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La presidente della Regione, Alessandra Todde, esprime vicinanza e solidarietà al sindaco Giuseppe Mellino, alla sua famiglia, all’amministrazione comunale e all’intera comunità di Nule per il vile atto incendiario messo a segno proprio contro l’auto del primo cittadino. La violenza non può e non deve trovare spazio nella nostra società e nelle nostre comunità.
 

Lungo applauso per la presidente Alessandra Todde appena entrata nell’aula del consiglio regionale sardo per l'avvio della prima seduta della 17/a legislatura. Ha preso parola il consigliere più anziano, Lorenzo Cozzolino (Psi), poi i quattro segretari più giovani che hanno proceduto all'appello per il giuramento dei nuovi consiglieri regionali e degli assessori, appena nominati, che non sono stati eletti come consiglieri.

La presidente poi ha presentato la sua squadra di governo. I 12 assessori, la metà donne compresa la governatrice, sono stati nominati con decreto. Alla Sanità: Arnaldo Bartolazzi (M5s). Oncologo romano di 63 anni, è stato sottosegretario del ministero della Salute, per un anno nel 2018/2019. Dal 2019 presidente del Comitato scientifico della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori. Al Lavoro: Desirè Manca (M5s). Sassarese, 51 anni, la più votata alle elezioni del 25 febbraio e riconfermata consigliera in questa legislatura. All'Urbanistica: Francesco Spanedda (Todde). Sassarese, 56 anni, architetto e professore associato alla facoltà di Architettura Design e Urbanistica nella sede di Alghero dell'Università di Sassari. Ai Trasporti: Barbara Manca (in quota Todde). Cagliaritana, 46 anni. Ingegnera, dal 2020 assessora della Mobilità e Trasporti nel Comune di Quartu Sant'Elena Alla Programmazione e Bilancio e vice presidente: Giuseppe Meloni (Pd). Presidente del Pd, è stato sindaco di Loiri Porto San Paolo (Olbia). Al terzo mandato, è il secondo più votato alle elezioni. Sempre al Pd va l'Industria con Emanuele Cani. Di Carbonia 56 anni. Già parlamentare ed ex segretario regionale del Pd.

All'Agricoltura: Gianfranco Satta (Progressisti). Nato a Nuovi (SS) nel 1972. Già consigliere regionale alla scorsa legislatura. Ai Lavori Pubblici: Antonio Piu (Avs). Sassarese, 43 anni, laurea in Scienze Politiche. Riconfermato nelle liste di Avs. È stato consigliere comunale a Sassari e poi assessore dei Lavori pubblici e presidente del Consiglio comunale Al Turismo: Franco Cuccureddu (Orizzonte comune). Di Castelsardo, 58 anni, laureato in Giurisprudenza, giornalista pubblicista ed esperto in pianificazione strategica ed europrogettazione. Già sindaco di Castelsardo (Sassari) e consigliere regionale (terzo mandato) e presidente della Rete dei porti turistici della Sardegna.

All'Ambiente: Rosanna Laconi (Pd). Dirigente medica al Policlinico di Monserrato, 67 anni, ex sindaca di Dolianova. Alla Cultura e Istruzione: Ilaria Portas (Sinistra Futura) Funzionaria della Regione e già capo di gabinetto dell'assessorato, 42 anni, laureata in Economia e Commercio, è stata vice sindaca di Masainas Infine agli Affari generali: Mariaelena Motzo (Lista Todde), nuorese, 46 anni, laureata in Economia e commercio, attualmente assessora del Bilancio, Pubblica istruzione e Attività produttive nel Comune di Bolotana (Nuoro). 

Con il giuramento dei 60 consiglieri regionali della Sardegna oggi, 44 giorni dopo il voto del 25 febbraio, entra nel vivo la 17/a legislatura, complessivamente sono 25 gli esordienti compresa la presidente Alessandra Todde. Tra loro diversi amministratori locali, Sono, invece, 35 le riconferme.

