utente1

utente1

Il primo trapianto di cuore eseguito in Italia nel 2025, avvenuto il 1° gennaio al Policlinico di Bari, rappresenta un evento di grande rilevanza sia per la medicina che per il valore umano della donazione. L’intervento, effettuato dall’équipe di cardiochirurgia diretta dal dottor Tomaso Bottio, non solo segna un primato per il nuovo anno, ma porta con sé una storia di solidarietà e speranza che merita di essere raccontata.

 

Il cuore trapiantato apparteneva a Gabriele Tola, un birraio di Sassari noto e amato nella sua comunità, venuto a mancare pochi giorni fa all’età di 40 anni. La sua decisione di donare gli organi, confermata dai familiari, ha permesso di salvare diverse vite: oltre al cuore, sono stati espiantati fegato, reni e polmoni, tutti destinati a persone in attesa di un trapianto. Il gesto di Gabriele rappresenta un messaggio potente di generosità e solidarietà, capace di trasformare una perdita in una nuova possibilità di vita per chi combatte contro gravi patologie.

Il cuore di Gabriele è stato trapiantato a un uomo di 68 anni, affetto da una cardiopatia infartuale evoluta in dilatazione ipocinetica, una condizione refrattaria ai trattamenti convenzionali. Inserito nella lista d'attesa a luglio 2024, il paziente aveva poche alternative: il trapianto rappresentava l’unica via per migliorare significativamente la sua qualità di vita e ripristinare una funzionalità cardiaca adeguata.

Secondo il team medico del Policlinico di Bari, l’operazione è stata un successo e il paziente sta rispondendo bene ai primi trattamenti post-operatori.

Questo intervento sottolinea l’importanza della rete nazionale dei trapianti, che consente un coordinamento rapido ed efficace per donazioni e operazioni complesse. Il viaggio del cuore, da Sassari a Bari, testimonia il valore di un sistema sanitario che mette al centro la vita umana, grazie a professionisti altamente qualificati e alla generosità di chi sceglie di donare i propri organi.

La storia di Gabriele Tola e del 68enne trapiantato è un invito alla riflessione sull’importanza della donazione di organi, un atto di altruismo che può fare la differenza per migliaia di persone in attesa. Ogni donatore rappresenta un ponte tra vita e speranza, ricordandoci che anche nei momenti più difficili si può scegliere di lasciare un segno positivo e duraturo.

Con il 2025 che si apre con una storia così significativa, ci auguriamo che sempre più persone scelgano di diventare donatori, contribuendo a scrivere nuove pagine di solidarietà e umanità.

Per la prosecuzione delle attività, i titolari di strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere, che in conformità all'articolo 16 delle Direttive regionali, devono necessariamente procedere alla conferma del possesso dei requisiti di classificazione previsti per ciascuna tipologia di struttura.

Le scadenze per la presentazione della dichiarazione autocertificativa sono fissate per il 31 gennaio 2025 per le strutture extralberghiere e per il 7 febbraio 2025 per le strutture alberghiere.

È importante sottolineare che tali date potrebbero essere soggette a ulteriori proroghe da parte della Regione Sardegna.

I soggetti interessati dovranno presentare la documentazione attraverso la piattaforma Suape, utilizzando i moduli appropriati (F29, F31 o F46) in base alla tipologia di struttura ricettiva.

Per ulteriori informazioni, incluso il testo completo delle Direttive regionali e l'esatta individuazione dei soggetti tenuti all'adempimento, gli interessati sono invitati a consultare le pagine dedicate sul portale “SardegnaTurismo”, disponibile al link più sotto indicato.

Partiranno il prossimo sabato 4 gennaio anche nell’Isola, i saldi invernali. Le promozioni andranno avanti per 60 giorni. Secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio si tratta di un giro d’affari nell’Isola di oltre 32 milioni nel Sud Sardegna (32.636.000). Lo shopping interesserà quasi 160mila sardi, lo scorso anno 155mila. Mediamente una famiglia spenderà 205 euro. La spesa per ogni sardo sarà invece di 93 euro (90 euro lo scorso anno).

