, grazie anche ai 18 nuovi siti UNESCO delle Domus de Janas. Quello classico è un segmento che tendiamo a consolidare con le eccellenze di Tharros, Nora e Porto Torres. Ora, ci inseriamo nel periodo medievale, con il circuito delle chiese romaniche e soprattutto con l'itinerario delle sette città regie che consente davvero di poter perseguire quegli obiettivi di destagionalizzazione, di delocalizzazione e di internazionalizzazione dei flussi turistici che sono le strategie che l'assessorato regionale del turismo persegue con forza.”

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