Sono soltanto dieci le donne, circa il 15% dei sessanta consiglieri eletti, compresa la governatrice Alessandra Todde.
Sette sono in maggioranza: il maggior numero sono del gruppo M5s, oltre alla presidente Todde anche la riconfermata e più votata Desirè Manca, ora anche assessora del Lavoro, e Lara Serra.

Poi il Pd, con Camilla Soru, già consigliera comunale a Cagliari, figlia di Renato (l'ex governatore era assente dalle tribune del pubblico tra i familiari dei neo consiglieri, e Carla Fundoni, sassarese. Le altre sono la sindaca di Elmas e riconfermata tra le fila di Avs, Maria Laura Orrù e Paola Casula, anche lei prima cittadina, a Guasila, per Sinistra futura.
All'opposizione sono solo due le consigliere elette: Cristina Usai, vice sindaca di Arzachena, e Francesca Masala con Fdi e Alice Aroni, uscente e riconfermata con l'Udc.

Poi è stata la volta dell’elezione del Presidente del Consiglio regionale, è Piero Comandini, È Piero Comandini, attuale segretario del Pd e consigliere regionale alla seconda legislatura, è stato eletto con 42 preferenze. Visibilmente emozionato quando prende posto nello scranno più alto dell'Assemblea sarda, ha ringraziato per il "grande affetto di tutti i colleghi di maggioranza e anche di opposizione: siamo privilegiati, abbiamo la responsabilità di scrivere pagine belle per i sardi", le sue prime parole.

 "Grazie a chi mi ha votato e anche a chi ha votato scheda bianca, come segno di responsabilità e fiducia per quello che faremo insieme in Aula", ha aggiunto. Al termine dei lavori, l’abbraccio con la presidente Alessandra Todde. La prima seduta della nuova giunta sarà quasi certamente giovedì mattina, lo ha annunciato la stessa Todde ai cronisti, “sul tavolo il tema da affrontare immediatamente sono le elezioni. Vogliamo accorpare europee e amministrative, non solo per far risparmiare le casse dello Stato, ma perché la finestra temporale non avrebbe giustificato una scelta diversa, saranno accorpate in una giornata unica", chiarisce.

 

Anche la Sardegna è presente in forze con centinaia di agricoltori e allevatori provenienti da ogni parte dell’isola, alla due giorni del presidio al Brennero di Coldiretti, organizzata per tutelare il Made in Italy e difendere il lavoro delle migliaia di imprenditori agricoli sardi e italiani. I rappresentanti del mondo agricolo sardo non sono voluti mancare nonostante le difficoltà del viaggio a un appuntamento importante che ha dato il via alla grande mobilitazione della Coldiretti per una proposta di legge europea di iniziativa popolare sulla trasparenza di quanto portiamo in tavola. La proposta, sostenuta da diecimila agricoltori che in due giorni giungeranno alla frontiera, assieme al presidente nazionale Ettore Prandini e che grazie alle operazioni delle forze dell’ordine stanno verificando il contenuto di tir, camion frigo, autobotti.
 
CUALBU. "Anche quest’anno una foltissima delegazione della Sardegna è presente qui al Brennero, luogo simbolo per l'arrivo delle merci in Italia. È fondamentale presidiare l’ingresso di questi prodotti esteri, spesso spacciati per italiani ed è per questo che continuiamo a chiedere che venga intensificata la vigilanza”, sottolinea Battista Cualbu, presidente di Coldiretti Sardegna, presente con la delegazione sarda al Brennero. "È importante che le etichette siano chiare e trasparenti perchè questa è una battaglia etica e morale, dovuta per tutelare i nostri produttori e consumatori - conclude - si deve avere certezza della provenienza del cibo e di come è stato prodotto. Riteniamo che le norme sulle pratiche sleali e gli accordi di filiera siano il giusto riconoscimento per consentire un corretto compenso ai nostri produttori”.
 