 

“Le festività natalizie hanno segnato un discreto giro di vendite a conferma che il regalo “utile” è sempre il preferito dalle famiglie”, spiega il direttore di Confcommercio Sud Sardegna Giuseppe Scura, “con il commercio anche i saldi stanno cambiando. Rispetto a 10 anni fa, quando i clienti aspettavano i saldi per comprare quel capo in più che diventava accessibile con il 30 o 40% di sconto, oggi si punta all’acquisto del ‘necessario’ per la vita quotidiana. Soprattutto per la fascia media il saldo significa poter acquistare capi di qualità da indossare tutti i giorni. Si venderanno sicuramente pantaloni, camicie, maglie, giubbotti, giacconi da usare ancora in stagione”.

 

 

Le regole per il corretto acquisto degli articoli in saldo:

 

1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.

3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.

4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale.

Martedì, 31 Dicembre 2024 10:31

Codacons su divieto botti in Sardegna

Un appello ai sindaci sardi affinché emanino ordinanze urgenti per vietare i botti di Capodanno. A diffonderlo il Codacons, con una richiesta che si basa su motivazioni legate alla sicurezza dei cittadini, alla tutela dell’ambiente e alla protezione degli animali.

 

Ogni primo gennaio, come noto, un vero e proprio bollettino di guerra accompagna gli italiani: una triste lista di morti e feriti - causata dai materiali pirotecnici utilizzati per festeggiare l’arrivo del nuovo anno - rappresenta il tributo di sangue a una tradizione ormai fuori dal tempo.

 

E non si tratta solo di un’usanza primitiva e pericolosa: l’utilizzo dei botti, anche quelli legali e usati correttamente, provoca un pericoloso aumento delle polveri sottili (PM10).

Ogni anno, il primo gennaio, i livelli di PM10 nelle città italiane superano ampiamente il limite di legge, con valori che possono raggiungere picchi doppi o tripli rispetto alla media del periodo: un aumento che ha gravi ripercussioni sulla salute, in particolare per i bambini, anziani e persone con problemi respiratori.

 

A ciò si aggiungono i gravi danni provocati agli animali. I botti causano la morte di centinaia di animali domestici ogni anno, o provocare danni irreversibili all’udito e gravi traumi psicologici.

 

Numerosi sindaci, negli ultimi anni, hanno accolto la richiesta del Codacons vietando i fuochi d’artificio nelle rispettive zone di competenza. Tuttavia, serve un’azione coordinata e diffusa per ottenere risultati migliori: per questo, l’Associazione rinnova l’invito alle amministrazioni locali di scegliere un Capodanno sicuro, rispettoso della salute e dell’ambiente, vietando la tradizione – ormai superata – dei vecchi “botti”.

 

“Da anni chiediamo una norma nazionale che vieti in tutta Italia i fuochi d’artificio a Capodanno, un malcostume che ogni anno produce morti e feriti gravi in tutta la penisola e conseguenze negative per l’ambiente e gli animali”, dichiara il presidente Carlo Rienzi. “In assenza, chiediamo ai sindaci di attivarsi e proibire i botti: in questo modo non chiuderanno un occhio di fronte a un’usanza primitiva e pericolosa, e il 1 gennaio non rischieranno di pentirsi della scelta fatta”, conclude.