SABA. "Ci viene chiesto di produrre cibo seguendo regole ferree per difendere l’ambiente ma poi vediamo entrare in Italia e in Sardegna da tutto il mondo merci che sono prodotte senza rispettare le stesse nostre norme, il tutto generando una concorrenza sleale insostenibile per i nostri agricoltori. Ora diciamo basta”, sottolinea inoltre Luca Saba, direttore Coldiretti Sardegna. “Oggi nell’azione in campo al Brennero, abbiamo ancora una volta fatto emergere quanti prodotti entrano nel nostro Paese per confondersi come cibo italiano senza esserlo - aggiunge tra i suoi messaggi lanciati dal Brennero il direttore della Sardegna - pensiamo al grano trattato con il glifosate che entra in Italia e diventa pasta italiana. Questo non può continuare - conclude - la presenza di migliaia di agricoltori e centinaia dalla Sardegna vuole ancora una volta denunciare una situazione che deve essere fermata". 
 
CONTRAFFAZIONI. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’ diffusa al Brennero, infatti, oltre 8 italiani su 10 (83%) chiedono lo stop alle importazioni di prodotti agroalimentari che non rispettano le stesse regole di quelli italiani in materia di sicurezza alimentare, ambientale e di tutela del lavoro. La raccolta firme, che potrà essere sostenuta firmando in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e negli uffici Coldiretti (sarà promossa anche sui social media con l’hashtag #nofakeinitaly), punta anche a mettere finalmente in trasparenza – continua Coldiretti - tutti quei prodotti che sono ancora oggi anonimi e che rappresentano circa un quinto della spesa degli italiani e includono alimenti simbolo a partire dal pane. Su pagnotte e panini non vige, infatti, l’obbligo di indicare l’origine del grano impiegato, come accade per la pasta. E lo stesso vale per tutti i derivati come biscotti, fette biscottate crackers e simili.
 
 
ORISTANO. Dalle cosce di maiale danesi all'uva indiana, dalla frutta sudafricana proveniente dalla Moldavia ai preparati industriali a base di uova fatti in Polonia e anche un tir carico di grano senza tracciabilità. Sono solo alcuni esempi del “fake in Italy” scoperti dalla Coldiretti al Brennero, dove diecimila agricoltori con il supporto delle forze dell’ordine hanno fermato i tir carichi di prodotti alimentari provenienti dall’estero. Anche per questo, sottolineano il presidente e direttore Coldiretti Oristano, Paolo Corrias ed Emanuele Spanó, presenti al Brennero “è fondamentale smascherare quei prodotti che arrivano in Italia in maniera anonima e poi cercano di ottenere il bollino del made in Italy che dà un valore aggiunto a quei prodotti creando gravi danni ai nostri agricoltori - dicono - al contempo è necessario proteggere in ogni modo la sicurezza nella filiera alimentare”. 
 
CAGLIARI. In arrivo anche tante aziende dal Cagliaritano. “Vogliamo difendere il lavoro di agricoltori e pastori di tutta la Sardegna e salvaguardare i consumatori dall’arrivo indiscriminato dei prodotti esteri fuori controllo - sottolinea Giorgio Demurtas, presidente Coldiretti Cagliari - invitiamo anche i consumatori a controllare le etichette e assicurarsi della provenienza dei prodotti. Ecco perché dobbiamo puntare al consumo dei prodotti con una tracciabilità certificata”.   
 
NUORO. Problemi che si riflettono in tutti i territori della Sardegna. Per Leonardo Salis, presidente Coldiretti Nuoro Ogliastra “le merci che arrivano in Italia senza la giusta trasparenza in etichetta creano un enorme danno alle nostre imprese come quelle del nostro territorio che continuano a doversi difendere dalla concorrenza sleale - dice - questa mobilitazione che arriva anche dal Nuorese intende premere per arrivare all’obbligo di origine a livello europeo”. Per Alessandro Serra, direttore Coldiretti Nuoro Ogliastra, inoltre “proprio i nostri agricoltori del Nuorese, che hanno valicato il mare per essere qui in questi giorni, vogliono che si arrivi alla difesa dei nostri prodotti dall’attacco sempre più forte che arriva da produzioni straniere senza tracciabilità - sottolinea - dobbiamo una volta per tutte bloccare l’enorme mole di prodotti spacciati per italiani che creano enormi danni alle nostre imprese”. 
 
NORD SARDEGNA. Stesso messaggio anche dal Nord Sardegna. “La concorrenza sleale è uno dei danni maggiori che può arrivare a colpire il nostro agroalimentare fatto di tante tipicità dei nostri territori - sottolineano Antonello Fois ed Ermanno Mazzetti, presidente e direttore Coldiretti Nord Sardegna - sono proprio i produttori più piccoli, ovvero quelli che rappresentano la percentuale maggiore del tessuto imprenditoriale del settore nell’isola, a essere maggiormente a rischio in un mercato non tutelato dalla trasparenza. Ecco perchè anche il Nord Sardegna non è voluto mancare a questa due giorni fondamentale per il futuro della nostra agricoltura”.

Aumentano le denunce di infortunio, le malattie professionali proliferano e sono già quattro i lavoratori morti sul lavoro in Sardegna nei primi mesi di quest’anno, uno in più del 2023: il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sostanzia lo sciopero nazionale dei settori privati indetto da Cgil e Uil per l’11 aprile che, nell’Isola, si articolerà in cinque manifestazioni da Nord a Sud: appuntamento davanti alle sedi delle Prefetture a Cagliari, in piazza Palazzo dalle 9.30 alle 13, a Nuoro in via Deffenu dalle 10 alle 12, a Oristano in Via Beatrice D’Arborea, e poi ancora, a Sassari il presidio in piazza Caduti del Lavoro dalle 9 alle 13 e a Portoscuso, nel piazzale davanti alla centrale Enel Grazia Deledda dalle 8 alle 13.

Ma sono diverse le ragioni che hanno portato i sindacati a proclamare uno sciopero di quattro ore dei settori privati e otto del comparto edile in tutta Italia, ragioni che in Sardegna sono più che mai sentite, visto il quadro relativo sia alla sicurezza nel lavoro che ai dati sull’occupazione e sulla precarietà.

Tre gli obiettivi prioritari di Cgil e Uil per la giornata di giovedì 11, alla quale seguirà la manifestazione a Roma in programma per il 20 aprile: il primo, sintetizzato nello slogan “Zero morti sul lavoro” mira a superare il subappalto a cascata, rafforzare le attività di vigilanza e prevenzione, potenziare la formazione, subordinare finanziamenti e incentivi pubblici all’applicazione dei contratti collettivi firmati dai sindacati più rappresentativi; il secondo punto, “Per una giusta riforma fiscale”, ha come obiettivo la riduzione della tassazione su lavoro e pensioni, una fiscalità progressiva che escluda la flat tax, la lotta all’evasione fiscale che ammonta a circa 90 miliardi l’anno con i quali si potrebbero finanziare sanità, istruzione e investimenti; il terzo punto, “Un nuovo modello sociale e di fare impresa” rimette al centro il valore del lavoro e della qualità di un’occupazione stabile e non precaria, partendo dal rinnovo dei contratti.

Dati Inail infortuni sul lavoro. Anche in Sardegna è preoccupante l’incremento, purtroppo in linea con la tendenza nazionale. Nel solo mese di febbraio si registra +17,6% di infortuni denunciati all’Inail (erano 710 a febbraio 2023, sono 835 quest’anno ), +6% nel dato relativo al bimestre gennaio-febbraio, in cui si contano in tutto 1746 denunce (erano 1650 nel primo bimestre del 2023). Oltre l’89% degli infortuni avviene in occasione di lavoro, gli altri in itinere. Riguardo ai settori, il 71,4% si verifica nell’Industria e Servizi con il dato più alto nelle Costruzioni ma con una crescita anche in Agricoltura. Le denunce aumentano in tutti i territori tranne Oristano: Cagliari e Sassari, con il 33% e il 27%, sono quelle che raccolgono più casi, segue il Sud Sardegna con il 18%. Gli infortuni riguardano soprattutto gli uomini (64,8%) e le persone di nazionalità italiana (96,3%), e si concentrano tra i 40 e i 64 anni, in particolar modo tra gli over 50 (circa il 41%). I casi tra i giovani fino a 29 anni rappresentano il 21%, in lieve diminuzione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre cresce il dato relativo ai trentenni (+8%). Ma sono soprattutto i lavoratori più adulti a registrare l’incremento maggiore di denunce di infortunio: +13,6% tra i 50 e i 74 anni. Crescono sensibilmente le denunce di malattie professionali rispetto ai primi due mesi del 2023: da 729 a 1255, nell’86% dei casi riguardano uomini, occupati prevalentemente nel settore dell’Industria e dei Servizi. La provincia di Cagliari concentra il 58% delle denunce, seguono Oristano e Sud Sardegna con il 14% e 12%. I primi due mesi del 2024 contano già 4 denunce di infortuni con esito mortale: tre a Cagliari e uno a Sassari.