Muro della Regione Sardegna contro i pareri positivi espressi dalla Commissione Tecnica nazionale PNRR-PNIEC, nella seduta di ieri 30 dicembre, su alcuni impianti agrivoltaici. La Regione intraprenderà azioni in tutte le sedi amministrative e giurisdizionali competenti per contrastare e contestare tali decisioni. I pareri sono stati adottati nonostante la certificata incompatibilità dei progetti, sia col quadro normativo regionale, sia con i valori paesaggistici, ambientali e culturali che la legislazione regionale difende; incompatibilità ribadita dal rappresentante regionale in sede di Commissione Tecnica PNRR-PNIEC in coerenza col netto parere negativo della Regione Sardegna.
I progetti sui quali, in data odierna, si è pronunciata la Commissione Tecnica nazionale, riguardano gli impianti agrivoltaici denominati “Monte Nurra”, in agro di Sassari, e “Villasor”, i quali si collocano in aree dichiarate non idonee secondo la Legge Regionale n. 20 del 2024. Questa norma, elaborata in attuazione delle previsioni del Decreto Legislativo 199/2021 e del Decreto Pichetto Fratin del giugno 2024, disciplina un ordinato processo di transizione energetica nel rispetto dei beni paesaggistici, ambientali e culturali della Sardegna. Di conseguenza, le relative istanze devono essere considerate improcedibili.
“Non possiamo accettare che decisioni assunte da una commissione tecnica posta alle dipendenze funzionali del Ministero dell'Ambiente, ignorino deliberatamente il quadro normativo regionale e le prerogative delle autonomie locali,” ha dichiarato l’Assessora regionale dell’Ambiente, Rosanna Laconi.”
La Legge Regionale 20 del 2024 non offre neppure il pretesto di essere una legge di moratoria, come quelle strumentalmente affossate sino a poche settimane fa dal Governo nazionale, per giustificare una deregolamentazione indiscriminata delle rinnovabili. Al contrario, questa norma è stata concepita per garantire una transizione energetica sostenibile e rispettosa del territorio, per regolare l’integrazione degli impianti FER con i valori paesaggistici, ambientali e culturali della Sardegna, in piena coerenza con il Decreto Legislativo 199/2021 e con il Decreto Pichetto Fratin del 2024.
L’Assessora ha sottolineato che la Legge Regionale 20/2024 rappresenta un esempio di normazione avanzata, concepita per garantire uno sviluppo energetico equilibrato e coerente con i principi di tutela del patrimonio culturale e naturale. "Non si tratta di impedire la transizione energetica, bensì di assicurarne la sostenibilità e il rispetto delle peculiarità della Sardegna."
La Regione Sardegna ribadisce con forza che, sull’intero territorio regionale, non verrà mai autorizzato alcun impianto che sia in contraddizione con le previsioni della Legge Regionale 20 del 2024 o con il quadro normativo regionale. La volontà è quella di difendere le prerogative istituzionali e legislative, nonché i diritti dei cittadini sardi, intraprendendo ogni azione necessaria in tutte le sedi giurisdizionali competenti.

Sono 45. sono elettrici, dotati di un sistema di ricarica con pantografo o plug-in e soprattutto sono pronti ad entrare in circolazione per le strade di Cagliari e dell'area metropolitana.

 

Il Presidente di CTM Spa, Carlo Andrea Arba, affiancato dal vice Sindaco Metropolitano di Cagliari e Consigliere con delega alla Mobilità e Trasporti, Francesco Lilliu, ha presentato oggi, lunedì 30 dicembre 2024 nel deposito di viale Ciusa, i 45 nuovi mezzi elettrici operativi nell'area metropolitana di Cagliari, che vanno ad unirsi ai 69 mezzi sostenibili già in funzione.

 

Per un totale di 114 autobus elettrici che verranno integrati, entro il 2026, con altri 112 mezzi da analoghe caratteristiche già acquistati grazie al finanziamento di 108 milioni di euro provenienti dal fondo PNRR che il Comune di Cagliari ha destinato a CTM per cambiare il volto della città e renderla sostenibile.

 

“L'obiettivo – ha spiegato il Presidente CTM Carlo Andrea Arba - è quello, entro il 2026, di avere una flotta che per l'80% sia formata da da mezzi a emissioni zero”.

 

“I finanziamenti del PNRR – il pensiero del Sindaco Massimo Zedda impossibilitato a partecipare personalmente ma particolarmente vicino ai temi trattati - ci permettono di lavorare insieme per rendere la mobilità urbana più sostenibile, efficiente e innovativa. La collaborazione con i vari enti prosegue positivamente con l’obiettivo di erogare migliori servizi alla comunità. L’obiettivo è quello di ampliarli a cittadine e cittadini dell’intera Città Metropolitana”.

 

Nel corso dell'incontro con la stampa, al quale hanno preso parte anche l'Assessora alla Mobilità del Comune di Quartu Sant'Elena, Elisabetta Atzori e il Direttore generale di CTM Spa, Bruno Useli, è stato anche presentato il servizio notturno che, realizzato con la collaborazione dell'Assessorato regionale dei Trasporti, ricalcherà le modalità del sabato notte con le linee ER, 1N, 9N e L . Gli orari e i percorsi sono disponibili su Busfinder e sarà presente il servizio di vigilanza. Sono validi tutti i titoli di viaggio.

 

I nuovi autobus presentati sono così suddivisi:

  • 38 autobus elettrici Solaris Urbino da 12 metri, dotati di un sistema di ricarica con pantografo, garantiscono affidabilità e efficienza nel servizio urbano;
  • 7 autobus Otokar da 6,6 metri: dotati di un sistema di ricarica plug-in, ideali per percorsi urbani.

 

“Abbiamo raggiunto un importante obiettivo, la milestone nel nostro percorso di transizione energetica. Grazie ai finanziamenti del PNRR che il Comune di Cagliari ha destinato alla nostra società – ha proseguito il Presidente Arba - abbiamo potuto acquistare ben 157 nuovi autobus elettrici e oggi presentiamo altri 38 autobus da 12 metri e 7 autobus da 6,6 metri. Siamo circa a metà dell’opera, quasi al 40% della flotta elettrica. Entro il 2026, l'80% della nostra flotta sarà a emissioni zero, portando benefici tangibili all'ambiente, ai nostri passeggeri e alla comunità. I nuovi autobus rappresentano un salto di qualità non solo in termini di sostenibilità ma anche di tecnologia e comfort. Stiamo per affidare la gara da circa 10.500.000 Euro per le infrastrutture di ricarica nei punti strategici della città, come Viale La Plaia, Brotzu, Policlinico e Via Brigata Sassari, che garantiranno un servizio efficiente e all’altezza delle esigenze dei cittadini. Parallelamente, guardiamo al futuro con interesse verso tecnologie come l’idrogeno, per continuare a innovare e restare all’avanguardia nel trasporto pubblico locale. Questi risultati sono il frutto di un impegno congiunto con la Regione Sardegna con la quale abbiamo in corso il contratto di servizio e con i nostri Soci: il Comune di Cagliari, la Città Metropolitana di Cagliari e il Comune di Quartu Sant’Elena. Ringrazio la struttura e il lavoro di squadra che ha permesso di completare un investimento strategico di ben 146 milioni di euro e che renderà Cagliari e l’area metropolitana un esempio virtuoso di transizione energetica nel panorama italiano ed europeo”.


“Non posso che manifestare – il commento di Francesco Lilliu - grande soddisfazione per questo percorso comune che si sta affrontando già da tempo sui temi della sicurezza e del benessere dei cittadini, sia di Cagliari che di tutta l'area metropolitana. Sono ben 431 mila i cittadini metropolitani che usufruiscono a vario titolo dei servizi CTM e spero che un giorno tutta l'area riesca a fruire al meglio del servizio offerto da un'azienda pubblica che è tra le migliori in Italia. Frutto di un lavoro di grande sinergia tra il CTM e le amministrazioni interessate”.

 

“Questo lavoro ha aggiunto l'Assessora Atzori - è fatto con costanza verso uno sviluppo sempre più sostenibile. Anche Quartu sta puntando ai mezzi di questo tipo. Il CTM è un'azienda che funziona e lo vediamo anche quando chi arriva da altre città nota come il servizio offerto sia funzionante e di ottimo livello”.