Dati mercato del lavoro e precarietà. Il quadro regionale si distingue in senso negativo rispetto a quello nazionale. Il tasto dolente è il carattere precario dei nuovi contratti visto che i rapporti di lavoro a termine e precari sono prevalenti nel mercato del lavoro sardo. Le nuove assunzioni nel 2023 sono state 218.488 a fronte delle 216.709 del 2022, pari a +0,8%, dato che evidenzia un ulteriore rallentamento della crescita già rilevato nel 2022. Le nuove assunzioni a tempo indeterminato rappresentano l’11,2%, in lieve contrazione rispetto all’anno precedente (11,5%), mentre l’87,4% è regolato da contratti a tempo determinato (44,2%) e da quelli più precari, stagionali, in somministrazione e intermittenti (43,19%). Questi ultimi interessano maggiormente le lavoratrici: il 45,4% contro il 41% degli uomini e se si considerano i contratti a termine, si arriva all’88,8% (è dell’86% quella maschile). Insieme alle donne sono i giovani a essere più vulnerabili: un lavoro su due offerto ai giovani è regolato dai contratti più precari (stagionali, somministrati e intermittenti), quasi 10 punti percentuali in più rispetto ai lavoratori sopra i 50 anni.

 

Per quanto riguarda gli indicatori del mercato del Lavoro, nel 2023 il tasso di occupazione registra +1,2%, e si attesta al 56,1%, dato inferiore alla media nazionale (61,5%). A crescere rispetto all’anno precedente è soprattutto l’occupazione femminile, mentre quella maschile risulta stabile: si tratta, ad ogni modo, di valori che non compensano la differente partecipazione al mercato del lavoro tra lavoratrici e lavoratori (63% a fronte del 49,1%, era 46,7% nel 2022). La disoccupazione passa da 11,8% a 10,2% (7,8% la media nazionale). Il tasso di occupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni è del 18,5%, con una differenza di circa 8 punti percentuali tra i generi (22,7 a fronte del 14% femminile). I giovani contano, a conferma della maggiore fragilità, un tasso di disoccupazione molto elevato: 16 punti percentuali in più rispetto alla media regionale (il 26,7% a fronte del 10,2%).  

Attività di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione: questi i temi al centro dell’accordo di collaborazione siglato nei giorni scorsi tra l’Università degli Studi di Cagliari e il Parco geominerario, storico, ambientale della Sardegna.  L’intesa prevede inoltre il consolidamento e la promozione di nuove attività di didattica e formazione, nonché l’erogazione di servizi a supporto delle attività di ricerca e delle sue ricadute sulla gestione del territorio.

“L’internazionalizzazione delle attività di ricerca e formazione in attuazione e nel rispetto della missione istituzionale delle Parti, anche attraverso la partecipazione a progetti internazionali ed europei, – si legge nell’accordo - rappresenta un asset strategico nelle politiche di posizionamento delle due istituzioni”.

Il Rettore Francesco Mola non nasconde la sua soddisfazione: “La finalizzazione dell’accordo con il Parco geominerario conferma ancora una volta la vocazione del nostro Ateno, orientato ad accogliere e a soddisfare la crescente domanda di attività di didattica a e di formazione nel territorio. In particolare questo accordo permetterò di valorizzare un territorio storicamente caratterizzato da un potenziale di grande sviluppo sia a livello ambientale che di infrastrutture.