“La transizione energetica che stiamo affrontando – ha concluso il Direttore generale CTM Bruno Useli - rappresenta una sfida complessa in un momento storico in cui le tecnologie evolvono rapidamente e trovare la giusta soluzione sia a livello infrastrutturale che gestionale è essenziale per garantire il nostro futuro. Stiamo lavorando per adattare le nostre infrastrutture, sviluppando un sistema integrato di ricarica che risponda alle esigenze operative di una flotta sempre più diversificata. Questo richiede non solo investimenti significativi, ma anche una pianificazione accurata e una collaborazione stretta con enti pubblici e partner tecnologici. A livello gestionale, il passaggio dal diesel all’elettrico implica un cambiamento radicale delle competenze richieste al nostro personale. Stiamo investendo in formazione continua per preparare i nostri conducenti e tutto il personale a gestire le nuove tecnologie e garantire un servizio all’altezza delle aspettative dei passeggeri. Ricordo che partiamo già da una flotta filoviaria di 32 filobus, 5 autobus da 18 metri ibridi, 11 autobus elettrici da 6 metri, 21 autobus elettrici da 12 metri, quindi con questi nuovi arrivi abbiamo già in servizio 114 mezzi elettrici. Entro il 2026 attendiamo la consegna di altri 112 autobus: 12 autobus medi da 9,5 metri con ricarica plug-in, 40 autobus standard da 10,7 metri con ricarica plug-in, 42 ulteriori autobus da 12 metri con ricarica tramite pantografo e plug-in e 18 autobus snodati da 18 metri, anch'essi con doppia modalità di ricarica”.

Il 2024 si chiude con un bilancio positivo per il Consiglio comunale di Cagliari, che dall’insediamento ufficiale avvenuto l’8 luglio, ha lavorato con determinazione e spirito di collaborazione, raggiungendo obiettivi importanti per la città.

Con l’impegno congiunto di maggioranza e opposizione, l’attività amministrativa ha preso pieno ritmo a partire da settembre. Dalla costituzione delle Commissioni consiliari ad agosto e sino a questo mese di dicembre 2024, sono state svolte 220 riunioni di Commissione e 28 sedute del Consiglio comunale che ha approvato 96 atti (80 deliberazioni, 12 ordini del giorno e 6 mozioni).

Tra i traguardi più significativi figura l’approvazione del Bilancio previsionale entro dicembre, un risultato che non si registrava dal 2005. Questo passo consentirà agli uffici comunali di utilizzare le risorse già dai primi giorni di gennaio 2025, garantendo così un monitoraggio più efficace della spesa e la possibilità di effettuare aggiustamenti tempestivi durante l’anno. Un risultato che non solo migliora l’efficienza amministrativa, ma sblocca anche 32/33 milioni di euro di premialità, fondi legati alla capacità di spesa, affidamento e realizzazione tempestiva dei lavori già avviati.

Al centro delle priorità anche gli interventi per la sicurezza stradale, tra le voci più rilevanti del bilancio. Il Consiglio ha scelto di destinare ingenti risorse specifiche per affrontare una delle criticità più sentite dalle cittadine e dai cittadini.

Nel tracciare questo bilancio di questi primi 5mesi di attività del Consiglio comunale, il presidente Marco Benucci ha voluto esprimere gratitudine per il lavoro svolto. “Un ringraziamento particolare va a tutte le consigliere e i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione. Nonostante le difficoltà e i ritmi intensi - ha rimarcato - hanno lavorato con dedizione, contribuendo al raggiungimento di questi obiettivi. Va inoltre sottolineato l’approccio costruttivo delle opposizioni, che hanno dimostrato collaborazione anziché ostruzionismo, un elemento essenziale per il progresso del Consiglio e lo sviluppo della nostra città”.

Benucci ha poi aggiunto: “Come presidente, sono onorato di guidare un Consiglio capace di lavorare con tale determinazione e spirito di squadra. Sono certo che questa collaborazione continuerà a produrre risultati significativi per la nostra comunità”.

La Regione Sardegna dice NO al Governo nazionale e non si fa dettare la linea sulla riorganizzazione della rete scolastica sarda. La battaglia per difendere la scuola isolana è a tutto campo: la delibera approvata oggi dalla Giunta regionale definisce bene il perimetro entro il quale ci si sta muovendo.
Di seguito i punti principali sui quali l’Esecutivo sardo è categorico: 
• agire per contrastare un dimensionamento scolastico iniquo basato su numeri stimati, ma nel contempo scongiurare il commissariamento da parte del Governo centrale; 
• dare sostegno economico agli enti locali sede di autonomie scolastiche accorpate, per agevolare le scuole nella programmazione di attività extracurricolari e servizi; 
• lavorare come Regione per approvare subito un disegno di legge che definisca le competenze costituzionali sul tema;
• sostenere l’azione parlamentare, con l’intervento già in corso sugli emendamenti alla Legge “Milleproroghe”, per la concessione di un'ulteriore deroga di un anno per le autonomie dimensionate e, parallelamente, continuare a lavorare in Commissione Bilaterale sull’attuazione del principio costituzionale di insularità anche in tema di organizzazione scolastica. 
 
 
I fatti. Il Ministero, con il decreto n.127 del 2023 ha individuato, in virtù di una programmazione triennale  – per l’anno scolastico in corso – 9 autonomie scolastiche da accorpare, sulla base di una stima della popolazione studentesca. Questi dati, utilizzati come base di calcolo per il dimensionamento, non tengono conto del numero reale di studenti e studentesse, che arriva a circa 3000 unità in più rispetto alle stime.
 
La Giunta Regionale ha adottato la Delibera odierna basandosi sui numeri reali,  al pari dell’azione di altre Regioni d’Italia come la Campania e la Toscana, per le quali a breve si pronunceranno nel merito i giudici amministrativi.
 
Per quanto concerne la riorganizzazione della rete scolastica in Sardegna dunque, la Giunta regionale presenta un dimensionamento di soli 6 Istituti invece che 9. La scelta è ricaduta su Istituti comprensivi del primo ciclo, dello stesso Comune o di Comuni vicini tra loro, con un numero di alunni e alunne mai superiore alle 1300 unità, come da linee guida recentemente approvate. Si è scelto di non agire sul secondo ciclo di istruzione per non incidere ulteriormente in situazioni nelle quali la percentuale di dispersione scolastica è già alta, e dove in questi anni sono stati effettuati degli accorpamenti tra indirizzi di studio non omogenei che rendono difficoltosa la gestione.  
 
 
Si tratta ovviamente del solo accorpamento amministrativo degli Istituti, che non prevede alcuna chiusura di plessi scolastici e non implica alcun disagio per gli studenti, le studentesse e le famiglie sarde. 
 
La Giunta ha deciso di introdurre una nuova misura, ovvero la programmazione di apposite risorse  finanziarie a favore dei Comuni sede degli Istituti scolastici che sono stati coinvolti nell’accorpamento: un fondo da 2.5 milioni di euro destinato alla popolazione scolastica e giovanile dell’ente locale, mirate a sostenere attività di accoglienza scolastica, servizi di trasporto, di mensa gratuita, di mobilità regionale ed extraregionale, di premi studio, di attività sportive, culturali e sociali.
La Regione Sardegna investe sulla scuola mentre il Governo taglia. Il mondo dell’istruzione non è per l’Esecutivo sardo un terreno sul quale risparmiare .
 
Nella delibera adottata dalla Giunta, si tiene conto di due proposte arrivate dagli ambiti provinciali: per Cagliari accorpamento dell’Ugo Foscolo con Istituto comprensivo Via Stoccolma; per la Gallura accorpamento dell’Istituto comprensivo di Aggius a quello di Tempio. Ancora, l’Istituto comprensivo di Thiesi con Istituto Comprensivo di Pozzomaggiore; l’Istituto comprensivo di Orgosolo con quello di Oliena; Istituto Comprensivo di Teulada con l’Istituto Comprensivo di Santadi e, infine, l’accorpamento dei due Istituti comprensivi di Tortoli.
Lunedì, 30 Dicembre 2024 17:12

Giunta regionale, le delibere adottate

Convocata dalla presidente Alessandra Todde, si è riunita oggi la Giunta regionale. Di seguito le delibere approvate.
 