La Commissaria del Parco Elisabetta Anna Castelli, commenta così l’accordo: “Per il Parco geominerario questo accordo rappresenta un ulteriore tassello per implementare la collaborazione con l'Università degli Studi di Cagliari, soprattutto negli ambiti della ricerca, della formazione, del trasferimento tecnologico e del public engagement, attraverso cui sviluppare nuove iniziative all'interno di un percorso comune e condiviso con i territori e il settore scientifico”.

Presente alla firma dell’accordo anche il delegato dell’Ateneo nel Consiglio del Parco, Giovanni De Giudici: “L’Università di Cagliari ha cominciato 30 anni fa ad occuparsi di siti minerari in dismissione, siamo stati pionieri in Italia e in Europa il nostro contributo di ricerca è stato già utilizzato in rapporto con l’ambiente ed il territorio. Questa firma è un’occasione per tutta la Sardegna: l’Università di Cagliari ha un vasto potenziale di conoscenze che può essere impiegato per facilitare lo sviluppo del territorio: questo accordo quadro dura 5 anni e permette di sviluppare una grande collaborazione di ricerca, di trasferimento delle conoscenze gestionali, di infrastrutturazione e di valorizzazione dell’enorme patrimonio tutelato dal Parco”.

“È nata una giunta che si esprimerà nei prossimi mesi e nei prossimi anni, ci saranno ben cinque donne, con me sei, abbiamo cercato di rappresentare i territori, estendendo rispetto al classico Cagliari - Sassari, abbiamo cercato di premiare le competenze non solo tecniche ma anche politiche e amministrative”, cosi la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde oggi al termine della riunione con le forze di coalizione. “Era giusto premiare chi aveva avuto molto consenso popolare, per riuscire a rappresentare tutte le forze politiche abbiamo dovuto derogare”. All’Urbanistica spunta il nome di Francesco Spanedda, scelto dalla Todde, un professore riconosciuto in ambito internazionale, “l’ho scelto perché è una persona che da tanti anni si occupa di Urbanistica a bassa densità”. Ai Trasporti ci sarà Barbara Manca, anche lei scelta dalla Todde, una giovane mamma, assessore a Quartu, ingegnere. “Ha anche competenze amministrative”. Le competenze espresse da questi due assessorati tecnici possono esserci”. 

Il primo passo dopo l’insediamento in Consiglio regionale, secondo la Todde “sarà determinato dalle priorità che sono arrivate in queste settimane, sicuramente uno sulla sanità importante come un nuovo modello sanitario, un modo diverso di lavorare. Altro tema è la continuità territoriale, non possiamo cambiare le regole ma abbiamo la possibilità di mettere al lavoro gli esperenti per arrivare alla prossima stagione con regole diverse”. Sulla Sanità con la nomina di Armando Bartolazzi (oncologo romano e già sottosegretario alla Salute), la presidente ha precisato che “è importante avere una persona competente con un curriculum che si fa riconoscere, e può dare ciò che serve all’Isola”. Mentre i Progressisti dovrebbero riuscire a ottenere l'assessorato all'Agricoltura con il consigliere regionale Gianfranco Satta.

Rita Dedola e la nuova Consigliera di parità della Città Metropolitana di Cagliari. La neo titolare dell’organismo di garanzia a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori contro le discriminazioni di genere sul lavoro è stata nominata con decreto del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Consigliera di parità effettiva, che succede a Susanna Pisano, sarà affiancata dalla Consigliera supplente Bruna Biondo, nominata con lo stesso decreto.

Le due consigliere sono state presentate ufficialmente questa mattina nel corso di un incontro con la stampa nella Sala Polifunzionale del Parco di Monte Claro, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza di questa importante figura a disposizione gratuitamente di tutti i cittadini dei 17 Comuni della Città Metropolitana di Cagliari.