Su proposta della presidente Alessandra Todde, la Giunta ha compiuto un’analisi dell'assetto complessivo delle società in cui detiene partecipazioni, dirette o indirette, e ha deliberato -  come previsto dal Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica - un piano di “riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione”, che sarà ora trasmesso all’apposita struttura ministeriale di indirizzo, monitoraggio e controllo sull'attuazione del TUSP e alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti.
 
 
Su proposta dell’assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, Giuseppe Meloni, la Giunta ha operato alcune variazioni compensative tra le dotazioni di cassa riguardanti diversi assessorati.
 
 
Su proposta dell’assessore degli enti locali, finanze e urbanistica, Francesco Spanedda, la Giunta, nel rispetto del complesso quadro normativo nazionale ed europeo in materia di concessioni demaniali marittime, ha aggiorna il cronoprogramma che fissa le proroghe tecniche delle concessioni demaniali attualmente vigenti secondo le nuove scadenze indicate dalla normativa nazionale. L’obiettivo – ha spiegato l’assessore - è quello di assicurare l’erogazione dei servizi essenziali per le prossime stagioni estive e, nel contempo, organizzare un’ordinata transizione verso il nuovo quadro normativo che verrà declinato per rispondere in maniera quanto più efficace alle effettive esigenze del territorio, proseguendo il percorso di confronto già avviato con gli enti locali e gli operatori.
 
Sempre su proposta dell’assessore Spanedda, l’Esecutivo ha deliberato la successione dei beni e delle risorse finanziarie, del personale e dei procedimenti della soppressa provincia del Sud Sardegna e per il loro conseguente riparto e trasferimento alle Province del Sulcis Iglesiente, del Medio Campidano e alla Città metropolitana di Cagliari:
In particolare la Giunta ha stabilito: 
- che i beni mobili e immobili siano conferiti in base alla competenza territoriale dei nuovi enti;
- che il personale sia assegnato, sentite le organizzazioni sindacali, tenendo conto delle preferenze dei singoli dipendenti e della necessità di assicurare la funzionalità dei nuovi enti; 
- che la suddivisione delle quote delle società in house e delle partecipate, costituisca oggetto di specifico accordo tra la Provincia del Sulcis Iglesiente, la Provincia del Medio Campidano e la Città metropolitana di Cagliari, in cui si tenga conto dell’entità economica dei servizi attualmente erogati, del principio della competenza territoriale, del principio della territorialità delle prestazioni in essere;
- che la suddivisione dei procedimenti in corso, delle risorse finanziarie e di ogni altra eventuale ulteriore ripartizione costituisca oggetto di specifico accordo, tra la Provincia del Sulcis Iglesiente, la Provincia del Medio Campidano e la Città metropolitana di Cagliari, in base alla competenza territoriale dei nuovi enti.
Per la Regione – ha sottolineato Spanedda - è importante garantire la continuità operativa dell’azione amministrativa e salvaguardati gli equilibri di bilancio degli enti.
 
 
Su proposta dell’assessora del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale Desiré Manca, la Giunta ha destinato un milione e 100mila euro dell’avanzo di amministrazione 2023 di Aspal a una misura sperimentale volta a far conseguire le patenti D, D/E e CQC PERSONE a giovani disoccupati e disoccupate. Con questa misura – ha spiegato l’assessora Manca - si intende offrire ai giovani un’opportunità concreta di inserimento in un settore con elevate prospettive occupazionali.
 