“È mia intenzione migliorare la comunicazione dei servizi di tutela che la mia funzione e l’ufficio svolgono quotidianamente, tra cui quello di assistere a titolo gratuito le lavoratrici e i lavoratori oggetto di discriminazioni da parte di datori di lavoro pubblici e privati. Le azioni si intendono in sede stragiudiziale e conciliatoria o in sede giudiziale, potendo agire in rappresentanza o su delega dei lavoratori, oltre che ad adiuvandum, ovvero a sostegno”, ha spiegato la Consigliera di parità.

Dedola, cagliaritana, è un’avvocata di grande esperienza nel campo del diritto penale e delle pari opportunità e ha ricoperto numerosi incarichi in ambito giuridico, tra cui quello di presidente dell’Ordine degli avvocati di Cagliari. Dal 2019 al 2022 è stata assessora alla Pubblica Istruzione, Rapporti con l’Università, Politiche Giovanili, Affari Generali e Pari Opportunità del Comune di Cagliari.

La Consigliera Dedola ha scelto di lavorare in team con la Consigliera Biondo al fine di amplificare l’impegno a tutela di chi dovesse scegliere di avvalersi dell’organismo di garanzia. “Metterò il mio bagaglio culturale sulle politiche di genere a disposizione della comunità metropolitana affiancando l’avvocata Dedola in un lavoro sinergico a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori”, ha detto Biondo.  Anche lei cagliaritana, la consigliera supplente ha ricoperto diversi incarichi nel campo delle pari opportunità, tra cui quelli di componente della IX Commissione Regionale per le Pari Opportunità della Regione Sardegna e del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Cagliari.
Alla presentazione ha preso parte anche la Consigliera di parità della Regione Sardegna Maria Tiziana Putzolu, con la quale sarà attivata una proficua collaborazione.

Le consigliere di parità, effettiva e supplente, svolgono funzioni di promozione e controllo dell’attuazione dei principi di uguaglianza, pari opportunità e non discriminazione di donne e uomini nel lavoro. Ciò avviene, in particolare, attraverso la rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere e di violazioni della normativa in materia di parità, la promozione di progetti di azioni positive e successiva verifica, la diffusione della conoscenza e scambio di buone prassi, il sostegno alle politiche attive del lavoro che favoriscano le pari opportunità e la promozione di politiche di pari opportunità da parte di soggetti pubblici e privati operanti nel mercato del lavoro. Tra i compiti vi è inoltre la richiesta alle direzioni provinciali del lavoro di informazioni sulle situazione occupazionale maschile e femminile, in relazione allo stato delle assunzioni, della formazione e promozione professionale, delle retribuzioni, delle condizioni di lavoro e della cessazione del rapporto di lavoro.

L’Ufficio della Consigliera di parità della Città Metropolitana di Cagliari può essere contattato per un primo consulto o per fissare un appuntamento all’indirizzo e-mail
consiglieradiparita@cittametropolitanacagliari.it

Tutte le informazioni e i contatti sono disponibili sul sito istituzionale della Città Metropolitana di Cagliari, www.cittametropolitanacagliari.it, nella sezione “Organismi di garanzia - Consigliera di parità”.

I tempi di attesa sempre più lunghi della sanità pubblica spingono i cittadini a rivolgersi a quella privata e, per sostenerne i costi, tanti chiedono un prestito; nel 2023 la Sardegna, secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, è stata la prima regione in Italia per richieste di prestiti personali destinati a pagare le cure mediche: a fronte di una media nazionale del 4,70%, nella regione il 5,3% dei finanziamenti è stato richiesto per coprire costi legati alla salute.

Chi ha presentato domanda per questa tipologia di prestito ha cercato di ottenere, in media, 6.149 euro e aveva, all’atto della firma, mediamente 49 anni; nel 46,1% dei casi a presentare domanda di finanziamento è stata una donna, percentuale più elevata rispetto alle richieste di prestito totali, dove la quota femminile di richiedenti si ferma al 31,4%.

I lunghi tempi di attesa nella sanità pubblica sono confermati da una recente indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, che ha rilevato come, in Italia, l’attesa media sia arrivata a circa 77 giorni, valore che al Sud e nelle Isole sale addirittura a 85 giorni.