 
Su proposta dell’assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale Armando Bartolazzi, la Giunta ha approvato in via definitiva il finanziamento di interventi per persone affette da particolari patologie, a valere sul Fondo regionale per la non autosufficienza. È stato stanziato un importo complessivo di 59 milioni e 150 mila euro per il biennio 2025-26: 58 milioni e mezzo sono destinati ai Comuni, mentre 500 mila euro sono destinati alle Aziende sanitarie locali e all’ente gestore dei PLUS di Oristano per le spese di trasporto dei disabili. 
Approvato anche il “Nomenclatore della specialistica ambulatoriale”, basato sulla media tariffaria delle regioni Emilia Romagna, Veneto, Provincia Autonoma di Bolzano, Lombardia e Toscana. Il nomenclatore entrerà in vigore dal 30 dicembre 2024.  Il “Catalogo delle prestazioni mediche specialistiche ed esami” potrà essere aggiornato e modificato con determinazione del direttore del Servizio competente per materia presso la direzione generale della sanità. Le prescrizioni emesse entro il 29 dicembre 2024 conservano, ai fini della prenotazione, la validità definita dalle norme regionali vigenti al momento della prescrizione. La validità delle ricette emesse dal 30 dicembre 2024 è stabilita in massimo 180 giorni. La ricetta conserva la propria validità fino alla data di effettiva erogazione se le prestazioni sono prenotate entro la scadenza dei 180 giorni. Viene istituita, al fine della compensazione della mobilità sanitaria extraregionale, la tariffa dell’osservazione breve intensiva (OBI) a cui non segua ricovero. La tariffa entrerà in vigore dal 1 gennaio 2025.
 
 
Infine la Giunta, su proposta degli assessori competenti per materia, ha concesso il via libera all’esercizio provvisorio, sino al 31 gennaio 2025, dell’Agenzia conservatoria delle coste della Sardegna, dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPAS), dell’Agenzia Sardegna Ricerche, dell’Agenzia sarda delle entrate, dell’Agenzia per lo sviluppo e la valorizzazione ippica (ASVI), dell’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro (ASPAL), degli ERSU (Ente Regionale per il diritto allo Studio Universitario) di Cagliari e Sassari e dell’Istituto superiore regionale etnografico (ISRE). 
Questa sera, a Villa Devoto, la presidente della Regione, Alessandra Todde, e il Sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, hanno firmato l'accordo di programma tra la Regione e il Comune per la realizzazione del nuovo stadio.
"Si tratta di una grande opportunità - ha dichiarato Massimo Zedda -. Il nuovo stadio non sarà solo un polo sportivo che ospiterà, oltre alla squadra del Cagliari, anche grandi eventi come, ci auguriamo, gli Europei di calcio 2032, ma è soprattutto una grande occasione di rigenerazione urbana e sociale del quartiere Sant'Elia. Qui stiamo già intervenendo con una serie di migliorie che spaziano dal sociale alla mobilità".
Il nuovo stadio è progettato e deve essere realizzato e gestito, in regime di concessione e in condizioni di equilibrio economico-finanziario in conformità a quanto previsto dalla “Legge sull’impiantistica sportiva”. Nel dettaglio, la Regione finanzierà il progetto con 50 milioni, il Comune si farà carico della demolizione dell'attuale impianto (10 milioni), mentre il privato che si aggiudicherà la gara dovrà farsi carico di ogni costo relativo alla realizzazione delle strutture alberghiere e ricettive, accessorie rispetto all’impianto sportivo, ma funzionali al Piano economico finanziario (P.E.F.) dell’opera complessiva che verrà sottoposto alla vincolante approvazione del Ministero dell’Economia e delle finanze.  
Il nuovo accordo di programma si riferisce allo stesso progetto sottoscritto nel dicembre del 2023; l’unica modifica riguarda non lo stadio ma le aree esterne a esso, dove le volumetrie originariamente previste, tra le quali un centro commerciale, non verranno realizzate.
“Questo nuovo progetto ha tre assi portanti: l’impianto sportivo, le aree verdi e l’edilizia popolare. Eliminiamo diversi volumi residenziali e commerciali per rendere meno impattante il progetto e investiamo molto sulle aree verdi che collegheranno le diverse zone dell’impianto. La Regione non sta solamente finanziando la costruzione dell’impianto sportivo, ma sta portando avanti la valorizzazione di tutto il quartiere Sant’Elia. È importante ribadire, e smentire chi continua a raccontarlo, che la Regione non sta finanziando alcun progetto che non riguardi l’impianto sportivo. Questo infatti è un progetto di riqualificazione urbana a tutto tondo che vede protagonista la città di Cagliari. E in questa direzione abbiamo lavorato e continuiamo a lavorare”, così la presidente della regione Alessandra Todde.
Pagina 137 di 299