“Un sistema misto di raccolta differenziata, che tenga conto delle caratteristiche particolari dei singoli quartieri della città, con l’obiettivo di ottimizzare le risorse, abbattere i costi per il cittadino e raggiungere elevati standard per qualità e percentuali di frazionamento dei rifiuti. Un modello innovativo di gestione del servizio da attuare però gradualmente con una fase di transizione per salvaguardare e consolidare ciò che funziona e per introdurre progressivamente, e senza disagi per i cittadini, le pratiche più idonee a ciascun territorio”. 

È la proposta di Enrico Ciotti, in corsa per la candidatura a sindaco del centrosinistra alle prossime amministrative di Cagliari, in merito alla gestione dei rifiuti in città e alla modalità di raccolta porta a porta (Pap).  

“Oggi – spiega Ciotti – è assurdo mettere in discussione la necessità di proseguire sulla strada della sostenibilità ambientale attraverso una gestione virtuosa dei rifiuti nelle nostre città. Abbiamo visto i risultati ottenuti in termini di riduzione delle emissioni climalteranti e questo anche grazie al contributo dei cittadini nel conferimento dei rifiuti domestici”. 

“Il servizio, però – prosegue Ciotti – deve essere migliorato e armonizzato al tessuto urbano, soprattutto, in una realtà come Cagliari, dove ogni quartiere è una storia a sé, per struttura viaria, densità di residenti o di attività commerciali, caratteristiche degli edifici e spazi aperti. Di fronte a un tessuto urbano così fortemente diversificato non possiamo applicare un unico modello di raccolta. Il rischio è quello di andare incontro ad un aumento degli oneri diretti e indiretti per il cittadino e a una progressiva riduzione delle performance nella raccolta”. 

“Come è stato dimostrato in altre città e come ho potuto constatare in realtà all’avanguardia come la Scandinavia – aggiunge Ciotti – i sistemi migliori, in grado di garantire prestazioni e risparmio maggiori, sono quelli misti, anche attraverso la digitalizzazione dei processi. Dobbiamo pensare a un mix, in base alle peculiarità delle singole zone, tra raccolta porta a porta e su strada, l’impiego di metodi di conferimento innovativi, cassonetti di ultima generazione e isole ecologiche dislocate nei luoghi che rendono più agevole il conferimento da parte dei cittadini. Penso anche a quei sistemi, oggi adottati in contesti particolari, che valorizzano e monetizzano il conferimento di particolari rifiuti. In Scandinavia, ci sono contenitori che in cambio di bottiglie di plastica e lattine erogano bonus per la spesa o denaro. Lo stesso sistema è adottato in Germania per il vetro”.

“A Cagliari – conclude Ciotti - siamo quasi giunti alla scadenza del contratto d’appalto con l’attuale gestore. È il momento quindi per ripensare il servizio, prevedendo nuovi criteri e clausole nel bando e nel futuro contratto d’appalto. Dobbiamo realizzare un sistema misto, per rispondere adeguatamente alle singole peculiarità del territorio, e flessibile, per essere applicato gradualmente e aggiornato nel tempo per accogliere le continue novità della tecnologia. Oltre alla flessibilità, anche vincoli per il gestore: soprattutto bisogna blindare performance e obiettivi di qualità”. 

Approvato con DGR n38/127 del 17 novembre 2023 il nuovo procedimento informatizzato per la presentazione delle domande finalizzate all'ottenimento di un contributo per danni da calamità naturali.

Per il periodo 1 dicembre 2021-31 dicembre 2025, i soggetti privati (per danni al patrimonio abitativo) e le attività economiche e produttive potranno presentare istanza di contributo (ex Legge regionale 9 novembre 2015, n.26) utilizzando esclusivamente e interamente la piattaforma SIPC – Sistema Informativo Integrato di Protezione Civile.

La procedura e le modalità di richiesta sono illustrate nell'apposita pagina messa a disposizione sul sito della Regione Sardegna.

 Il link al sito della Regione: https://sus.regione.sardegna.it/sus/searchprocedure/details/10951#:~:text=38%2F127%20del%2017%2F 

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